Anonymous

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Anonymous (disambigua).
Anonymous
Anonymous
La simbologia del "busto senza capo" rappresenta l'organizzazione senza leader e l'anonimato.[1]
Tipo Fenomeno di Internet;
Multiplo-uso di un nome/avatar;
Comunità virtuale;
Associazione di volontariato
Fondazione 2003
Scopo Attivismo in Internet
Area di azione Globale
 
(EN)
« We're Anonymous. We're legion. We don't forgive. We don't forget. Expect us! »
(IT)
« Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci! »
(Motto dell'organizzazione)

Anonymous è un termine dal duplice significato. Come fenomeno di Internet afferisce al concetto di singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l'appellativo fittizio di “Anonymous”. Più genericamente, indica i membri di alcune sottoculture di Internet.

Le azioni attribuite ad Anonymous sono intraprese da individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous. Dopo una serie di controversie, proteste largamente pubblicizzate e attacchi DDoS attuati da Anonymous nel 2008, gli episodi legati ai membri del gruppo sono diventati sempre più popolari.

Nel dicembre 2013 la Cassazione con la sentenza che conferma gli arresti domiciliari per Gianluca Preite definisce il gruppo hacker come un' associazione a delinquere composta da cellule ed inoltre: Nonostante a livello mondiale il gruppo possa ispirarsi ad ideali "lusinghieri e meritori" – come l’impegno sui temi ecologici – le cellule non possono ottenere giustificazione per le loro azioni. Anonymous può assimilarsi ad una organizzazione non statica, operante in una dimensione di per sé aperta e non individuabile su una base meramente territoriale[2].

Anche se non necessariamente legati ad una singola entità online molti siti web sono fortemente associati ad Anonymous, come le imageboard 4chan e Futuba, i loro associati wiki, Encyclopedia Dramatica e un certo numero di forum.

Indice

Origini del concetto e del fenomeno[modifica | modifica sorgente]

Il nome Anonymous si ispira all'anonimato sotto il quale gli utenti pubblicavano immagini e commenti su Internet. Il concetto di Anonymous inteso come "identità condivisa" si è sviluppato sulle imageboard laddove il nick "Anonymous" viene assegnato ai visitatori che lasciano commenti senza identificarsi. Gli utenti delle imageboard a volte cominciarono ad identificare Anonymous come una persona reale. Con il crescere della popolarità delle imageboard l'idea di Anonymous come collettivo di individui senza nome è diventato un fenomeno di Internet, erroneamente associato[3] alla figura del cracker. Si tende ad enfatizzare il fatto che il termine non possa essere facilmente racchiuso in una semplice definizione, difatti viene spesso definito tramite aforismi che ne descrivono le qualità. Ma Anonymous non è solo web, Anonymous è chiunque pensi che la censura e le notizie false non dovrebbero esistere e che ognuno possa esprimere liberamente ciò che pensa, alcuni vogliono rendere pubbliche le informazioni tramite attacchi informatici; altri si mettono addosso la maschera di Guy Fawkes (resa famosa dal film V per Vendetta) e scendono in piazza a protestare.

(EN)
« [Anonymous is] the first Internet-based superconsciousness. Anonymous is a group, in the sense that a flock of birds is a group. How do you know they're a group? Because they're traveling in the same direction. At any given moment, more birds could join, leave, peel off in another direction entirely.[4] »
(IT)
« [Anonymous è] la prima coscienza cosmica basata su Internet, Anonymous è un gruppo, nello stesso senso in cui uno stormo di uccelli è un gruppo. Come si fa a sapere che è un gruppo? Perché viaggiano nella stessa direzione. In qualsiasi momento, più uccelli possono unirsi, lasciare lo stormo o staccarsi completamente verso un'altra direzione. »
(Chris Landers, Baltimore City Paper, 2 aprile 2008)

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Anonymous è composto in gran parte da utenti provenienti da diverse imageboard e forum. In più, vi sono molti network Wiki e IRC il cui scopo è quello di superare i limiti delle tradizionali imageboard. Mediante questi mezzi di comunicazione i dimostranti di Anonymous comunicano e organizzano le proteste. Come "libera coalizione degli abitanti di Internet”, il gruppo si riunisce sulla rete, attraverso siti quali 4chan, 711chan, Encyclopedia Dramatica, canali IRC e YouTube. I social network, come Facebook, sono utilizzati per la creazione di gruppi che aiutano le persone a mobilitarsi per le proteste nel mondo reale. Anonymous non ha leader o partiti che lo controllano, si basa sul potere collettivo dei suoi partecipanti che agiscono individualmente in modo che l'effetto della rete benefici il gruppo.

Una tattica comune di Anonymous è quella di attribuire gli attacchi a eBaum's World, un sito altamente detestato da Anonymous per via del furto di contenuti da altri siti.

(EN)
« Anyone who wants to can be Anonymous and work toward a set of goals... We have this agenda that we all agree on and we all coordinate and act, but all act independently toward it, without any want for recognition. We just want to get something that we feel is important done...[4] »
(IT)
« Chiunque voglia può essere Anonymous e lavorare per una serie di obiettivi... Abbiamo un programma su cui tutti concordiamo, ci coordiniamo e agiamo, ma per la sua realizzazione tutti agiscono indipendentemente, senza volere alcun riconoscimento. Vogliamo solo raggiungere qualcosa che crediamo sia importante... »
(Un membro di Anonymous, citato da Chris Landers nel Baltimore City Paper, 2 aprile 2008)

Hatzui minecraft fù l'attacco nel 2008 ad irc attacco per buttare giu' un social network

Attività[modifica | modifica sorgente]

Le attività citate in questa sezione sono state attribuite ad Anonymous dagli esecutori stessi o dai media. Le azioni svolte da Anonymous non sembrano il risultato di un programma.

2006–2007[modifica | modifica sorgente]

Attacchi ad Habbo[modifica | modifica sorgente]

Un popolare obiettivo attaccato da Anonymous è stato Habbo, un famoso social network progettato come un hotel virtuale. Il primo attacco importante è conosciuto come il “Great Habbo Raid of '06”, seguito l'anno successivo da un secondo attacco, “Great Habbo Raid of '07”.

L'attacco è legato alla seguente notizia:

un parco di divertimenti in Alabama vietò ad un bambino di due anni affetto da AIDS di immergersi in piscina. Gli utenti si sono registrati al sito di Habbo, utilizzando come avatar un uomo di colore in smoking grigio e acconciatura afro, hanno bloccato l'accesso alla piscina, dichiarando che era “chiusa per AIDS”, inondando il sito con frasi stupide prese dalla rete e disponendosi in modo da formare una svastica. Quando gli autori degli attacchi vennero espulsi, si lamentarono di razzismo. In reazione a quanto accaduto, gli amministratori di Habbo hanno espulso gli utenti con avatar combacianti con quel profilo, anche mesi dopo l'ultimo attacco.
Attacco a Hal Turner[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'autore radiofonico e sostenitore della supremazia bianca Hal Turner, nel dicembre 2006 e nel gennaio 2007 individui auto-identificatisi come Anonymous hanno messo offline il suo sito, costandogli migliaia di dollari in bollette di banda. Di conseguenza, Turner ha denunciato 4chan, eBaum's World, 7chan, e altri siti per pirateria. Ha perso l'appello per un'ingiunzione e, non avendo ricevuto le lettere del tribunale, ha visto decaduta la sentenza.

Arresto di Chris Forcand[modifica | modifica sorgente]

Il 7 dicembre 2007, il quotidiano Toronto Sun, con sede in Canada, ha pubblicato una notizia relativa all'arresto di un presunto "predatore di Internet", Chris Forcand. L'uomo, 53 anni, ricevette due capi d'accusa per avere adescato e tentato molestie sessuali ai danni di un minore di 14 anni e per essere in possesso di armi pericolose e improprie. La notizia affermava che Forcand era già nel mirino dei “cyber-vigilanti il cui obiettivo è quello di cacciare chiunque abbia interessi sessuali verso i minori”, ancor prima che iniziassero le investigazioni della polizia.

Il Global Television Network identificò come responsabile dell'arresto di Forcand il gruppo di Anonymous, che avrebbe contattato la polizia dopo che alcuni membri avevano ricevuto delle avance da Forcand insieme ad immagini disgustose raffiguranti se stesso. Sempre secondo il network in questione, era la prima volta che un “predatore di Internet” veniva arrestato dalla polizia grazie al lavoro di alcuni "vigilantes" della rete.

2008[modifica | modifica sorgente]

Progetto Chanology[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Progetto Chanology.

Il gruppo si è fatto conoscere dalla stampa internazionale in seguito al progetto Chanology, la protesta contro la chiesa Scientology.

Il 14 gennaio 2008, un video prodotto da Scientology con un'intervista a Tom Cruise è stato prelevato da Internet e caricato su YouTube. Scientology ha accusato YouTube di violazione di copyright, chiedendo la rimozione del video. In risposta, Anonymous ha ideato il Progetto Chanology. Considerando l'azione di Scientology una forma di censura, i membri del Progetto Chanology hanno organizzato una serie di attacchi DoS (Denial of Service) contro i siti di Scientology, scherzi telefonici e fax neri ai suoi centri.

Il 21 gennaio 2008, degli individui, rivendicando di parlare a nome di Anonymous, hanno annunciato i loro obiettivi e le loro intenzioni tramite un video pubblicato su YouTube intitolato “Message to Scientology”, insieme ad un comunicato stampa con il quale dichiaravano “Guerra a Scientology”. Nel comunicato stampa, il gruppo ha affermato che gli attacchi contro Scientology continueranno allo scopo di proteggere il diritto alla libertà di parola, e metteranno fine a quello che loro sostengono essere uno sfruttamento dei membri della chiesa.[5] Un nuovo video “Call to Action” è apparso su YouTube il 28 gennaio 2008, annunciando delle proteste davanti alla chiesa Scientology il 10 febbraio 2008. Il 2 febbraio 2008, 150 persone si sono riunite fuori dalla chiesa di Scientology ad Orlando, Florida, per protestare contro le pratiche dell'organizzazione. Sono state tenute altre piccole proteste a Santa Barbara, California, e a Manchester, Inghilterra. Il 10 febbraio 2008, circa 7000 persone hanno manifestato in più di 93 città in tutto il mondo. Molti dei manifestanti indossavano le maschere del personaggio V dal film V per Vendetta (che a sua volta ha preso ispirazione da Guy Fawkes), oppure camuffati in altro modo, in parte per proteggersi da eventuali vendette da parte della chiesa.

Anonymous ha condotto una seconda ondata di proteste il 15 marzo 2008, in città di tutto il mondo, tra cui Boston, Dallas, Chicago, Los Angeles, Londra, Parigi, Vancouver, Toronto, Berlino e Dublino. L'affluenza globale è stata stimata fra i 7000 e gli 8000 partecipanti, un numero simile a quello della prima ondata. La terza ondata di proteste ha preso luogo il 12 aprile 2008. Chiamata “Operation Reconnet”, aveva lo scopo di informare sulla pratica di disconnessione applicata dalla Scientology ai suoi adepti.

Il 17 ottobre 2008 un ragazzo del New Jersey di 18 anni si è dichiarato membro di Anonymous e ha affermato di essere coinvolto negli attacchi DoS del gennaio 2008 contro i siti di Scientology.

Il 2 dicembre 2009, Anonymous ha organizzato un concorso, “Scientology Sucks: A Contest”, e ha chiesto agli sfidanti di realizzare scherzi (legali) a Scientology, offrendo 1000$. 300$ e 75$ (inizialmente 400$, 100$, 50$) per i primi tre arrivati. Il concorso è stato vinto da un utente chiamato MalcontentNazi per il suo video "Scientology's Secret Nazi Ties", in cui si è travestito da nazista davanti alla chiesa di Scientology, pregando, e in seguito ha fatto uno scherzo telefonico chiedendo perché non fossero capaci di trascinare via dalla strada il tizio travestito da nazista che si prendeva gioco di loro.

Le proteste sono continuate ed hanno approfittato di eventi mediatici, come la prima del film Operazione Valchiria di Tom Cruise, il cui luogo venne scelto in parte per evitare l'esposizione alle proteste.

Invasione del forum di Epilepsy Foundation[modifica | modifica sorgente]

Il 28 marzo 2008, Wired News ha riportato che dei Troll/Troller" su Internet – un termine gergale per definire delle persone il cui unico interesse è quello di infastidire gli altri – hanno assaltato un forum di supporto all'epilessia gestito dalla Epilepsy Foundation of America. Sono stati pubblicati codici JavaScript e animazioni per computer lampeggianti con l'intenzione di innescare emicranie e convulsioni in epilettici fotosensibili. Secondo il Wired News, la prova indiziale ha ipotizzato che l'attacco fosse stato commesso dagli utenti di Anonymous, con le pubblicazioni di attacchi iniziali sul forum dell'epilessia che incolpavano eBaum's World. I membri del forum dell'epilessia affermarono di aver trovato un thread in cui gli attacchi venivano pianificati su 7chan.org, un'imageboard che è stato descritto come una roccaforte per Anonymous. Il thread, come fanno alla fine tutti i vecchi thread su questi tipi di imageboard, si era poi cancellato. RealTechNews ha riportato che anche il forum National Society for Epilepsy con sede in Gran Bretagna è stato oggetto di un attacco identico. Ha dichiarato che “membri apparenti di Anonymous” hanno negato di essere i responsabili di entrambi gli attacchi e ha pubblicato che erano stati eseguiti da Scientology. News.com.au ha riferito che gli amministratori di 7chan.org avevano pubblicato una lettera aperta affermando che gli attacchi erano stati eseguiti da Scientology “per rovinare l'opinione pubblica di Anonymous, per ridurre l'effetto delle legittime proteste contro la loro dannosa organizzazione” sotto la politica del fair game[6] della Chiesa. The Tech Herald ha riportato che quando l'attacco è iniziato, le pubblicazioni si riferivano a vari gruppi, tra cui Anonymous. La notizia attribuisce l'attacco a un gruppo chiamato “The Internet Hate Machine”, La macchina dell'odio di Internet, (un'allusione a KTTV Fox 11 news report), che ha affermato di far parte di Anonymous, ma non è la stessa fazione che è coinvolta nella campagna contro Scientology. Alcuni partecipanti Anonymous al Progetto Chanology ipotizzano che gli esecutori siano utenti di Internet rimasti anonimi semplicemente nel significato letterale del termine e di conseguenza non avessero nessun collegamento con i grandi sforzi anti-Scientology di Anonymous. Durante un'intervista con la CNN, Tommy Davis, un seguace di Scientology, ha accusato Anonymous di hackeraggio ai danni del sito dell'Epilepsy Foundation affinché mostrasse delle immagini che causassero convulsioni epilettiche. L'intervistatore John Roberts ha contestato che l'FBI ha detto che “non è stato trovato nulla che colleghi al gruppo di Anonymous (con queste azioni)”, e che “non ci sono ragioni per credere che queste accuse verranno alzate contro questo gruppo”. La risposta è stata che "il caso era nelle mani dell'autorità locale e che c'erano investigazioni in corso".

Defacing dei siti SOHH e All'HipHop[modifica | modifica sorgente]

Il secondo di una serie di cinque defacing ai banner e agli headline feeders di SOHH, vandalizzati dai cracker. Verso la fine di giugno del 2008, gli utenti identificatisi come Anoymous hanno rivendicato la responsabilità di una serie di attacchi contro il sito SOHH (Support Online Hip Hop). L'attacco ha avuto inizio come vendetta agli insulti fatti da membri di SOHH sul forum “Just Bugging Out” contro gli utenti di 4chan. L'attacco contro il sito web è avvenuto in più fasi, dal momento che gli utenti di Anonymous hanno inondato i forum di SOHH, che in seguito sono stati chiusi. Il 23 giugno 2008 il gruppo identificatosi come Anonymous ha organizzato degli attacchi DdoS contro il sito, eliminando con successo più del 60% della capacità di servizio del sito (espressione da controllare). Il 27 giugno 2008 i cracker hanno utilizzato cross-site scripting per alterare la pagina principale del sito web con immagini satiriche e titoli recanti numerosi stereotipi razziali e insulti e sono così riusciti a rubare informazioni dagli impiegati SOHH.

2009[modifica | modifica sorgente]

Associazione anti-imprecazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2009 i membri di Anonymous hanno bersagliato l'adolescente californiano McKay Hatch che gestisce l'associazione anti-imprecazioni, un sito web contro il turpiloquio. Quando l'indirizzo di casa, il numero di telefono e altre informazioni personali sono trapelate online, la sua famiglia ha ricevuto numerose lettere d'odio, telefonate oscene e anche false consegne di pizza e pornografia.

Giorno del porno di YouTube[modifica | modifica sorgente]

Il 20 maggio 2009 dei membri di Anonymous hanno caricato su YouTube numerosi video porno. Molti di questi video venivano spacciati per video per bambini o per le famiglie con tag come “jonas brothers”. YouTube ha poi rimosso tutti i video caricati. La BBC ha contattato uno di coloro che ha caricato un video che ha affermato che era un “attacco di 4chan” organizzato per via della rimozione di un video musicale da YouTube. Il notiziario della BBC ha riportato che una vittima ha pubblicato un commento dicendo: “Ho 12 anni, che cos'è questo?” che è divenuto un fenomeno Internet.

Proteste post-elettorali in Iran del 2009[modifica | modifica sorgente]

Pagina principale di The Pirate Bay, 20 giugno 2009. Anonymous, insieme a The Pirate Bay, hanno lanciato il sito “Iranian Green Party Support” (il Green Party è un partito parlamentare iraniano, di cui alcuni membri sono in esilio, che supporta valori ecologici e questioni come il sistema legale e i diritti dei gay). In seguito alle dichiarazioni di brogli elettorali, dopo che furono annunciati i risultati delle elezioni presidenziali in Iran nel 2009, dichiarando il presidente iraniano in carica Mahmoud Ahmadinejad come vincitore, migliaia di iraniani parteciparono alle dimostrazioni. Anonymous, insieme a The Pirate Bay e vari cracker iraniani, ha lanciato un sito per sostenere il Green Party. Il sito ha attirato più di 22.000 sostenitori in tutto il mondo e ha permesso lo scambio di informazioni fra il mondo e l'Iran, nonostante i tentativi da parte del governo iraniano di censurare le notizie sui tumulti su Internet. Il sito fornisce risorse e supporto agli iraniani che protestano.

Operation Didgeridie[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2009 il gruppo si è risvegliato "al fine di tutelare i diritti civili", dopo che diversi governi hanno iniziato a bloccare l'accesso alle imageboard. Le liste di proscrizione (blacklist) di Krautchn.net in Germania hanno fatto infuriare molti, ma il punto di svolta sono stati i piani del governo australiano per la censura di internet a livello ISP. La politica è stata condotta da Stephen Conroy e in modo aggressivo da parte del governo Rudd fin dalla sua elezione nel 2007. All'inizio della serata del 9 settembre, Anonymous ha reso offline il sito del primo ministro con un DDoS. Il sito è stato offline per circa un'ora. La mattina del 10 febbraio 2010, Anonymous ha lanciato un attacco più preparato con nome in codice "Operazione Didgeridie". È stato defacciato il sito del primo ministro, è stato reso offline il sito del Parlamento Australiano per tre giorni e si è quasi riuscito a rendere offline il Dipartimento del sito Comunicazioni. Il quotidiano “The Australian” ha poi riferito che l’attacco non è neanche stato considerato un reato grave da parte di consulenti della sicurezza informatica, che hanno suggerito che l’attacco non ha inciso soltanto perché il governo "sapeva che il secondo attacco stava per succedere, ma non è riuscito a fermarlo." Una notizia in prima pagina della rivista “Security Solutions” ha dichiarato che "attacchi come questo non devono essere considerati cyber-terroristici per assicurare che il significato vero e proprio non sia diluito".

2010[modifica | modifica sorgente]

Operazione Payback[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Payback.

Nel 2010, diverse società di Bollywood hanno comprato del software di Aiplex per lanciare attacchi DDoS su siti web che non si erano attenuti alle notifiche di takedown (invito a rendere offline le risorse di un sito). Gli attivisti cracker hanno creato Operazione Payback nel settembre 2010 per rappresaglia. Il piano originale era quello di attaccare la società “Aiplex Software” direttamente, ma qualche ora prima di attuare il piano DDoS previsto un altro individuo aveva già reso offline il sito dell'azienda per conto proprio. L'Operazione Payback cambiò obiettivo lanciando attacchi contro i siti delle organizzazioni che tutelano il diritto d'autore, studi legali e altri siti web. Questo si è sviluppato poi in numerosi attacchi DDoS contro i gruppi anti-pirateria e studi legali. Nel dicembre 2010 gli organizzatori di Operazione Payback hanno concentrato la loro attenzione e gli attacchi DDoS su siti web di aziende che si oppongono a WikiLeaks.

Gene Simmons[modifica | modifica sorgente]

Durante il congresso 2010 del MIPCOM, Gene Simmons dei KISS (la rock band) ha dichiarato:

"Assicuratevi che il vostro marchio sia protetto... Assicuratevi che non ci siano violazioni. Mettete in discussione. Indagate su tutti. Prendete le loro case, le loro automobili. Non lasciate che nessuno attraversi quella linea."

In risposta alle osservazioni, i membri di Anonymous hanno lanciato un attacco DDoS contro GeneSimmons.com e SimmonRecords.com, mettendo offline entrambi i siti. Anche se l'attacco non è stato ufficialmente parte dell'Operazione Payback in un primo momento, dal momento che i membri leader dell'operazione non hanno voluto attaccare un artista, è stato rivendicato dai suoi membri. Più tardi hanno annunciato che il sito di Simmons era stato preso come bersaglio. In risposta all'attacco, Simmons ha scritto:

"Alcuni di voi avranno sentito un paio di scoregge di popcorn: i nostri siti minacciati dagli cracker. Il nostro team di legali e l'FBI sono stati sul caso e abbiamo trovato un paio di, diciamo così "avventurosi" giovani, che si sentono al di sopra della legge. E, come affermato nel mio discorso al MIPCOM, quereleremo i loro pantaloni. In primo luogo, saranno puniti. In secondo luogo, potrebbero trovare i loro piccoli culi in carcere, proprio accanto a qualcuno che è lì da anni e sta cercando una nuova ragazza. Ci sarà presto la stampa dei loro nomi e delle loro foto. Vi troveremo. Non vi potete nascondere. Restate sintonizzati."

In risposta, i siti sono stati di nuovo attaccati e sono stati resi offline.

WikiLeaks[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi WikiLeaks.

Alla fine del 2010, il sito WikiLeaks (usato da informatori come archivio di documenti) passò sotto forti pressioni per interrompere la pubblicazione di documenti diplomatici segreti degli Stati Uniti. In risposta, Anonymous ha annunciato il suo sostegno a WikiLeaks. Operation Payback ha cambiato il suo obiettivo per sostenere WikiLeaks[7] e ha lanciato gli attacchi DDoS contro Amazon.com, PayPal, MasterCard, Visa e la banca svizzera PostFinance, in rappresaglia per comportamenti anti-WikiLeaks sotto il nome in codice di “Operazione Vendetta Assange”. A causa degli attacchi, i siti web di MasterCard e Visa sono stati messi offline l’8 dicembre. Un esperto di sicurezza e minacce informatiche dei laboratori di Panda Software ha dichiarato che Anonymous ha anche lanciato un attacco che ha reso non disponibile il sito web del procuratore svedese quando il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato a Londra e ha rifiutato la cauzione in relazione alla questione dell’estradizione in Svezia.

Operazione Leakspin[modifica | modifica sorgente]

L’operazione Leakspin è stata concepita dal gruppo “Anonymous”, con l’intento di organizzare le pubblicazioni recenti e aumentare la conoscenza del pubblico di documenti potenzialmente importanti e precedentemente trascurati.

Zimbabwe[modifica | modifica sorgente]

Il sito del governo dello Zimbabwe è stato preso di mira da “Anonymous” a causa della censura dei documenti di WikiLeaks.

Operazione Tunisia[modifica | modifica sorgente]

I siti del governo della Tunisia sono stati presi di mira da “Anonymous” a causa della censura dei documenti di WikiLeaks e delle proteste da parte dei tunisini in corso tra il 2010 e il 2011. Alcuni tunisini sono stati segnalati come testimoni oculari degli attacchi DoS lanciati da “Anonymous”. Il ruolo rivestito da Anonymous negli attacchi DoS contro il governo della Tunisia hanno portato a un aumento di attivismo tra i tunisini contro il governo. Anonymous ha pubblicato un messaggio online che denuncia il giro di vite (clampdown) del governo sulle recenti proteste e lo ha pubblicato sul sito del governo tunisino[8]. Anonymous ha chiamato questi attacchi come facenti parte della “Operation Tunisia”. Anonymous ha con successo attaccato otto siti del governo tunisino. Hanno pianificato gli attacchi su reti IRC. Qualcuno ha attaccato il sito di Anonymous con un DoS il 5 gennaio. A causa delle proteste, il governo del presidente della Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali è stato rovesciato il 14 gennaio 2011.

2011[modifica | modifica sorgente]

Attacco a Fine Gael[modifica | modifica sorgente]

Il sito del partito politico Irlandese “Fine Gael”, un partito di centro-destra e al momento il partito con più adesioni nella Repubblica d’Irlanda, è stato hackerato da Anonymous secondo “TheJournal.ie”. Il sito (l’homepage del sito, ndr) è stato rimpiazzato da una pagina che mostra il logo di Anonymous tra le parole “Nothing is safe, you put your faith in this political party and they take no measures to protect you. They offer you free speech yet they censor your voice. WAKE UP! <owned by Raepsauce and Palladium>" (Nulla è sicuro, riponete la vostra fiducia in questo partito politico e loro non prendono misure per proteggervi. Vi offrono la libertà di parola ma censurano ancora la vostra voce. SVEGLIATEVI! <proprietà di Raepsauce e Palladium>).

Operation Egypt[modifica | modifica sorgente]

Anonymous aveva appena completato il grande successo nell'operazione Tunisia in cui il gruppo ha fornito ai tunisini gli strumenti necessari per cacciare il loro leader, attaccando i siti web del governo. Durante le sommosse popolari in Egitto del 2011, nel loro modo abituale, gli Anonymous hanno pubblicato un video su YouTube dichiarando le proprie intenzioni prima di cominciare le operazioni. A differenza dell'operazione in Tunisia, gli Anonymous non hanno fornito agli egiziani le risorse per aggirare la censura del governo, bensì hanno unicamente lanciato attacchi DDoS contro i siti web del governo egiziano.[9] Tutti i siti di governo superiori sono stati resi non in linea dagli attacchi con relativa facilità e sono rimasti offline finché Hosni Mubarak si è dimesso.[10]

Attacco alla HBGary Federal[modifica | modifica sorgente]

Nel weekend del 5-6 febbraio 2011, Aaron Barr, l'amministratore delegato della società di sicurezza HBGary Federal, annunciò che la sua impresa aveva infiltrato con successo il gruppo Anonymous, e che anche se non avesse consegnato i dettagli alla polizia, avrebbe rivelato comunque i suoi risultati in una conferenza in procinto di svolgersi a San Francisco. Come ritorsione, i membri del gruppo Anonymous hanno hackerato il sito web della HBGary Federal ed hanno sostituito alla pagina di benvenuto un messaggio, affermando che Anonymous non deve essere rovinato da essi, e che l'hacking del sito web è stato necessario per difendersi. Utilizzando una varietà di tecniche, compresa l'ingegneria sociale e SQL injection, gli Anonymous sono andati anche a prendere il controllo della e-mail dell'azienda, cancellando 68.000 e-mail dal sistema, cancellando file, e prendendo in possesso il loro sistema telefonico. Le e-mail trapelate rivelano molte relazioni con altre società di sicurezza informatica. Tra i documenti esposti c'era una presentazione in PowerPoint dal titolo “The Wikileaks Threat” (“La Minaccia di Wikileaks"), messo insieme da HBGary Federal con altre due imprese di intelligenza dati per la Banca d'America a dicembre. All'interno della relazione, queste aziende hanno creato un elenco di collaboratori importanti di WikiLeaks, gli Anonymous hanno quindi ulteriormente sviluppato un piano strategico di attacco contro il sito. Gli Anonymous hanno anche attaccato personalmente Aaron Barr prendendo il controllo del suo account di Twitter, pubblicando il presunto indirizzo di casa del signor Barr e il suo numero di previdenza sociale. Dopo gli attacchi, gli Anonymous hanno continuato ad intasare i fax della HBGary Federal e a fare telefonate minacciose.

Attacco ad Enel[modifica | modifica sorgente]

A fine marzo 2011, gli Anonymous attaccano Enel.[11] L'attacco è stato fatto al sito web dell'azienda fornitrice di energia elettrica dal gruppo successivamente ad alcuni comportamenti dell'Enel, che «ancora una volta mostra di perseguire i propri interessi in modo indegno. Al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotzal, l'Enel assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità indigena maya Ixil di San Felipe Chenla, che dal 3 gennaio sta protestando contro Enel».[11] L'attacco è stato eseguito nella notte del 25 marzo 2011 dalle 19 GMT alle 23 GMT circa, come comunica la pagina Facebook degli Anonymous per le OperationGreenRights.[12]

Attacco all'Agcom[modifica | modifica sorgente]

Il 28 giugno 2011, la rete Anonymous ha posto sotto attacco il sito dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nel nome della libertà per Internet. In particolare, si denuncia: "L'Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d'autore.[13]

#OpBancheAlSicuro[modifica | modifica sorgente]

Il 3 settembre 2011 Anonymous e LulzSec Italia annunciano l'inizio dell'operazione Banche Al Sicuro[14], volta a mettere in luce la vulnerabilità del sistema bancario informatizzato italiano. I due gruppi di attivisti cracker hanno dimostrato come sia possibile rubare le credenziali di accesso di un utente bancario in soli 15 minuti, attaccando un server preso a caso da una ricerca su Google. Le credenziali (parzialmente censurate) sono state pubblicate su Twitter e su Pastebin insieme al comunicato ufficiale dell'operazione. I dati sensibili sottratti non sono comunque stati utilizzati a scopi maligni.

Giallo dell'attacco al New York Stock Exchange[modifica | modifica sorgente]

Nei primi giorni di ottobre 2011 spunta sulla rete un comunicato ufficiale sul canale YouTube del gruppo nel quale si annuncia un attacco, denominato "Operation Invade Wall Street", previsto per la giornata del 10 ottobre 2011 allo Stock Exchange di New York[15][16]. Tuttavia il 10 ottobre il sito viene attaccato solo da un piccolo gruppo di persone che ne causano un lieve rallentamento, senza però infliggere seri danni al mercato newyorkese. Esistono varie ipotesi sul perché l'attacco non sia poi stato portato a termine dal gruppo, il quale solitamente adempie alle proprie promesse. Qualche giorno dopo il "fallito" attacco, sempre sul canale ufficiale del gruppo, spunta un video nel quale si spiega che in realtà l'attacco era stato pensato appositamente fasullo per mantenere in un clima di costante agitazione i media. Tuttavia, in contrasto con quanto detto nel video (che è stato poi rimosso dagli stessi), sul canale Twitter ufficiale compare un messaggio, circa 5 giorni prima della data fissata per l'attacco, nel quale si spiega che l'attacco è in realtà una trappola architettata dalla polizia che sarebbe riuscita ad infiltrarsi nel canale IRC degli hacktivisti sotto il nome di "Hypotenuse". Il piano sarebbe stato progettato con lo scopo di minare la credibilità del movimento Occupy Wall Street e nel contempo individuare gli appartenenti al gruppo di hacktivisti.[17] Il giorno dopo l'attacco (cioè l'11 ottobre 2011), sempre attraverso il canale Twitter degli Anonymous, compare un messaggio di complimenti all'agente Hypotenuse per essere riuscito a scavalcare la sicurezza degli stessi hacker.[18]

Attacco al tenente John Pike[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'incidente di "Occupy UC Davis", manifestazione alla Università della California, Davis, in cui il Tenente John Pike spruzzò dello spray al peperoncino contro un gruppo di manifestanti pacifici, Anonymous pubblicò un video su YouTube contenente le informazioni di contatto del Tenente. YouTube eliminò il video, ma non abbastanza velocemente prima che molte persone floodarono il suo numero di cellulare, Skype ed email.[19]

2012[modifica | modifica sorgente]

#OpMegaupload[modifica | modifica sorgente]

Il 19 gennaio 2012, in seguito alla chiusura di Megaupload da parte della FBI, gli hacker di Anonymous, come segno di protesta, rendono impossibile l'accesso ai siti web delle seguenti organizzazioni[20]:

  1. Dipartimento di Giustizia (Justice.gov)[21]
  2. Motion Picture Association of America (MPAA.org)[21]
  3. Universal Music Group (UniversalMusic.com)[21]
  4. Belgian Anti-Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
  5. Recording Industry Association of America (RIAA.org)[21]
  6. Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)[21]
  7. HADOPI law site (HADOPI.fr)
  8. U.S. Copyright Office (Copyright.gov)
  9. Universal Music Group France (UniversalMusic.fr)
  10. Senatore Chris Dodd (ChrisDodd.com)
  11. Vivendi France (Vivendi.fr)
  12. Casa Bianca (Whitehouse.gov)
  13. BMI (BMI.com)
  14. Warner Music Group (WMG.com)

oltre a molti altri siti tra cui 147 siti brasiliani (tra cui alcuni governativi), il sito della Nasa, il sito della Sony, il sito di Hollywood e i siti di molti altri artisti musicali.

L'evento, diventato sempre più massiccio, in poche ore si è trasformato nell'attacco del gruppo Anonymous e cracker in generale più grande e importante mai realizzato sul web. C'è chi l'ha soprannominata la W W W W ovvero la World Wide Web War. Secondo un sito di informazione Anon russo ci sarebbero stati oltre 30.000 computer collegati da cui partivano gli attacchi DDoS ai più importanti siti internazionali governativi e federali.

Attacco al WallStreetJournal[modifica | modifica sorgente]

L'Operazione è scattata dal sito tedesco del giornale statunitense per averli paragonati ad Al-Qaida in quanto a potere distruttivo.

#OpFPF Attacchi ai politici italiani[modifica | modifica sorgente]

L'operazione denominata FuckPoliticiansFebruary, in italiano: VaffanculoPoliticiFebbraio prende di mira i politici italiani. Il messaggio che manda il gruppo è:
Mentre il paese va a rotoli a discapito delle classi più svantaggiate voi continuate a perdere ottime occasioni per tacere, per smetterla di rubare e per piantarla di farvi sempre e soltanto gli affari vostri;
e continuano:
Ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali. Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di soldi nostri a sparire senza che nessuno se ne accorga? Vogliamo delle risposte, e le vogliamo subito. Vogliamo che qualcuno paghi. Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale. Vogliamo che siano aboliti (come il popolo italiano aveva già deciso nel 1993) TUTTI i finanziamenti ai partiti". Ci sono degli accenni anche alla terminologia movimentista del web: "Vogliamo un Parlamento pulito. NO condannati. NO pregiudicati. NO puttane, nani, ballerini e mafiosi. Vogliamo che il popolo inizi a contare davvero. Perché tutte le firme che raccogliamo vengono tirate nel cesso? I politici, nostri dipendenti non dovrebbero impegnarsi affinché la nostra voce sia sentita? A quanto pare NO, anzi non perdete occasione per chiamarci "sfigati", "mammoni", "bamboccioni[22].

L'operazione nasce con l'attacco al sito del senatore del PDL Maurizio Paniz per l'oscuramento del sito Vajont.info. Il 22 febbraio 2012 è stato defacciato il sito del politico Paola Binetti, e il sito di Miss Padania chiaramente in funzione anti-leghista[22]

Attacco a Miss Padania 2010[modifica | modifica sorgente]

L'operazione attacca il sito di Miss Padania 2010 e contiene insulti verso la Lega Nord e la sua nascita. La notizia viaggia rapidamente nel web, diffondendosi come un viral-link, specialmente nei social-network come Facebook e Twitter.

Attacco all'AIPAC[modifica | modifica sorgente]

Il 4 marzo, Anonymous attacca il sito dell'AIPAC, un gruppo di pressione americano noto per il forte supporto allo stato di Israele. Lo stesso giorno viene caricato un video su YouTube intitolato "Anonymous: Occupy AIPAC", in cui viene spiegato che l'attacco è stato eseguito «perché il gruppo di pressione ha come scopo più guerre e più distruzione di quanto ne abbia già commesso».

Attacco al sito della corte costituzionale ungherese[modifica | modifica sorgente]

Il 5 marzo 2011 viene attaccato il sito della corte costituzionale ungherese, aggiungendo il diritto alla ribellione nella carta costituzionale: Gli ideologi e i governanti della tirannia, o anche i dittatori, non rappresentano che brevi periodi della storia. Il popolo ha il diritto di eliminare la tirannia e ribellarsi[23].

Attacco al sito del Vaticano e Facebook down[modifica | modifica sorgente]

Il 7 marzo 2012 alle ore 9.00 di mattina circa, il secondo sito più visitato al mondo, Facebook, non è accessibile dagli utenti di varie nazioni, tra cui l'Italia. Il sito è rimasto off-line per circa 2 ore per poi tornare nuovamente disponibile dopo un duro lavoro agli uffici di Facebook. Inizialmente attribuito ad un attacco da parte degli Anonymous, è stato successivamente smentito sui canali ufficiali di Anonymous su Twitter. Nello stesso giorno viene attaccato e reso inagibile il sito del Vaticano, il gruppo di cracker rilascia una comunicazione attraverso Pastebin[24] dove denuncia la Chiesa per la sua "attività di censura e di anti-progresso nei confronti della medicina": Anonymous ritiene che nel ventunesimo secolo non debbano esserci più discriminazioni religiose, sessuali o politiche, "propinate tristemente" - sempre secondo i cracker - "dal Vaticano". Il sito della Santa Sede è rimasto off-line per circa 2 giorni a causa dell'attacco hacker compiuto dall'organizzazione.[25] "Tra i tanti peccati della chiesa," - hanno affermato ancora i pirati informatici - "vogliamo ricordare anche gli obblighi etici imposti (sic) dal Papa presente e da quelli passati, in particolare la negazione della terapia genica ai fini curativi e la sperimentazione su cellule staminali totipotenti, rallentando così di secoli la medicina." In un'intervista del programma Le Iene ad un esponente di Anonymous trasmessa l'8 marzo e registrata il 1º marzo, viene preannunciato un attacco nei confronti del Vaticano.
Il 12 marzo il sito del Vaticano viene reso inaccessibile per un paio di ore a causa di un secondo attacco. Anonymous ha inoltre hackerato il database della Radio Vaticana in segno di protesta "per aver usato ripetitori con potenze di trasmissione largamente fuori dai limiti di legge" che potrebbero causare gravi malattie neoplastiche quali la Leucemia, il cancro e svariate altre terribili patologie.[26]
Il sito del Vaticano viene nuovamente reso off-line per una terza volta, l’attacco è stato messo a segno per portare in risalto la presunta omertà da parte della Chiesa nel non denunciare casi di pedofilia, sottolineando un caso di abuso successo nel 1996 in cui venne violentata una tredicenne, da un sacerdote, lo stesso che l'aveva battezzata. Il gruppo ha inoltre accusato il Vaticano di mascherare gli abusi più riprovevoli senza denunciarli alle forze dell'ordine.[27]
L'oscuramento del sito del Vaticano rende indisponibili per alcune ore i documenti pontifici contro la pedofilia, la legislazione canonica contro la pedofilia e le iniziative per prevenire e fronteggiare questa piaga nella società e nella Chiesa. In prossimità della visita del papa in Messico, il 22 marzo il sito del Vaticano e il sito messicano relativo al pontefice vengono resi off-line da parte degli hacktivisti.[28]

Attacco a Trenitalia[modifica | modifica sorgente]

Il 10 marzo 2012 Anonymous attacca il sito di Trenitalia. L'annuncio arriva direttamente dal blog ufficiale dell'organizzazione[29]. Le motivazioni addotte dal gruppo a giustificazione dell'arresto sono molteplici e vanno dalla soppressione di alcuni treni InterCity, a discapito di migliaia di pendolari, allo spreco di denaro per la realizzazione della TAV.[30]

Attacco a Equitalia[modifica | modifica sorgente]

L'11 marzo 2012 viene attaccato il sito di Equitalia, Anonymous accusa la società pubblica incaricata della riscossione dei tributi di "impiegare mesi, spesso anni, per le più banali notifiche, facendo così lievitare a dismisura gli interessi dovuti" e di possedere "poteri smisurati, compresa la facoltà di bloccare beni mobili ed immobili anche in maniera preventiva, e senza nessuna possibilità di verifica o appello da parte dei soggetti colpiti."[31]

Attacco al sito di Vittorio Sgarbi[modifica | modifica sorgente]

Il 16 marzo il sito di Vittorio Sgarbi è stato defacciato dai membri di Anonymous, il gruppo ha sostituito una pagina della categoria "libri" con il seguente messaggio:
«Salve Vittorio,
Come al solito hai perso un'altra occasione per tacere. Capra:>
A noi i simpatizzanti omofobi della mafia non piacciono affatto, e tu non ci piaci.
Onore a Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Aldo Moro, Antonio Ingroia, Peppino Impastato, Guido Galli, Emilio Alessandrini, Umberto Ambrosoli e a tutti coloro che combattono attivamente le mafie in Italia e in tutto il mondo e a quelli caduti per la Causa».
Oltre il messaggio è stato pubblicato anche un video contenente un discorso di Paolo Borsellino contro la mafia.[32] Il motivo di questo attacco risale probabilmente al fatto che nel febbraio 2012, nel comune di Salemi, di cui Vittorio Sgarbi era sindaco, ci furono infiltrazioni mafiose.[33]

Attacco a Enel, Endesa e Emgesa[modifica | modifica sorgente]

Il 21 marzo 2012, a un anno di distanza, gli hacktivisti attaccano nuovamente il sito dell'Enel, i siti dell'Endesa e Emgesa, aziende controllate dalla stessa Enel, stando al comunicato ufficiale da parte del gruppo, Anonymous si è battuto contro i progetti idroelettrici di Enel in Guatemala e nella Patagonia cilena che sconvolgerebbero il clima con enormi ripercussioni globali e l'inondazione di 8000 ettari della riserva naturale dell'Amazzonia. Il gruppo inoltre sottolinea che nel caso della Guatemala i popoli della regione ixil, dopo continui conflitti con la multinazionale italiana, hanno dovuto abbandonare le proprie terre.[34]

Attacco al Ministero dell'Interno, Ministero della Difesa e Carabinieri[modifica | modifica sorgente]

Il 3 aprile 2012 vengono resi inaccessibili i siti del Ministero dell'Interno e quello del Ministero della Difesa. Anonymous spiega che l'attacco è stato effettuato perché il Ministero dell'Interno ha vietato alle forze dell'ordine di esprimere opinioni riguardanti il film Diaz, incentrato sui fatti del G8 di Genova. Lo stesso giorno viene attaccato il sito dell'Arma dei Carabinieri: gli Hacktivisti hanno motivato l'attacco affermando che alcuni membri della Polizia durante la manifestazione degli Operai Alcoa, tenutasi a Roma il 27 marzo 2012, avrebbero «tentato di sopprimere la rabbia degli Operai Alcoa con i manganelli», denunciando inoltre il fatto che i loro canali IRC sono oggetti di visite quotidiane da parte di agenti infiltrati, invitandoli ad abbandonare i server.[35]

Attacco alla Polizia di Stato[modifica | modifica sorgente]

Il 22 ottobre 2012 gli hacker di Anonymous, annunciano nel loro blog, di essere riusciti a penetrare all'interno del sistema informatico della Polizia di Stato, trafugando una mole ingente di documenti e mail riservati. “Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro”, dicono gli attivisti. In particolare, si tratta di 3.500 file per un totale di poco più di un Gb di dati, che comprendono, tra le altre cose, informative sulle attività dei No Tav (gruppo di cui Anonymous si dichiara da sempre simpatizzante), documenti su come muoversi nelle attività sotto copertura o su come svolgere la cosiddetta funzione di provocazione nell'ambito di manifestazioni e cortei, schede tecniche su microspie, cimici e sistemi di intercettazioni. Oltre a mail personali dei funzionari e degli agenti.

#OpIsrael[modifica | modifica sorgente]

Il 19 novembre 2012 Anonymous ha attaccato circa 700 siti istituzionali israeliani per protestare contro l'esercito di Tel Aviv che ha sferrato una nuova offensiva contro il popolo palestinese. Durante l'attacco è stato cancellato il database del Ministero degli Esteri.

Questo è il contenuto del messaggio di Anonymous

"Cari cittadini di tutto il mondo, questo è Anonymous. Il governo israeliano ha ignorato i ripetuti avvertimenti sulla violazione dei diritti umani, bloccando internet e maltrattando i propri cittadini e quelli dei paesi vicini. Novembre 2012 sarà un mese da ricordare per le forze di difesa israeliane e le forze di sicurezza di internet. Colpiremo tutti i siti web che riteniamo essere nel Cyberspazio israeliano come rappresaglia per i maltrattamenti degli abitanti di Gaza. Anonymous ti ha osservato ha inviato un chiaro avvertimento sul nostro intento di prendere il controllo dello spazio informatico israeliano in conformità con i diritti umani fondamentali di libertà di parola e di diritto a vivere. Alle 9 di mattina (fuso orario del Pacifico), sono stati attaccati 10.000 siti israeliani. L'attacco alla popolazione di Gaza, al popolo palestinese o a qualsiasi altro gruppo verrà considerato come una violazione degli obiettivi del collettivo Anonymous di proteggere i popoli del mondo. Israele, è nel tuo interesse cessare ogni ulteriore azione militare o le conseguenze peggioreranno di ora in ora. Questo è un messaggio di Anonymous Op Israele, Danger Hackers, Anonymous Special Operations e del Collettivo Anonymous di tutto il mondo. Tratteremo ogni ulteriore morte come un attacco personale ad Anonymous e reagiremo in modo rapido e senza preavviso. I nostri cuori sono con i bambini, le donne e le famiglie che stanno soffrendo in questo momento, a causa dell'abuso della potenza militare del governo di Israele. Fratelli e sorelle di Anonymous, vi invitiamo a protestare contro il governo israeliano e qualsiasi alleato della forza ostile. Ora è il momento per Anonymous di aiutare le persone che stanno soffrendo. Aiutate le persone che vengono sfruttate. Aiutate quelli che stanno morendo e ciò favorirà la collettività nel suo insieme. Noi cercheremo di portare la pace a Gaza a coloro che così disperatamente ne hanno bisogno. Chiediamo al collettivo Anonymous di hackerare (hack, dock, hijack, database leak, admin takeover, four oh four and DNS terminate) il Cyberspazio israeliano con ogni mezzo necessario. Al governo israeliano diciamo che Anonymous si è stancato del suo bullismo e che ora pagherà le conseguenze delle sue azioni. Una guerra informatica è stata dichiarata allo spazio informatico israeliano. Vedrete esattamente ciò di cui siamo capaci. Israele, l'angelo della morte calerà sul vostro spazio informatico.

Noi siamo Anonymous.

Noi siamo legione.

Aspettateci,

Rispettateci."

2013[modifica | modifica sorgente]

Attacco al Massachusetts Institute of Technology[modifica | modifica sorgente]

La rete informatica del Massachusetts Institute of Technology (MIT) è stata attaccata da Anonymous il 13 gennaio 2013 [36] e il 22 gennaio 2013[37], in entrambi i casi per protesta contro la vicenda legata alla morte dell'attivista Aaron Swartz, avvenuta l'11 gennaio 2013.

Attacco alla United States Sentencing Commission[modifica | modifica sorgente]

Il 26 gennaio 2013 Anonymous ha attaccato il sito web della US Sentencing Commission, agenzia indipendente che si occupa di redigere le linee guida per la formulazione delle sentenze nelle corti federali degli Stati Uniti, anche in questo caso come forma di protesta contro la morte di Aaron Swartz[38].

Attacco al Tribunale di Roma[modifica | modifica sorgente]

Il 20 maggio 2013 dopo l'arresto dei quattro hacktivisti accusati degli attacchi informatici di Anonymous Italia, l'organizzazione si vendica e blocca il sito del tribunale di Roma.

Attacco al sindacato di Polizia Siulp[modifica | modifica sorgente]

Il 24 maggio 2013 Anonymous rivendica l'azione che avrebbe portato anche alla "violazione" di ben 16mila account email degli iscritti al sito del Siulp. "Ieri è toccato a noi, oggi tocca a voi", la scritta che appare sull'homepage del loro sito.

Attacco al sindacato di Polizia Sap Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Il 26 maggio 2013 Anonymous annuncia un attacco ai danni del sito ufficiale del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), quest’ultima azione ha portato alla pubblicazione online di dati, mail e altro materiale “trafugato” dal database del sito colpito.

Attacco al Ministero dell'Interno[modifica | modifica sorgente]

Il 28 maggio 2013 annunciano di aver portato a termine un'operazione contro il Ministero dell'Interno, grazie alla quale hanno ottenuto documenti messi poi liberamente a disposizione. Il materiale rilasciato sembra effettivamente appartenere al Viminale. Complessivamente si parla di alcune migliaia di documenti trafugati, riguardanti le questioni più disparate: direttive per la Festa della Polizia, richieste di personale e mezzi, circolari sulle manifestazioni studentesche ed addirittura una presentazione in PowerPoint riguardante "L'etica professionale". Ma sembra che del mucchio facciano parte anche documenti più riservati, come ad esempio relazioni tecniche sul MUOS, il sistema di comunicazione satellitare che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti vorrebbe installare a Niscemi (Caltanissetta).

Attacco al sito della Casaleggio Associati[modifica | modifica sorgente]

Il 28 giugno 2013 viene attaccatto il sito della Casaleggio Associati con lo scopo, ottenuto, di defacciarlo e commentando l'operato del Movimento 5 Stelle dall'elezione nazionale ad oggi, scrivendo: Ciao Beppone, Casaleggio e carissimo SysAdmin. A quanto pare il caveau non era blindato abbastanza e un pirata avido e sanguinario ha fatto irruzione! Saccheggi e scorribande, ecco cioè che un pirata apprezza di più. Non preoccupatevi eccessivamente però, questo particolare pirata non è alla ricerca di tesori e ricchezze...but just for some fuckin` lulz! Per rallegrare questi giorni di lavoro abbiamo deciso di fare una visita al vostro Guru Informatico & sommo esperto di comunicazione nonché eminenza grigia e burattinaio supremo, aka Mr. Gianroberto Casaleggio. Sareste estremamente più popolari e benvoluti se la smetteste di dedicarvi unicamente a faide interne e a decidere chi è la persona non grata della settimana. State diventando il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare. Ma purtroppo come è noto “Il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe assolutamente.” Siamo venuti a ricordarvi che c’è sempre qualcuno che osserva il vostro operato. Non come i pagliacci degli Hacker Del PD, che saranno stati molto probabilmente vostri ex colleghi non proprio soddisfatti del trattamento ricevuto. We’re the real deal! ;) Come è solito dire Beppe: LA RETE!!!!! LA RETE!!!!! Voi la rete non la meritate, incapaci! Le maschere di Anon a voi servirebbero non per garantire l’anonimato ma per nascondervi dalla vergogna. Le votazioni ed elezioni in rete, il megafono per tutti, il medium democratico per eccellenza Quirinarie, Il futuro è la rete... e vi fate pwnare così??? Offrite anche servizi di IT Security...è uno scherzo? It’s very very lulzy. But...w00t w00t,we got r00t! Un saluto speciale a Beppone, e soprattutto a chi doveva tenere la barca a galla, mr. Benzi, sono bastate due spingarde per ridurla ad un rottame galleggiante. We do what we want cuz a Pirate is free!».[39]

La relazione di KTTV FOX 11[modifica | modifica sorgente]

Il 26 luglio 2007, KTTV News della FOX 11 con sede a Los Angeles, in California, ha trasmesso un rapporto su Anonymous, definendoli un gruppo di "hacker on steroids",[40][41] "terroristi interni" e collettivamente una "macchina dell’odio di Internet". La relazione riguardava un attacco a un utente di MySpace che affermava di aver avuto il suo account MySpace compromesso per ben sette volte consecutive da Anonymous; l'account sarebbe stato popolato di immagini di pornografia gay. L'utente MySpace sosteneva anche che un virus scritto da cracker di “Anonymous” fosse stato inviato a lui e a novanta amici della sua lista contatti di MySpace, provocando il crash di 32 computer. La relazione ha anche intervistato un anonimo ex "cracker" che aveva litigato con Anonymous e ha spiegato la sua visione della cultura Anonymous. Inoltre, la relazione ha anche parlato dei "raid" su Habbo, una "campagna nazionale per rovinare il nuovo libro di Harry Potter" e le minacce alle "bombe da stadio". Il giorno dopo la relazione di KTTV, Wired News blog e il giornalista Ryan Singel hanno deriso la relazione, affermando che il "gruppo di cracker" consistesse di fatto in "ragazzi estremamente annoiati di 15 anni," e che la notizia fosse "di gran lunga il più divertente scherzo che chiunque abbia mai tirato fuori da una board". Nel febbraio 2008, la trasmissione “Today-Tonight” ha incluso un pezzo della relazione KTTV, preceduto dalla seguente frase:

(EN)
« The Church of Scientology has ramped up the offensive against Anonymous, accusing the group of religious bigotry and claiming they are sick, twisted souls.[42] »
(IT)
« La Chiesa di Scientology ha aumentato l'offensiva contro Anonymous, accusando il gruppo di "bigottismo" religioso e sostenendo che sono anime malate e contorte. »
(Today Tonight, Australia, febbraio 2008)

Arresti in Spagna[modifica | modifica sorgente]

Il 10 giugno 2011, la polizia spagnola ha catturato tre membri di Anonymous nelle città di Gijón, Barcellona e Valencia. L'operazione disattivava il server principale da cui i tre uomini coordinavano attacchi DDoS. Questo gruppo, in particolare, aveva fatto attacchi sui server web del PlayStation Store, BBVA, Bankia, e sui siti web dei governi di Egitto, Algeria, Libia, Iran, Cile, Colombia e Nuova Zelanda. L'operazione ha rivelato che la loro struttura consisteva in "celle" che in un dato momento avrebbe coordinato attacchi attraverso il download di un software. Hanno coordinato questi attacchi via chat room. La polizia nazionale spagnola ha dichiarato che questa operazione corrisponde al fatto che il governo spagnolo e la NATO ritengono che questo gruppo di cracker sia una minaccia alla sicurezza nazionale.

Arresti e perquisizioni in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 5 luglio 2011 la Polizia informatica italiana, dopo lunghe indagini del CNAIPIC, ha compiuto all'alba 36 perquisizioni in Italia e in Svizzera, disposte dal pubblico ministero Perla Lori della procura di Roma, con l'ausilio della Polizia Cantonale Ticinese, denunciando una quindicina di persone e sequestrando materiale informatico di vario genere (hard disk, memorie USB, smartphone, laptop ecc.), tra i denunciati anche cinque minorenni.[43]

I reati contestati sono di accesso abusivo in sistema informatico, danneggiamento a sistema informatico e interruzione di pubblico servizio. La Polizia affermò di aver individuato il "capo" del gruppo italiano di Anonymous (anche se per definizione il movimento non ha "capi"), riconoscendolo in "Phre": un italiano di 26 anni che vive nel Canton Ticino. A seguito di queste perquisizioni il movimento ha prontamente risposto con comunicati che invitavano i lettori ad unirsi al gruppo e che non sarebbe finita qui.

Infatti il 25 luglio 2011 gli Anonymous hanno dichiarato di essere riusciti ad attaccare con successo i server del CNAIPIC, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, noto proprio per aver scovato e portato alla denuncia ai cracker italiani collegati ad Anonymous, trafugando una grande mole di dati e documenti sensibili, che verranno presumibilmente resi pubblici successivamente.[44][45]

Nuovi arresti in Spagna e America Latina nel 2012[modifica | modifica sorgente]

Il 29 febbraio 2012, 25 presunti cracker di Anonymous sono stati arrestati in Argentina, Cile, Colombia e Spagna per aver commesso attacchi informatici contro siti istituzionali.[46]

Arresti in Italia nel 2013: Operazione Tango Down[modifica | modifica sorgente]

Vengono arrestati 4 presunti capi locali italiani durante l'operazione Tango Down della Polizia postale e delle comunicazioni il 17 maggio 2013. Sono accusati di aver attaccato sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali e siti di importanti aziende.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Gabriella Coleman on Anonymous in Brian Lehrer Live, Vimeo, 9 febbraio 2011. URL consultato il 24 marzo, 2011.
  2. ^ Anonymous, Cassazione: “È associazione a delinquere”. No libertà ad hacker
  3. ^ Gli attacchi di Anonymous e il diritto di manifestare
  4. ^ a b (EN) Serious Business - Anonymous Takes On Scientology (and Doesn't Afraid of Anything)
  5. ^ Attaccano in massa il sito di Scientology ma colpiscono una scuola - Agenda della Comunicazione
  6. ^ Il fair game La politica che Scientology riserva ai critici
  7. ^ Nuova tattica degli attivisti di Anonymous per Wikileaks | euronews, mondo
  8. ^ Sito del governo tunisino
  9. ^ C'è Anonymous dietro la rivolta in Egitto?
  10. ^ Mubarak si è dimesso, la piazza in festa - Corriere della Sera
  11. ^ a b #OperationGreenRights - Target: Enel.com
  12. ^ (EN) Operation Green Rights su Facebook
  13. ^ Link alla notizia su La Repubblica
  14. ^ (IT) #OpBancheAlSicuro - Webnews.it
  15. ^ Anonymous minaccia Wall Street
  16. ^ Gli Anonymous minacciano il NYSE
  17. ^ Il giallo dell'attacco al NYSE
  18. ^ hypotenuse congrats - Pastebin.com
  19. ^ Anonymous Message to Occupy Police *Reupload* - YouTube
  20. ^ Blogger: Aanmelden
  21. ^ a b c d e «Nel gennaio 2012 [...] il Dipartimento di Giustizia americano chiude brutalmente il popolare sito di condivisione di file e video Megaupload... Meno di un’ora dopo dall’annuncio le truppe di anonimi, in un raid spettacolare per velocità, mandano offline il sito del Dipartimento di Giustizia, quello della Recording Industry of America..., quello della Motion Picture Association of America... e quello della Universal Music. A seguire capitola parzialmente perfino il sito dell’Fbi.» Carola Frediani, Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti, Informant, 2012. ISBN 978-88-907232-5-4.
  22. ^ a b Attacco hacker al sito della Binetti i pirati lanciano l'operazione "Fpf" - Repubblica.it Attacco hacker al sito della Binetti i pirati lanciano l'operazione "Fpf"
  23. ^ Anonymous attacca la Costituzione "Il popolo deve difendersi dai tiranni" - Repubblica.it Anonymous attacca la Costituzione "Il popolo deve difendersi dai tiranni"
  24. ^ Vatican - Pastebin.com Comunicato del gruppo di attivisti.
  25. ^ Anonymous: attacco hacker al sito del Vaticano» DirittoPenale.eu | DirittoPenale.eu Attacco hacker al sito del Vaticano - Ipotesi di reato.
  26. ^ Anonymous, secondo attacco in pochi giorni al sito del Vaticano
  27. ^ Vaticano, Terzo attacco di Anonymous a sito,critiche su pedofilia | La Politica Italiana
  28. ^ Anonymous vs Vaticano: attacco hacker a sito Papa in Messico [FOTO]
  29. ^ Anonymous attacca Trenitalia
  30. ^ Trenitalia: Tango Down!!!
  31. ^ Anonymous attacca anche Equitalia
  32. ^ Anonymous attacca il sito di Vittorio Sgarbi con un intervento pro Borsellino - Chimera Revo
  33. ^ In un solo giorno il Consiglio dei ministri scioglie sette comuni per mafia – Il Fatto Quotidiano
  34. ^ Tecnico Geometra: Anonymous vs Enel: attacco hacker a siti energia elettrica
  35. ^ PI: Anonymous attacca la Polizia
  36. ^ (EN) Joanna Kao and Ethan A. Solomon, Anonymous hacks MIT in The Tech Online Edition, 16 gennaio 2013. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  37. ^ (EN) Joanna Kao, MIT hacked again, URLs redirected in The Tech Online Edition, 22 gennaio 2013. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  38. ^ (EN) Paul Harris, Anonymous takes down US Sentencing Commission Website in The Guardian, 26 gennaio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  39. ^ La Stampa - Un altro addio nel Movimento 5 Stelle La Anitori: “È un partito personale”
  40. ^ «They call themselves anonymous, they are hackers on steroids, treating the web like a real life video game...»
  41. ^ (EN) Anonymous on FOX11 – YouTube
  42. ^ (EN) Anonymous takes Scientology war to streets - Today Tonight
  43. ^ Anonymous, svelata la rete in Italia in Corriere della Sera, 5 luglio 2011. URL consultato il 12 agosto 2011.
  44. ^ Anonymous attacca l'anti-cybercrime italiana in Tom's Hardware, 25 luglio 2011. URL consultato il 12 agosto 2011.
  45. ^ Anche file genovesi tra le rivelazioni di Anonymous in Il Secolo XIX, 25 luglio 2011. URL consultato il 25 luglio 2011.
  46. ^ Blitz anti-Anonymous, arrestati 25 hacker in Corriere.it, 1° marzo 2012. URL consultato il 1 marzo 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carola Frediani, Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti, prefazione di Giovanni Ziccardi, Informant, 2012. ISBN 978-88-907232-5-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Copertura dei Media[modifica | modifica sorgente]