Curva di Laffer

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Curva di Laffer
Distribuzione del gettito in funzione della pressione fiscale: maggiore è l'imposta, maggiore è l'evasione. La forma reale è sconosciuta, un'approssimazione fornita da dati statistici è quella mostrata[1]

La curva di Laffer è una curva a campana che mette in relazione l'aliquota di imposta (asse delle ascisse) con le entrate fiscali (asse delle ordinate) che l'economista dell'università della South California (USA) impiegò per convincere l'allora candidato repubblicano alle presidenziali del 1980, Ronald Reagan, a diminuire le imposte dirette.

Secondo Laffer esisteva un'aliquota, corrispondente all'ascissa del punto più alto della curva a campana, oltre la quale un aumento delle imposte avrebbe disincentivato l'attività economica e quindi ridotto il gettito.

Oltrepassata l’aliquota ottimale il gettito fiscale tende a diminuire per tre fenomeni: evasione, elusione, sottrazione.
L’evasione consiste nel dichiarare un imponibile minore rispetto a quello reale con lo scopo di pagare meno imposte.
L’elusione consiste nel “truccare” la natura dell’operazione con lo scopo di beneficiare di minori imposte. A differenza dell’evasione l’elusione non si presenta come illegale; essa infatti formalmente rispetta le leggi vigenti, ma le aggira nel loro aspetto sostanziale frustrando il motivo per il quale sono state approvate. Ad esempio, se le imposte sulla vendita di un immobile sono del 35% e quelle sulla vendita di azioni del 20%, il possessore dell'immobile può conferirlo in una società per azioni al solo scopo di vendere poi le azioni della società proprietaria dell'immobile con fortissimo risparmio fiscale. Qui l'elusione sta nell'utilizzazione dello strumento società per azioni non per svolgere un'attività d'impresa, ma solo per trasferire la proprietà sostanziale dell'immobile, infatti in questo caso l'acquirente delle azioni in realtà ha acquistato l'immobile, ma in questo modo il venditore ha beneficiato di un'aliquota impositiva fortemente ridotta.
La sottrazione consiste nel sottrarre l’imponibile dalla tassazione eliminandolo o spostandolo. È l'effetto di cui gli economisti della supply side economics (cioè politica dell’offerta) più si preoccupavano. L’offerta è composta dalla produzione delle imprese, il reddito derivante dall’allocazione di tale produzione è soggetto ad imposta. Per sottrarre l’imponibile è necessario non produrre più questo reddito, o produrlo altrove. In entrambe i casi l’effetto è un calo della produzione globale e cioè della crescita del paese in questione.

Alcuni fiscalisti, in base a questa curva, propongono il ritorno ad un sistema di tassazione ad aliquota unica (flat-tax), pari al valore ottimo che massimizza il gettito fiscale. Il problema, però, è duplice:
1. La flat-tax, tutti pagano lo stesso, appare ingiusta, in quanto obbliga i meno abbienti a pagare quanto i ricchi.
2. Calcolare a priori quale sia l'optimum per un dato sistema fiscale richiede una conoscenza troppo dettagliata delle psicologie individuali, ossia quanto ognuno ritiene "giusto" pagare, e non è detto che un sistema a più aliquote sia più valido di uno ad aliquota unica.

Gli USA si trovavano nel 1980, secondo Laffer e secondo gli economisti della supply side economics, a destra di tale punto, e pertanto una riduzione delle aliquote avrebbe prodotto un aumento dell'attività economica e quindi delle entrate fiscali.

Mancava tuttavia una qualsiasi evidenza empirica di tale tesi. Quando il presidente USA Ronald Reagan ridusse le imposte, coerentemente con le previsioni, le entrate fiscali diminuirono in rapporto al Pil, e avendo contemporaneamente aumentato spropositatamente la spesa pubblica, esplose il deficit pubblico degli Stati Uniti [2]. La colpa del deficit non fu dunque della teoria di Laffer, che ha previsto correttamente l'aumento delle entrate, quanto della cattiva amministrazione.

Secondo Oscar Giannino la Curva di Laffer ha funzionato molto bene, se si confrontano, ad esempio, i livelli di tassazione e di spesa della Repubblica Italiana: nel 1980 l'aliquota massima IRPEF era del 72% e la spesa pubblica era pari al 30% del PIL di allora, nel 2008 l'aliquota massima IRPEF era del 43% e la spesa pubblica era pari a oltre il 40% del PIL. Ciò significa che la Reaganomics ha funzionato persino in Italia, nonostante la dura opposizione del PCI e della sinistra in generale (in ordine storico: PDS, Ulivo, DS, Unione, PD).

Si dice, ironicamente, che una delle maggiori qualità della Curva di Laffer è che poteva essere spiegata ad un membro del congresso americano in mezz'ora e questo ne poteva parlare per sei mesi [3]. Il premio Nobel per l'economia Joseph E. Stiglitz l'ha definita, nel suo libro I ruggenti anni Novanta, "una teoria scarabocchiata su un foglio di carta".[4]

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Dati
  2. ^ fonte Internal Revenue Service USA
  3. ^ Si dice che il pregio della curva di Laffer stia nel fatto che la si spiega ad un onorevole in mezz'ora, e lui può parlarne per sei mesi.
    « It has been said that the virtue of the Laffer curve is that you can explain it to a congressman in half an hour and he can talk about it for six months. »
    (Hal Varian, Intermediate Microeconomics [1])
  4. ^ Joseph E. Stiglitz, I ruggenti anni Novanta, Torino, Einaudi [2003], 2005. 32 ISBN 880617651X

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