L'ultimo inquisitore

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L'ultimo inquisitore

Titolo originale: Goya's Ghosts
Lingua originale: Inglese
Paese: Spagna
Anno: 2006
Durata: 114'
Colore: Colore
Audio: Sonoro
Rapporto: 1.85:1
Genere: Drammatico, storico
Regia: Miloš Forman
Soggetto: Milos Forman, Jean-Claude Carrière
Sceneggiatura: Jean-Claude Carrière, Milos Forman
Produttore: Saul Zaentz
Produttore esecutivo: Paul Zaentz
Casa di produzione: Antena 3 Televisión, Kanzaman S.A., The Saul Zaentz Company, Xuxa Producciones S.L.
Distribuzione (Italia): Medusa Film
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Javier Aguirresarobe
Montaggio: Adam Boome
Effetti speciali: Reyes Abades
Musiche: Varhan Orchestrovich Bauer, José Nieto
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Scenografia: Patrizia von Brandenstein
Costumi: Yvonne Blake
Trucco: Mary Luz Cabrer, Cecilia Escot, Manolo García, Ivana Primorac, Nikita Rae, Susana Sánchez, Helena Vaello
Sfondi:
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Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

L'ultimo inquisitore è un film del 2006 diretto dal regista ceco Miloš Forman.

Indice

[modifica] Trama

Il film inizia nel 1792 in Spagna. Francisco Goya (Stellan Skarsgård) è un famoso pittore, che sta eseguendo i ritratti della Regina Maria Luisa di Borbone-Parma (Blanca Portillo), dell'inquisitore Lorenzo Casamares (Javier Bardem) e di Inés Bilbatua (Natalie Portman), figlia del ricco mercante Tomas Bilbatua (José Luis Gómez).

L'Inquisizione spagnola è preoccupata dalle opere di Goya, ritendole malvagie, diffuse da Roma al Messico, ma Padre Lorenzo le difende, dicendo che si limitano a mostrare il male.

Un agente dell'Inquisizione vede Inés rifiutare di mangiare del maiale in una taverna. Questa viene quindi convocata dal Sant'Uffizio e accusata di giudaismo: inizialmente nega, ma poi viene sottoposta alla tortura della corda e "confessa". Il padre, non vedendola tornare, invita Lorenzo a cena, con l'aiuto di Goya. Durante la cena, il padre cerca di capire il destino della figlia, e sapendo che ha confessato sotto tortura di essere giudea, cerca di convincere Lorenzo che sotto tortura sia possibile confessare qualsiasi colpa. Di fronte alle resistenze di Lorenzo, il mercante lo costringe a sottoporsi alla corda, la stessa tortura praticata alla figlia: Lorenzo, provato dal dolore, accetta di dichiarare per iscritto di non essere un uomo, ma una scimmia e promette al padre di Ines di fare di tutto per liberare la figlia Ines. Lorenzo non riesce a convincere i cardinali del Sant'Uffizio e scappa facendo perdere ogni notizia di sé. Passano alcuni anni, Goya prosegue la suo lavoro di pittore ritrattista per la corte del re, mentre Ines rimane imprigionata nelle segrete del convento senza processo.

Nel 1808 Napoleone invade la Spagna, dichiara abolito il processo inquisitorio e pone in libertà tutte le persone imprigionate per volere della chiesa. Ines è finalmente libera, ma il suo fisico è provato dai lunghi anni di prigionia e la sua mente è appannata ai limiti della pazzia. Tra la confusione sollevata dal passaggio delle truppe Napoleoniche, Ines raggiunge la casa paterna e scopre che tutti i membri della sua famiglia sono stati uccisi durante il saccheggio della città. L'unica persona che può aiutarla è il pittore Goya, per cui ha rappresentato la musa ispiratrice. Ines confesserà a Goya di aver partorito una bambina durante la lunga prigionia e afferma che il padre della bimba è frate Lorenzo, di cui ella appare molto innamorata. Nel frattempo ricompare la figura di Lorenzo, completamente cambiato. Ha vissuto in Francia durante l'esilio, ha sposato una donna francese, ha avuto 3 figli ed ha deciso di diffondere gli ideali dell'illuminismo, diventando così nemico acerrimo della chiesa conservatrice e retrograda di cui lui stesso aveva fatto parte. Processa e condanna a morte il cardinale a capo del Sant'Uffizio ed incontra nuovamente Goya da cui apprende che Ines è ancora viva ed ha avuto una bambina da lui. Lorenzo promette a Goya che si prenderà cura di Ines, ma non ammette di aver avuto una bambina da lei, considerando il fatto come una pura invenzione di una mente devastata da anni di prigionia. Lorenzo, allora, spedisce Ines in un manicomio. In realtà la figlia esiste, Lorenzo ha la conferma di questo dopo aver interrogato il cardinale del Sant'Uffizio trattenuto nelle prigioni in attesa della condanna. Sia Goya che Lorenzo scoprono che la ragazza è stata allevata in un orfanotrofio e diventata grande, per sopravvivere, ha iniziato a lavorare nei bordelli della città.

Goya, intenzionato a far incontrare le due, preleva Ines dal manicomio e si dirige verso una taverna dove lavora la figlia di Ines, Alicia. Il pittore si presente alla donna, che stava accudendo il bambino di un altra prostituta, e la invita a conoscere la madre, che sta aspettando fuori dalla taverna. Improvvisamente, però, i soldati francesi mandati da Lorenzo irrompono nel locale e catturano tutte le prostitute, che verranno dirette vero il Portogallo, da voi poi saranno imbarcate per l'America. Poco prima di venire presa, Alicia ripone il bimbo sotto un tavolo. La taverna è ormai vuota, ma Ines entra comunque e vede il neonato sotto il tavolo. Credendo che sia sua figlia, la raccoglie e la porta con sè.

Nel frattempo l'esercito inglese è sbarcato in Portogallo e in Spagna è iniziata la rivoluzione contro il dominio francese. Appresa la notizia dello sbarco inglese Lorenzo decide di fuggire con la sua famiglia, ma viene catturato mentre percorre la via per raggiungere la Francia. Processato viene condannato a morte. Lorenzo, in preda al tormento e al fallimento della propria vita, decide di non pentirsi ed accetta di essere ucciso. Viene pubblicamente assassinato sotto gli occhi di Ines, una donna ormai in preda alla pazzia. Mentre il corpo dell'uomo viene portato via su una carrucola, dei bambini saltano e cantano intorno al carro e Ines, con in braccio il bambino, gli tiene la mano sorridendo.

[modifica] Accoglienza

Sebbene il film abbia avuto un tiepido riscontro al botteghino, incassando globalmente 8.395.094 $,[1] ha ricevuto diverse recensioni positive. Tra queste, quella di Pierpaolo Simone, sul sito mymovies.it, che ne loda i personaggi drammatici:

« Un intreccio che diverte e conquista con una dose di cinica ironia, con un debole manifesto per tutto ciò che - divenendo arte - elevi dalle brutture di un mondo alla mercé di se stesso. Il secolo dei grandi rivolgimenti politici prende le sembianze di un Cristo in croce privo di pietas, trafitto a morte dalle controversie dell'animo umano, costretto a mutar pelle a seconda delle esigenze, pur di sopravvivere alla foga dell'autodistruzione. Da Oscar l'interpretazione di Javier Bardem, nella parte di un inquisitore prima e di un illuminato dopo, irriconoscibile Natalie Portman, matura e straniante nelle vesti di una presunta eretica perseguitata. Un film che lascia storditi, col sorriso amaro di chi, grazie a una colpo di pennello, scopre insieme arte e miserie dell'esistenza.[2] »

[modifica] Note

  1. ^ L'ultimo inquisitore in boxofficemojo.com. URL consultato il 15 luglio 2008.
  2. ^ L'ultimo inquisitore in mymovies.it. URL consultato il 15 luglio 2008.

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