The Pirate Bay
| The Pirate Bay | |
|---|---|
| Nazione | |
| Fondazione | 21 novembre 2003 |
| Sede principale | Svezia |
| Sito web | thepiratebay.org |
| The Pirate Bay | |
|---|---|
| URL | http://thepiratebay.org |
| Commerciale? | Sì |
| Tipo di sito | Indice di file torrent, fornitore di Magnet Link |
| Registrazione | Gratuita, email richiesta; la registrazione non è necessaria per accedere alla maggior parte dei contenuti |
| Proprietario | |
| Creato da | Gottfrid Svartholm, Fredrik Neij e Peter Sunde |
| Lancio | 21 novembre 2003 |
| Fatturato | Pubblicità, donazioni, vendita di gadget |
| Stato corrente del sito | Attivo |
The Pirate Bay (lett. "la baia dei pirati"), spesso abbreviato TPB e chiamato semplicemente in italiano La Baia, è un sito Internet svedese dedicato all'indicizzazione di file .torrent per la rete BitTorrent.
Gli autori, Gottfrid Svartholm (conosciuto sotto lo pseudonimo di anakata), Fredrik Neij (TiAMO) e Peter Sunde (brokep), affermano attraverso la home page che TPB è «il più vasto tracker di BitTorrent al mondo».
Il 30 giugno 2009 si è parlato di una acquisizione del portale da parte della società svedese Global Gaming Factory X AB per una cifra stimata intorno ai 5,3 milioni di euro[1][2][3], ma la vendita sarebbe saltata a causa del mancato pagamento della somma entro i termini dell'opzione di acquisto[4][5].
Dall'8 febbraio 2010, il sito è stato bloccato dagli organi della polizia di stato e quindi inaccessibile dall'Italia utilizzando il dominio standard. The Pirate Bay può comunque essere visitato dall'Italia utilizzando i consigli contenuti in un apposito sito.
Indice |
[modifica] Controversie giudiziarie
Negli Stati Uniti e in diversi altri paesi, le locali giurisdizioni subiscono una sempre crescente pressione da parte delle lobby cinematografiche e discografiche e da diverse Software House per l'adozione di norme e restrizioni che riducano il fenomeno del file sharing. Negli ultimi anni sono state formulate diverse accuse di violazione dei diritti d'autore contro i responsabili di alcune tecnologie Peer-to-Peer. Esse hanno avuto in alcuni casi pieno successo (come per la causa mossa contro Supernova.org). I governi stanno cercando delle misure efficaci per lottare contro ogni forma di file sharing che però si scontrano con il fatto che, nonostante siano utilizzate per raggiungere lo stesso scopo, tra le diverse tecnologie Peer-to-Peer esistono delle differenze tecniche sostanziali.
I siti torrent, come appunto The Pirate Bay, giustificano la loro possibilità di esistere affermando che non violerebbero alcuna legge, poiché, a differenza di altre tecnologie Peer-to-Peer (come ad esempio eMule, Limewire e Shareaza), i dati da loro ospitati sono solo delle chiavi utili per rintracciare i file condivisi all'interno di migliaia di macchine collegate sulla rete Internet. È su questa distinzione che la difesa di The Pirate Bay ha basato la sua estraneità alla pirateria, essendo il sito solo un motore di ricerca, un Torrent Finder per l'appunto, come Google[6], Yahoo o MSN Search. Se si estendesse il reato anche a tali siti, il sistema su cui funziona il World Wide Web potrebbe uscirne fortemente ridimensionato e in parte illegale. La logica della difesa era di fatto ineccepibile, ma l'accusa del caso "MGM Studios, Inc. v. Grokster, Ltd.", venne riformulata sulla base che la detenzione dei suddetti metadata, essendo strettamente legati ai contenuti illegali, incoraggiano di fatto l'infrazione delle leggi sul copyright.
Questi intrighi giuridici sembrano dover ricercare una giustificazione ai numerosi atti punitivi contro i responsabili di siti torrent, tra cui si ricorda il sequestro da parte del governo svedese di tutta la server farm e di tutti i beni personali che sembravano anche lontanamente elettronici del responsabile della compagnia di hosting di The Pirate Bay. Ma questo non scoraggiò i sostenitori del sito. Nonostante l'arresto di alcuni componenti dello staff, alla chiusura del sito seguì infatti una rapida riapertura.
Il 20 agosto 2008, agli amministratori del sito e al ministro della giustizia svedese Beatrice Ask, è stata recapitata una nota da parte del Comitato Olimpico Internazionale in cui si affermava che la cerimonia di apertura era scaricabile tramite Pirate Bay; si chiedeva quindi la collaborazione del ministro per la rimozione di tutti i file inerenti alla cerimonia. Il ministro ha anche affermato che Pirate Bay getta cattiva luce sulla reputazione della Svezia. La home page del sito mostrava un'immagine del ministro svedese circondata da cuori e lettere: cliccandoci sopra era possibile, tramite un form automatico, mandarle una lettera il cui contenuto era già stato scritto dagli amministratori ma che era possibile modificare.
Tra le varie società che hanno aperto controversie giudiziarie contro The Pirate Bay per la violazione del copyright, si segnalano:
I documenti ufficiali (disponibili solo in lingua inglese e talvolta in lingua svedese) riguardanti le minacce legali rivolte contro The Pirate Bay e alcune risposte dai responsabili del sito sono liberamente fruibili nella sezione "Legal Threats"[8] del sito.
[modifica] Il processo a The Pirate Bay
| Per approfondire, vedi la voce Processo a The Pirate Bay. |
Il 17 aprile 2009 i quattro responsabili di Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file via Internet al mondo, sono stati condannati a un anno di prigione per complicità nella violazione di diritti d'autore. Lo ha reso noto un tribunale di Stoccolma. "Il tribunale di Stoccolma ha oggi condannato le quattro persone che erano processate per complicità in violazione della legge sul diritto d'autore. Il tribunale ha deciso di condannare ciascuno di loro ad un anno di carcere", precisa la corte in un comunicato. Il tribunale ha condannato Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni e Peter Sunde, 30 anni, fondatori di Pirate Bay, e Carl Lundstrm, 48 anni, accusato di avere investito nel sito. I quattro dovranno anche versare 30 milioni di corone (2,7 milioni di euro) di danni e interessi all'industria discografica, cinematografica e dei videogiochi, che reclamavano 117 milioni di corone a titolo di mancati guadagni.
La condanna è stata conforme alle richieste del procuratore che aveva pronunciato la sua requisitoria il 2 marzo 2009. Il processo, durato tre settimane, è considerato come uno dei più importanti contro la pirateria informatica[9]. I legali dei quattro hanno subito annunciato di voler ricorrere in appello[10]. Pochi giorni dopo la sentenza, l'emittente radiofonica Sveriges Radio ha rivelato che il giudice Tomas Norström è affiliato a diverse associazioni pro-copyright, tra le quali una a cui appartengono i legali dei titolari di copyright che erano parte attrice nel processo contro The Pirate Bay. Ora la Stampa attende la prossima estate, quando si terrà il processo di appello di Pirate Bay. Giungono però voci che uno dei giudici a presiedere la corte di Appello abbia a che fare con Spotify, servizio legale di streaming online, per ascoltare album full lenght in streaming. Gli avvocati delle parti coinvolte hanno già segnalato tale anomalia, è forse per tale motivazione che il processo di appello è stato spostato all'estate del 2010[11].
[modifica] Il blocco del portale in Italia
Il 10 agosto 2008 The Pirate Bay ha annunciato che i provider italiani hanno bloccato l'accesso al sito su ordine del sostituto procuratore di Bergamo Mancusi[12]; il sito ha prontamente costruito un nuovo dominio[13] al fine di ristabilire la raggiungibilità da parte degli utenti italiani. Il 24 settembre 2008 il Tribunale di Bergamo ha accolto il ricorso degli avvocati di The Pirate Bay[14] e revocato il provvedimento di sequestro preventivo[15]; Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi sono gli avvocati cagliaritani che hanno sostenuto Pirate Bay. The Pirate Bay non è più accessibile dall'Italia, utilizzando l'indirizzo principale, dal 10 febbraio 2010. Il Tribunale del Riesame di Bergamo ha revisionato il provvedimento di sequestro dell'agosto 2008. Il sito è tuttavia raggiungibile utilizzando un proxy.
[modifica] Disconnessione
Il 24 agosto 2009 per ordine della corte svedese viene disconnesso il sito (mattino).
[modifica] Riconnessione
Il 24 agosto 2009 (sera) il sito è di nuovo online.
[modifica] Sviluppi recenti
L'8 febbraio 2010, il Nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo iniziò l'esecuzione delle notifiche per l'oscuramento del sito agli Internet provider italiani, che dovevano inibire gli accessi dall'Italia. Gli accessi restano comunque possibili utilizzando proxy.
In seguito il sito (che era ospitato da un provider tedesco) è stato reso inaccessibile in tutto il mondo, anche se secondo gli osservatori non sarebbe rimasto offline per molto tempo.[16] Infatti, dopo solo venti ore il sito è tornato online, grazie alla banda fornita dal Partito Pirata Svedese[17] che diventa il suo ISP.
[modifica] Progetti
[modifica] Sealand
Nel 2006 i componenti di The Pirate Bay avevano annunciato di avere l'intenzione di comprare il principato di Sealand, messo in vendita dal proprietario, per poterne fare un baluardo del p2p libero e legale ma l'anno successivo hanno dovuto rinunciare all'acquisto e ora sono in cerca di un luogo alternativo.
[modifica] Steal This film
Steal This Film, (in italiano "Ruba questo film") è il titolo del documentario prodotto da The Pirate Bay contro la proprietà intellettuale e in opposizione alla campagna antipirateria presente al cinema e nei DVD originali. Il film è scaricabile liberamente dal sito di The Pirate Bay. Vi è una versione nella sola lingua inglese, ma nel sito sono disponibili versioni non ufficiali del documentario sottotitolate in italiano.
[modifica] Playable
A maggio 2007 The Pirate Bay ha annunciato di voler creare un portale, di nome Playable, dove si potrà scaricare liberamente opere protette da diritto d'autore, a un prezzo mensile scelto liberamente dall'utente[18].
[modifica] The Video Bay
| « Lo "YouTube" che non ha paura del copyright » |
The Video Bay è il nuovo portale in fase di creazione da parte di The Pirate Bay in alternativa a Youtube sulla pubblicazione di video, dove la rimozione dei video sarà decisa dagli iscritti al sito e per cui non basterà una sola denuncia. Questo nuovo sistema si mette in linea con la filosofia di libertà e diffusione libera della cultura di The Pirate Bay[19][20].
[modifica] Secure P2P
L'8 novembre 2007 The Pirate Bay ha annunciato il nuovo progetto Secure P2P, ossia un nuovo protocollo da sviluppare a partire da Bit torrent, dando particolare attenzione alle problematiche di sicurezza. Il protocollo si prevedeva completato entro la fine del 2008[21].
[modifica] BayWords
BayWords è il sito de La Baia in cui un utente può creare un suo blog per esprimere le sue opinioni le quali non verranno censurate in nome della libertà d'espressione, a patto che non infrangano le leggi svedesi. È basato su Wordpress e verrà finanziato con dei banner pubblicitari. Attualmente i blog dal punto di vista della personalizzazione sono ancora a un livello grezzo[22].
[modifica] Music Bay
[modifica] Physible
A Gennaio 2012 The Pirate Bay ha annunciato il lancio di un nuovo tipo di file: i Physible (in italiano: Fisibili) capaci di produrre oggetti reali attraverso stampanti 3d[23].
[modifica] Note
- ^ Global Gaming Factory X - press release. Cision Wire. URL consultato il 30 giugno 2009.
- ^ Emanuele Menietti. The Pirate Bay: venduta!. Webnews.it, 30 giugno 2009. URL consultato il 30 giugno 2009.
- ^ Il portale Pirate Bay venduto a un'azienda software svedese
- ^ I Pirati non si comprano. E navigano verso Est. Punto Informatico. URL consultato il 19 ottobre 2009.
- ^ Pirate Bay non viene acquistato da GGF. Italia SW Magazine. URL consultato il 19 ottobre 2009.
- ^ Nicola Battista e Nicola D'Agostino in MusicBlob. The Pirate Google. URL consultato il 27-04-2009.
- ^ Articolo su Wikinotizie sulla chiusura del sito in Italia
- ^ Legal Threats
- ^ Pirate bay, tutti colpevoli. 23 aprile 2009. URL consultato il 30 maggio 2009.
- ^ Nicola Battista. The Pirate Bay: condannati i re del peer-to-peer. 17 aprile 2009. URL consultato il 30 maggio 2009.
- ^ Andrea Pellegrino. Le ultime news su Pirate Bay. 28 settembre 2009
- ^ Annuncio sul blog di The Pirate Bay
- ^ Lo staff del sito ha temporaneamente cambiato i propri indirizzi IP, consentendo ad una parte degli utenti italiani l'accesso al servizio. Un Provider italiano RV89 ha registrato un nuovo dominio http://labaia.net/ che usando un Proxy fa da tramite tra "Thepiratebay" e il visitatore senza attuare nessuna modifica.
- ^ L'Italia sblocca l'accesso a The Pirate Bay. Punto Informatico, 1º ottobre 2008. URL consultato il 30 maggio 2009.
- ^ Pirate Bay torna libero in Italia - accolto il ricorso degli sito p2p. La Repubblica, 25 settembre 2008
- ^ La Baia è fuori dalla Rete
- ^ Svezia, un porto per la Baia
- ^ Pirate Bay: le major non servono più
- ^ Ma quale YouTube? Pirate Bay presenta The Video Bay
- ^ The Pirate Bay to Launch YouTube Competitor
- ^ Pirate Bay rinuncia a BitTorrent
- ^ I blog di Pirate Bay sono inaffondabili
- ^ http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/02/news/pirate_bay_lancia_i_pysbles_oggetti_reali_da_stampare_in_3d-29087296/ Pirate Bay lancia i "Physibles" oggetti reali da stampare in 3d
[modifica] Voci correlate
- Anonymous
- BitTorrent tracker
- File sharing
- BitTorrent
- Suprnova.org
- Partito Pirata
- Piratbyrån
- Steal This Film
- OiNK
- Produzione paritaria
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su The Pirate Bay
Articolo su Wikinotizie: L'Italia blocca The Pirate Bay 10 agosto 2008
Articolo su Wikinotizie: Diritto d'autore: condannati i responsabili di Pirate Bay 17 aprile 2009
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Home Page di TPB
- Home Page di TPB per l'Italia
- The Pirate Bay su Torrent Wiki
- Pirate Bay Italia