Matthew Barney

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Matthew Barney

Matthew Barney (San Francisco, 25 marzo 1967) è un artista, regista e scultore statunitense.

Si esprime attraverso opere multimediali, installazioni, scultura, fotografia e disegno. La sua opera più nota è il ciclo di film The Cremaster, che gli è valso il premio Europa 2000 alla 45ª Biennale di Venezia nel 1993 e, nel 1996, lo Hugo Boss Prize indetto dal museo Guggenheim.

È noto anche per il suo progetto Drawing Restraint, antecedente al Cremaster cycle e tutt'oggi in corso; si ricorda per questo, la collaborazione con sua moglie Björk in Drawing Restraint 9. La Gladstone Gallery di New York, la galleria che lo rappresenta in esclusiva, ospita alcune delle opere del progetto, comprese sculture legate alla pellicola, la pellicola stessa e un incompiuto, Drawing Restraint 13: The Instrument of Surrender.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da San Francisco a Boise[modifica | modifica wikitesto]

Matthew Barney, figlio di Robert e Marsha Gibney, è nato a San Francisco, in California, il 25 marzo del 1967. Nel 1973 è nata la sorella Tracy, dopodiché la famiglia si è trasferita a Boise in Idaho per esigenze lavorative del padre.

Dopo pochi anni (1979) dal trasferimento, la madre lasciò la famiglia, divorziando da Robert Barney, per trasferirsi a New York. Matthew e la sorella furono affidati al padre, che si occupava della mensa dell'Università Statale di Boise, ma rimasero in contatto con la madre, artista concettuale, trascorrendo le estati con lei a New York.

Nella città di Boise la comunità anglofona è in netta minoranza rispetto a quella basca o irlandese (in un certo qual modo la famiglia Barney si riallacciò alle proprie radici in quanto discendente di emigranti irlandesi). La comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, ben radicata, determina e scandisce la cultura della capitale dell'Idaho. Nelle opere di Barney, sia il legame con la terra degli Gnomi, sia la contaminazione con i credenti del libro di Mormon, influiranno grandiosamente con il ciclo dei Cremaster.

Il Barney adolescente è molto distante da quello che sarà dopo. La creatività è latente nel corpo di un brillante capitano della squadra di football, nel ruolo di quarterback, della sua scuola (si allenerà e giocherà tutte le due partite nel Bronco Stadium di Boise che è sfondo del Cremaster 1) ed eccelle anche in tutte le discipline atletiche. Più che ad un artista, osservando il giovane Barney si pensa direttamente alla sua figurina da campione di football.

Si diplomerà nel 1985 nella Capital High School di Boise.

Un fotomodello con ambizioni chirurgiche nel campus di Yale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1985, Barney, cerca lavoro per iscriversi nella prestigiosa università di Yale in Connecticut alla facoltà di Medicina, intraprendendo la carriera di fotomodello presso la Click Modeling Agency. Farà servizi fotografici per Ralph Lauren e J. Crew, ma anche per Postalmarket che all'epoca godeva d'una vastissima clientela.

Si iscrive quindi alla facoltà di Medicina di Yale, ma dopo due semestri inizia a seguire i corsi del dipartimento di Arte per dedicarsi alle Arti Visive. Nel 1989 conclude i suoi studi con una tesi, dal titolo “Field Dressing” (Superficie Fasciata) costituita da un video realizzato in due stanze del Payne Whitney Gymnasium di Yale.

"Start spreadin' the news, I'm leavin' today //I want to be a part of it // New York, New York..."[modifica | modifica wikitesto]

Riconsegnate le chiavi della sua stanza a Yale, il neo-laureato Matthew Barney parte alla volta di New York. A differenza di molti artisti esordienti, Barney riesce ad ammaliare subito i galleristi di Brooklyn. Prende casa assieme al suo amico collega Michael Rees conosciuto a Yale. Nel 1990 espone il suo videoarte-tesi “Field dressing” nella mostra collettiva all'Althea Viafora gallery di New York. Viene notato dalla gallerista della Petersburg Gallery: Clarissa Dalrymple, che propone a Barney una personale. Due giorni prima dell'apertura della mostra, la galleria newyorkese però chiude i battenti e Barney è costretto a fare fagotto delle sue opere. In quei giorni, nella ormai ex galleria d'arte, Matthew Barney conosce Mary Farley, anche lei giovane artista, che diventerà sua moglie.

Barbara Gladstone: una mecenate dalle piccole labbra[modifica | modifica wikitesto]

La Dalrymple, che non era riuscita a lanciare questo artista, suggerì a Barbara Gladstone, sua collega, di scommettere sul ragazzo dell'Idaho. La Gladstone rimase folgorata dalle sculture di Barney quando entrò nel suo studio: era il 1991. Grazie a lei Matthew Barney riuscì ad esporre in tutto il territorio degli Stati Uniti d'America. In Barbara Gladstone riuscì a trovare la produttrice dei suoi più grandi video Cremaster Cycle e i vari Drawing Restraint. Nel 1992 partecipò a Documenta IX a Kassel in Germania, e nel 1993 alla Whitney Biennial e alla Biennale di Venezia che vince come miglior videoartista esordiente. Nello stesso anno vince il prestigioso Europa 2000 prize. Nel 1994 inizia la sua colossale produzione dei Cremaster. Piovono i dollari della Gladstone che punta tutto su di lui, dimostrando estrema fiducia. Si susseguono eventi a cui prende parte in ogni dove nel globo: da Oslo a Tokio, da San Francisco a Roma.

"She is adorable!”[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 2001 in una occasione mondana Matthew Barney incontra la pop star islandese Björk. Pochi giorni dopo Mary Farley riceve il plico con le pratiche di divorzio. Barney trova in Björk una compagna onnipresente nonostante anche lei abbia impegni planetari. Il 3 ottobre del 2002 Björk dà alla luce una bambina chiamata con il nome che deriva dall'affermazione fatta dall'artista al momento della sua nascita: “She is adorable!”.[senza fonte] La bimba si chiama Isadora. Matthew Barney ora vive tra New York e Reykjavík. Nella città americana ha il suo studio nella 13th Street in Manhattan's Meatpacking District.

Opere cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 34561733 LCCN: n94016441