Fantaghirò 4

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Fantaghirò 4
Fantaghirò 4.png
Tarabas in una scena del film
Paese Italia
Anno 1994
Formato miniserie TV
Genere fantastico, fantasy, romantico
Durata 200 min
Lingua originale francese/italiano/inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore colore
Audio stereo
Crediti
Regia Lamberto Bava
Soggetto Gianni Romoli
Sceneggiatura Gianni Romoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Romano Albani
Montaggio Piero Bozza
Musiche Amedeo Minghi
Scenografia Gianfranco Fumagalli
Costumi Rosanna Andreoni
Produttore Lamberto Bava, Andrea Piazzesi
Casa di produzione Reteitalia, Silvio Berlusconi Communications
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 19 dicembre 1994
Al 22 dicembre 1994
Rete televisiva Canale 5
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 19 dicembre 1994
Al 22 dicembre 1994
Rete televisiva Canale 5

Fantaghirò 4 è una miniserie televisiva di genere fantastico del 1994 diretta da Lamberto Bava. È la quarta miniserie che fa parte della saga di Fantaghirò. È stato trasmesso per la prima volta da Canale 5 in due parti da 100 minuti ciascuna, il 19 e il 22 dicembre 1994. Per molti anni, l'intera saga è stata replicata durante il periodo natalizio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Una misteriosa nube nera si sta muovendo sui territori del mondo portando morte, carestie, calamità e distruzione. Molti popoli sono in procinto di evacuare dalle proprie terre per sfuggire alla minaccia della nube maledetta, che tutti pensano sia opera di un demone. Anche il popolo di Fantaghirò si sta preparando all'esodo ma, poco prima di partire, la regina sente le grida del principe Parsel, un giovane guerriero che sta inseguendo la nube nera perché questa ha lanciato un vento di morte diabolico che ha rubato il suo castello.

Parsel si è imbattuto in tre demoni (Pestilenza, Dolore e Carestia) che, secondo il giovane principe, sono i responsabili della nube nera e del vento che ruba castelli. Le tre creature del male hanno facilmente la meglio sul principe e, dopo averlo appeso sulla cima di un albero, stanno per dargli il colpo di grazia. In quel momento sopraggiunge Fantaghirò, le cui armi però non sono sufficienti ad attaccare i nemici. Tuttavia, i tre demoni decidono di andarsene e di risparmiare la vita ai due principi. Dopo aver creato un'enorme voragine, i tre rivelano loro che per conoscere il nome di colui che li ha creati dovranno prima scoprire il luogo dove costui dimora. Poco dopo, il vento nero attraversa il castello di Fantaghirò e lo fa scomparire. Allora Fantaghirò decide di unirsi a Parsel ed entrambi si dirigono verso oriente dove soffia il vento di morte.

Nelle terre d'oriente, regno del re Tohor, il popolo protesta contro il sovrano perché la nube nera ha provocato una grande carestia. Re Tohor attribuisce la colpa dell'accaduto ad un misterioso stregone che da un po' di tempo sembra essersi rifugiato fra le colline blu. Anche la principessa Angelica, la giovane e bella figlia del re Tohor, è venuta a conoscenza della presenza dello stregone e, in compagnia della sua ancella, si inoltra fra le colline dove scorge lo straniero che fa un bagno fra le acque di un lago. Costui è Tarabas che si è esiliato fra le colline blu dall'altro capo del mondo nel tentativo di liberarsi della magia oscura che dimora in lui. I soldati di Tohor sono alla caccia di Tarabas e, quando questi sentono le grida della principessa Angelica che lo ha scoperto, tentano di catturarlo. Tarabas li trasforma in statue di pietra per poi pentirsene subito dopo visto che non vuole più usare la sua magia diabolica. Lo stregone viene comunque catturato e portato a cospetto di Tohor, il quale lo accusa di essere il responsabile della nube nera e della carestia.

Tarabas si discolpa ed afferma di non essere il responsabile, ma accetterà comunque la punizione del re solo per espiare le colpe del passato. Di notte, Angelica, che ha già annunciato di essere innamorata di Tarabas e di volerlo sposare, si reca in segreto alle prigioni dove è rinchiuso lo stregone e gli chiede di usare la magia per liberarsi e di fuggire assieme a lei; ma Tarabas non lo fa perché sta cercando di liberarsi della magia maligna che fa parte di lui e rifiuta l'amore della principessa perché ancora innamorato di Fantaghirò. Re Tohor, non essendo certo che Tarabas sia davvero il responsabile della carestia, decide di affidare la sua condanna al fato e di organizzare un duello fra il prigioniero e suo figlio Rufus: se vince allora significa che non è il colpevole e potrà andarsene, ma se perde morirà. Rufus è metà uomo e metà bestia ed è sempre stato tenuto segregato in una torre perché considerato un individuo pericoloso.

Tarabas, che non vuole utilizzare la magia, sta per soccombere contro la forza bruta del suo avversario, ma, proprio in quel momento Fantaghirò arriva a palazzo e propone al re di farla combattere al posto dello stregone. Se vincerà potrà portare con sé Tarabas. Tohor acconsente e Fantaghirò, nella cella con l'infuriato Rufus, non utilizza la spada, ma riesce a opporsi alla furia del suo avversario con un bacio. Rufus viene quindi "sconfitto" dalla prima persona che lo ha trattato da essere umano. Liberato Tarabas, Fantaghirò, riparte all'inseguimento della nube nera.

Nel frattempo, nel regno di Tarabas, la Strega Nera ha ormai preso il controllo del suo trono ed impartisce ordini agli gnomi-ortaggio che prima erano alle dipendenze di Tarabas. Ma le sue ultime buone azioni hanno esaurito i suoi poteri maligni e così gli gnomi si ribellano e cercano di ucciderla. Xellesia, dal mondo infernale dove era stata gettata dagli gnomi, parla alla strega e la convince a restituirle la vita. Così la Strega Nera le dà una boccetta di Essenza Vitale con cui Xellesia torna in vita e caccia gli gnomi-ortaggio. Xellesia scopre dove si trova Tarabas e, poiché è a conoscenza che sulla terra si è da poco abbattuta una calamità malvagia e che Tarabas per aiutare Fantaghirò ne sta cercando il responsabile, decide di andare in soccorso di suo figlio per impedirgli di scoprire l'origine della nube nera così parte assieme alla Strega Nera (quest'ultima nella speranza di poter recuperare i suoi poteri) a bordo di una scopa volante.

Nel frattempo Fantaghirò e gli altri non sanno ancora da che parte andare così Parsel consulta gli Indovinotteri, piccoli insetti che indovinano ogni cosa. Questi compongono la parola "nekrad". Tarabas sa che il Nekràd è un grande vulcano inattivo che giace ai confini del mondo, e Fantaghirò, ricordando le parole che le avevano detto i tre cavalieri neri ("Cerca la sua dimora e conoscerai chi ci ha creato") pensa che Nekràd sia anche il nome del loro misterioso nemico. Tarabas non conosce nessun essere del male con questo nome, ma si accorge che, leggendo al contrario questa parola, si ottiene Dàrken. Quando viene pronunciato questo nome, si verifica un inatteso terremoto.

Arrivati al vulcano, il gruppo intravede una porta. Qui spuntano dei guerrieri di lava che li privano delle armi e li immobilizzano dicendo che saranno sacrificati al Signore del Vulcano. I tre entrano nel ventre del vulcano e finiscono in un luogo paradisiaco dove c'è un grande prato con alberi, fiori, animali parlanti ed un fiume. Poco dopo vengono sorpresi da Fiodor, un uomo deforme con una gobba e vestito da giullare che dice che vuole condurli dal suo padrone. Giunti dentro un palazzo di pietra, Fiodor dice ai tre di non superare un ruscello e poi si accosta ad un trono salutando il ritorno del suo padrone. Ma dal trono non compare nessuno e Tarabas pensa che si tratti di un inganno; ma in quel momento arriva Parsel che supera il ruscello e si va a sedere sul trono inveendo contro Fiodor.

Darken ha viaggiato dentro il corpo di Parsel dal momento in cui il principe ha incontrato i tre cavalieri neri, e poi ha rapito il castello della principessa per spingere Tarabas (che avrebbe seguito ovunque la sua amata) a venire nel suo regno. Darken è il malvagio Signore del Male e pretende che Tarabas ritorni al compito che gli era stato assegnato quando era nato e cioè quello di governare le Forze del Male, compito per cui aveva abdicato per amore di Fantaghirò. Ma Tarabas si rifiuta e così Darken cattura Fantaghirò tenendola rinchiusa in una prigione e dice che la libererà solo se Tarabas ritornerà a far parte dell'esercito del male. Ma sia Tarabas, sia Fantaghirò sanno bene che in ogni caso diventaranno entrambi esseri del male se soggiaceranno ai ricatti di Darken e così si rifiutano nuovamente, e Darken uccide Fantaghirò. Anche Fiodor, oltre Tarabas, è sconvolto per la morte di Fantaghirò, senza conoscerne il motivo e Darken gli spiega che ciò è dovuto al suo passato: infatti Fiodor non è sempre stato un mostro deforme, prima era un principe che lui ha trasformato facendogli perdere la memoria. Darken gli fa vedere in uno specchio il suo aspetto del passato e Fiodor riacquista la memoria. Intanto Tarabas implora Darken di restituire la vita alla sua amata e che in cambio cederà alle sue pressioni di tornare al male. Così Darken bacia Fantaghirò e la desta dal suo sonno eterno, ma ora vuole da Tarabas una prova che egli sia davvero pronto per tornare al male e che sia in grado di usare nuovamente i suoi poteri demoniaci.

Nel frattempo soldati del vulcano catturano la principessa Angelica e suo fratello Rufus i quali erano fuggiti dal castello di Tohor, la prima per andare in cerca di Tarabas e il secondo di Fantaghirò. Darken sa che Angelica ha un animo in parte maligno e così ordina a Tarabas di uccidere Rufus che è una creatura innocente e indifesa che nella sua vita ha già sofferto abbastanza. Per istigare Tarabas all'omicidio trasforma Rufus in un uomo completo, ma poi mette nelle sue mani un pugnale e gli ordina di uccidere Fantaghirò dicendo che ormai lui è il suo padrone e che non può ribellarsi. Darken vuole che Tarabas, per impedire che Rufus uccida Fantaghirò, uccida Rufus e segni con questo delitto il suo ritorno al male.

Ma Rufus, inaspettatamente, non ubbidisce a Darken e, acquistando un barlume di ragione che ha la meglio sulla sua furia omicida, libera Fantaghirò, dopodiché si suicida gettandosi in una vasca d'acqua bollente. Fallito il tentativo di redimere Tarabas, Darken ingaggia una lotta con la spada contro di lui, e lo provoca sperando che questi sia colto dall'ira e finisca per ucciderlo. Intanto Fantaghirò, con l'aiuto di Fiodor, che decide di ribellarsi al suo padrone, va nel luogo dove sono conservati i castelli, che adesso sono ridotti in miniatura e si trovano sotto una campana di vetro. Fantaghirò trova il suo, e dentro vede piccolissime le sue sorelle che la chiamano, ma non c'è traccia di Romualdo. Poi liberano Parsel, il quale anche lui recupera il suo castello, e quindi ingaggiano una lotta con i soldati di Darken, che li costringono alla fuga. Con il loro gruppo si unisce anche la principessa Angelica.

Nel frattempo Darken e Tarabas stanno combattendo animatamente a suon di spada, mentre Darken continua a sostenere che lui e Tarabas sono una cosa sola e che per questo lui sarà condannato inevitabilmente al male. Per fargli comprendere il legame che intercorre fra i due, Darken assume il suo aspetto da giovane: egli ha lo stesso volto di Tarabas. Tarabas pensa che si tratti di uno spregevole inganno, ma alla fine atterra il suo avversario ed è sul punto di ucciderlo. Ma in quel momento arrivano Xellesia e la Strega Nera e Xellesia rivela a Tarabas che Darken è suo padre; dopodiché Darken conficca la punta della spada di Tarabas sul suo cuore, così da fargli credere di aver ucciso suo padre e di essere, per effetto di questo delitto, inevitabilmente destinato al male eterno. Xellesia, allora, svela a Tarabas di aver finto di non amarlo e di averlo educato al male solo per proteggerlo da Darken. Il corpo di Darken sparisce poco dopo e si scatena dentro al vulcano una specie di terremoto.

Il gruppo di Fantaghirò si ricongiunge con quello di Tarabas e i sette cercano adesso una via di fuga prima che il palazzo crolli sotto le loro teste visto che il vulcano si è risvegliato: gli Indovinotteri indicano che la via di fuga si trova oltre una bocca di pietra. Xellesia la conosce e l'apre pronunciando alcune parole magiche e dalla bocca sorgono tre file di denti aguzzi. Qui Darken sacrificava le sue vittime per placare la furia del vulcano, ma chi riusciva ad oltrepassare tutte e tre le file di denti aguzzi che si aprono e si chiudono sempre più velocemente avanzando in profondità, era libero.

Gli amici riescono facilmente a superare le prime due file, ma la terza si apre e si chiude troppo velocemente e così rischierebbero di finire uccisi. Allora Xellesia si sacrifica e si fa trafiggere dalla prima fila di denti così da bloccare (per pochi minuti) il meccanismo di chiusura della bocca. Prima di morire rivela di trovarsi nella mente di Darken in cui legge che, se i castelli non torneranno al loro posto nel giro di tre giorni allora scompariranno per sempre... inoltre, avverte gli altri di un pericolo ma purtroppo non fa in tempo a dire che Darken sta viaggiando di nuovo dentro qualcuno di loro perché spira poco prima...

Rimasto in sei, il gruppo esce dal vulcano ma fuori non trova più i cavalli ad attenderlo e ormai manca poco al termine del primo dei tre tramonti. Si avviano dunque a piedi e decidono di accamparsi soltanto a notte fonda. Qui Parsel saluta il gruppo e dice che proseguirà da solo, visto che le sue isole sono più distanti rispetto al regno di Fantaghirò e le lascia per ricordo il sacchetto con gli Indovinotteri.

Durante la notte, Tarabas e Fiodor non riescono a dormire e hanno una conversazione: Tarabas, perdendo la sua cattiveria, ha di conseguenza perduto la maggior parte dei suoi poteri e sa di aver deluso Fantaghirò perché non è riuscito a far risorgere il suo castello. Fiodor gli dice che Romualdo è stato ucciso da Darken e che prima di morire gli aveva detto che se mai avesse incontrato Fantaghirò allora doveva affidarla a lui, e Fiodor cerca di strappare questa promessa a Tarabas.

In quel mentre i soldati del re Tohor sopraggiungono e catturano tutto il gruppo eccetto la Strega Nera che fa in tempo a fuggire scomparendo. Così il giorno dopo vengono condotti al regno di Tohor che li accusa di essere gli assassini di suo figlio Rufus: mette in punizione la figlia Angelica che invano provava a discolpare gli amici e condanna alle prigioni Fantaghirò, Fiodor e Tarabas. Trascorre un altro giorno: ormai ne manca solo uno e i castelli scompariranno per sempre. Di notte Angelica fugge dalla sua stanza, si dirige nella cella di Tarabas e gli dà una chiave per fuggire..., ma prima Tarabas vuole liberare anche Fantaghirò.

Nella sua cella Fantaghirò parla con Fiodor, e gli dice che non potrà mai amare Tarabas perché continuerà a cercare Romualdo per il resto della sua vita, senza sapere che Tarabas è lì vicino ad ascoltarla. Questi prende il castello di Fantaghirò e fugge dal palazzo nella speranza di riuscire a far risorgere il castello per la sua amata.

Poche ore dopo, a notte inoltrata, la Strega Nera si materializza nella cella di Fantaghirò che si desta dal sonno. Questa le dice che Tarabas ha preso il suo castello nella speranza di farlo risorgere e che se vuole fare in modo che egli ritrovi i suoi poteri, con i quali riuscirà a far risorgere il castello, allora deve convincerlo a tornare al male (perché amando Fantaghirò la magia di Tarabas si è fortemente indebolita). Fantaghirò non comprende lo strano comportamento della Strega Nera, che in realtà è Darken che si trova dentro di lei. La Strega Nera/Darken ha lanciato una coltre di sonno su tutto il palazzo e facilmente si impossessa anche della mente di Fantaghirò, assoggettandola al suo potere.

Le due fuggono dal castello e si mettono sulle tracce di Tarabas. Così la mattina seguente, la Strega Nera/Darken ordina a Fantaghirò/Darken, ormai diventata un'altra persona e incapace di ribellarsi ai voleri del malvagio mago, di andare da Tarabas, sedurlo e baciarlo, così da costringerlo a trasformarsi in una bestia. Una volta che Tarabas trasformato divorerà Fantaghirò, allora avrà commesso un delitto che lo condannerà definitivamente al male per sempre. Così avviene e Fantaghirò/Darken raggiunge Tarabas, si dice innamorata di lui e lo bacia. Tarabas cade nell'inganno del suo cuore, non accorgendosi che in realtà Fantaghirò è assoggettata da Darken, si trasforma in una bestia e sta per divorarla, ma arriva Fiodor liberato da Angelica che lo ferma scagliandogli una freccia nella schiena.

A quel punto si materializza Darken che esce dal corpo della Strega Nera e minaccia Fantaghirò dicendole che per vendicarsi dell'affronto subito di non aver recuperato suo figlio al male, allora farà in modo che essa non riveda mai il suo amato castello... ma dice anche che potrà tenersi il suo Romualdo! Fantaghirò non comprende le sue parole..., ma la voce di Darken gli fa capire che Romualdo è in realtà Fiodor, ma quando Fantaghirò si gira per vederlo, Fiodor, vergognandosi del suo aspetto mostruoso, fugge via.

Angelica, che soccorre Tarabas ferito, svela a Fantaghirò che Romualdo le ha rivelato che è stato Darken a trasformarlo in Fiodor e così Fantaghirò va alla ricerca del suo amato che si nasconde dietro un cespuglio perché non vuole farsi trovare. Fantaghirò cerca di toccargli la mano ma lui cade all'indietro e precipita da un dirupo.

Manca poco tempo al tramonto e Fantaghirò si precipita nel luogo dove c'era una volta il suo castello e che adesso è pieno solo di ruderi. Così lancia una sfida a Darken e in quel momento si presenta uno dei tre cavalieri neri (Carestia) che dice che se vuole rivedere il suo castello allora dovrà battere lui assieme agli altri due. Nel duello ha la meglio Fantaghirò che lo infilza con la sua spada che però è rimasta spezzata. Adesso la giovane guerriera non ha più armi per opporsi al secondo cavaliere nero (Dolore) che giunge da lì a poco. Questi sta per uccidere Fantaghirò se non arrivasse all'improvviso Tarabas a disarmarlo e a ucciderlo.

Tarabas è venuto in soccorso della principessa in nome dell'amicizia, ma dice a Fantaghirò che quando l'avrà aiutata tornerà al palazzo di Angelica e che imparerà ad amarla e a farsi amare da lei. Arriva il terzo cavaliere nero (Pestilenza) che svelando il suo volto mostra di essere Darken in persona (in realtà tutti e tre i cavalieri neri sono tre parti dell'essere di Darken). Darken dice che soltanto la sua spada nera può ucciderlo e che se non sarà sconfitto a breve, prima del tramonto ormai imminente, nessuno potrà più annullare i suoi incantesimi. Così nasce un duello fra Darken e Tarabas, in cui Darken vuole che suo figlio, uccidendolo, sia condannato al male per sempre.

Tarabas dice che vuole uccidere suo padre anche a costo di scomparire anche lui (visto che sono una cosa sola), vince il duello, si impossessa della spada di Darken e sta per uccidere suo padre incitato dallo stesso Darken. Ma Fantaghirò lo ferma perché non vuole che si macchi di un così atroce delitto. Darken ne approfitta per rialzarsi, prende la spada di Tarabas e sta per uccidere definitivamente i due, se non arrivasse Fiodor ad ucciderlo con la spada nera e proprio un attimo prima dell'ultimo raggio di sole.

Sconfitto Darken, tutti i suoi incantesimi svaniscono ed il castello di Fantaghirò torna quello di un tempo pieno di gente in festa. Ma Fiodor è rimasto lo stesso un mostro e non è ritornato Romualdo, così per la vergogna si va a rifugiare nelle torri del castello. Mentre Fantaghirò lo insegue, Tarabas fa ritorno da Angelica. Dentro la torre, si ripropone la stessa scena di alcuni anni prima dove Fantaghirò indossa un vestito azzurro per andare incontro al suo amato dicendogli che non importa il suo aspetto e che lo amerà comunque. Alla fine, inaspettatamente, l'incantesimo si spezza e Fiodor torna nell'aspetto di Romualdo, ma prima di farsi vedere mette alla prova il cuore della sua amata. Avendo avuto certezza dell'amore di Fantaghirò si mostra a lei e i due si baciano.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La scena finale in cui Romualdo bacia Fantaghirò è la stessa che si vede alla fine del primo film. In questa scena la Martines doppia sé stessa, mentre Kim Rossi Stuart è doppiato da Francesco Bulckaen. Tale espediente si rese necessario a causa della mancata disponibilità dell'attore di calarsi nuovamente nei panni di Romualdo.
  • Si nota una piccola incongruenza di sceneggiatura rispetto al capitolo precedente (Fantaghirò 3). Quando Tarabas incontra per la prima volta Fantaghirò, nella sequenza in cui lui accende il fuoco con la magia, sostiene che tale incantesimo gli sia stato insegnato dal padre, facendo oltretutto intendere che sia morto («lui era un mago»). Ciò contrasta nettamente con la trama di questo quarto episodio: non solo Darken è vivo, ma è anche evidente che Tarabas non lo ha mai incontrato prima (anche se questo potrebbe essere corretto semplicemente dall'eventualità che in quella circostanza Tarabas avesse mentito).
  • In questo episodio è inspiegabilmente assente (non viene nemmeno nominato) il personaggio di Smeralda, che al termine di Fantaghirò 3 veniva adottata da Fantaghirò.
  • Le scene ambientate nel regno di re Tohor sono state girate in Thailandia.