Economia svizzera

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La Svizzera ha un'economia piccola ma molto sviluppata. Infatti, pur essendo solo 38° al mondo per PIL, ha l'ottavo PIL pro capite più alto, pari a 43.195$ nel 2008. La sua economia, data anche la conformazione del territorio e la scarsità di risorse naturali, è prevalentemente concentrata sul settore dei servizi, in particolare quelli finanziari.

Dati economici generali[1][modifica | modifica wikitesto]

Struttura economica[modifica | modifica wikitesto]

L'economia svizzera possiede un settore dei servizi altamente sviluppato, che contribuisce al 71% del PIL ed il cui settore di punta è quello dei servizi finanziari e bancari. L'industria manifatturiera, invece, conta il 27,6% del PIL ed è specializzata in prodotti ad alta tecnologia.

Nel 2009 il 3,9% della popolazione era attivo nel settore primario (agricoltura e selvicoltura), il 22,9% nel settore secondario (industria, arti e mestieri) e il 72,3% nel settore terziario (servizi).

Negli ultimi anni, la Svizzera ha, in molti campi, conformato la propria legislazione economica a quella dell'Unione europea, cui però non aderisce, allo scopo di rilanciare la competitività. Tuttavia, rimangono ancora alcune barriere protezionistiche, in particolare per i prodotti agricoli.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il settore primario ha, come detto un'importanza minore nell'economia. Ad ogni modo, circa il 40% del territorio è utilizzato per scopi agricoli o di allevamento e la superficie coltivata in permanenza è il 10,6% della superficie totale (contro il 13,4% della media europea ed il 11,3% della media mondiale). Ciò corrisponde a 61 ettari di terreno agricolo ogni 1.000 persone (contro i 442 in Europa ed i 251 nel mondo)[2]. Inoltre, in Svizzera, a Vevey, ha sede la Nestlè, azienda leader mondiale nel settore alimentare.

Un referendum tenutosi il 27 novembre 2005 ha approvato, con il 55,7% dei consensi, una moratoria di cinque anni sull'uso di OGM, contrariamente alle intenzioni del Governo.

La Svizzera ha un regime di forte protezione dell'agricoltura. Vi sono tariffe elevate sulle importazioni e ampi sussidi agli agricoltori locali per incoraggiare la produzione nazionale, che attualmente soddisfa circa il 60% dei consumi alimentari. Secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la Svizzera sovvenziona oltre il 70% della sua agricoltura rispetto al 35% nella UE. Nel 2009 lo Stato ha concesso sussidi agli agricoltori per 6,2 miliardi di dollari e si calcola che tali sussidi costituiscono quasi il 60% dei redditi dei contadini, molto meno del 75% degli anni '80, ma molto di più della media europea (poco meno del 25%)[3].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Sede della Novartis a Basilea

Fin dalla prima rivoluzione industriale, la Svizzera è caratterizzata da un settore secondario molto forte. Ancora nel 1960, esso occupava circa il 47% della forza lavoro, mentre la media dei Paesi europei occidentali era di circa dieci punti in meno[4]. Una parte considerevole di questa forza lavoro, tuttavia, era straniera. Ad ogni modo, dopo il 1970 l'industria perde la sua posizione dominante a favore dei servizi, in contemporanea con l'avvio di un processo di delocalizzazione in Asia e nell'Europa orientale, in parte a causa dei costi troppo elevati. Oggi, infatti, l'industria occupa circa il 23% della forza lavoro.

Nella seconda metà dell'Ottocento, i settori maggiormente sviluppati erano la chimica, la metallurgia e la meccanica (macchine, impianti elettrici ed elettronica, meccanica di precisione, ottica, orologi e macchine per l'industria), tutti settori che rivolgevano gran parte della produzione all'estero, date le limitate dimensioni del mercato interno. All'inizio del XXI secolo, le PMI cercano di specializzarsi in prodotti di nicchia e ad alta tecnologia, dove la concorrenza è più debole[5].

Oggi l'industria chimica e farmaceutica svizzera è leader nel mondo. Sono presenti sia grandi gruppi, come Novartis e Hoffmann-La Roche sia numerose imprese medio-piccole, la maggior parte delle quali situate nei cantoni di Basilea città, Basilea campagna, Argovia e Wallis. Per quanto riguarda la meccanica, essa comprende essenzialmente la fabbricazione di macchine per ufficio, di attrezzature per il trattamento dei dati e computer, di apparecchi elettrici per la produzione e distribuzione di energia elettrica, di impianti per radio, televisione e, in generale, telecomunicazioni, di strumentazione medica, di precisione e ottica[6]. Particolarmente famoso nel mondo è il settore dell'orologeria, presente con marchi prestigiosi come Breitling, Chopard, Rolex, Swatch e Vacheron Constantin.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, la maggior parte dei posti di lavoro sono il settore dei servizi, che produce anche la maggior parte del PIL. Esso comprende, in particolare, il sistema scolastico, il sistema sanitario, le attività finanziarie e bancarie, le assicurazioni, i trasporti e le imprese di consulenza. Riveste notevole importanza anche il turismo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La Svizzera inizia a diventare meta turistica tra il XVIII ed il XIX secolo, grazie alla bellezza dei propri paesaggi di montagna. Tuttavia, prima del 1850 non si può parlare di una vera e propria industria turistica, né per quanto riguarda le strutture alberghiere, né per quanto riguarda i trasporti.

Oggi, il turismo è il terzo settore economico del Paese. Le destinazioni più popolari in Svizzera sono, in ordine di presenze, Zurigo (con 2,4 milioni di pernottamenti nel 2006), Ginevra (1,9 milioni di pernottamenti), Zermatt (1,3 milioni) e Lucerna (1 milione); seguono Basilea, Davos, St. Moritz, Losanna, Berna e Lugano[7]. I turisti stranieri sono poco meno del 60%, contro oltre il 40% di svizzeri. Per la maggior parte i turisti stranieri vengono dalla Germania (14,4% dei pernottamenti), Francia (5,3%), Regno Unito (4,8%) e Italia (3,8%)[8].

Banche e finanza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, il settore finanziario comprendeva circa l'11,6% del PIL della Svizzera e impiegava circa 196.000 persone (136.000 delle quali nel solo settore bancario), ovvero il 5,6% del totale della forza lavoro del Paese[9].

La costante neutralità della Svizzera ha promosso la creazione un ambiente economico stabile in cui il settore bancario è stata in grado di svilupparsi e prosperare. Attualmente, si stima che il 28% di tutti i capitali detenuti al di fuori del paese d'origine ("offshore") siano depositati in Svizzera[10]. Nel 2009 le banche svizzere hanno gestito 5.400 miliardi di franchi svizzeri[11]. Inoltre, nel 2006 le banche estere operanti in Svizzera gestivano altri 870 miliardi di franchi.

La Borsa valori, denominata SIX Swiss Exchange, ha sede a Zurigo e, con una capitalizzazione di 1052 miliardi di $, è la quinta a livello europeo e la quindicesima a livello mondiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CIA - The World Factbook
  2. ^ Organic Farming in Switzerland
  3. ^ Agricultural subsidies: Ploughing on | The Economist
  4. ^ Industrie
  5. ^ Industrie
  6. ^ Industrie des machines
  7. ^ Hôtels et établissements de cure : arrivées, nuitées et nuitées-chambre par commune (Office fédéral de la statistique)
  8. ^ Hôtels et établissements de cure : arrivées et nuitées par catégorie (Office fédéral de la statistique)
  9. ^ The economic significance of the Swiss financial centre (PDF), Swiss Bankers Association. URL consultato il 20 maggio 2010.
  10. ^ The Boston Consulting Group "Global Wealth 2009"
  11. ^ The economic signifance of the Swiss financial centre, Swiss Bankers Association. URL consultato il 20 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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