Israel Beytenu

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Israele, casa nostra (Israel Beytenu)
ישראל ביתנו
Leader Avigdor Lieberman
Stato Israele Israele
Fondazione 1999
Sede Gerusalemme Israele Israele
Ideologia Nazionalismo,[1]
Sionismo revisionista,[2]
Secolarismo,[3][4]
Liberismo[5][6]
Interessi degli ebrei russi[7]
Collocazione Destra
Coalizione Unione Nazionale (2000-2006)
Coalizione con Kadima e Partito Laburista (2006-2009)
Likud Beytenu (federazione con il Likud) in alleanza con Yesh Atid, HaTnuah e La Casa Ebraica (2009-2014)
Seggi Knesset
11 / 120
Sito web www.beytenu.org

Israel Beytenu (in ebraico ישראל ביתנו, Yisra'el Beiteinu, letteralmente "Israele, casa nostra") è un partito politico israeliano, appartenenente all'area della destra nazionalista, sionista e laica, con un marcato anticlericalismo verso il sionismo religioso e le altre correnti religiose ultraortodosse ma antisioniste come gli haredim, maggiore di altri partiti di centrodestra, oltre a presentare un antislamismo più marcato.

Il partito, che rappresenta soprattutto gli emigrati dell'ex blocco orientale, ritiene necessaria la fedeltà allo Stato da parte di tutti cittadini e propugna una linea dura nei confronti del terrorismo palestinese. Alle precedenti elezioni è stato il terzo maggior partito israeliano,[8] alle elezioni del 2013 si è federato con il primo partito, il Likud, formando il Likud Beytenu.

Storia e posizioni[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei suoi fondatori è Avigdor Lieberman, politico di origine sovietica-moldava considerato talvolta estremista dai suoi avversari; già membro del Likud, noto per il suo piano di ritiro dalla Linea Verde, in modo tale che aree come il "Triangolo" (Meshulash in ebraico o Sharon orientale) e il Wadi 'Ara – ceduto dalla Giordania a Israele in seguito agli accordi successivi all’armistizio del 1949 – passino sotto il controllo arabo palestinese, di modo che circa un terzo degli arabi israeliani divengano cittadini palestinesi con uno scambio di territori (piano Lieberman).
Avigdor Lieberman è accusato dagli avversari di essere sostenitore di una sorta di "pulizia etnica" dei cittadini israeliani di etnia araba, anche se in realtà vorrebbe che tale trasferimento fosse volontario. Secondo Beytenu , gli Arabo-israeliani dovrebbero perciò essere incoraggiati, con aiuti economici, a riunirsi all'Autorità Nazionale Palestinese, e quindi ai palestinesi stessi.
È stato stato tacciato di razzismo, per aver sostenuto una proposta di legge contro i matrimoni di israeliani con palestinesi, perché, secondo la visione nazionalista, sarebbe uno strumento usato per aumentare la componente arabo-israeliana e mettere in minoranza gli ebrei: vanificando (secondo gli estremisti) uno degli assunti del Sionismo che vuole che lo Stato ebraico abbia una chiara maggioranza numerica di cittadini israeliti.
Lieberman sostiene attualmente la soluzione dei due stati, per risolvere il conflitto israelo-palestinese, ma vorrebbe che Israele fosse completamente ebraico, mentre lo Stato di Palestina - costituito su Cisgiordania e Striscia di Gaza, ma senza Gerusalemme est e senza smantellare la maggioranza degli insediamenti israeliani - dovrebbe accogliere tutti gli arabi che vivono in Israele, dopo che tutti i partiti politici palestinesi abbiano riconosciuto ufficialmente l'esistenza di Israele.
In alternativa appoggia la soluzione a uno stato uninazionale con l'opzione giordana, cioè il trasferimento dei palestinesi in Giordania, riconosciuto loro Stato, con la cessione di alcuni territori cisgiordani al regno hascemita, nell'ambito del cosiddetto Piano Lieberman.

Il partito è noto anche per il suo favore nei confronti dei Drusi, popolazione araba che accetta Israele e che serve nelle Forze di Difesa Israeliane, nota per essere anti-islamica (la religione drusa è considerata un'eresia dell'Islam, dalla maggior parte dei musulmani).

Israel Beytenu, nelle elezioni del marzo del 2006, ha ottenuto 11 seggi nella Knesset, uno dei quali è andato a un arabo druso, Hamad Amar.[9]
Nell'ottobre dello stesso anno, con l'appoggio del Primo ministro Ehud Olmert, Israel Beytenu è diventato parte della coalizione di governo guidata da Kadima, nonostante le flebili obiezioni dei laburisti.

Dal 2009 governa assieme al Likud del Primo ministro Benjamin Netanyahu e Lieberman è stato fino al dicembre 2012 ministro degli Esteri, incarico dal quale si è dimesso a causa del suo coinvolgimento in un'inchiesta di carattere penale.

Nel novembre 2013 il leader del partito, Avigdor Lieberman dopo essere stato assolto dalla corte giudiziaria di Gerusalemme, per accusa di frode e riciclaggio per cui era imputato nel dicembre scorso è tornato in politica, riprendendo il ruolo di Ministro degli Esteri. Dalle elezioni 2014 il partito è tornato ad allearsi, oltre che con il Likud, con cui è federato, e i centristi, anche con il partito sionista religioso La Casa Ebraica, pur essendoci una forte differenza di vedute su alcune questioni interne, come l'esenzione dal servizio militare per gli ebrei ultraortodossi.

Alcune divergenze sul conflitto Israele-Gaza del 2014, con il premier Netanyahu, hanno fatto prospettare, da parte di Lieberman (che chiedeva un'azione definitiva e forte contro i fondamentalisti islamici di Hamas, il partito palestinese che governa la Striscia di Gaza), una possibile rottura del patto federativo con il Likud, anche se il Beytenu rimane membro del governo a tutti gli effetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A nationalist list, made up of new immigrants and old-timers and headed by MK Avigdor Lieberman, that ran in the elections for the Fifteenth Knesset in Knesset.gov.il. URL consultato il 25 aprile 2010.
  2. ^ http://www.yisraelbeytenu.com/#bringing
  3. ^ Lenience within the Halakha (religious law) in Beytenu.org. URL consultato il 25 aprile 2010.
  4. ^ Regarding religious issues in Israel, the party does not call for the separation of religion and state. in Jewishvirtuallibrary.org. URL consultato il 25 aprile 2010.
  5. ^ http://www.yisraelbeytenu.com/#raising
  6. ^ Yisrael Beiteinu supports the advancement of free-market economic policies, Jewishvirtuallibrary.org. URL consultato il 25 aprile 2010.
  7. ^ Israel: Background and Relations with the United States (PDF). URL consultato il 25 aprile 2010.
  8. ^ |titolo=Final election results: Kadima 28 seats, Likud 27, Yisrael Beiteinu 15 Articolo di Haaretz
  9. ^ I Drusi, piuttosto che trovarsi in balia di musulmani, preferiscono di gran lunga dipendere dagli israeliti, così come in Libano non hanno alcuna obiezione a essere governati dai cristiani che, d'altronde, riconoscono loro un posto di rilievo nell'amministrazione dello Stato, visto che ai Drusi il Patto Nazionale del 1943 riconosce il diritto di nomina del Capo di Stato Maggiore delle forze armate.
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