Associazione internazionale dei lavoratori

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Karl Marx, fondatore della Prima Internazionale

L'Associazione internazionale dei lavoratori (A.I.L.), conosciuta anche come Prima Internazionale, era un organismo avente lo scopo di creare un legame internazionale tra i diversi gruppi politici di sinistra: socialisti, anarco comunisti, repubblicani mazziniani, marxisti[1] e tra le varie organizzazioni di lavoratori, in particolare operai. Per questo motivo viene anche conosciuta come Associazione internazionale degli operai. L'organizzazione non va confusa con la (bakuniana) Lega Internazionale dei Lavoratori la cui componente anarchica in seguito confluirà nella Prima Internazionale, con una convivenza dibattuta prima della frattura tra anarchici e marxisti in seno all'organizzazione, del 1872. Anarchici e marxisti prenderanno due strade definitivamente indipendenti durante la Seconda Internazionale, nel 1896[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1864 in seguito all'incontro avvenuto due anni prima a Londra tra delegazioni operaie francesi ed inglesi. L'esperienza rivoluzionaria del 1848-49 aveva infatti dimostrato come i problemi dei diversi paesi fossero strettamente legati tra loro. Inoltre veniva considerato necessario un organismo che coordinasse la lotta a livello internazionale così come la repressione veniva coordinata dalle alleanze tra stati. L'Internazionale si pose soprattutto degli obiettivi pratici da conseguire per migliorare la condizione dei lavoratori: tra questi si ricorda la limitazione della giornata lavorativa ad otto ore.

Questa prima esperienza fu caratterizzata dalla convivenza di più correnti ideologiche: in origine, l'organizzazione conteneva gruppi operai inglesi, anarchici, socialisti francesi e repubblicani italiani, e vedeva al suo interno personaggi noti del tempo come Karl Marx, Michail Bakunin e molti altri. Si accese quindi un intenso dibattito, che portò all'allontanamento dei mazziniani; subito dopo emerse la discussione tra marxisti ed anarchici (proudhoniani prima, Michail Bakunin e seguaci poi). Entrambi rifiutavano lo Stato borghese, ma mentre i primi teorizzavano la conquista della società comunista attraverso le fasi della “dittatura del proletariato”, della proprietà collettiva dei mezzi di produzione che in ultimo avrebbe portato alla società senza classi, gli anarchici puntavano ad un’azione diretta mirante alla disarticolazione e all’estinzione immediata dello Stato e di ogni tipo di istituzione, indipendentemente da chi ci fosse a reggerla.

Il confronto tra Marx ed i proudhoniani (Proudhon era morto pochi anni prima) portò all'espulsione di quest'ultimi dall'organizzazione. In seguito, dispute tra Marx e Bakunin, l'esponente anarchico più rilevante nell'Internazionale, portarono ad una rottura tra gli anarchici ed i marxisti. Al Congresso dell'Aia (1872), dove si modificarono gli statuti dell'AIL in confermazione delle decisioni prese alla Conferenza di Londra del 1871), vennero espulsi Bakunin e lo svizzero James Guillaume, segnando la rottura definitiva tra le due ali. Gli anarchici si considerarono sempre vittime di un'ingiustizia e, con il sostegno delle federazioni della Spagna, dell'Italia, del Belgio e della Svizzera romanda, decisero di continuare l'Internazionale, ripristinando i suoi statuti e organizzando un nuovo congresso da tenersi a Saint-Imier (Svizzera). Questo internazionale antiautoritaria avrà altri 4 congressi fino al 1877.

A questo punto, nel 1872 l'esperienza internazionalista procederà suddivisa su due strade:

  • L'Internazionale di Saint-Imier, o internazionale antiautoritaria che sposterà poco dopo la sede del Consiglio generale da l'Aia a Saint-Imier,
  • Internazionale ortodossa, A.I.L. marxista, che si sposterà poco dopo la sede del Consiglio generale da l'Aia a New York.

Durante la prima internazionale vi fu anche uno scontro fra il delegato italiano, l'ambiguo Adolfo Wolf, inviato da Giuseppe Mazzini, ed i marxisti. I mazziniani infatti erano decisamente contrari alle teorie che si basavano sulla lotta di classe (pensavano di risolvere i problemi sociali attraverso la solidarietà nazionale), ma nello statuto provvisorio Marx aveva già inserito dei punti che qualificavano in senso classista l'organizzazione. In seguito infatti anche i mazziniani si ritirarono dall'Internazionale (al contrario di Garibaldi, che espresse il suo favore verso di essa). Il conflitto con gli anarchici, il fallimento dell'esperienza della Comune di Parigi, la crisi economica del '73 e un'inadeguatezza organizzativa, portò allo scioglimento della prima internazionale nel 1876.

Dopo la Prima Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1889 a Parigi, fu creata la Seconda Internazionale, nella quale parteciparono socialisti riformisti e rivoluzionari, marxisti e anarchici, (quest'ultimi fuoriuscirono definitivamente durante il 4º congresso nel 1896). La Seconda Internazionale rimase in vita fino al 1916, risorgendo in parte, a impronta socialdemocratica con l'Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale, o Internazionale 2½, nel 1921.

Nel 1922, durante un congresso a Berlino, fu creata una nuova Associazione Internazionale dei Lavoratori formata da quei sindacati rivoluzionari e anarcosindacalisti che non accettavano di far parte dell'Internazionale sindacale rossa controllata dai bolscevichi. È tuttora in esistenza, noto con la forma spagnola del suo nome, Asociación Internacional de los Trabajadores.

Congressi della Prima Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

  • 1864 4 ottobre: Congresso costitutivo, a Londra, durante un comizio di solidarietà con la Polonia oppressa. Il Congresso si tenne alla presenza delle delegazioni operaie inglese e francese, e di invitati di altri paesi, tra cui rifugiati politici in esilio nella capitale inglese (tra cui Marx); inoltre, si incominciò a parlare di Associazione Internazionale da un primissimo incontro, a Londra, tra operai inglesi e francesi, durante l'Esposizione universale nel 1862, il tutto finanziato dal governo di Napoleone III. Nel 1863, ci fu un grande meeting da parte degli operai di Londra a favore della indipendenza della Polonia. In questa occasione vi furono invitati anche sei delegati parigini per poter dibattere della lotta contro il Capitalismo. Fu eletto un Consiglio generale, con sede a Londra, il quale tenne, tra il 1864 e il 1872, 385 sedute.
  • 1864 1º novembre: approvazione Statuto provvisorio da parte del Consiglio generale.
  • 1865 25 - 27 settembre: prima Conferenza internazionale, a Londra.
  • 1866 3 - 8 settembre: I Congresso, a Ginevra (assente Marx). Massiccia partecipazione di delegati francesi e svizzeri, oltre ai rappresentanti inglesi e tedeschi, e i delegati del Consiglio generale. Si confrontano e scontrano le tendenze mutualiste e collettiviste. Importante è la risoluzione a favore della lotta per la limitazione della giornata lavorativa a otto ore, che verrà posto come uno degli obiettivi dell'Associazione.
  • 1867 2 - 8 settembre: II Congresso, a Losanna (assente Marx). Delegati svizzeri, francesi, tedeschi, belgi, italiani, inglesi. Predominano ancora i proudhoniani. Temi discussi: cooperazione; credito popolare; istruzione (indirettamente lo Stato).
  • 1868 6 - 13 settembre: III Congresso, a Bruxelles. Delegati belgi, inglesi, svizzeri, tedeschi, francesi, un italiano e uno spagnolo (assente Marx). Fu discussa approvata la tesi sulla socializzazione dei mezzi di produzione, proposta da Marx. Debellati i proudhoniani, prevale la linea classista.
  • 1869 5 settembre: IV Congresso, a Basilea. Delegati per la maggioranza francesi e svizzeri; poi belgi, tedeschi, e spagnoli; Bakunin e Caporusso per l'Italia (assente Marx); sei membri del Consiglio generale. I mutualisti ripropongono i punti sulla socializzazione della terra, abolizione del diritto di eredità, centralizzazione e aumento dei poteri del Consiglio generale, già discussi e decisi al congresso di Bruxelles. L'assemblea riconferma le risoluzioni già adottate e i mutualisti devono uscire dall'A.I.L.
  • 1870: il Congresso che si sarebbe dovuto tenere a Magonza, non si tenne per lo scoppio della guerra franco-prussiana.
  • 1871 18 marzo: fondazione della Comune di Parigi.
  • 1871 17 - 23 settembre: seconda Conferenza internazionale, a Londra (Marx ed Engels partecipano).
  • 1872 2 - 7 settembre: V Congresso ("ultimo"), all'Aja (Marx ed Engels partecipano). Il Consiglio generale si trasferisce a New York (fino all'estate del 1874), sotto la direzione di Sorge.
  • 1873 7 - 13 settembre: "VI Congresso", a Ginevra. Fallito per l'assenza di delegati Usa, francesi, inglesi, tedeschi, italiani, spagnoli, portoghesi, austriaci, ungheresi. Ci furono quasi esclusivamente svizzeri.
  • 1876 15 luglio: alla conferenza di Filadelfia viene dichiarato ufficialmente lo scioglimento dell'A.I.L.

Congressi della Prima Internazionale antiautoritaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1872 15 - 16 settembre: "V Congresso", a Saint-Imier.
  • 1873 27 settembre: "VI Congresso", a Neuchâtel. Abolizione del Consiglio generale e riaffermazione dell'autonomia delle federazioni
  • 1874 7 - 12 settembre: "VII Congresso", a Bruxelles.
  • 1876 26 - 29 ottobre: "VIII Congresso", a Berna.
  • 1877 6 - 8 settembre: "IX Congresso", a Verviers.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Domanico, L'Internazionale dalla sua fondazione al Congresso di Chaux-de Fonds (1880), con note e documenti. Parte prima, vol. I. (1864-1870) Casa Editrice Italiana, 1911
  2. ^ Vedi George Woodcock, L'anarchia: storia delle idee e dei movimenti libertari, Feltrinelli Editore, 1966.pp 263-264

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David B. Rjazanov. Alle origini della prima internazionale. Edizioni Lotta comunista, 1995, 128 pagine di testo e 16 pagine di foto, brossura; in appendice lettere di Marx ed Engels e indice dei nomi.
  • Gian Mario Bravo. La Prima Internazionale: storia documentaria. Roma, Editori riuniti, 1978. 624 p.
  • Gian Mario Bravo. Marx e la prima Internazionale. Roma-Bari, Laterza, 1979, 176 p.
  • Angiolina Arru. Classe e partito nella prima Internazionale: il dibattito sull'organizzazione fra Marx, Bakunin e Blanqui (1871-1872). Bari, De Donato, 1972, 189 p.
  • Tullio Martello. Storia dell'Internazionale: dalla sua origine al congresso dell'Aja. Padova, Fratelli Salmin, Napoli, Giuseppe Marghieri, 1873. - XV, 504 p.
  • G. M. Stekloff. History of The First International. (1928), in inglese.
  • Karl Marx. Istruzioni per i delegati del Consiglio Centrale Provvisorio dell'A.I.L.. (20/2/1867).
  • Karl Marx. La Guerra Civile in Francia.
  • Pier Carlo Masini. La Federazione Italiana dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Atti ufficiali 1871-1880. Milano, Edizioni Avanti!, 1963.
  • Fabio Bertini. Figli del '48. I ribelli, gli esuli, i lavoratori dalla Repubblica Universale alla Prima Internazionale. Roma, Aracne editrice, 2013, 564 p.
  • Bernd Rother: Die Sozialistische Internationale, Institute of European History, 2012, consultato in data: 20 febbraio 2013.
  • Mathieu Léonard, La Prima Internazionale - L'emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi, Edizioni Alegre, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]