Principato di Sealand

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Coordinate: 51°53′39.93″N 1°28′56.91″E / 51.894425°N 1.482475°E / 51.894425; 1.482475

Sealand
Sealand – Bandiera Sealand - Stemma
Principato di Sealand - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso piattaforma britannica abbandonata nel 1967, ma inclusa nelle acque territoriali britanniche dal 1987[1]
Situazione de facto micronazione autoproclamata e non riconosciuta da alcuno Stato
Nome completo Principato di Sealand
Nome ufficiale Principality of Sealand
Governo Principato
Capo di Stato Michael Bates
Motto E Mare Libertas
Informazioni generali
Lingua inglese
Area 0,004[2] km²
Popolazione 27 ab.  (2002)
Densità 6750 ab./km²
Continente Europa
Fuso orario GMT
Valuta Dollaro di Sealand

Il Principato di Sealand (in inglese Principality of Sealand, terra del mare) è una struttura artificiale creata durante la Seconda guerra mondiale, quando una chiatta della Royal Navy venne rimorchiata sopra la secca di Rough Sands, nel Mare del Nord e allagata intenzionalmente.

La struttura si trova a circa 10 km al largo della costa del Suffolk (Inghilterra), alle coordinate 51° 53' 40 N e 1° 28' 57 E, ed è stata occupata fin dal 1967 dalla famiglia di Paddy Roy Bates e dai loro compagni, che la proclamarono essere, a loro dire, un "principato con sovranità indipendente". Sulla struttura artificiale abitano circa cinque persone, su una superficie di circa 1300 m².

Anche se i componenti della famiglia di Bates la dichiarano essere una micronazione indipendente, Sealand in realtà non è ufficialmente riconosciuta come Stato sovrano da nessuna nazione del mondo.

Indice

Storia [modifica]

Il "principato" di Sealand
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortezze marittime Maunsell.

Nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, il H.M. Fort Rough venne costruito in Inghilterra come una delle Fortezze marittime Maunsell. Comprendeva una zattera galleggiante con una sovrastruttura di due torri unite da un ponte sul quale potevano essere aggiunte altre strutture. La zattera venne trainata fino al banco di sabbia Rough Sands dove venne intenzionalmente allagata, in modo che lo scafo affondasse in una posizione di riposo sul banco di sabbia. La struttura rimasta visibile sopra le onde era la sovrastruttura del precedente vascello.

La struttura (a cui era stato dato il nome di Roughs Tower oltre a quello di Fort Rough) venne occupata da 150-300 membri della Royal Navy per tutta la Seconda guerra mondiale; ma, dopo la guerra, tutto il personale venne evacuato e l'HMS Fort Rough venne abbandonato.

La vigilia di natale 1966 il forte venne occupato da Paddy Roy Bates, un cittadino britannico che aveva avuto problemi legali a causa di una stazione radio, "Radio Essex". Egli dopo aver discusso coi suoi avvocati su come fare per mantenere la sua radio attiva decise di proclamare la piattaforma uno stato indipendente.

Nel 1968 Michael Bates (figlio di Roy) venne convocato a giudizio a causa di un incidente in cui alcuni colpi vennero sparati da una fregata della marina inglese nella vicinanze di Sealand. Secondo alcuni rapporti gli occupanti del vascello intendevano espellere Bates dalla fortezza, mentre per altri stavano semplicemente tentando di riparare una vicina boa di navigazione. Il 25 novembre 1968 la corte affermò che, poiché l'incidente era avvenuto al di fuori delle acque territoriali inglesi, non aveva alcuna giurisdizione sull'avvenuto.

Nel 1978, mentre Roy Bates era assente, il "primo ministro" che egli aveva incaricato, il Professor Alexander G. Achenbach, e diversi cittadini dei Paesi Bassi organizzarono la cattura di Roughs Tower, trattenendo Michael, figlio di Bates, come ostaggio, prima di rilasciarlo diversi giorni dopo nei Paesi Bassi.

Bates arruolò dei mercenari e con un elicottero d'assalto riprese la fortezza. Tenne quindi prigionieri gli invasori reclamandoli come prigionieri di guerra. I cittadini dei Paesi Bassi partecipanti all'invasione furono rimpatriati alla cessazione della "guerra"; invece Achenbach, di cittadinanza tedesca, venne accusato di "tradimento contro Sealand" e imprigionato indefinitamente. I governi dei Paesi Bassi e della Germania avanzarono una petizione al governo britannico per il suo rilascio, ma la Gran Bretagna disconobbe ogni responsabilità, citando la decisione della corte del 1968.

La Germania inviò allora un diplomatico a Roughs Tower per negoziare il rilascio di Achenbach e dopo diverse settimane Roy Bates cedette, affermando successivamente che, a suo dire, la visita diplomatica costituiva il riconoscimento de facto di Sealand da parte della Germania (la Germania non ha confermato questa interpretazione personale di Bates).

In seguito al suo rimpatrio, il professor Achenbach stabilì un "Governo in esilio" in Germania, in opposizione a quello di Roy Bates, assumendo il titolo di "Segretario del Concilio Privato". Alle dimissioni di Achenbach per ragioni di salute nell'agosto 1989 il "Ministro per la Cooperazione Economica" del governo ribelle, Johannes Seiger, assunse il controllo con la posizione di "Primo Ministro e Segretario del Concilio Privato". Seiger continua ad affermare di essere l'autorità legittima di governo di Sealand.

Per un certo periodo, Sealand produsse anche passaporti. Nel 2000 la polizia spagnola ha scoperto un gruppo criminale che vendeva falsi passaporti di Sealand, che si sospetta furono coinvolti in molti crimini di alto profilo, incluso l'omicidio di Gianni Versace[1]. A causa della quantità massiccia di passaporti in circolazione (stimata in circa 150.000 unità), nel 1997 la famiglia Bates revocò tutti i passaporti di Sealand che aveva essa stessa emesso nei precedenti trenta anni.

Intorno al 2000, Sealand si fece conoscere da molti appassionati di informatica, proponendosi dapprima di ospitare siti web ritenuti di dubbia legalità nei paesi di origine, poi offrendo asilo a Napster.

Il 9 ottobre del 2012 il "principe" Roy Bates è deceduto per cause naturali a 91 anni. Il titolo di "principe", per diritto ereditario, va al "principe" Michael Bates, figlio primogenito che dal 1999 serviva come "reggente" essendo il padre malato di Alzheimer.

Nobiltà nel "principato" di Sealand [modifica]

La nobiltà nel "principato" di Sealand, esclusa la "famiglia reale", non è per via ereditaria: si può acquistare (anche su internet), indipendentemente dalla cittadinanza posseduta, un attestato, approvato con nulla osta dalla famiglia reale, che conferisce il titolo di "lord" o "barone" (ed anche di "lady" e "baronessa") di Sealand. Il certificato è riconosciuto all'interno del solo principato, e permette di essere invitato come consigliere del "principe", partecipare a banchetti e manifestazioni che si possono tenere nel principato stesso o anche in sede estera.

Messa in vendita [modifica]

Dal 2007 Sealand è stato messo in vendita da Michael Bates[3][4][5][6]. Il prezzo attualmente stimato è di 750 milioni di euro. La vendita è stata affidata a una compagnia spagnola di nome InmoNaranja.

Il 9 gennaio 2007 il sito The Pirate Bay, uno dei più famosi tracker per BitTorrent, ha annunciato di voler acquistare Sealand raccogliendo fondi attraverso libere donazioni versate su conto Paypal. Tuttavia ha rinunciato, dopo solo due settimane, a causa del disinteresse mostrato da Bates.

Sport [modifica]

Il principato di Sealand ha una rappresentanza sportiva (che include atleti stranieri) che partecipano in numerose discipline sportive, come mini-golf e calcio.[7] Sealand è anche un membro associato del Nouvelle Fédération-Board, un'organizzazione calcistica che raggruppa territori, entità quasi-statali e altre entità non iscritte alla FIFA.

Media [modifica]

  • Il principato di Sealand appare in più puntate di Axis Powers Hetalia.
  • È ispirato a questo stato un episodio del cartone animato I Griffin, in cui quando Peter scopre che la sua casa non appare sui catasti dello stato, decide di farla diventare uno stato autonomo (sostanzialmente un'enclave), ribattezzato Petoria, e di diventarne il presidente.

Note [modifica]

  1. ^ a b (EN) Offshore and offline?, BBC News
  2. ^ 4000 m²
  3. ^ (EN) Chicago Tribune
  4. ^ (EN) Sign On San Diego
  5. ^ (EN) Reuters
  6. ^ (EN) BBC
  7. ^ Danish Homepage della nazionale di calcio di Sealand. Sealand National Football Team. URL consultato in data 9 novembre 2007.

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]