Monella

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Monella
Monella.png
Titolo originale Monella
Paese di produzione Italia
Anno 1998
Durata 120 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, erotico
Regia Tinto Brass
Soggetto Tinto Brass
Sceneggiatura Tinto Brass, Carla Cipriani
Casa di produzione California Film
Fotografia Massimo Di Venanzo
Montaggio Tinto Brass
Musiche Pino Donaggio
Scenografia Carlo De Marino
Costumi Ivan Crnojevic
Interpreti e personaggi

Monella è un film del 1998 diretto da Tinto Brass.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato nell'Italia degli anni Cinquanta in una cittadina del mantovano al confine con l'Emilia Romagna, Pomponesco. Narra le vicende di Lola, una ragazza molto sexy, che sta per sposare Masetto, fornaio geloso che ha deciso di "rispettarla", essendo la ragazza ancora vergine.

Lola però non sta più nella pelle, smania e non vede l'ora di fare l'amore, non intendendo arrivare al matrimonio "impreparata". Per questo motivo cerca di ribellarsi al fidanzato e gira con fare provocante per le strade e le campagne alla ricerca di un maestro d'amore. Tra schermaglie e battibecchi amorosi tra i due giovani amanti, Lola riesce a trovare chi le darà lezioni d'amore, grazie alla sua perversa attrazione verso il seducente ed adulto André, il cinquantenne amante della prosperosa madre Zaira.

A seguito della ennesima lite tra i fidanzati, Lola tende una trappola a Masetto e gli fa credere di essere stata violentata da un uomo. Masetto, preso dalla rabbia, abbandona le proprie buone intenzioni e finalmente fa l'amore con lei. I ragazzi si sposano, e tutti gli amici sono invitati al pranzo di nozze. I convenuti iniziano a danzare e la telecamera si sposta su una inquadratura dell'allegro e gigione direttore d'orchestra, il regista Tinto Brass, che occhieggia ammiccante verso il pubblico.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato valutato dalla critica con la stessa freddezza di altri film di Tinto Brass, appartenenti al filone voyeuristico del regista, sempre pronto ad andare a mettere l'occhio nel buco della serratura. Lietta Tornabuoni su La Stampa, ha definito quella del regista una "passione vera per il sedere femminile". Massimo Bertarelli su Il Giornale ha invece definito il regista un "autentico genio nella scoperta, nel senso più ampio del termine, di giovani virgulti femminili".[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Bertarelli, Il Giornale, 19 aprile 2001.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I Go Go Monellas, una rockabilly band italiana, per rendere omaggio a questo film, hanno reso il titolo stesso parte integrante e fondamentale del nome.

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