János Kádár

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János Kádár

János Kádár, nato János József Czermanik (Fiume, 26 maggio 1912Budapest, 6 luglio 1989), è stato un politico ungherese. Fu de facto a capo dello Stato ungherese dal 1956 al 1988.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Fiume, nell'ospedale civico di Santo Spirito, come figlio naturale di János Krezinger, militare di origine contadina proveniente da Pusztaszemes (Somogy) e di Borbála Czermanik, anch'essa di umile estrazione, nata a Ógyalla, oggi Hurbanovo, nella regione di Komárom (nell'attuale Slovacchia). La madre faceva la cameriera d'albergo a Fiume.

La famiglia materna era di origine ungherese-slovacca, mentre gli avi paterni provenivano dalla Germania. Nei successivi documenti il cognome sarà mutato in Csermanek, di più facile pronuncia per i magiarofoni, e dal 1945 assumerà ufficialmente quello di Kádár. A Fiume rimase appena tre mesi: i genitori lo mandarono già nel 1912 a Pusztaszemes presso parenti del padre, che lo rifiutarono. Kádár visse così i primi sei anni in una famiglia di Kapoly.[1]

Nel 1918 la madre si trasferì a Budapest e prese il figlio con sé: Kádár intraprese gli studi abbandonandoli dopo soli otto anni, nonostante la lettura fosse, assieme al calcio e agli scacchi, una delle tre passioni che lo accompagnarono da ragazzo. Andò a lavorare, ma l'impiego come meccanico di macchine da scrivere durò poco; perse il lavoro nel 1929 a causa della drammatica situazione finanziaria che in quell'anno si era materializzata nel Wall Street Crash e che attanaglierà il mondo intero per molto tempo. In questo periodo il giovane ebbe i primi contatti con le manifestazioni popolari. Durante una di queste fu coinvolto in una rissa, che ricorderà con orgoglio come situazione che lo mise per la prima volta a contatto «con la classe operaia combattente».[2]

Miklós Horthy

Due anni più tardi entrò nella KIMSZ, la Federazione ungherese dei giovani lavoratori comunisti, entrando nella "lista nera" del regime di Miklós Horthy. Già nel 1931 conobbe la prigionia, arrestato una prima volta nel mese di novembre per essere poi rilasciato nel febbraio successivo. Assunse, in seno alla Federazione, un ruolo prominente con lo pseudonimo di Barna. L'attività sovversiva portò Kádár a un nuovo arresto il 26 giugno 1933 cui seguì la condanna a due anni di carcere. Al principio del 1934 fu espulso dal KIMSZ con l'accusa di aver rivelato alla polizia di Horthy notizie circa la sua azione clandestina.[3]

La giovinezza di Kádár continuò ad essere legata ad esperienze di prigionia. Se il 24 gennaio 1935 fu rimesso in libertà, non passò mezzo anno che dovette conoscere nuovamente la reclusione. Incarcerato a Budapest, subì il trasferimento a Szeged il 2 febbraio 1937, dove conobbe Mátyás Rákosi, che dopo la guerra instaurò nello stato una forte dittatura di stampo stalinista. Venne infine il 19 giugno 1937, quando, dopo sei anni passati quasi esclusivamente dietro le sbarre, Kádár fu definitivamente scarcerato.[4]

Durante la seconda guerra mondiale fu uno tra i più agguerriti organizzatori e sostenitori della resistenza al nazismo. Nel 1951 fu incarcerato per aver assunto un atteggiamento filojugoslavo a sostegno di Tito che nel 1948 era stato condannato dal Kominform. La sua scarcerazione avvenne dopo la morte di Stalin, nel 1954.

Fu segretario del comitato centrale del Partito comunista ungherese durante la rivoluzione del 1956. Come segretario generale, o primo segretario, dell'allora Partito Socialista dei Lavoratori, fu de facto il capo dello stato ungherese dal 1956 al 1988.

Durante i moti rivoluzionari in un primo tempo si schierò a favore di Imre Nagy, per poi divergere dalle idee di questi, considerate anticomuniste, e propendere maggiormente nell'ala filo-sovietica che, comunque, preferiva a chi proponeva un ritorno al capitalismo.

Dal 1961 ridivenne nuovamente presidente del Consiglio e gestì il nuovo corso della Repubblica Popolare d'Ungheria favorendo una timida economia di mercato, la diffusione dei beni di consumo, rilanciando il turismo e l'apertura all'occidente. Tra il 1962 e il 1963, a seguito dell'VIII Congresso del Partito Socialista dei Lavoratori promulgò un'amnistia per tutti i detenuti politici reduci dalla Rivoluzione del 1956.

Successivamente alla "normalizzazione" si distinse per una politica economica aperta nei confronti del libero mercato che condusse l'Ungheria negli anni settanta ad essere il paese del blocco socialista con la migliore qualità di vita.[5] Fu autore di una politica caratterizzata da numerose aperture e le concessioni sul versante della democrazia.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chi era Janos Kádár? (a cura di G. Nemth, A. Papo e A. Rosselli), Roma 2012, p. 14
  2. ^ T. Huszár, Kádár Janos. Politikai életrajza, vol. I, Budapest 2001, p. 27
  3. ^ Chi era Janos Kádár?, cit., p. 14; Gy. Moldova, Kádár János, vol. I, Budapest, Urbis, 2006, pp. 24-25
  4. ^ Chi era Janos Kádár?, cit., pp. 14-15
  5. ^ Chi era Janos Kádár?, cit.,

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tibor Huszár, Kádár János. Politikai életrajza 1912-1956, Budapest, Szabad Tér Kiadó, Kossuth Kiadó, 2001
  • Tibor Huszár, Kádár Janos. Politikai életrajza köt. 1956. november- 1989. július, Budapest, Szabad Tér Kiadó, Kossuth Kiadó, 2003 (è il secondo volume della biografia di Huszár)
  • Graziella Nemeth, Adriano Papo, Alessandro Rosselli (a cura di), Chi era János Kádár? L'ultima stagione del comunismo ungherese (1956-1989), Roma, Carocci editore pressonline, 2012 ISBN 978-88-430-6678-0

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