Home rule

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Con la locuzione home rule si intendono i progetti di legge e il potere di un popolo, all'interno di una suddivisione amministrativa (come uno Stato di una federazione o una provincia o regione), volti ad ottenere il riconoscimento di autonomia legislativa rispetto a un governo centrale. Per estensione si intende anche il processo di emancipazione per l’autonomia legislativa irlandese portata avanti dal 1875 al 1914. Il percorso dell'home rule portò a conflitti talvolta sanguinosi tra inglesi e irlandesi del sud, e nella stessa Irlanda, fra gli irlandesi cattolici e anglo-irlandesi protestanti unionisti (concentrati in gran parte nell'Ulster) ostili all'indipendenza del paese.

Nel Regno Unito, l'home rule fa riferimento all'autogoverno, alla devoluzione o indipendenza dei suoi stati costituenti, inizialmente l'Irlanda, poi Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Negli Stati Uniti e in altri paesi organizzati con una struttura federativa, il termine si riferisce di solito al processo e ai meccanismi di auto-governo, esercitati da comuni, contee, o altre unità di governo locale a livello inferiore a quello di uno Stato federale.

L'Home rule irlandese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Irlanda nell'era moderna.

Dal 1800 Regno di Gran Bretagna e Regno d'Irlanda furono posti sotto la stessa bandiera (Atto di unione, approvato dal Parlamento britannico e da quello Irlandese) creando così il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1875 la questione irlandese subì una improvvisa accelerazione per iniziativa del deputato irlandese Charles Stewart Parnell, il quale in testa a un drappello nazionalista (gli home-rulers, riuniti nella Home Rule League) alla Camera dei comuni, ricorrendo all'ostruzionismo parlamentare e fomentando agitazioni contadine, rivendicò l'abrogazione dell'unione con la Gran Bretagna e l'istituzione di un parlamento nazionale a Dublino.

La questione irlandese provocò forti turbamenti nella politica inglese. Nel 1886 il primo ministro liberale William Ewart Gladstone aveva appoggiato, in cambio del sostegno parlamentare da parte degli ottanta deputati irlandesi, con l'Home Rule Bill le richieste di autonomia, che però vennero respinte, provocando nel partito whig la rottura dei liberali unionisti di Joseph Chamberlain (che confluirono nel partito conservatore), ex leader radicale, il quale aveva deciso la scissione dal partito liberale in polemica con la decisione di cedere autonomie amministrative all'Irlanda.

Per un ventennio il problema irlandese venne affrontato nei termini della pura repressione, alimentando un forte risentimento nel paese, reso più violento dalla questione religiosa e dal rapporto tra aderenti alla Chiesa anglicana (conformisti) e aderenti ad altre chiese (non conformisti), tra cui i cattolici irlandesi. Tornato al potere, Gladstone nel 1893 ripresentò il progetto, che non fu approvato dalla Camera dei pari. Il terzo Home Rule Bill venne presentato nel 1912 dal primo ministro liberale Herbert Henry Asquith. Il provvedimento fu approvato nel 1914, ma rimase congelato a causa dello scoppio della prima guerra mondiale e della violenta opposizione dei protestanti dell'Ulster (sempre convinti unionisti), sfociando nella rivolta del 1916. Nel 1920 il quarto Home Rule Act fu pienamente attuato in Irlanda del Nord e solo parzialmente attuato in Irlanda del sud. Le tensioni sempre crescenti sfoceranno nel 1922, a seguito della guerra d'indipendenza irlandese, nella creazione dello Stato Libero d'Irlanda e nella separazione dell'Irlanda del Nord.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]