La cugina Bette

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La cugina Bette
Titolo originale La cousine Bette
BalzacCousinBette01.jpg
Illustrazione di Georges Cain. (1897)
Autore Honoré de Balzac
1ª ed. originale 1846
Genere romanzo
Lingua originale francese

La cugina Bette (in francese La cousine Bette) è un romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac, pubblicato a puntate nel 1846. Fa parte, assieme a Il cugino Pons (Le cousin Pons) del ciclo I parenti poveri (Les parents pauvres).

Opera complessa articolata in 132 capitoli, verte sulle vicende della famiglia Hulot, attorno alla quale ruotano diversi personaggi, in un periodo di circa 8 anni. All'epoca si chiamava roman-feuilleton o romanzo d'appendice, e usciva a puntate. Dello stesso periodo anche Il Conte di Montecristo.

Balzac utilizza un'ambientazione quotidiana e attuale, svelando la realtà sociale in tutte le sue dinamiche. La cugina Bette è la parente povera che vive nell'ombra della grande famiglia. Spesso è disprezzata ma allo stesso tempo le si confida tutto come a un vecchio cane affezionato. In questo caso, però, la cugina cercherà la vendetta e il riscatto dalle umiliazioni.

Il denaro è parte importante in questo romanzo e i debiti influenzeranno molte vicende. La protagonista, Lisbeth Fisher è di aspetto poco piacevole, povera, sfortunata e sin dall'infanzia invidia sua cugina Adelina, bella, benestante e fortunata. Lo scopo della sua vita sarà di distruggere e avvelenare l'esistenza della cugina, un odio freddo e tenace.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La bella e dolce Adeline sposa in Barone Hulot e si trasferisce a Parigi portando con sé la meno graziosa cugina Lisbeth, che sin dall'infanzia aveva accumulato rancori e invidie nei suoi confronti. Mentre Adeline vive in un suntuoso palazzo, è felice con il marito e ha due figli, Hortense e Victorin, Lisbeth vive in un quartiere povero ed è costretta a lavorare come ricamatrice. Gli anni passano e il barone Hulot si rivela un incorregibile libertino, accumulando debiti per le amanti a scapito della famiglia. Victorin sposa Celestine, la figlia di Crevel, un ricco commerciante. Pure Crevel, anche se in maniera più discreta, è dedito al libertinaggio e si vede sottrarre la sua mantenuta Josepha proprio dal barone Hulot. Pensa quindi di vendicarsi provando a sedurre Adeline, che è troppo devota per cedere alle pressioni di Crevel. Adeline a causa della sempre più precaria condizione finanziaria non riesce a maritare Hortenese. Lisbeth invece ha preso sotto la propria ala protettrice Steinbock, un povero scultore, un conte polacco che vive nell'indigenza. Hortense e Steinbock si incontrano, si innamorano e si sposano. Il rancore di Lisbeth aumenta ancora di più e medita vendetta. Spinge il conte Hulot tra le braccia di Valerie Marneffe, il quale il marito lavora nell'ufficio di Hulot. Le due donne stringono una perversa alleanza, il cui obiettivo è vendicarsi della famiglia Hulot. In breve Valerie diviene l'amante di Hulot, ma anche di Crevel, di Steinbock e di Montès, un conte brasiliano.

Grazie alle trame delle due donne, Hulot è ormai sul lastrico, porta il signor Fisher, lo zio di Adeline al suicidio, e suo fratello, il maresciallo Hulot, alla morte. Hulot è costretto alla fuga, sua moglie Adeline, che per salvare la famiglia si era gettata tra le braccia di Crevel, si ammala. Hulot trova rifugio dalla sua ex-amante Josepha, che gli offre come concubina una giovane ragazza, gli apre un'attività e gli concede una rendita mensile. Nel frattempo Adeline si riprende e comincia a lavorare come dama di carità. Crevel invece sposa la signora Marneffe. Ma Montes si vendica infettando i due coniugi con un virus che ben presto porta i coniugi alla morte tra atroci sofferenze. Adeline riesce dopo molto tempo a ritrovare il conte e a riportarlo in seno alla famiglia, che nel frattempo, grazie a Victorin, si è risollevata economicamente. Steinbock infine si riconcilia con Hortense. Lisbeth, che ha visto fallire i suoi propositi di vendetta, addolorata per la morte dell'amica, la signora Marneffe, si ammala anche lei e muore. Dopo un periodo di tranquillità, il conte Hulot manifesta nuovamente il carattere del libertino, promettendo all'aiuto cuoca Therese di sposarla una volta morta sua moglie. A quest'ultimo colpo Adeline non resiste e muore. Hulot sposa Therese.

Incipit[modifica | modifica sorgente]

« Verso la metà di luglio dell'anno 1838, una di quelle carrozze messe di recente in circolazione sulle piazze di Parigi e chiamate milord, correva in rue de l'Université con sopra un uomo grosso, di statura media, in uniforme di capitano della guardia nazionale. »
(Honoré de Balzac, La cugina Bette, 1846)

Finale[modifica | modifica sorgente]

« "I genitori possono opporsi al matrimonio dei loro figli, ma i figli non possono impedire le pazzie dei loro genitori rimbambiti", rispose Hulot all'avvocato Popinot, secondogenito dell'ex Ministro del commercio che gli parlava di questo matrimonio. »
(Honoré de Balzac, La cugina Bette, 1846)

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

  1. La cugina Bette Fischer
  2. Valérie Marneffe, amante del barone Hulot d'Ervy, del conte Steinbock e di Crevel che alla fine la sposerá
  3. Adeline, moglie del barone Hulot d'Ervy, cugina di Bette Fisher
  4. Josépha, amante prima di Crevel, poi del barone Hulot
  5. Hortense Hulot - figlia del barone Hulot, moglie del conte Steinbock
  6. Il barone Hector Hulot d'Ervy - padre di Hortense e Victorin
  7. Steinbock aristocratico artista d'origine polacca, marito di Hortense e amante di Valérie Marneffe
  8. Crevel - concorrente del Barone attratto anche dalla Baronessa
  9. Marneffe, marito di Valérie, impiegato presso l'ufficio del barone Hector Hulot
  10. Maresciallo Hulot
  11. Victorin - Figlio del Barone ha sposato la figlia di Crevel
  12. Celestine, moglie di Victorin e figlia di Crevel

Collocazione all'interno della Comédie humaine[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo si trova all'interno della sezione riguardante le "Scene della vita parigina" e fa parte dell'insieme degli scritti di Balzac riguardante i "Parenti poveri".

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

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