Lilli Carati

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Lilli Carati
Lilli Carati
Dati biografici
Nome Lilli Carati
Data di nascita 23 settembre 1956
Luogo di nascita Varese
Italia Italia
Data di morte 20 ottobre 2014(58 Anni)
Luogo di morte Besano
Italia Italia
Dati fisici
Etnia mediterranea
Occhi neri
Capelli neri
Seno naturale
 

Lilli Carati, nome d'arte di Ileana Caravati (Varese, 23 settembre 1956Besano, 21 ottobre 2014[1][2]), è stata un'attrice cinematografica italiana, nota soprattutto come interprete di film del cinema di genere, che ne hanno fatto un sex symbol degli anni settanta e ottanta[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lilli Carati a miss Italia, vincitrice della fascia di miss Eleganza nel 1974

Nata in una famiglia di commercianti, iniziò la sua carriera nella moda, frequentando una scuola per indossatrici. Fu finalista al concorso Miss Italia 1974, dove si classificò al secondo posto, vincendo il titolo di Miss Eleganza. Fu quindi scritturata dal produttore Franco Cristaldi, che faceva parte della giuria, per la sua Vides Cinematografica.

Legò il suo nome a molte pellicole di successo del filone della commedia sexy, in voga in quel periodo, senza trascurare altri generi cinematografici, spaziando dal comico al drammatico, dal poliziottesco all'exploitation.

Lilli Carati e Gloria Guida in una scena del film Avere vent'anni (1978) di Fernando Di Leo

Avere vent'anni, del 1978, diretto da Fernando Di Leo, di cui è protagonista insieme a Gloria Guida, è considerato un film cult, nonostante l'insuccesso nelle sale alla sua uscita, ed è stato anche riproposto alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2004, nella retrospettiva Storia Segreta del Cinema Italiano - Italian Kings of the B's.

Tra i suoi film più importanti c'è senza dubbio Il corpo della ragassa, di Pasquale Festa Campanile, uscito nel 1979 e tratto dall'omonimo romanzo di Gianni Brera, interpretato al fianco di Enrico Maria Salerno e Renzo Montagnani, che ebbe un discreto successo di pubblico, pur non convincendo completamente la critica.

Risale a questo periodo il ricorso di Lilli Carati, stressata dai ritmi frenetici che le venivano imposti dai produttori, all'abuso di droghe, in particolare di eroina, che la emarginò dalle scene. Nel 1981 fece una controversa apparizione nel programma televisivo di Rai 1 TG l'una, in evidente stato di alterazione dovuto all'eroina. I numerosi servizi fotografici, su testate erotiche come Playmen e Blitz, ne mantennero però alta la popolarità.

Dopo tre anni di inattività, anche a causa di un drammatico incidente d'auto ad Arona che le aveva procurato fratture alla rotula e a una spalla, fece una breve apparizione nella commedia Magic Moments. Fu contattata inoltre per interpretare il film La principessa degli Aztechi, le cui riprese erano previste in Amazzonia, ma il progetto saltò.

Tra il 1985 e il 1986 Lilli Carati interpretò quattro film erotici per la regia di Joe D'Amato, tra i quali Voglia di guardare. Era previsto anche un quinto film, sempre diretto da Joe D'Amato, ma il regista le preferì all'ultimo momento Eva Grimaldi.

Lilli Carati ne Una ragazza molto viziosa nel 1988.

Dopo un film soft-core intitolato Lilli Carati's dream di Giorgio Grand (1987), l'attrice passò al genere porno, interpretando in tutto cinque film, quattro diretti dallo stesso Grand, girati tra il 1987 e il 1988, in cui lavorò anche un Rocco Siffredi all'inizio della sua carriera, e l'ultimo nel 1989, negli Stati Uniti, per la regia di Alex de Renzy e Henri Pachard.

Lilli Carati dichiarò in seguito che la sua scelta di interpretare film hard era dovuta al bisogno di denaro per procurarsi sostanze stupefacenti. L'abuso di droghe le provocò un precoce declino artistico e fisico e anche noie giudiziarie: nel maggio del 1988 fu arrestata per detenzione di eroina e incarcerata per alcuni giorni.

Tentò una prima volta il suicidio il 10 maggio 1988, dopo l'arresto per detenzione di eroina[4]. Mise in atto un secondo tentativo, nel maggio 1989, quando si lanciò dalla finestra della camera da letto in casa dei suoi genitori, in preda a una forte depressione per il fallimento dei suoi tentativi di disintossicarsi. I tre mesi di immobilità che seguirono alla caduta, in cui riportò la frattura di tre vertebre, contribuirono gradualmente alla sua rinascita personale.

Lilli Carati raccontò la sua vita, in particolare gli eventi che l'avevano portata alla tossicodipendenza e il suo percorso di disintossicazione nel documentario Lilli, una vita da eroina, realizzato, quando l'attrice risiedeva in una comunità di recupero per tossicodipendenti, dalla regista televisiva Rony Daopoulos per la RAI, poi andato in onda all'interno del programma Storie vere di Rai 3 il 25 febbraio 1994. Lilli Carati rievocò i tentativi di suicidio e il suo percorso di recupero anche come ospite del programma Ricominciare, condotto da Alda D'Eusanio su Rai 2, nella puntata del 9 luglio 2008.

Tornò ancora in televisione nel programma Stracult, nello stesso luglio del 2008, intervistata da Marco Giusti. Tra gli altri programmi televisivi, a cui prese parte tra il 2008 e il 2009, ci sono La vita in diretta, Italia allo specchio e Crispy News.

Nel 2011 sarebbe dovuta tornare su un set cinematografico, dopo ben 24 anni, come protagonista del film thriller di Luigi Pastore La fiaba di Dorian, ma le fu diagnosticato un tumore al cervello. Fu costretta a rinunciare alla parte per sottoporsi a numerose operazioni chirurgiche, che parevano inizialmente aver sortito effetti positivi. La malattia ebbe infine il sopravvento e Lilli Carati morì a Besano il 20 ottobre 2014, all'età di 58 anni.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Lilli Carati ebbe una relazione con il regista Pasquale Festa Campanile, che la diresse ne Il corpo della ragassa (1979) e in Qua la mano (1980), tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lilli Carati nel finale di Avere vent'anni nel 1978.
Lilli Carati ne Una moglie molto infedele nel 1987.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

Servizi fotografici[modifica | modifica wikitesto]

Copertine[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morta Lilli Carati, "La Repubblica", 21 ottobre 2014.
  2. ^ Morta Lilli Carati, icona sexy degli Anni 70, La Stampa, 21 ottobre 2014.
  3. ^ Marcello Capodacqua, Addio Lilli, fragile vestale delle fantasie onanistiche di una generazione, il manifesto, 22 ottobre 2014.
  4. ^ L'attrice Lilli Carati ha tentato il suicidio in carcere, La Repubblica, 12 maggio 1988
  5. ^ Film-documentario presentato al Dubai Film Festival 2008. Documentario "Sorpresa Latina". URL consultato il 4 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Di Quarto, Michele Giordano, Moana e le altre. Vent'anni di cinema porno in Italia, Roma, Gremese Editore, 1997, pp. 117-119, ISBN 978-88-7742-067-1.
  • Manlio Gomarasca, Il Corpo e l'anima della ragassa, in Nocturno, Vol. 2, Iss. 4, pp. 62-67 (2007)
  • Gordiano Lupi, Omaggio a Lilli Carati", E-Book gratuito, Ediciones Baleares, 2014

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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