Megaupload

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Megaupload
Megaupload.gif
URL www.megaupload.com
www.mega.co.nz (successore)
Commerciale
Tipo di sito File hosting
Lingua Inglese
Proprietario Megaupload-Limited
Creato da Kim Schmitz
Lancio 21 marzo 2005
Stato attuale chiuso

Megaupload è stato un sito web di file hosting internazionale, di proprietà di Megaupload-Limited (Hong Kong), ed era disponibile in venti lingue.
Secondo uno studio del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America, Megaupload.com, con oltre 150 milioni di utenti registrati e 50 milioni di visitatori al giorno, rappresentava il 4% di tutto il traffico internet mondiale.[1]

A Megaupload facevano capo anche Megavideo, un sito per la trasmissione in diretta (streaming) di video flash, e Megaporn, un sito con contenuti pornografici (contenuti non ammessi negli altri due siti).

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il servizio era disponibile gratuitamente per caricare file fino a 2 GB e scaricare file non più grandi di 1 GB. A chi si registrava gratuitamente era offerto uno spazio di 200 GB. Gli utenti premium avevano uno spazio di archiviazione illimitato. Dopo un caricamento avvenuto con successo, all'utente era dato un URL univoco tramite il quale era possibile scaricare il file.

Tempo di attesa per scaricare file[modifica | modifica sorgente]

Il tempo di attesa prima di poter scaricare il file richiesto era di 45 s per gli utenti non registrati, 25 s per gli utenti registrati gratuitamente, mentre era immediato per gli utenti premium.
Da dicembre 2011, il tempo di attesa prima di poter scaricare un file era stato ridotto a 10 s per gli utenti non registrati.
Nel gennaio 2012, il download era divenuto immediato.

Criteri di eliminazione dei file[modifica | modifica sorgente]

Ogni file caricato anonimamente era eliminato dopo 20 giorni di inattività, per gli utenti registrati gratuitamente esso era conservato per 2 anni, mentre per gli utenti premium non vi erano limitazioni di tempo.

Controllo dei file duplicati[modifica | modifica sorgente]

Megaupload utilizzava l'algoritmo MD5 onde evitare la presenza di file duplicati.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

L'avviso apposto dal FBI sul sito dopo la chiusura

Il 19 gennaio 2012, il sito è stato sequestrato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America per violazione di copyright e pirateria.[1][2]
Il giorno seguente è stato attivato un finto mirror del sito presso un dominio .bz; tuttavia, il nuovo indirizzo è stato subito considerato un tentativo di phishing da numerosi siti, essendo basato sulla copia cache di Google.[3][4] I motivi che hanno portato alla chiusura di Megaupload sono ancora poco chiari, ma si sospettano pressioni di case discografiche che non volevano la concorrenza di megabox.

Non si sono fatte attendere le reazioni. Con un messaggio su Twitter, il gruppo di hacker Anonymous ha rivendicato quello che ha definito il maggior attacco online contro siti federali USA in rappresaglia per la chiusura di Megaupload: un Denial of service (una tempesta di richieste di accesso ad alcuni siti causandone il blocco) a cui hanno partecipato 5635 hacker, i quali hanno anche preso di mira molti siti istituzionali americani estranei all'ambito, compresi quelli della Casa Bianca e dell'FBI.[5]

Nell'aprile 2012, a tre mesi esatti dal raid che ha visto l'arresto di Kim Schmitz e altri suoi collaboratori, si scopre che il processo agli imputati potrebbe non esserci per dei vizi di procedure a partire dalla polizia neozelandese, la quale non aveva neanche il diritto di varcare la soglia di casa del fondatore del servizio, per cui si prospetta la liberazione e la restituzione di tutti i suoi averi (Siti internet compresi).[6]

Rinascita[modifica | modifica sorgente]

Kim Dotcom, il fondatore del popolare sito di file hosting, dalla sua lussuosa dimora in Nuova Zelanda, dove attualmente si trova agli arresti domiciliari, qualche tempo dopo l'arresto dichiarò, tramite twitter che presto il servizio sarebbe tornato on-line.[7] Dotcom ha infatti espresso delle considerazioni sulla fine di SOPA e PIPA, le due proposte di legge presentate e poi ritirate dal Governo americano che riguardano la protezione dei diritti d’autore su Internet, e sulla bocciatura di ACTA, aggiungendo che Megaupload tornerà più grande, più veloce e più sicuro dagli attacchi rispetto a prima.

Il nuovo sito, chiamato Mega, è stato aperto il 19 gennaio 2013.

Sempre via twitter, il trentottenne di origini tedesche ha contattato il Dipartimento di Giustizia americano e fatto sapere di essere disposto a tornare negli Stati Uniti di sua spontanea volontà, ma solo se il Governo USA riuscisse a garantirgli un processo equo, lo sblocco dei beni e il rispetto dei suoi diritti di cittadino. In caso contrario, l'unico modo per tornare negli States sarà attendere l’estradizione, che non potrà essere effettiva prima di agosto 2013 per dei vizi nel processo. Il processo chiave, che si doveva tenere il 6 agosto 2012, è stato infatti ufficialmente rimandato dal giudice neozelandese prima alla primavera del 2013 a causa delle troppe irregolarità procedurali commesse dal Dipartimento di Giustizia americano e dall'FBI e successivamente in agosto 2013 in quanto Il giudice neozelandese ha stabilito che la controparte mostri solo un riassunto delle prove contro Kim Dotcom. Il fondatore del file hosting Kim Dotcom tramite interviste rilasciate, ha fatto sapere che Megaupload tornerà, più potente e più veloce del precedente. [8]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]