Battaglia di Palestro

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Battaglia di Palestro
Schema della battaglia di Palestro - zincografia del 1859
Schema della battaglia di Palestro - zincografia del 1859
Data 31 maggio 1859
Luogo Palestro
Esito Vittoria Sarda
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
21.000 e 36 cannoni 14.000 e 42 cannoni
Perdite
600 circa 528 morti
902 feriti
780 dispersi
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La battaglia di Palestro è un episodio della seconda guerra di indipendenza italiana. Fu combattuta il 31 maggio 1859 a Palestro, fra circa 14.000 austriaci e 21.000 piemontesi.

L'antefatto[modifica | modifica sorgente]

Dopo la battaglia di Montebello del 20 maggio, l'esercito franco-piemontese si spostava verso Novara, intento a raggiungere la capitale della Lombardia, Milano. Parte dell'armata piemontese avanzò verso Robbio per coprire il fianco destro degli alleati e proseguire nelle operazioni di conquista.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

La mattina del 30 maggio i piemontesi attraversarono il fiume Sesia e, dopo duri combattimenti, furono in grado di prendere e mantenere il controllo delle città di Palestro, Confienza e Vinzaglio.

Il giorno successivo, per testare le vere intenzioni del nemico, il Feldmaresciallo Fredrick Zobel ordinò di attaccare Palestro con due delle proprie divisioni di fanteria.

La 4ª Divisione del Generale Cialdini venne posizionata tra Palestro e la strada che conduceva verso Robbio, con il 10º reggimento di fanteria piemontese alla propria sinistra e il 9º reggimento a difendere Cascina San Pietro, e il 3º reggimento degli zuavi sul fianco destro, posto su una grande isola del fiume detta Sesietta. Anche il Re di Piemonte-Sardegna, Vittorio Emanuele II era a Palestro e seguì la prima parte della battaglia dalla torre campanaria del paese.

Lo scontro decisivo alla Brida[modifica | modifica sorgente]

Il 3º reggimento Zuavi assalta alla baionetta l'artiglieria austriaca

Gli austriaci attaccarono dapprima la linea di fronte a Palestro per essere respinti subito verso Robbio, ma anche Cascina San Pietro si trovava sotto duri attacchi dalle linee provenienti da Rosasco. La situazione venne risolta dal disperato e travolgente assalto del 3º reggimento zuavi guidato dal colonnello Chabron che attaccarono il fianco sinistro dello schieramento austriaco, dopo aver guadato il canale della Casina, nella postazione dominata dalla brigata austriaca Szabò, composta dal 12º Reggimento di fanteria "Arciduca Guglielmo", dal 7º battaglione di cacciatori tirolesi e dalla 9ª Batteria a cavallo del 7º Reggimento d'artiglieria.

Pagando un prezzo altissimo di vite umane, gli zuavi riuscirono a raggiungere e impossessarsi delle batterie di cannoni avversarie, strenuamente difese dai cacciatori tirolesi e proseguire l'assalto alla baionetta fino a investire i quattro battaglioni di fanteria del 12º Reggimento "Arciduca Guglielmo".

Le posizioni man mano conquistate venivano immediatamente rinsaldate dall'accorrere di reparti di fanti e dei bersaglieri sardi, personalmente guidati da Vittorio Emanuele, che si lanciarono nella mischia e giunsero appena in tempo per bloccare il contrattacco austriaco. Anche le perdite austriache furono particolarmente pesanti, con morti, feriti e molti prigionieri, che dimezzarono la brigata Szabò.

Consolidata la testa di ponte franco-sarda oltre il ponte della Brida, il feldmaresciallo Zobel, pur in grande superiorità numerica, decise la ritirata verso Robbio, prima che i reparti francesi del generale Canrobert, minacciosamente portatisi sulla riva sinistra della Sesia, tagliassero in due tronconi il mal disposto schieramento austriaco.

Personalità di rilievo che presero parte alla Battaglia di Palestro[modifica | modifica sorgente]

Il monumento commemorativo a Palestro

Austro-ungarici[modifica | modifica sorgente]

Piemontesi[modifica | modifica sorgente]

Francesi[modifica | modifica sorgente]

Ordine di Battaglia[modifica | modifica sorgente]

Gerolamo Induno, La presa di Palestro del 30 Maggio 1859
Manifesto del municipio di Milano invitante alla collaborazione per le cure ai militari feriti in arrivo in città

Austriaci[modifica | modifica sorgente]

8ª Divisione Jellacic

  • Brigata Szabo
    • 7º Battaglione Cacciatori
    • 12º Reggimento Arciduca Guglielmo
    • Ulani Re delle Due Sicilie
    • Batteria di artiglieria a cavallo
  • Brigata Koudelka
    • 21º Battaglione Cacciatori
    • 3 Battaglioni del 46º Reggimento Jella
    • Batteria di artiglieria a cavallo

6ª Divisione Lilia

  • Brigata Weigl
    • 3 Battaglioni del 53º Reggimento Arciduca Leopoldo
    • Batteria di artiglieria da campo
  • Brigata Dorndorf
    • 2º Battaglione Granatieri Ottocaner
    • 3 Battaglioni del 22º Reggimento Wimpffen
    • Batteria di artiglieria da campo

Franco-Piemontesi[modifica | modifica sorgente]

1ª Divisione Luogotenente Generale Castelborgo

4ª Divisione brigata Generale Cialdini

  • Brigata Savona del Generale Broglia
    • 15º Reggimento di linea
    • 16º Reggimento di linea
    • 6º Reggimento bersaglieri
    • Batteria di artiglieria pesante
    • Batteria di artiglieria da campo

Divisione di zuavi francesi

  • Brigata Generale Pelle

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