Kay Francis

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Kay Francis, nata Katharine Edwina Gibbs (Oklahoma City, 13 gennaio 1905New York, 26 agosto 1968), è stata un'attrice statunitense di grande talento che, dopo un breve periodo di recitazione a Broadway negli anni venti, si diede al cinema conseguendo il periodo di maggior popolarità tra il 1930 ed il 1936.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Nata con il nome di Katharine Edwina Gibbs ad Oklahoma City in Oklahoma, era figlia di Katharine Clinton, un'attrice di modesto successo. Nonostante la contrarietà di sua madre, la giovane Kay entrò nel circuito dei teatri locali, nei quali anche sua madre aveva recitato in precedenza con il nome d'arte di Katharine Clinton.

Successivamente le sue origini, o meglio le voci mai dimostrate sulle sue origini, furono una delle cause che portarono all'improvviso declino della sua carriera. In particolare si diceva che Katharine fosse di sangue misto, con lontane discendenze afro-americane, cosa che, nell'America degli anni trenta non contribuiva a renderla popolare. In realtà Kay era nel 1937 l'attrice meglio pagata di Hollywood, per cui la Warner cercò di disfarsene avvantaggiando una nuova stella meno affascinante ma più economica e molto ma molto brava: Bette Davis.

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Grazie ad una fortunata combinazione di elementi, tra i quali oltre alla bellezza esotica di bruna dagli occhi chiari, una figura da indossatrice (alta 1,77 ai suoi tempi dominava non solo le altre dive ma anche parecchie stars maschili) e una sensualissima voce calda e duttile (definita di velluto), la resero rapidamente una delle stelle indiscusse degli anni 1930. La sua avvenenza e la sua capacità di recitare di fronte alla cinepresa le fecero guadagnare il nome di Ragazza glamour americana. Nel 1937 fu eletta la donna più elegante d'America (titolo che la lasciò del tutto indifferente) ma Kay era anche la miglior giocatrice di tennis e di bridge di tutta Hollywood.

Alla fine degli anni venti, quando le case di produzione cinematografica capirono che il cinema sonoro non era una semplice novità ma sarebbe stato il futuro, molte stelle di Broadway vennero invitate a far parte del nuovo e nascente star system. Fra costoro si possono annoverare Ann Harding, Helen Twelvetrees, Barbara Stanwyck, Humphrey Bogart, Leslie Howard e, ovviamente Kay Francis.

Dopo aver firmato un contratto con la Paramount iniziò a recitare al fianco di William Powell e iniziò a girare dalle sei alle otto pellicole l'anno. Nel 1929 affiancò i fratelli Marx nella loro prima esperienza cinematografica, nell'esilarante commedia The Cocoanuts.

Nel periodo dal 1929 al 1931 prese parte a ben ventidue pellicole, e così all'inizio degli anni trenta la Warner Brothers cercò di convincere Kay Francis, Powell e l'attrice Ruth Chatterton ad unirsi al loro studio. In cambio la Warner si sarebbe impegnata di fornire a questi attori dei ruoli che consentissero loro di esprimere al meglio le loro caratteristiche migliori. Nelle prime tre pellicole girate per la Warner, Kay Francis recitò ruoli di figure femminili negative, come nel caso de The False Madonna del 1932 dove interpretava un'imbrogliona stanca e cinica che si fa passare per una donna che torna dopo la morte del ricchissimo marito per prendersi cura del figlio ormai cieco per una malattia inguaribile. L'affetto di quest'ultimo le fa ritrovare il valore dei sentimenti e della famiglia. Questo ruolo contribuì a rilanciare la sua carriera rivelandosi un autentico successo di pubblico e di critica.

Sempre del 1932 è il grande successo della commedia Mancia competente (Trouble in Paradise) di Ernst Lubitsch, con Herbert Marshall e Miriam Hopkins, in cui interpretava un'affascinante donna dell'alta società che scombina i piani di un ladro che perde la testa per lei: questo film rimarrà il migliore della sua carriera. Ma fra i migliori suoi film ci sono per esempio il brillante Girls about Town di un giovane Cukor (1931), il romantico One Way Passage di Garnett (1932), il melodrammatico "Confession" del 1936. Per alcuni anni Kay sarà la Regina della Warner e l'attrice meglio pagata di Hollywood, ma, dopo il relativo flop di The White Angel, biografia di Florence Nightingale, purtroppo molto massacrata dalla censura, i fratelli Warner faranno di tutto per obbligarla a rompere il contratto. La storia farà scandalo: Kay verrà obbligata a girare film di serie B a basso costo, avrà il suo nome subordinato ad altri interpreti inferiori nei titoli, e i ruoli a lei destinati verranno affidati a Bette Davis che ci costruirà sopra la propria leggenda. Ma Kay continuerà a percepire il suo favoloso stipendio fino alla scadenza del contratto, alla fine del 1938.

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Negli anni seguenti continuò la sua carriera free lance apparendo con successo in una riuscita serie di film accanto a co-stars come Cary Grant e Carole Lombard, Deanna Durbin e Walter Pidgeon, Walter Houston, Don Ameche e Rosalind Russell. Durante la guerra fu protagonista del primo USO tour di vere stars andando ad intrattenere le truppe alleate nei campi militari dispersi per il mondo fino a trovarsi ad Algeri sotto le bombe. Da queste esperienze fu tratto il film Four Jills in a Jeep nel '44 che ebbe un enorme successo. Ma per molti divi, il ritorno alla normalità non fu possibile. Kay decise di produrre da sé i suoi film e realizzò fra 1945 e 1946 tre film nei modesti studios Monogram, di cui due noirs attualmente rivalutati dalla critica. Dopodiché l'antica rivale alla Warner, Ruth Chatterton le propose un ruolo in una commedia di cui stava curando la regia. Fu l'occasione per Kay di ritornare all'Est e al teatro, lasciando per sempre dietro di sé quella Hollywood che non aveva mai amato. In seguito si dedicò anche all'attività radiofonica, proseguendo con il favore del suo pubblico quella teatrale (nel 1946 partecipò al successo di Broadway, State of the Union). Nei primi anni cinquanta si ritirò definitivamente dalle scene.

Kay Francis nei titoli di testa del film Signore sole (1933)

La persona[modifica | modifica sorgente]

Kay fu negli anni '20 il prototipo della ragazza della 'Jazz Age', capelli alla maschietta, sigaretta sempre accesa e molto, molto alcol. A Hollywood, nel '29, come prima cosa prese la patente di guida per arrivare da sola agli Studios!

Fece un primo viaggio a Parigi nel 25 per divorziare dal primo marito Dwight Francis, il cui nome continuò a portare per volere dell'ex suocera che le rimarrà sempre affezionata. In quell'occasione frequentò l'alta società internazionale e affinò la sua innata eleganza.

Tornata a New York, decise di fare l'attrice, senza trascurare la collaborazione con Vogue e un'attività di modella. I suoi ingressi nei locali più alla moda di New York facevano girare la testa. Walter Houston, con il quale lavorava a Broadway, la propose come co-protagonista nel suo primo film, girato a New York per la Paramount.

Era prevista un'interprete bionda, ma lo strepitoso fascino e la calda voce di Kay fecero cambiare opinione al regista. Dopo The Cocoanuts accanto ai Marx Brothers, Kay fu pregata di fare le valigie per trasferirsi a Hollywood. Inizialmente le sue furono parti di vamp alle quali Kay sapeva però rendere una maggiore umanità rispetto alle concorrenti che venivano dal cinema muto.

Attirò così l'attenzione della critica e quando i ruoli cominciarono a diventare più importanti la sua popolarità crebbe vertiginosamente. A fianco (sei volte) di William Powell, Frederic March, Edward G. Robinson, Joel Mc Crea, Leslie Howard, George Brent, Errol Flynn, Kay amava e soffriva in strepitosi abiti creati da Adrian, Travis Banton o Orry Kelly. E questo veniva, soprattutto dalla critica, sottolineato, insieme alla sua erre moscia, più della sua notevole recitazione, così pacata e moderna rispetto alle altre star del suo calibro.

Avventuriera esotica, trapezista, squillo d'alto bordo, aristocratica ninfomane, miliardaria solitaria, attrice più o meno di successo, ma anche pediatra, ostetrica, editore, disegnatrice di moda, rivoluzionaria bolscevica, assistente sociale, fino alla figura di Florence Nightingale in The White Angel. Negli anni della maggiore popolarità la Warner approfittò per ridurla ad interpretare ruoli, forse anche interessanti, ma in film mediocri e accanto a partner di poco rilievo (la Warner lo farà inizialmente anche con Bette Davis) e puntando in modo esagerato sul fascino personale e soprattutto su guardaroba straordinari che facevano sognare il pubblico femminile durante la depressione.

Kay era superpagata e perciò si risparmiava sul resto! Dopo il flop di The White Angel, (film sfortunato perché molto penalizzato dall'intoccabilità della figura della protagonista, santificata per l'opinione pubblica soprattutto anglosassone) e di First Lady, (commedia teatrale basata sulla rivalità femminile durante la corsa per la Casa Bianca) dove Kay deluse il suo pubblico non più abituato a vederla in un ruolo superficiale anche se brillante, la Warner decise di liberarsi della star che aveva fatto la fortuna dello studio umiliandola in film davvero di terz'ordine dove, malgrado fosse la protagonista ssoluta, il suo nome veniva subordinato a quello di uno semisconosciuto partner, come nel caso di King of the Underworld: non solo Humphrey Bogart ebbe il nome sopra il titolo, ma lo stesso titolo fu modificato di conseguenza!

Kay fu perfino obbligata a tenere corsi di recitazione ai debuttanti scritturati, ma il suo assegno settimanale superava sempre i 5.000$. Anni dopo e dopo una causa abbandonata per, come si direbbe oggi, mobbing contro la Warner, Kay rivelerà a Bette Davis che quello che le importava era il compenso. Bette, che più tardi aveva pure intentato un'analoga causa, rispose che invece lei aveva sempre tenuto alla carriera.

Con ciò non si pensi che Kay fosse un'avida: abbandonata dal padre quando era una bambina, aveva conosciuto la povertà e difficoltà non le erano mancate dopo il primo divorzio; la sicurezza economica per lei era di primaria importanza. Con i primi guadagni sostanziosi, comprò una casa a Hollywood per la madre e le garantì una cospicua rendita annua. E non esitò ad aiutare amici e compagni di lavoro in difficoltà, la sua generosità non era solo materiale e tutti i suoi colleghi l'hanno sempre amata e stimata. Meravigliosi sono i ricordi delle child stars che hanno lavorato con lei. Una cosa molto emblematica: alla fine di ogni film Kay offriva alla troupe un pranzo dove ad ognuno veniva servito, come Kay aveva notato, il proprio piatto preferito!

Visse una vita privata assai burrascosa: quattro matrimoni, il primo a 17 anni appena uscita da una scuola di commercio, e numerose relazioni, fra le quali quella con Maurice Chevalier, con lo sceneggiatore Delmer Daves, poi regista, e con il barone e probabile trafficante d'armi tedesco Barnekow, morto in circostanze misteriose allo scoppio della guerra.

Si spense a causa di un cancro al seno all'età di sessantatré anni, lasciando i suoi considerevoli averi ad una società benefica che addestra cani per i non vedenti.

Kay Francis è une delle superstars degli anni trenta finita nell'oblio in seguito alla censura applicata ai suoi migliori film e mai ritornati in sala né apparsi sui teleschermi. Il canale televisivo americano TCM, Turner Classic Movies, le riserva sempre un trattamento speciale e nel settembre del 2009, Kay, star del mese, è stata ogni giovedì protagonista assoluta della rete con 24 ininterrotte di trasmissioni di suoi film. Recentemente sono state pubblicate due biografie basate sui diari intimi lasciati da Kay, donna complessa, tipica creatura dell'età del jazz trasformata in diva di Hollywood, ma rimasta molto più legata alla sua New York ed agli amici della società internazionale. Una carriera strepitosa dal finale amaro. Una donna che ha vissuto, privatamente, in modo spregiudicato per l'epoca ma con grande libertà di spirito e altrettanta generosità.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 19943387 LCCN: n87847007