Realismo (politica)

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Il realismo politico è una teoria di filosofia politica secondo la quale il raggiungimento del potere è (o dovrebbe essere) il fine primario dell'azione politica, sia in politica interna che in politica estera.[1]

Il realismo nelle relazioni politiche internazionali[modifica | modifica sorgente]

Il realismo nelle relazioni politiche internazionali è una fra le maggiori scuole di pensiero nello studio delle relazioni internazionali. Esso è caratterizzato dal principio di privilegiare l'interesse e la sicurezza nazionale rispetto ad ideologia e problematiche morali e sociali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il realismo politico nelle relazioni internazionali trova le sue origini negli scritti di Tucidide, Machiavelli e Hobbes.[2]

Nel ventesimo secolo la corrente realista si affermò soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, in seguito al fallimento della corrente idealista, che era stata invece prevalente dopo la fine della prima guerra mondiale.[2] Tra i pensatori più importanti di questo periodo vi sono Edward Carr e Hans Morgenthau.[3]

Uno dei realisti più significativi della fine del ventesimo secolo è stato Kenneth Waltz che, secondo Julian Korab-Karpowicz ha riformulato il realismo nelle relazioni politiche internazionali in una maniera nuova e originale.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Political Realism, Alexander Moseley , sulla Internet Encyclopedia of Philosophy
  2. ^ a b c Political Realism in International Relations, W. Julian Korab-Karpowicz, sulla Stanford Encyclopedia of Philosophy.
  3. ^ Il realismo classico – Capire le Relazioni Internazionali/3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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