Le stagioni del nostro amore (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le stagioni del nostro amore
Le stagioni del nostro amore.jpg
Francesca (Anouk Aimée) e Vittorio (Enrico Maria Salerno)
Titolo originale Le stagioni del nostro amore
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1965
Durata 93 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Florestano Vancini
Sceneggiatura Elio Bartolini, Florestano Vancini
Produttore Mario Gallo, Enzo Giulioli
Casa di produzione Ga.Va. Cinematografica
Fotografia Dario Di Palma
Montaggio Nino Baragli
Musiche Carlo Rustichelli
Interpreti e personaggi
Premi

Le stagioni del nostro amore è un film del 1965 diretto da Florestano Vancini.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Protagonista della storia narrata nel film è Vittorio Borghi, giornalista quarantenne in crisi esistenziale. All'origine di questo sentimento, tra le cause principali c'è la fine del rapporto sentimentale con una giovane ragazza, Elena, e la rottura definitiva con la moglie Milena. Decide, quindi, di ritornare nella città della sua giovinezza, Mantova, città che aveva voluto abbandonare alla ricerca della realizzazione professionale. Qui vi incontra gli amici del padre, i compagni di scuola e della Resistenza, coi quali aveva condiviso anche le dure lotte politiche del dopoguerra. Gli eventi passati rievocati sembrano riattivare le passioni e le emozioni della giovinezza. Ma tuttavia, gradualmente, Vittorio acquisisce consapevolezza di come quelle stesse persone siano mutate, dai vecchi ideali politici ormai lontane, se non addirittura indifferenti. Anch'egli ne condivide la disillusione e la rassegnazione. Percepisce infine quanto ormai sia conclamata la loro reciproca estraneità.

Il pellegrinaggio nei luoghi della gioventù si conclude in riva al Po, in una balera dove un gruppo di ragazzi e ragazze riescono a far funzionare un juke-box, allegri e senza problemi, lontani nei modi e nei pensieri dalla gioventù alla quale Vittorio apparteneva. La crisi di origine sentimentale non si era risolta ma anzi si era sommata con la crisi ideologica resa ancor più palese dal soggiorno a Mantova.

La lavorazione del film[modifica | modifica sorgente]

Quando il film fu rifiutato da Dino De Laurentiis, che per acconsentire a un finanziamento auspicava la cancellazione delle tematiche più politiche[1], Vancini e Mario Gallo costituirono la casa di produzione che dalle iniziali dei loro cognomi prese il nome di Ga.Va. Cinematografica. Il preventivo di 70/75 milioni fu contenuto per prestazioni amichevoli di Enrico Maria Salerno e altri attori, del montatore e di altri componenti il cast[1]. Le riprese iniziarono a Mantova il 14 dicembre 1965 e l'anteprima, a Bologna, ci fu il 24 marzo 1966[1]. Il film fu oggetto di censura tanto che una prima versione fu vietata ai minori di diciott'anni, una seconda ai minori di quattordici ed infine dopo ulteriori tagli fu visibile a tutti[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Gambetti, cit., pag. 61.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Gambetti, Florestano Vancini, Roma, Gremese, 2000
  • Florestano Vancini - Elio Bartolini, Le stagioni del nostro amore, a cura di Salvatore Gelsi, Mantova, Casa del Mantegna, 1996

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema