Carla Del Poggio

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Carla Del Poggio con il padre Ugo Attanasio nel 1955

Carla Del Poggio, nome d'arte di Maria Luigia Attanasio (Napoli, 2 dicembre 1925Roma, 14 ottobre 2010), è stata un'attrice italiana di teatro, cinema e televisione, attiva prevalentemente fra gli anni quaranta e cinquanta.

Biografìa[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di un colonnello dell'esercito italiano, Ugo Attanasio (che dopo essere andato in pensione reciterà come attore in ruoli di supporto fra il 1947 e il 1967), dopo aver frequentato il liceo, lo abbandona per studiare per proprio conto lingue straniere, per poi coltivare il sogno di diventare ballerina studiando danze ritmiche e moderne, e infine frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Lì viene notata da Vittorio De Sica, che la fa debuttare nel cinema subito come protagonista ad appena 15 anni in uno dei classici del film scolastico nostrano, Maddalena... zero in condotta.

Il personaggio che interpreta, quello di Maddalena Lenci, allieva indisciplinata e pestifera, ma in fondo simpatica, di un Istituto Tecnico che scopre un fantomatico destinatario (Alfredo Hartmann) di lettere commerciali veramente esistente e si adopera in tutti i modi per farlo incontrare e sposare con l'affascinante professoressa supplente, la identificherà pienamente almeno per i tre anni seguenti.

Fino al 1943 appare in altri otto film, fino all'incontro decisivo per la sua carriera e la sua esistenza, avvenuto sul set del film Incontri di notte; quello con il regista Alberto Lattuada, che la vorrebbe protagonista di un progetto cinematografico di trasposizione del romanzo di Alberto Moravia Gli indifferenti.

Con Lattuada, che ha 11 anni più di lei, si sposa il 2 aprile 1945 e da lui avrà due figli. Dal dopoguerra immediato cambia radicalmente anche i livelli di recitazione, dimostrando ottime doti drammatiche nei film diretti dal marito (Il bandito, Senza pietà e Il mulino del Po, dove incontra Federico Fellini), ma anche con Giuseppe De Santis (Caccia tragica e Roma ore 11) e Pietro Germi (Gioventù perduta).

Carla Del Poggio nel 1960

Recita con grandi nomi del calibro di Anna Magnani, Amedeo Nazzari e Massimo Girotti: ma il suo personaggio più compiuto sul grande schermo è probabilmente quello di Luci del varietà (da lei anche prodotto per una cooperativa insieme al marito, a Fellini e alla Masina); quello della soubrette Liliana Antonelli che, dopo aver girato molte piazze di provincia con una scalcagnata compagnia d'avanspettacolo, tenta il grande salto partendo per Milano e partecipando a uno spettacolo di prim'ordine con il suo nuovo pigmalione. Questo sarà anche l'ultimo film diretto dal marito. Recita anche insieme al padre Ugo Attanasio in due film di Guido Brignone del biennio 1951-1952, Core 'ngrato e Bufere, e tornerà anche in qualche modo a ruoli più leggeri nel bizzarro film di Georg Wilhelm Pabst Cose da pazzi (1953) dove è Delia Rossi, una tranquilla ragazza scambiata per matta da un primario nevrotico oltre ogni misura (interpretato da Enrico Viarisio) affidata a un medico corpulento per le cure del caso (interpretato da Aldo Fabrizi) e rinchiusa per errore in una casa di cura. Il resto è poca cosa: l'ultimo film che interpretò al cinema, I Girovaghi di Hugo Fregonese, con Peter Ustinov, risale al 1956.

Il 3 luglio 2005, a 80 anni di età, dopo 60 anni di matrimonio rimane vedova di Lattuada, da tempo affetto dalla malattia di Alzheimer.

Muore la notte del 14 ottobre 2010 all'età di 84 anni.[1]

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Sul palcoscenico debuttò durante la stagione 1946-1947, recitando insieme a Margherita Bagni, Leonardo Cortese e Luigi Almirante nel testo Il buon ragazzo di Kenneth Horne. Subito dopo è sempre con la Bagni e con Giulietta Masina, Franco Scandurra, Lea Padovani e Giuseppe Porelli nella trasposizione teatrale del romanzo di Moravia Gli indifferenti, quindi nel classico L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde. Tornerà a teatro durante la stagione 1955-1956, nella compagnia di Eduardo De Filippo "La Scarpettiana", recitando nella commedia A' manassa di Eduardo Scarpetta, e infine lavora con Erminio Macario nella rivista Tutte donne meno io di Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi.

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956 nella trasposizione della commedia di Aldo De Benedetti Due dozzine di rose scarlatte, accanto a Gianni Santuccio e Umberto Melnati.

Nei dieci anni seguenti recitò prevalentemente in svariate commedie teatrali adattate e in alcuni sceneggiati, tra cui, come protagonista, accanto a Paola Borboni e a Renato De Carmine, in Piccolo mondo antico diretto da Silverio Blasi nel 1957 e, in un ruolo minore, nel David Copperfield diretto da Majano nel 1965.

Verso la fine degli anni sessanta preferisce abbandonare l'attività artistica per dedicarsi alla famiglia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Carla Del Poggio nel film Senza pietà di Alberto Lattuada (1948)

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le teche Rai
  • Le attrici, Gremese editore Roma 2003

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Notizia della morte su Repubblica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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