Partito Pirata

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██ Partito Pirata ufficialmente registrato

██ Partito Pirata attivo ma non registrato

██ In discussione con il PP Internazionale

██ Nessun Partito Pirata

Sono denominati Partito Pirata (PP) una serie di movimenti politici, e partiti diffusi in numerosi Paesi. Nel programma hanno in comune il rafforzamento dei diritti civili, maggiori istituti di democrazia liquida, la riforma del diritto d'autore e dei brevetti, libertà di circolazione della conoscenza, protezione dei dati personali, maggiore trasparenza e libertà d'espressione, educazione libera. Il primo nato è stato quello svedese all'inizio del 2006.

Organizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Internazionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internazionale dei Partiti Pirata.

L'Internazionale dei Partiti Pirata è l'organizzazione internazionale che unisce i partiti pirata nazionali. Fondata nel 2006 come un'unione informale di partiti indipendenti tra loro, dall'ottobre 2009 ha ottenuto lo status di organizzazione non-governativa in Belgio. La fondazione ufficiale con l'adozione di uno statuto è avvenuta in una conferenza tra il 16 ed il 18 aprile 2010 a Bruxelles, a cui hanno partecipato delegati provenienti da 22 Paesi tra i quali anche l'Italia con il Partito Pirata italiano. E' guidato da un consiglio direttivo, i cui copresidenti sono Marcel Kolaja (Repubblica Ceca) e Samir Allioui (Paesi Bassi).

Europa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito Pirata Europeo.

Il Partito Pirata Europeo è l'organizzazione europea che unisce i partiti pirata nei Paesi dell'Unione Europea. Fondato nel 2013 ha come scopo la collaborazione dei vari partiti pirata nell'ambito delle attività nell'Unione Europea e nelle elezioni europee.

Singoli partiti[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Partito Pirata
PP-IT
Segretario Assemblea Permanente[1]
Presidente Luca Cappelletti
Portavoce Assemblea Permanente[1]
Stato Italia Italia
Fondazione 16 settembre 2006
Ideologia Democrazia liquida
E-democracy
Antifascismo[2]
Repubblicanesimo[2]
Collocazione indipendente
Coalizione L'Altra Europa con Tsipras[3]
Partito europeo Partito Pirata Europeo
Affiliazione internazionale Internazionale dei Partiti Pirata
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
0 / 1042
Testata PiratPartiet Diritti digitali (in passato)
Colori arancione
Sito web partito-pirata.it
Diritti Digitali (Licenza Creative Commons)

In Italia il Partito Pirata, fondato il 16 settembre 2006 poco prima delle elezioni in Svezia, ha pubblicato nel dicembre 2007, in licenza Creative Commons Open Content, il primo numero del giornale PiratPartiet Diritti digitali, testata regolarmente iscritta al Tribunale di Rovereto[4].

Per le elezioni europee del 2009 il Partito Pirata italiano ha candidato il segretario Alessandro Bottoni come indipendente con Sinistra e Libertà nella circoscrizione Italia nord-orientale, ottenendo 820 preferenze e non risultando eletto[5][6].

Nel dicembre 2011 il Partito Pirata ha modificato il suo statuto, costituendosi in Assemblea Permanente online attraverso l'uso della piattaforma LiquidFeedback[1].

Per le elezioni regionali nel Lazio del 2013 il Partito Pirata ha candidato Arturo Di Corinto come indipendente con SEL, non venendo eletto[7]. Inoltre ha manifestato interesse a partecipare alle elezioni provinciali altoatesine[8] pur non partecipando effettivamente.

Alle elezioni amministrative del 2013, a Roma, il Partito Pirata era inizialmente intenzionato a candidare alla carica di sindaco l'italiano di origine eritrea Josef Yemane Tewelde detto "Jojo"[9][10], tecnicamente non candidabile in quanto senza possesso della cittadinanza italiana. Conseguentemente, ha poi scelto di appoggiare il candidato di Repubblica Romana Sandro Medici[11], raccogliendo 720 voti e lo 0,07% delle preferenze e non ottenendo seggi in consiglio ma configurandosi a tutti gli effetti "soggetto politico"[senza fonte]. Inizialmente era stata manifestata anche l'intenzione di scegliere un candidato per le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 2013[12], eventualità poi non concretizzatasi[13].

Nel 2011 Marco Manuel Marsili ha fondato un partito denominato "Partito Pirata" con un simbolo costituito dal Jolly Roger su fondo arancione che inizialmente includeva anche il signet del Partito Pirata internazionalmente noto. Ciò ha portato a una disputa giudiziaria, sfociata in un'ordinanza del tribunale di Milano del 30 marzo 2012 con la quale il partito di Marsili è stato inibito, a tutela del nome e del simbolo del Partito Pirata Italiano[14][15], fissando una penale per ogni violazione e condannando Manuel Marco Marsili al pagamento delle spese processuali[16][17].

Al termine della XVI Legislatura, forti del successo del Partito Pirata in Germania, il Partito Pirata ricevette alcune richieste di adesione da parte di esponenti di altri partiti politici[18], come Francesco Barbato[19] (ex-IdV), il quale voleva portare LiquidFeedback in parlamento assumendo due pirati nel suo staff[20], ma che, una volta non accettata la sua domanda, fondò il movimento I Cittadini. Anche Domenico Scilipoti (ex-MRN, ora FI) tentò di affiliarsi ai Pirati ma non venne accettato[21][22], decidendo così di essere rieletto nelle liste del PdL.

Il 23 e il 24 marzo 2013 c'è stata la prima Assemblea Occasionale (AO), il congresso del Partito Pirata italiano, a Milano[23].

Il 25 gennaio 2014 c'è stata la seconda Assemblea Occasionale del Partito Pirata a Firenze[24][25], dove è stato eletto come burocrate mutek, al secolo Luca Cappelletti.

Alle elezioni amministrative del 2014 il Partito Pirata si presenta assieme a Democrazia in Movimento dell'ex-M5S Valentino Tavolazzi nella lista Progetto per Ferrara[26][27].

Svezia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito Pirata (Svezia).

In Svezia, il Piratpartiet è un partito politico nato all'inizio del 2006 per iniziativa di Rickard Falkvinge.

L'intento era quello di presentare un partito, alle elezioni politiche svedesi dello stesso anno, che si attivasse per modificare, sia legalmente, sia concettualmente, il diritto d'autore e i brevetti, per difendere la libertà della Rete e la riservatezza dei cittadini. Secondo il partito, infatti i diritti d'autore, i brevetti, le minacce di restrizione delle libertà d'informazione sono strumentalizzate a fini economici e ostacolano lo sviluppo sociale.

Germania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito Pirata (Germania).

In Germania il Piratenpartei partecipa alle sue prime elezioni con le europee del 2009 raccogliendo lo 0,9% dei voti dell'elettorato tedesco. Nelle Elezioni federali tedesche del 2009 ha più che raddoppiato i voti ottenendo il 2,0%, risultando il primo partito fra quelli che non hanno superato la soglia di sbarramento. Successivamente il partito è cresciuto raggiungendo l'8,9% nelle elezioni del Land di Berlino nel settembre 2011 (per la prima volta a livello di Land tedesco, il partito ha superato lo sbarramento del 5% conquistando seggi) poi nuovamente superato con il 7.4% nelle elezioni della regione del Saarland nel marzo 2012, con l'8.3% nelle elezioni statali della regione Schleswig-Holstein e con il 7,5% nelle elezioni per la regione Renania Settentrionale-Vestfalia del maggio 2012.

Repubblica Ceca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito Pirata (Repubblica Ceca).

Nella Repubblica Ceca il Partito Pirata è stato fondato nel 2009. Nelle elezioni del 2012 ha conquistato 1 seggio al Senato[28][29][30].

Islanda[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partito Pirata (Islanda).

In Islanda il Partito Pirata è stato fondato nel 2012. Si è presentato per la prima volta alle elezioni parlamentari islandesi del 2013 ottenendo il 5,1% dei voti e 3 seggi all'Althing.[31][32].

Altri Paesi[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'esperienza svedese sono nate associazioni o veri e propri partiti in tutto il mondo che si rifanno allo stesso partito e riportano il sostantivo "pirata" nella denominazione, utilizzano la vela nera stilizzata iscritta in un cerchio e logo principale del Partito svedese. Ci sono partiti Pirata ufficialmente registrati in Spagna, Austria, Grecia e Germania, ci sono partiti Pirati non registrati ma attivi negli Stati Uniti d'America, Regno Unito, Australia, Francia, Polonia, Russia e Belgio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Airon90, Pirate Party of Italy Congress in Florence, Pirate Times, 21 gennaio 2014. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  2. ^ a b Il Codice dei Pirati, Partito Pirata. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  3. ^ Il Partito Pirata aderisce a L'Altra Europa con Tsipras, Partito Pirata. URL consultato il 17 aprile 2014.
  4. ^ Piratpartier - Diritti digitali
  5. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 gennaio 2010.
  6. ^ Arturo di Corinto, Partito pirata sogna il boom. "Noi piccoli, servono soldi", la Repubblica, 21 settembre 2011. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  7. ^ Un pirata della prima ora alle regionali, Partito Pirata, 5 febbraio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  8. ^ (DE) Die Piraten setzen Kurs auf Landtag, Partito Pirata Sud Tirolo, 18 novembre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  9. ^ Pianeta Pirata
  10. ^ Jojo che?, Roma Pirata, 2013. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  11. ^ Risultati delle elezioni comunali del 2013 a Roma, Ministero degli Interni. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  12. ^ chr.s., I Pirati puntano alle regionali 2013, Messaggero Veneto, 2 ottobre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  13. ^ Risultati ufficiali delle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 2013, Ministero degli Interni. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  14. ^ Arturo di Corinto, Il partito pirata contro i pirati ricorre al tribunale e vince, la Repubblica, 3 aprile 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  15. ^ (EN) enigmax, Court Orders "Copyright Lobby-Linked" Group To Stop Pirating The Pirate Party, TorrentFreak, 5 aprile 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  16. ^ Ordinanza contro pirateparty.it e Marco Manuel Marsili, Partito Pirata, 30 marzo 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  17. ^ Reclamo all'ordinanza contro pirateparty.it e Marco Manuel Marsili, Partito Pirata, 28 giugno 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  18. ^ Stefano Bocconetti, L'Idv Barbato vuole portare Liquid Feedback in Parlamento ma i Pirati italiani non si fidano di lui..., l'Huffington Post, 31 ottobre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  19. ^ Luca Pautasso, Barbato, dall'Idv al Partito Pirata, L'Opinione delle libertà, 20 novembre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  20. ^ Barbato 'assume' due iscritti al Partito pirata. "Liquid feedback a Palazzo", Il Fatto Quotidiano, 31 ottobre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  21. ^ Riccardo di Grigoli, I Pirati scissionisti ora dialogano con Scilipoti, la Repubblica, 21 dicembre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  22. ^ Angela Mauro, l'Huffington Post, 21 dicembre 2012. Scilipoti in cerca di rielezione si aggancia ai Pirati: domani congresso con alcuni di loro (ma sono quelli di destra e verranno espulsi dal Partito) http://www.huffingtonpost.it/2012/12/21/scilipoti-si-aggancia-ai-pirati-ma-sono-quelli-di-destra-e-saranno-espulsi_n_2345088.html/titolo=Domenico Scilipoti in cerca di rielezione si aggancia ai Pirati: domani congresso con alcuni di loro (ma sono quelli di destra e verranno espulsi dal Partito). URL consultato il 9 gennaio 2014.
  23. ^ AA.VV., Assemblea Occasionale/2013, WikiPirata. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  24. ^ Assemblea Occasionale PP-IT | Firenze 25 gennaio 2014, Partito Pirata. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  25. ^ Elezioni amministrative ed europee, il Partito Pirata valuta la partecipazione e lancia il tema sulla piattaforma Liquid Feedback, gonews, 25 gennaio 2014. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  26. ^ Marco Zavagli, Ferrara, il ritorno di Tavolazzi: “Alleato con i Pirati. M5s? Non c’è democrazia”, Il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2014. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  27. ^ m.p., Il Ppf di Tavolazzi trova un alleato: è il Partito Pirata, La Nuova Ferrara, 1 febbraio 2014. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  28. ^ Czech PP Celebrates First Pirate Senator
  29. ^ Pirate Parties Win First Senators Seat Czech Win International Race
  30. ^ First Pirate Party Senator Elected in the Czech Republic da TorrentFreak
  31. ^ Pirate Party Enters Iceland's National Parliament After Historic Election Win da TorrentFreak
  32. ^ Reflections on Iceland's Election of Pirate MPs da TorrentFreak

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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