Cletto Arrighi

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Cletto Arrighi

Carlo Righetti, vero nome dell'autore divenuto famoso come Cletto Arrighi (Milano, 1828Milano, 3 novembre 1906), è stato un giornalista, politico e scrittore italiano, tra i massimi esponenti della corrente della scapigliatura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fin da giovanissimo adottò delle nuove generalità, che costituivano l'anagramma del suo nome ufficiale. Partecipò alle cinque giornate di Milano nel 1848 e alla prima guerra di indipendenza, per poi aiutare il Regno di Sardegna come volontario anche tra il 1859 ed il 1861. Nel 1867 fu eletto deputato su posizioni radicali, simili a quelle del sinistra mazziniana e garibaldina. Si dedicò anche, e con profitto, al giornalismo, alla letteratura ed al teatro.

Nel 1860 fondò il giornale Cronaca grigia, che durò fino al 1872 e fu uno dei periodici che più contribuirono alla diffusione della scapigliatura, arrivando ad ospitare il dibattito sul verismo. Il romanzo più famoso del Righetti è La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862) in cui, nelle forme del romanzo popolare, egli dà la definizione di un ceto di scontenti e ribelli, delineando il clima sociale e politico in cui nasce il movimento scapigliato (che proprio dal titolo del romanzo finì per trovare la sua denominazione).

Scrisse in seguito numerosi romanzi storici, avventurosi, di intrigo misterioso. Negli anni Ottanta subì l'influsso di Émile Zola (Nanà a Milano, 1880) e approdò al romanzo sociale (La canaglia felice, 1885), creando ed organizzando anche l'opera collettiva Il ventre di Milano. Fisiologia della capitale morale (1888, il titolo è un'eco dello zoliano Ventre di Parigi; ma la formula aveva avuto molto successo: anche Matilde Serao aveva scritto già Ventre di Napoli), collaborandovi con pezzi di analisi sociale.

Fu anche autore di operette comiche teatrali, quasi sempre in dialetto milanese. Scrisse ben 39 commedie in dialetto, di cui alcune ancora oggi in repertorio nelle compagnie dialettali (quella di Dario Fo, ad esempio), e fu inoltre direttore gerente della compagnia del Teatro Milanese in cui recitarono Edoardo Ferravilla, Gaetano Sbodio, Emma Ivon, Edoardo Giraud. La sua passione per il milanese lo spinse a confezionare un piccolo ma sostanzioso Dizionario milanese-italiano pubblicato nel 1896 tra i Manuali Hoepli. Condusse vita disordinata ("scapigliata" significa proprio questo) resa ancor più precaria dalla passione per il gioco d'azzardo, che gli fece perdere ingenti somme di denaro. Morì in miseria, abbandonato da tutti, nel 1906.

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