Anglo-Iranian Oil Company

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Anglo-Iranian Oil Company
Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1908
Settore Petrolifero
Prodotti estrazione del petrolio
Note oggi BP plc

L'Anglo-Persian Oil Company (APOC) è stata fondata nel 1908 in seguito alla scoperta di un vasto giacimento petrolifero a Masjed Soleiman, nell'allora Persia: fu la prima compagnia petrolifera in Medio Oriente. L'APOC mutò nome in Anglo-Iranian Oil Company (AIOC) nel 1935 ed infine in British Petroleum Company (BPC) nel 1954, base dell'odierna BP plc.

La raffineria di Abadan

La concessione a D'Arcy[modifica | modifica sorgente]

William Knox D'Arcy negoziò nel 1901 una concessione petrolifera con lo Shah di Persia Mozaffar ad-Din Shah Qajar, che sanciva il totale controllo britannico delle riserve petrolifere persiane per i seguenti sessant'anni. Tuttavia in pochi anni D'Arcy giunse quasi alla bancarotta per i costi d'esplorazione e per mantenere il capitale fu costretto a vendere gran parte della Burmah Oil Company Ltd., il che portò alla nascita dell'Anglo-Persian Oil Company (APOC) come filiale ed alla vendita al pubblico delle azioni.

Nel 1913 iniziò la produzione industriale dalla raffineria ad Abadan e il governo britannico, sotto la spinta di Winston Churchill, Primo Lord dell'Ammiragliato, nazionalizzò parzialmente l'azienda nello stesso anno per garantire le forniture di petrolio alla flotta britannica. L'APOC controllò poi circa il 50% della Turkish Petroleum Company, creata nel 1912 da Calouste Gulbenkian per esplorare e sviluppare le risorse petrolifere nell'Impero Ottomano: in seguito allo stop dovuto alla Prima guerra mondiale e il ritorno in piena attività, nel 1927 mutò nome in Irak Petroleum Company.

La concessione per l'Iran fu rinnovata nel 1933, dopo una lunga e difficile trattativa con Reza Shah, che l'aveva in precedenza unilateralmente annullata. Nel 1935 Reza Shah cambia il nome ufficiale del Paese da Persia in Iran ed anche la APOC diventa AIOC.

La nazionalizzazione e la crisi di Abadan[modifica | modifica sorgente]

Nel 1950 la concessione AIOC era vivamente contestata in Iran sia dal clero sciita guidato dall'Ayatollah Kashani che dai popolar-nazionalisti guidati da Mohammad Mossadeq, Presidente della Commissione d'inchiesta parlamentare sul Petrolio. Nel 1951 il negoziato per il rinnovo fu bloccato dall'assassinio del Primo Ministro Razmara, che era favorevole ad una nuova intesa. Al suo posto il Parlamento elegge all'unanimità Mossadeq che promette la nazionalizzazione dell'AIOC, ribattezzata National Iranian Oil Company (NIOC). La reazione inglese è molto dura e porta all'apertura della crisi di Abadan ed al blocco delle esportazioni di petrolio iraniano.

Mossadeq con Mc Ghee

Il Consorzio per l'Iran (le sette sorelle)[modifica | modifica sorgente]

La crisi economica e politica seguita alla nazionalizzazione del petrolio portano ad un colpo di mano militare contro Mohammad Mossadeq, che viene deposto nel 1953[1]. Nonostante la caduta di Mossadeq, l'Iran conserva la nazionalizzazione della NIOC. L'esportazione di petrolio persiano riprende solo nel 1954 grazie alla formazione del cosiddetto "Consorzio per l'Iran" guidato dalla British Petroleum (ex AIOC), la Gulf Oil e la Shell e le quattro americane del consorzio saudita ARAMCO, ossia la Standard Oil of New Jersey (Exxon), la Standard Oil of New York (Mobil), la Texaco e la Standard Oil of California. Enrico Mattei chiese in seguito di poter entrare anch'egli con l'AGIP, ma fu escluso da quelle che egli ribattezzò come le "sette sorelle".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi Stefano Beltrame, "Mossadeq. L'Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della rivoluzione islamica"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ferrier R, "The History of the British Petroleum company" Cambridge 1982
  • Beltrame S."Mossadeq. L'Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della Rvioluzione Islamoica", Ed. Rubbettino 2009, ISBN 978-88-498-2533-6
  • M. Emiliani, M. Ranuzzi de' Bianchi, E. Atzori, Nel nome di Omar. Rivoluzione, clero e potere in Iran, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-000-8.

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