Riscossione

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La riscossione, secondo la legge italiana, è la fase successiva a quella dell'accertamento, ed è composta da vari atti collegati da cadenze temporali.

Evoluzione storica[modifica | modifica sorgente]

Il servizio di riscossione dei tributi, fino all'anno 1989, era affidato agli esattori delle imposte dirette, i quali erano incaricati di incassare, per conto dello Stato e degli altri enti impositori, tutti i tributi (erariali e non erariali). Per essere ammessi all'esercizio di tale attività, gli esattori dovevano superare un rigoroso esame indetto dal Ministero delle Finanze e percepivano un aggio di riscossione, la cui misura massima era del 6,72%.

Il D.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43[1], attuativo della legge di delega 4 ottobre 1986, n. 657, riformò la riscossione dei tributi, affidando ai concessionari la riscossione coattiva di tutte le imposte erariali, con decorrenza dall'1/01/1990. Tale riforma, curata dall'allora sottosegretario alle Finanze Domenico Susi (P.S.I.), abolì le esattorie comunali e gli esattori privati, migliorando l'incisività dell'azione di riscossione sul territorio nazionale. I concessionari, in genere Istituti di Credito affidatari della riscossione hanno organizzato in maniera più capillare la riscossione.

Altro importante cambiamento fu apportato dalla legge 28 settembre 1998 n. 337[2] che permise l'abbandono della documentazione cartacea per ottenere il rimborso delle quote inesigibili e l'abolizione dell'obbligo propedeutico dello svolgimento della procedura mobiliare. Essa portò tra l'altro l'abolizione del non riscosso come riscosso, la cartella unica sulla base del domicilio fiscale del contribuente, le procedure cautelative ed esecutive, l'accesso alle banche dati dell'anagrafe tributaria.

La legge n. 248 del 2 dicembre 2005 (che convertì, con modificazioni, il decreto legge 203 del 30 settembre 2005[3] affidò il sistema di riscossione alla gestione pubblica, incaricando determinati soggetti quali agenti della riscossione.

Caratteristiche generali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accertamento tributario.

Essa ha ad oggetto la raccolta dei tributi e tutti i proventi fiscali dei quali riceva l'incarico di rastrellamento da parte di un ente in genere statale, erariale o comunque operante in termini di diritto pubblico.

È una fase tipica, cioè tipizzata, nel senso che l'ente impositore può adottare solo forme di riscossione previste dalla legge.

Differenza tra riscossione ed accertamento[modifica | modifica sorgente]

È importante tenere concettualmente distinti gli atti della riscossione dagli atti della fase precedente, quella di accertamento. La fase dell'accertamento culmina con l'emanazione di un provvedimento amministrativo, che impone il pagamento del tributo. La riscossione, invece, corrisponde al pagamento del tributo, che può avvenire o mediante versamento diretto o a seguito di una iscrizione a ruolo. Il pagamento può essere effettuato presso lo sportello di un agente della riscossione, uno sportello bancario, presso un ufficio postale o per via telematica.

Soggetti competenti[modifica | modifica sorgente]

L'attività era in precedenza affidata agli esattori delle imposte dirette, in genere soggetti privati, i quali erano incaricati di incassare, per conto dello Stato e degli altri enti impositori, tutti i tributi (erariali e non erariali). Per essere ammessi all'esercizio di tale attività, gli esattori dovevano superare un rigoroso esame indetto dal Ministero delle Finanze e percepivano un aggio di riscossione, la cui misura massima era del 6,72%.

A partire dal 1º ottobre 2006, l’art. 3 del decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248 del 2 dicembre 2005[4], ha stabilito che l'attività di riscossione sia di competenza della pubblica amministrazione italiana, essendo state attribuite le relative funzioni all’Agenzia delle Entrate, che le esercita tramite Equitalia.

Riscossione dei tributi locali[modifica | modifica sorgente]

Per i tributi locali operano in regime di concorrenza con l'operatore pubblico i soggetti privati iscritti all'Albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni tenuto dal Ministero delle Finanze[5] ai sensi dell'art. 53 del Decreto Legislativo del 15 dicembre 1997 n. 446.[6] In tal caso la scelta deve obbligatoriamente avvenire con selezione ad evidenza pubblica previa emanazione di bando di gara ai sensi del D.L. 203/2005 (tanto per affidamento ad operatori pubblici che privati ed indipendentemente dal sistema di riscossione coattiva - ruolo o ingiunzione fiscale - adottato).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, in materia di "Istituzione del Servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate dello Stato e di altri enti pubblici, ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge 4 ottobre 1986, n. 657"
  2. ^ Delega al Governo per il riordino della disciplina relativa alla riscossione
  3. ^ Decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, articolo 3, in materia di "Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria. - Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione"
  4. ^ Legge 30 settembre 2005, n. 203, articolo 3, in materia di "Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria - Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione"
  5. ^ Albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni - Dipartimento delle finanze. URL consultato il 21 maggio 2012.
  6. ^ Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, articolo 53, in materia di "Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali. - Albo per l'accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]