François Furet

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François Furet (Parigi, 27 marzo 1927Tolosa, 12 luglio 1997) è stato uno storico francese, tra i più importanti studiosi della Rivoluzione francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente a una famiglia parigina della classe agiata, François Furet entra nel 1949 nel Partito Comunista Francese come molti altri storici di chiara fama a quell'epoca. Abbandona tuttavia il partito nel 1956, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria, pur mantenendosi sempre vicino alle posizioni politiche socialiste. Dopo aver abbandonato gli studi universitari per alcuni anni a causa della tubercolosi Furet si laurea in Storia a Parigi nel 1954. Inizia l'attività giornalistica presso il "France-Observateur", divenuto poi nel 1964 soprattutto grazie al suo contributo il "Nouvel Observateur". Nel 1955 entra nel Centre national de la recherche scientifique (CNRS) dove inizia gli studi sui temi della Rivoluzione francese.

Nel 1960 entra quindi nella prestigiosa École des hautes études en sciences sociales (allora VI sezione dell'École Pratique des Hautes Études) di cui diventa anche direttore tra il 1977 e il 1984. Nel 1984 è chiamato a dirigere l'Istituto Raymond Aron e poi la Fondazione Saint-Simon. Nel 1997 diviene membro dell'Académie Française. Alla sua attività di insegnamento liceale segue quella universitaria. È stato docente presso l'Università di Chicago, mentre l'Università Harvard gli ha conferito una laurea ad honorem. Furet muore nel 1997 all'età di settant'anni per un infarto durante una partita di tennis con alcuni amici nella sua casa di campagna. Gli è stata dedicata una scuola alla periferia di Parigi e un premio annuale in Storia.

La sua notorietà è legata soprattutto alle tesi critiche che maturò riguardo alla corrente storiografica marxista sulla Rivoluzione francese dominante in quegli anni, soprattutto criticando il dogmatismo della storiografia di Albert Soboul. Egli rigettò l'interpretazione di moda della Rivoluzione come frutto di lotte di classe, di scontro aristocrazia-borghesia (vincente) e poi borghesia-proletariato (perdente). Nella Rivoluzione vide invece una lotta unitaria per l'affermazione degli ideali liberali e democratici, che non furono soffocati sotto la dominazione di Napoleone Bonaparte, ma tornarono a spingere la Francia nelle successive rivoluzioni del 1830, del 1848 e del 1871.

La Rivoluzione portò soprattutto alla riscoperta della politica, come ha affermato anche Michel Vovelle, e per la sua carica profetica sintetizzò tutti gli avvenimenti dei due secoli successivi: la lotta per la democrazia, i problemi del liberalismo, l'avvento delle dittature demagogiche. L'interesse di Furet ebbe ad oggetto anche il marxismo, il comunismo e la loro influenza sulla storia del XX secolo.

Furet è stato insignito del premio Tocqueville e del premio Hannah Arendt per il suo contributo allo studio della politica e delle scienze sociali. Tra le sue principali opere tradotte in italiano:

  • Critica della Rivoluzione francese, ed. Laterza 2004.
  • La Rivoluzione francese con Denis Richet, 2 voll., ed. Laterza 2002.
  • Le due rivoluzioni. Dalla Francia del 1789 alla Russia del 1917, ed. UTET 2002.
  • Ventesimo secolo. Per leggere il Novecento fuori dai luoghi comuni con Ernst Nolte, 1997.
  • Il passato di un'illusione. L'idea comunista nel XX secolo, ed. Arnoldo Mondadori Editore, 1995
  • Dizionario critico della Rivoluzione francese con Mona Ozouf, Bompiani.
  • Il secolo della rivoluzione: 1770-1880, Rizzoli.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Seggio 1 dell'Académie française Successore
Michel Debré 1997 René Rémond

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