Lillian Randolph

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lillian Randolph nel 1952

Lillian Randolph (Knoxville, 14 dicembre 1898Los Angeles, 12 settembre 1980) è stata un'attrice, doppiatrice e cantante statunitense. Lavorò nel mondo dello spettacolo dagli anni '30 agli anni '70, apparendo in centinaia di programmi radiofonici, film e programmi televisivi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nata Castello Randolph a Knoxville (Tennessee),[1][2] era la sorella minore dell'attrice Amanda Randolph. Figlia di un pastore metodista e di un'insegnante,[3][4] iniziò la sua carriera cantando alla radio locale a Cleveland e Detroit.[2][3] Alla WXYZ di Detroit, Lillian venne notata da George W. Trendle, proprietario della stazione e autore di The Lone Ranger e The Green Hornet. Le fece fare dei corsi di formazione radiofonica che la ripagarono in ruoli per i programmi radiofonici locali.[5] Lillian venne istruita per tre mesi in "dialetto razziale" prima di ottenere qualsiasi ruolo in radio.[5][6] Si trasferì a Los Angeles nel 1936 per lavorare al programma radiofonico di Al Jolson,[7] in Big Town, nel programma di Al Pearce[8] e per cantare al Club Alabam della città.[2][3][9][10] Anche se Lillian e sua sorella Amanda erano continuamente alla ricerca di ruoli per sbarcare il lunario nel 1938, lei fu così gentile da aprire la sua casa a Lena Horne, che era in California per il suo primo ruolo cinematografico in The Duke Is Tops; il film aveva un budget così basso che non c'erano soldi per un hotel per la Horne.[11] Lillian aprì nuovamente la sua casa durante la seconda guerra mondiale con cene settimanali e intrattenimento per persone di servizio nella zona di Los Angeles attraverso l'American Women's Voluntary Services (AWVS).[12][13]

Carriera successiva[modifica | modifica sorgente]

La Randolph è conosciuta principalmente come la cameriera Birdie Lee Coggins della commedia radiofonica e televisiva The Great Gildersleeve e nei film successivi,[14][15] e come Madame Queen nel programma radiofonico e televisivo Amos 'n' Andy dal 1937 al 1953.[14][16] Lillian ottenne il lavoro in The Great Gildersleeve sulla base della sua meravigliosa risata.[17] Dopo aver sentito che il programma sarebbe iniziato, la Randolph corse alla NBC. Quando aprì la porta per il programma, cadde sulla faccia. La Randolph non si fece male e rise - questo le fece ottenere il lavoro.[3] Ha anche interpretato Birdie nella versione televisiva di The Great Gildersleeve. Nella primavera del 1955 a Lillian venne chiesto di eseguire il brano gospel "You Were There?" nella versione televisiva dello show Gildersleeve. L'accoglienza positiva da parte degli spettatori risultò in un album gospel di Lillian per la Dootone Records.[18][19][20] In qualche modo trovò anche il tempo per il ruolo di Mrs. Watson in The Baby Snooks Show e di Daisy nel Billie Burke Show.[21][22] I suoi ruoli cinematografici più noti furono quelli di Annie in La vita è meravigliosa e Bessie ne L'intraprendente signor Dick.[23][24]

Il quartiere di West Adams (Los Angeles) era un tempo sede di avvocati e magnati, ma nel corso degli anni '30 molti residenti erano costretti a vendere le loro case o ad affittarle a causa dei tempi economici. La maggior parte dei residenti che erano membri precedenti della comunità di intrattenimento si era già trasferita in luoghi come Beverly Hills e Hollywood. Negli anni '40 i membri della comunità di intrattenimento afroamericana scoprirono il fascino del quartiere e iniziarono l'acquisto di case lì, dando alla zona il soprannome di "Sugar Hill". Hattie McDaniel fu una dei primi residenti afroamericani. Nel tentativo di scoraggiare gli afroamericani a fare le loro case nella zona, alcuni residenti fecero ricorso all'aggiunta di clausole ai contratti quando le loro case venivano vendute, non permettendo agli afroamericani di acquistarle o vietando loro di occupare la casa dopo averla acquistata.[25] Lillian Randolph e suo marito, il pugile Jack Chase, furono vittime di questo tipo di discriminazione.[26] Nel 1946 la coppia acquistò una casa a West Adams Boulevard, e una clausola restrittiva impedì loro di trasferircisi.[27] La Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la pratica nel 1948.[25]

Da sinistra: Lillian Randolph (Beulah), Ernest Whitman (Bill) e Ruby Dandridge (Oriole) nella sitcom radiofonica The Beulah Show (1952-1953).

Come sua sorella Amanda, Lillian fu anche una delle attrici a interpretare la protagonista della sitcom radiofonica The Beulah Show. Lillian assunse il ruolo nel 1952, quando Hattie McDaniel si ammalò; quello stesso anno ricevette un premio "Angel" dai Caballeros, un'associazione di uomini d'affari afroamericani, per il suo lavoro in radio e televisione nel 1951.[28] Interpretò Beulah fino al 1953, quando Amanda prese il suo posto.[29] Nel 1954 Lillian ebbe il suo show radiofonico giornaliero a Hollywood, dove apparivano coloro che erano coinvolti nella recitazione.[30] Nello stesso anno divenne anche la prima afroamericana nel Consiglio di Amministrazione per il capitolo di Hollywood dell'American Federation of Television and Radio Artists (AFTRA).[31] La Randolph venne scelta per interpretare la madre di Bill Cosby nella serie televisiva del 1969 The Bill Cosby Show.[3] Apparve in diversi ruoli in Sanford and Son e I Jefferson negli anni '70. Lillian insegnò anche recitazione; tra le sue allieve divenute famose ci sono Marla Gibbs e Judy Pace.[32][33]

Un suo noto lavoro cinematografico, tuttavia, è la sua parte non accreditata come doppiatrice della domestica Mammy Due Scarpe nei cortometraggi animati della serie Tom & Jerry di William Hanna e Joseph Barbera per la Metro-Goldwyn-Mayer nel corso degli anni '40 e primi anni '50. L'ultima apparizione del personaggio nei cortometraggi fu in Gatto meccanico, del settembre 1952. Hanna, Barbera e la Randolph erano stati sotto il fuoco dal NAACP. Considerando il ruolo stereotipato, gli attivisti si erano lamentati del personaggio a partire dal 1949; il personaggio venne cancellato interamente. In molti di questi cortometraggi, un'altra doppiatrice (June Foray) ridoppiò il personaggio nelle trasmissioni televisive americane e in alcune raccolte DVD.[34]

Questa non fu l'unica occasione in cui la Randolph ricevette critiche. Nel 1946 Ebony pubblicò una storia critica del suo ruolo di Birdie in The Great Gildersleeve. La Randolph e uno sceneggiatore fornirono loro una confutazione nella rivista.[2] Lillian Randolph credeva che questi ruoli non fossero lesivi dell'immagine o delle opportunità degli afroamericani. Il suo ragionamento era che non sarebbero stati interrotti i ruoli stessi, ma sarebbe cambiata l'etnia di coloro che li interpretavano.[35]

Nel 1956 la Randolph e il suo coro, insieme con i colleghi di Amos 'n' Andy Tim Moore, Alvin Childress e Spencer Williams Jr., partirono per un tour degli Stati Uniti come "The TV Stars of Amos 'n' Andy"; la CBS sostenne che era una violazione dei suoi diritti sul programma e i suoi personaggi. Il tour ben presto si concluse.[36] Nel 1958 Lillian, che aveva iniziato come cantante blues, tornò alla musica con un numero per night club.[37]

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

La Randolph fece una comparsa in un episodio del 1972 della sitcom Sanford and Son come zia Hazel, prendendo umoristicamente una torta in faccia, dopo la quale Fred Sanford (Redd Foxx) afferma: "Hazel, non ti ho mai vista così dolce!".[38] Anche il suo comprimario in Amos 'n' Andy, Alvin Childress, ha un ruolo in questo episodio.[39][40] Lillian ebbe anche un ruolo nella miniserie televisiva Radici,[41] e apparve nei film Il campo di cipolle e Magic - Magia.[42] Nel marzo del 1980 venne introdotta nella Black Filmmakers Hall of Fame.[43]

La figlia di Lillian, Barbara, crebbe guardando sua madre esibirsi. A otto anni Barbara aveva già fatto il suo debutto in Bright Road con Harry Belafonte e Dorothy Dandridge.[44] Scegliendo di adottare il cognome da nubile di sua madre, Barbara Randolph apparve nei numeri da night club di Lillian ed ebbe un ruolo in Indovina chi viene a cena?.[45][46] Decise quindi di seguire una carriera da cantante.[47][48][49]

Lillian Randolph morì di tumore a Los Angeles il 12 settembre 1980, all'età di 81 anni.[50][51] Fu sepolta nel Forest Lawn Memorial Park (Hollywood Hills). Per ragioni sconosciute la sua tomba dice che è nata nel 1914. Sua sorella Amanda è sepolta accanto a lei.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Radio Actress Lillian Randolph Seeks Divorce, Jet, 5 marzo 1953. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  2. ^ a b c d Lillian Randolph, BlackPast.org. URL consultato il 19 ottobre 2010.
  3. ^ a b c d e Witbeck, Charles, Madame Queen Joins Cosby, The Evening Independent, 1º settembre 1969. URL consultato il 19 ottobre 2010.
  4. ^ Rea, E. B., Does Radio Give Our Performers a Square Deal?, The Afro American, 10 gennaio 1948. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  5. ^ a b Billy Mitchell Now On The Air, The Afro American, 22 agosto 1931. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  6. ^ William Barlow (a cura di), Voice over: the making of Black radio, Temple University Press, 1998, pp. 334, ISBN 1-56639-667-0.
  7. ^ Copy of promotional material for Al Jolson's radio show, museumoffamilyhistory.com. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  8. ^ Jovien, Harold, Via Your Dial, The Afro American, 2 aprile 1940. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  9. ^ Club Alabam, Eighth & Wall. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  10. ^ Steinhauser, Si, Girls Can't Qualify For Announcing Jobs, Says Network Leader, The Pittsburgh Press, 24 maggio 1942. URL consultato il 13 novembre 2010.
  11. ^ Donald Bogle (a cura di), Bright Boulevards, Bold Dreams: The Story of Black Hollywood, One World/Ballantine, 2006, pp. 432, ISBN 0-345-45419-7. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  12. ^ Network and Local Radio Listings, The Sunday Sun, 4 gennaio 1942. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  13. ^ Rea, E.B., Encores and Echoes, Baltimore Afro-American, 16 marzo 1943. URL consultato il 17 marzo 2011.
  14. ^ a b Fanning, Will, A Color Peacock To Shore Show; Notes, Pittsburgh Post-Gazette, 23 aprile 1958. URL consultato il 13 novembre 2010.
  15. ^ Forecast, Jet, 29 aprile 1954. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  16. ^ BCL, Riding the Airwaves, 1º ottobre 1945. URL consultato il 19 settembre 2010.
  17. ^ Shaffer, Rosalind, Canny Judgment Boosted 'The Great Gildersleeve', St. Petersburg Times, 23 dicembre 1945. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  18. ^ Theatrical Whirl, The Afro American, 3 marzo 1956. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  19. ^ Theatrical Whirl, The Afro American, 7 aprile 1956. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  20. ^ Edwards, Dave, Callahan, Mike, Eyries, Patrice, Dootone/Dooto Album Discography, BSN Pubs.com. URL consultato il 13 novembre 2010.
  21. ^ Newcomers With Snooks, The Milwaukee Journal, 15 settembre 1946. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  22. ^ John Dunning (a cura di), On the Air: The Encyclopedia of Old-Time Radio, Oxford University Press, USA, 1998, pp. 840, ISBN 0-19-507678-8. URL consultato il 10 giugno 2010.
  23. ^ Lillian Randolph, a film and television jewel, African-American Registry. URL consultato il 27 settembre 2010.
  24. ^ Bob McCann (a cura di), Encyclopedia of African American Actresses in Film and Television, McFarland, 2009, pp. 461, ISBN 0-7864-3790-1. URL consultato il 19 ottobre 2010.
  25. ^ a b West Adams History, westadamsheightssugarhill.com. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  26. ^ Lillian Randolph and husband Jack Chase, Los Angeles Public Library, c. 1940s. URL consultato il 30 luglio 2011.
  27. ^ Actress Fights Home Covenants, Baltimore Afro-American, 14 settembre 1946. URL consultato il 17 ottobre 2010.
  28. ^ Lillian Randolph, Baltimore Afro-American, 17 maggio 1952. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  29. ^ Lillian Randolph Sets Busy Pace On Radio, Jet, 10 aprile 1952. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  30. ^ People, Jet, 28 ottobre 1954. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  31. ^ Entertainment, Jet, 15 aprile 1954. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  32. ^ Ronald E. Kisner (a cura di), Marla Gibbs: TV Maid for The Jeffersons, Jet, 6 aprile 1978. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  33. ^ Witbeck, Charles, Lovely Lawyers Grace TV Courts, The Palm Beach Post, 23 novembre 1970. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  34. ^ Christopher P. Lehman (a cura di), The Colored Cartoon, University of Massachusetts Press, 2009, pp. 152, ISBN 1-55849-779-X. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  35. ^ MacDonald, J. Fred, Don't Touch That Dial!: radio programming in American life, 1920-1960, jfredmacdonald.com. URL consultato il 20 ottobre 2010.
  36. ^ Clayton, Edward T., The Tragedy of Amos 'n' Andy, Ebony, October 1961. URL consultato il 27 settembre 2010.
  37. ^ New York Beat, Jet, 1º maggio 1958. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  38. ^ Sarasota Herald-Tribune TV Week, Sarsota Herald-Tribune, 5 maggio 1972. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  39. ^ Television, Jet, 27 gennaio 1972. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  40. ^ Alvin Childress on Sanford and Son, Washington Afro-American, 25 maggio 1976. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  41. ^ Bob Lucas (a cura di), Roots Of Blacks Shown In Eight Days Of TV Drama, Jet, 27 gennaio 1977. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  42. ^ Deaths Elsewhere, Toledo Blade, 15 settembre 1980. URL consultato il 20 settembre 2010.
  43. ^ Black Film Hall of Fame Inducts 7, Jet, 20 marzo 1980. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  44. ^ Like Mother, Like Daughter, Jet, 25 settembre 1952. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  45. ^ Louie Robinson (a cura di), Film Boost For Star's Daughter, Jet, 23 maggio 1968. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  46. ^ Lillian and Barbara Randolph at Allen's Tin Pan Alley, The Spokesman-Review, 29 luglio 1958. URL consultato il 22 ottobre 2010.
  47. ^ Barbara Randolph Seeks Record Stardom, Jet, 29 dicembre 1960. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  48. ^ Barbara Randolph, Internet Movie Database. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  49. ^ Goldberg, Marv, Marv Goldberg's R & B Notebook-Back to the Red Caps, Goldberg, Marv. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  50. ^ People and Places, Star-News, 16 settembre 1980. URL consultato il 20 settembre 2010.
  51. ^ Census, Jet, 9 ottobre 1980. URL consultato il 10 ottobre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 96887131