Requiem for a Dream

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Requiem for a Dream
Requiem for a Dream.jpg
Harry (Jared Leto) e Marion (Jennifer Connelly) in una scena del film
Titolo originale Requiem for a Dream
Paese di produzione USA
Anno 2000
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico
Regia Darren Aronofsky
Soggetto Hubert Selby Jr. (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Hubert Selby Jr., Darren Aronofsky
Produttore Eric Watson, Palmer West
Fotografia Matthew Libatique
Montaggio Jay Rabinowitz
Effetti speciali Drew Jiritano
Musiche Clint Mansell
Tema musicale Lux Æterna
Scenografia James Chinlund
Costumi Laura Jean Shannon
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Requiem for a Dream è un film del 2000 diretto da Darren Aronofsky, tratto dall'omonimo romanzo del 1978 di Hubert Selby Jr. Il film vede come protagonisti Ellen Burstyn, Jared Leto, Jennifer Connelly e Marlon Wayans.

Fu presentato fuori concorso al 53º Festival di Cannes.[1]

Nel 2014 è uscita la versione integrale (Unrated Director's Cut) in blu-ray del film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è diviso in tre sottosezioni, riferibili a tre stagioni, che a loro volta sono corrispondenti rispettivamente all'ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti. Manca, volutamente, la primavera, stagione simbolo della rinascita e della vittoria della vita sulla morte, come a sottolineare l'ineluttabilità del destino dei personaggi.

Estate[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima parte, "Summer" (estate), sono introdotti i personaggi: Sara Goldfarb è una casalinga vedova le cui uniche attività consistono nel guardare il suo talk show preferito in televisione e conversare amabilmente con le vicine. Suo figlio, Harry, è un tossicodipendente che, insieme al suo amico Tyrone e alla sua ragazza Marion, vive di espedienti e cerca in continuazione escamotages per procurarsi la droga.

Un giorno, Sara riceve l'invito a presenziare come ospite al programma tv che segue: emozionata per un evento che crede imminente, decide che quel giorno indosserà un vestito rosso da lei molto amato in gioventù. Il suo corpo, però, non è più quello di una volta, il vestito le va stretto e Sara decide di dimagrire.

Dopo gli iniziali insuccessi, la donna contatta un medico che le prescrive a sua insaputa una dieta a base di anfetamine. Sara è del tutto ignara della pericolosità delle sostanze che assume e ne diventa in brevissimo tempo dipendente. Nel frattempo Harry, insieme a Tyrone, decide di iniziare un traffico di droga, per non avere più problemi di disponibilità della stessa e, congiuntamente, per realizzare il sogno di Marion (aspirante stilista) di aprire un negozio di vestiti.

A questo punto le cose sembrano andare bene a tutti: Sara, pur impressionata dagli "effetti collaterali" delle sue medicine, si rallegra per il peso perso; Harry e Tyrone mettono su un giro che li porta a guadagnare ingenti somme di denaro con cui espandere la propria attività. Anche il sogno di Marion è a un passo dal realizzarsi, e con Harry cerca un locale da adibire al suo negozio.

Autunno[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda parte, "Fall" (gioco di parole che ha come significato l'autunno o la caduta), durante un colloquio con un importante narcotrafficante, Tyrone si ritrova in mezzo ad una sparatoria tra bande e finisce in carcere; per pagare la cauzione Harry dovrà spendere la quasi totalità dei soldi illecitamente guadagnati. Sara, intanto, è sempre più ricorrentemente assalita da incubi che rappresentano le sue recondite ossessioni: il frigo (emblema del cibo, motore della sua sfortunata vicenda) sembra muoversi, la televisione è sempre più reale, i personaggi escono dallo schermo e popolano il suo salotto, rendendola oggetto di scherno e battute crudeli.

Il giro di droga che aveva fatto la fortuna di Harry e Tyrone viene stroncato dai loro stessi fornitori, che tolgono l'eroina dalla circolazione per un po' per poter poi ricominciare a venderla a prezzi più alti. Mancando la sostanza che faceva da collante alla coesione del gruppo, i rapporti fra i ragazzi iniziano a logorarsi: Harry vuole a tutti i costi rimettere le mani sull'eroina e trascura una brutta infezione al braccio sinistro, Marion è costretta a prostituirsi per procurarsi la dose, Tyrone unisce alla crisi da dipendenza un ricordo ossessionante della madre che non vede da anni.

Harry e Tyrone partono allora per la Florida per approvvigionarsi di un grosso carico, ma il braccio di Harry peggiora al punto che, sulla via del ritorno, i due sono costretti a fermarsi in un ospedale, dove la polizia li scopre e li porta in prigione.

Inverno[modifica | modifica wikitesto]

Nella terza parte, "Winter" (inverno), i personaggi corrono inesorabilmente incontro al loro triste destino: dopo l'ennesima paranoia da allucinazione, Sara, in evidente stato confusionale, si reca negli studi televisivi per chiedere notizie del suo invito. Il personale è costretto a chiedere l'intervento dei sanitari e la donna viene portata in un ospedale psichiatrico, dove, vista l'inefficacia delle normali cure, i medici la sottopongono ad elettroshock, compromettendo del tutto le sue facoltà mentali.

Marion, dopo essersi prestata ad uno show erotico molto spinto per la soddisfazione di alcuni pervertiti borghesi, ottiene l'eroina . Tyrone e Harry vengono assegnati ai lavori forzati ma, mentre il primo è dilaniato dai dolori delle crisi di astinenza, il secondo ha il braccio ormai in gangrena. Un secondino se ne accorge e Harry viene portato in un ospedale dove il braccio gli sarà amputato.

Nelle scene finali tutti i protagonisti a letto assumono la posizione fetale e Sara immagina suo figlio come un imprenditore di successo mentre è ospite in televisione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Darren Aronofsky chiese a Jared Leto e Marlon Wayans di non avere rapporti sessuali e non assumere zucchero per trenta giorni prima delle riprese, per poter così meglio comprendere cosa può comportare l'astinenza dall'eroina.[2]

Come nel suo precedente film, π - Il teorema del delirio, Aronofsky ha scelto di montare nel suo film scene estremamente brevi.[3] Mentre in media un film di circa 100 minuti presenta dalle 600 alle 700 scene,[2] Requiem for a Dream ne contiene più di 2.000.[2] Lo split screen è usato in modo estensivo, così come vi sono molti primi piani estremamente schiacciati.[3][4] Altre scelte tecniche riguardano l'utilizzo di alcune camere legate al corpo degli attori e il time-lapse.[5]

Cameo[modifica | modifica wikitesto]

Hubert Selby Jr., autore del soggetto e co-sceneggiatore, appare in un cameo nei panni di uno dei secondini che curano Tyrone.[2] Anche Darren Aronofsky compare in veste di uno degli ospiti di Big Tim.[2]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Estate[modifica | modifica wikitesto]

  1. Summer Overture – 2:37
  2. Party - 0:36
  3. Coney Island Dreaming – 1:04
  4. Party – 0:36
  5. Chocolate Charms – 0:25
  6. Ghosts of Things to Come – 1:34
  7. Dreams – 0:44
  8. Tense – 0.38
  9. Dr. Pill – 0:42
  10. High on Life – 0:11
  11. Ghosts – 1:21
  12. Crimin' & Dealin' – 1:44
  13. Hope Overture – 2:31
  14. Tense – 0:28
  15. Bialy & Lox Congas – 0:45

Autunno[modifica | modifica wikitesto]

  1. Cleaning Apartment – 1:28
  2. Ghosts-Falling – 1:11
  3. Dreams – 1:02
  4. Arnold – 2:35
  5. Marion Barfs – 2:22
  6. Supermarket Sweep – 2:14
  7. Dreams – 0:32
  8. Sara Goldfarb Has Left the Building – 1:17
  9. Bugs Got a Devilish Grin Conga – 0:57

Inverno[modifica | modifica wikitesto]

  1. Winter Overture – 0:19
  2. Southern Hospitality – 1:23
  3. Fear – 2:26
  4. Full Tense – 1:04
  5. The Beginning of the End – 4:28
  6. Ghosts of a Future Lost – 1:51
  7. Meltdown – 3:57
  8. Lux Æterna – 3:54
  9. Coney Island Low – 2:13

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2000, festival-cannes.fr. URL consultato il 6 luglio 2011.
  2. ^ a b c d e (EN) Trivia for Requiem for a Dream (2000), IMDb.com. URL consultato il 6 marzo 2011.
  3. ^ a b M. Keith Booker, Postmodern Hollywood, New York, Praeger, 2007. ISBN 0275999009
  4. ^ Ken Dancyger, The Technique of Film and Video Editing, London, Focal, 2002, pp. 257-258. ISBN 0240804201
  5. ^ Anna Powell, Deleuze, Altered States and Film, Edinburgh, Edinburgh University Press, 2007, p. 75. ISBN 0748632824

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