Luca Barbareschi

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on. Luca Giorgio Barbareschi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luca Barbareschi nel 2008
Luca Barbareschi nel 2008
Luogo nascita Montevideo (Uruguay)
Data nascita 28 luglio 1956
Titolo di studio Diploma di liceo scientifico
Professione attore
Partito Alleanza Nazionale -Il Popolo della Libertà - Futuro e Libertà per l'Italia
Legislatura XVI
Gruppo Popolo della Libertà
Circoscrizione Sardegna

Luca Giorgio Barbareschi (Montevideo, 28 luglio 1956) è un attore, regista e politico italiano. In televisione, come intrattenitore, ha partecipato a circa ottanta sceneggiati e a venti varietà.[1] È stato eletto come deputato alle Elezioni politiche del 2008 con il Popolo della Libertà. Nel luglio 2010 lascia il partito di Silvio Berlusconi per aderire a Futuro e Libertà. Il 20 febbraio 2011 annuncia la sua uscita dal movimento politico fondato da Gianfranco Fini. Conseguentemente lascia il gruppo di Futuro e Libertà alla Camera ed entra nel gruppo misto.[2] Il 4 marzo 2013 ha cessato dal mandato parlamentare.

Infanzia e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia di Barbareschi fu segnata da gravi episodi di abusi sessuali, avvenuti in ambito scolastico e protrattisi nel tempo dall'età di nove a tredici anni. Gli abusi, trattati fra l'altro in un capitolo del libro Olocausto bianco di Ferruccio Pinotti,[3] avvennero presso l'Istituto Leone XIII, prestigiosa scuola privata milanese, per opera di un sacerdote cattolico, suo insegnante[4]. Dopo molti anni Barbareschi ha deciso di rendere pubbliche queste vicende,[5] tramite interviste e trasmissioni televisive, e di impegnarsi personalmente sul tema della lotta alla pedofilia, prima creando la Fondazione Luca Barbareschi, che ha come scopo la tutela dei bambini vittime di pedofilia,[6] poi con specifiche proposte di legge come parlamentare.[7]

È stato sposato con Patrizia Fachini, da cui ha avuto le figlie Beatrice, Eleonora e Angelica.[8] Successivamente è stato compagno per alcuni anni dell'attrice Lucrezia Lante della Rovere. È legato ad Elena Monorchio con cui ha avuto due figli, Maddalena e Francesco Saverio.

Imprenditore[modifica | modifica wikitesto]

Fondatore delle società in campo informatico Glamm Interactive e Video Online, crea una propria casa di produzione, la Casanova Multimedia. Quest'ultima si occupa di contenuti e format per il cinema e la televisione, tra cui le miniserie Zodiaco, Le ragazze dello swing e il film-tv Edda Ciano e il comunista.

Fonda anche una seconda casa di produzione, con sede a Los Angeles, la Four Point Entertainment, per la quale conduce, negli anni novanta, centodieci puntate dello show televisivo That's amore. Produce alcuni lavori per la Fox e la Think Entertainment inglese.[9]

Prima delle Elezioni politiche del 2008 ha preannunciato che, in caso di elezione, avrebbe ceduto la proprietà della sua azienda ad un blind trust,[10] cosa che, a elezioni avvenute, ha dichiarato di aver fatto.[11]. Ha comunque continuato la sua carriera di attore, regista e produttore anche durante lo svolgimento della legislatura.

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Luca Barbareschi comincia a studiare negli anni settanta allo Studio Fersen di Roma e l'inizio della sua carriera al Teatro di Verona come assistente regista di Virginio Puecher nella messa in scena dell'Enrico V. Successivamente si trasferisce a Chicago dove, ancora con Puecher, continua la sua attività di aiuto regista nell'opera di Offenbach I racconti di Hoffmann. In questa città collabora anche con la Chicago Lyric Opera Theatre come primo aiuto. Successivamente decide di stabilirsi a New York: lavora, per un anno, con Frank Corsaro agli allestimenti del Metropolitan Opera Theatre. In seguito decide di iscriversi e frequentare per quattro anni una scuola di recitazione.[1]

Nel 1983 lavora sul film Summertime, con la regia Massimo Mazzucco, per cui scrive la sceneggiatura e interpreta un ruolo. Terminata questa esperienza, decide di trasferirsi a Roma, intraprendendo una carriera che spazia fra teatro, cinema e televisione. Nel 1979 compare per la prima volta in un film come comparsa in Da Corleone a Brooklyn di Umberto Lenzi, con Mario Merola. L'anno successivo è fra i protagonisti del B movie trash Cannibal Holocaust (1980) di Ruggero Deodato, pellicola con reali violenze su animali, utilizzati nel film. Dopo alcuni anni, viene selezionato per il film Hanna K. di Costa-Gavras (1983), accanto a Gabriel Byrne. Nello stesso anno Gabriele Salvatores gli affida la parte di Lisandro in Sogno di una notte d'estate accanto a Erika Blanc e Claudio Bisio. Nel 1984 Pupi Avati lo inserisce nel cast di Impiegati. Barbareschi lavora dunque nel 1986 con Carlo Vanzina in Via Montenapoleone e con Dino Risi in Teresa l'anno successivo, accanto a Serena Grandi.

Nel mondo della televisione partecipa, tra il 1984 e il 1985 allo show tv di Rete4 Quo vadiz? ideato da Maurizio Nichetti, accanto a comici come Umberto Smaila, Franco Oppini e Angela Finocchiaro ma la grande notorietà arriva sempre su Rete4 nel 1989 grazie alla celebre trasmissione C'eravamo tanto amati che per 5 anni ottiene un enorme successo. Con l'arrivo degli anni novanta, partecipa a In nome del popolo sovrano di Luigi Magni, accanto ad attori del calibro di Alberto Sordi, Nino Manfredi e Jacques Perrin. Nel 1991 conduce lo show a tema musicale Sapore di mare. Nel 1992 interpreta una parte nel film di Sergio Rubini La bionda e lavora l'anno successivo con Mauro Bolognini alla realizzazione della miniserie La famiglia Ricordi, dove interpreta Gioachino Rossini.

Nel 1994 produce e interpreta il film La delegazione, del drammaturgo russo (esordiente alla regia) Alexandr Galin.

Nel 1997 decide di passare lui stesso dietro la macchina da presa firmando Ardena, suo primo lungometraggio, seguito nel 2002 da Il trasformista. Il film non riscuote un grande successo di pubblico (69.473 Euro è l'incasso nelle sale) mentre la prima visione televisiva del film su Rai 3 nel febbraio 2011 ottiene 858.000 spettatori con il 2,96% di share[12]. La critica invece giudica in maniera sostanzialmente positiva il fim: Massimo Bertarelli su Il Giornale del 26.11.2002 parla di «Sorprendente commedia di costume del sottostimato Luca Barbareschi, graffiante e perfida, che s'inoltra con felici intuizione negli infidi corridoi della politica»; Gian Luigi Rondi su Il Tempo del 24.11.2002 parla di «Era da Il portaborse che il cinema italiano non ci proponeva una polemica così aspra e aggressiva contro il cattivo uso della politica»; Maurizio Porro su Il Corriere della Sera del 23.11.2002 afferma che «Il trasformista è un film molto arrabbiato e con un cast molto centrato» ; infine Francesco Alò su Il Messaggero del 01.12.2002 sottolinea che «La direzione degli attori è di prima categoria (Luigi Maria Burruano è gigantesco) e i labirinti psicologici in cui si perde lo sfortunato eroe del film sono costruiti con grande sapienza». Critico invece Morando Morandini che nel suo Dizionario dei film ne parla così "Pur nei modi di una vibrante telecronaca (fotografia di Gino Sgreva), l'avvio dell'alluvione promette quel che il film non mantiene"[13].
Negli anni seguenti ha poi realizzato, con un discreto successo, la trasmissione Il grande bluff, nella quale, all'insaputa del conduttore della trasmissione 'presa di mira' (di volta in volta, solo a titolo d'esempio, Mike Bongiorno, Iva Zanicchi, Maurizio Costanzo) organizzava degli scherzi.

Nel frattempo rimane spesso impegnato in numerose produzioni di fiction e miniserie tv: nel 1998 interpreta Trenta righe per un delitto e Cronaca nera, e dal 2005 Nebbie e delitti.

Nel 2010 torna in televisione come conduttore con il programma di LA7: Barbareschi Sciock previsto per venerdì 22 gennaio 2010 in prima serata[14]. Sorgono immediatamente polemiche in merito alla prima trasmissione poiché il conduttore utilizza, in maniera provocatoria, le battute pubblicate sul blog Spinoza.[15]

Nel 2012, attraverso la sua casa di produzione Casanova Multimedia, produce per conto di Rai Fiction la miniserie tv Walter Chiari - Fino all'ultima risata dedicata al popolare attore comico e la serie televisiva Nero Wolfe che riporta sul piccolo schermo le gesta del celebre investigatore creato dalla penna di Rex Stout. Entrambe le opere andranno in onda nei primi mesi del 2012 in prima serata su Rai 1. Nel 2013 produce Adriano Olivetti - La forza di un sogno una miniserie televisiva italiana in due puntate ispirata alla vita di Adriano Olivetti in onda su Rai 1 dal 28 ottobre 2013.[16]

Nel 2014, partecipa allo show televisivo in prima serata su Rai Uno, Tale e Quale Show, condotto da Carlo Conti.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il suo debutto avviene a metà degli anni ‘70 al Teatro di Verona come assistente regista nell’Enrico V diretto da Virginio Puecher. Successivamente si trasferisce a Chicago dove prosegue, ancora con Puecher, la sua attività come aiuto regista nell’allestimento dell’opera di Offenbach I racconti di Hoffmann. Collabora con la Chicago Lyric Opera Theatre per tre produzioni in qualità di primo aiuto del teatro, poi si stabilisce a New York e qui lavora per un anno agli allestimenti del Metropolitan Opera Theatre sotto la direzione di Frank Corsaro. Studia per quattro anni a New York con Lee Strasberg, Nicholas Ray e Stella Adler.

La carriera teatrale di Luca Barbareschi comprende oltre trenta spettacoli, nella maggior parte dei quali ricopre il ruolo di protagonista e regista. In Italia ha il grande merito di portare in scena e far conoscere al pubblico italiano autori stranieri del calibro di Eric Bogosian, David Hare, Ben Elton, Nigel Williams, Sam Shepard, ma principalmente David Mamet di cui porta in scena: Oleanna, Perversioni sessuali a Chicago, Glengarry Glenn Ross, American Buffalo, Mercanti di bugie, Boston Marriage.

Negli anni successivi Barbareschi è protagonista del prestigioso Amadeus con la regia di Roman Polanski e i costumi del premio Oscar Milena Canonero, Pop Corn – Inferno in diretta di Ben Elton, Harry and me – La grande truffa di Nigel Williams, portato in scena nel 2000 e andato in onda l’anno successivo su Rai Due all’interno del programma Palcoscenico.

Nel 2001 vede premiata la sua costante attività ed il suo impegno con la nomina a Direttore Artistico del Teatro Eliseo di Roma per il quale, nel 2002, dirige lo spettacolo Una relazione privata di Philippe Blasband, con Anna Galiena e Fabio Sartor. L'esperienza si è però conclusa con il licenziamento di Barbareschi da parte dell'Eliseo Spa, società che gestisce il teatro. La vicenda ha avuto numerosi risvolti legali (l'Eliseo ha pagato 400 mila euro di penale) e politici, con l'intervento del sindaco di allora Walter Veltroni in favore di Barbareschi.[17] Nel 2004 è Billy Flynn nella versione italiana del celebre musical Chicago. Luca Barbareschi viene poi nominato direttore artistico della Fondazione Palazzo della Cultura di Latina, per il quale nel 2005 produce e porta su varie piazze italiane, lo spettacolo scritto e diretto da Duccio Camerini Scoppio d’amore e guerra con protagonisti Lucrezia Lante della Rovere e Rocco Papaleo mentre l'anno successivo produce lo spettacolo Sabato notte...Scanzonato italiano di Roberto Cavosi e Chiara Noschese. Nel 2006 viene scelto come protagonista della versione inglese del musical Chicago e nello stesso anno inizia l'allestimento de Il sogno del Principe di Salina: l'ultimo Gattopardo, liberamente ispirato al romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel 2009 c’è il ritorno in teatro con un testo importante che Barbareschi per la prima volta in Italia ha rielaborato in un musical da camera: Il caso di Alessandro e Maria di Giorgio Gaber. Ha tenuto corsi di recitazione all’Accademia d’arte drammatica ''Silvio D’Amico'' ed un corso di scrittura creativa alla Luiss Writing School. Nel 2013 in collaborazione con David Seidler porta in scena la commedia Il discorso del re[18].

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera nel mondo dello spettacolo, pur definendosi socialista,[19] si distingue per una vicinanza ideologica e d'azione con movimenti di destra.[20]

Personaggio spesso contro-corrente, non manca di criticare comunque esponenti del centro-destra, come in occasione della proposta di legge di Gabriella Carlucci sui finanziamenti al cinema (2002), quando rivela di aver voluto provare l'inadeguatezza della commissione ministeriale addetta inviando sotto mentite spoglie una sceneggiatura di Orson Welles e ricevendo un parere negativo. L'episodio crea un certo imbarazzo tra gli esponenti di Forza Italia, che si dichiarano comunque fiduciosi per la soluzione adottata.[21]

Alle elezioni politiche del 2008 viene candidato nella circoscrizione Sardegna per il Popolo delle Libertà, risultando eletto in Parlamento. Gli viene affidato l'incarico di Vice Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

Subito dopo la vittoria incoraggia la coalizione di centro-destra ad "occupare la Rai", alimentando così una vecchia polemica legata ad una sua dichiarazione precedente contro il suo futuro partito AN: "An porta in Rai solo le mignotte".[22][23]

Il 4 maggio 2008, ospite di un talk-show su RaiTre, si dichiara favorevole a nozze e adozioni gay. Il giorno dopo il partito lo richiama in maniera ufficiale ricordandogli come non siano previste aperture di alcun tipo a riforme in tale direzione.[24]

Pochi giorno dopo, Barbareschi si rende protagonista di una polemica con Sandro Bondi, che critica per una presunta reintegrazione di uomini assunti in precedenza dall'ex-ministro Francesco Rutelli.[25]

Alla fine di ottobre 2009 Barbareschi ha totalizzato il 46,7% di presenze alle sedute parlamentari[26] e in un'intervista a Il Fatto Quotidiano si lamenta della sua impossibilità di vivere col solo stipendio da parlamentare (circa 23.000 euro lordi al mese)[27]. Alla fine del 2012 le presenze totalizzate alle sedute parlamentari sono scese al 41%[28].

Ricopre l'incarico di "Consigliere per lo studio e l'approfondimento delle possibili iniziative volte alla promozione ed alla valorizza­zione del patrimonio culturale ed artistico italiano nel terri­torio del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo".[29]

Nel luglio 2010 lascia il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà alla Camera, per seguire Gianfranco Fini che dà vita a Futuro e Libertà.

Il 20 febbraio 2011, una settimana dopo lo svolgimento del primo congresso di Futuro e Libertà, lascia la formazione politica per entrare nel gruppo misto.[30]. Il 4 marzo 2013, alla fine della legislatura, ha cessato dal mandato parlamentare.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1996, all'interno del programma I guastafeste, Barbareschi consiglia a una signora del pubblico di non pagare la cosiddetta "tassa sull'Europa" imposta dal primo governo Prodi. La dichiarazione scatena violente polemiche che costringono la direzione di Mediaset a sospendere, e in seguito licenziare, il presentatore.[31] Mediaset, attraverso la figura dell'allora amministratore delegato Adriano Galliani, tenta di trovare una mediazione e reintegrare il conduttore.[32] La trattativa però non va in porto e le due parti terminano la loro battaglia in tribunale.[33]
  • L'11 giugno 2012 si rende protagonista di una aggressione ai danni del giornalista Filippo Roma, inviato de Le iene. Barbareschi ha aggredito il cameraman Marco Occhipinti distruggendo la telecamera e rubando il suo smartphone personale, con il quale stava riprendendo l'aggressione. Le forze dell'ordine sono accorse sul luogo ma senza fare nessun arresto, impossibilitate a perquisire Barbareschi per l'immunità parlamentare. Il giornalista ha sporto denuncia per furto, ma a detta di alcuni testimoni il cellulare, mai restituito, sarebbe stato distrutto da Barbareschi.[34][35][36]
  • Il 28 agosto 2012 a Filicudi si ripete un evento simile che vede Barbareschi aggredire nuovamente con calci e pugni Filippo Roma e colpire il suo cameraman.[37]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]


Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Attore come se stesso[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Luca Barbareschi, Sito ufficiale di Luca Barbareschi..
  2. ^ Fli, lascia anche Barbareschi | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  3. ^ Ferruccio Pinotti, Pedofilia, "Olocausto bianco": la Chiesa, Luca Barbareschi e Rignano. Parla Carlotta Zavattiero. URL consultato il 10-12-2008.
  4. ^ La storia dell'attore e deputato Pdl. Non dimentico quegli abusi a scuola in Fondazione Luca Barbareschi, 28 maggio 2008. URL consultato il 10-12-2008.
  5. ^ L'oscuro prezzo della vergogna in Rai. URL consultato il 10-12-2008.
  6. ^ Luciani Gulli, Barbareschi: «Così salverò i bimbi violati» in Il Giornale, 20 aprile 2007. URL consultato il 10-12-2008.
  7. ^ Proposte di legge presentate come primo firmatario in Camera dei deputati. URL consultato il 10-12-2008.
  8. ^ Luca Barbareschi: ascoltate i vostri figli. URL consultato il 31-05-2009.
  9. ^ Luca Barbareschi - biografia, MyMovies.
  10. ^ Luca Barbareschi: RAI e Mediaset si mettano assieme, Il Tempo, 31 marzo 2008. URL consultato il 20-11-2008.
  11. ^ Silvio faccia come vuole, ma io ho scelto il blind trust, La Repubblica, 28 aprile 2008. URL consultato il 20-11-2008.
  12. ^ Barbareschi fa flop su Rai Tre ilfattoquotidiano.it, 9 febbraio 2011
  13. ^ Morando Morandini, Il trasformista.
  14. ^ Barbareschi Sciock su La7
  15. ^ Barbareschi sotto accusa in Rete: «Copia le battute dal blog Spinoza»
  16. ^ In memoria di Adriano, Sette, 10 ottobre 2013
  17. ^ Emilia Costantini, Barbareschi licenziato: "Io non lascio l'Eliseo" Veltroni solidale con lui, Il Corriere della Sera, 14 marzo 2002.
  18. ^ Il discorso del re
  19. ^ Barbara Palombelli, Sono un socialista a vita Ma la sinistra è troppo snob., Il Corriere della Sera, 24 settembre 2005.
  20. ^ Emilia Costantini, Barbareschi insulta tutti., Il Corriere della Sera, 6 dicembre 1995.
  21. ^ Laura Martellini, Legge sul cinema, si cambia., Il Corriere della Sera, 30 luglio 2002.
  22. ^ Vittorio Zincone, Abbiamo vinto occupiamo la Rai, Il Corriere della Sera, 21 maggio 2008. URL consultato il 20-11-2008.
  23. ^ Antonello Caporale, Silvio faccia come vuole, ma io ho scelto il blind trust, La Repubblica, 28 aprile 2008. URL consultato il 20-11-2008.
  24. ^ Barbareschi: sì a nozze e adozioni gay. Il Pdl: non se ne parla., Il Corriere della Sera, 6 maggio 2008.
  25. ^ Bondi reintegra uomini di Rutelli., Il Corriere della Sera, 28 maggio 2008.
  26. ^ Gian Antonio Stella, Se a Barbareschi non basta lo stipendio, Il Corriere della Sera, 4 novembre 2009
  27. ^ Alessandro Ferrucci, Luca Barbareschi: “La paga da deputato? Non basta, mi tocca lavorare”, il Fatto Quotidiano, 31 ottobre 2009
  28. ^ L'Espresso, Scheda parlamentare di Luca Giorgio Barbareschi
  29. ^ Se a Barbareschi non basta lo stipendio., Il Corriere della Sera, 5 novembre 2009. URL consultato il 5 novembre 2009.
  30. ^ Anche Barbareschi lascia Futuro e Libertà: ''Aderisco al gruppo misto alla Camera'' - Adnkronos Politica
  31. ^ Barbareschi cacciato: "Faro' resistenza", Il Corriere della Sera, 28 novembre 1996.
  32. ^ Stefania Ulivi, Luca salvato da una telefonata, Il Corriere della Sera, 1º dicembre 1996.
  33. ^ Barbareschi e Mediaset: la rottura in tribunale, Il Corriere della Sera, 6 dicembre 1996.
  34. ^ ROMA: Barbareschi assenteista e furioso - Video Mediaset
  35. ^ On. Barbareschi ruba un telefono alle Iene. Ma i carabinieri non lo arrestano – Il Fatto Quotidiano
  36. ^ Domenica sera ripartono Le Iene, alle 21:20 su Italia Uno. in Pagina Facebook "Le Iene".
  37. ^ Barbareschi-Iene, atto secondo: Calcio, schiaffi e pugni dell'onorevole - Corriere della Sera

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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