Lanca

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Meandro e lanca (Scandinavia)

Una lanca è un meandro fluviale abbandonato per la diversione dell'alveo principale. Si tratta quindi di un meandro morto, le cui acque sono stagnanti. Le lanche sono presenti tipicamente nelle piane alluvionali con pendenza molto bassa e bassa velocità di corrente, in cui i corsi d'acqua tendono a divagare assumendo una configurazione meandriforme. Diversi esempi si riscontrano nei grandi fiumi della Pianura Padana, come il Po e il Ticino.

Le lanche costituiscono zone umide di notevole interesse, sede di una ricca avifauna, che trova rifugio nella folta vegetazione tipica di specchi d'acqua stagnanti. La fauna ittica è sovente molto sviluppata, anche se le lanche per la loro caratteristica di acque morte vanno spesso soggette ad episodi di anossia, con morie di massa degli organismi acquatici.

Caratteristiche specifiche[modifica | modifica wikitesto]

Le lanche si caratterizzano geomorfologicamente per la loro lunghezza, la profondità, l'avanzamento del processo di interrimento, la distanza dal fiume che le ha generate, la loro superficie e le sue variazioni nel tempo. Altre caratteristiche differenziali sono la frequenza delle eventuali connessioni con il corso d'acqua, la larghezza di un eventuale canale di collegamento con lo stesso, la salinità, l'età, la fauna e la flora specifiche e il grado di artificializzazione o di naturalità del loro ambiente.

Corso d'acqua in Islanda, rettificato artificialmente per scopi di bonifica e irrigazione agricola.

Lanche artificiali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per la naturale evoluzione morfologica di un corso d'acqua le lanche possono anche essere originate dalla rettificazione artificiale dello stesso effettuata per migliorarne la navigabilità, o nel tentativo di ridurre gli effetti negativi delle sue piene. Notevoli esempi di questo tipo sono quelli riferiti alle modifiche dell'alto corso del fiume Reno effettuate nel XIX secolo.[1]

Nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

Dante Alighieri nella Divina Commedia descrive la presenza di una lanca nel paesaggio dell'Inferno e del Purgatorio. Da lui è nominata col più aulico termine di lacca, mentre la parola lanca è derivata dai dialetti del nord Italia[2][3].

« Così scendemmo ne la quarta lacca,
pigliando più de la dolente ripa
che ’l mal de l’universo tutto insacca »
(Inferno, VII, vv. 16-18.)
« Tra erto e piano era un sentiero schembo,
che ne condusse in fianco de la lacca,
là dove più ch’a mezzo muore il lembo. »
(Purgatorio, VII, vv. 70-72.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alexander Zinke, The New Management of Rivers and Wetlands in Central Europe, Zinke Environmental Consulting, 17 dicembre 2000. URL consultato il 2010-11-30.
  2. ^ Google books - Osservazioni Sopra Varie Voci Del Vocabolario Della Crusca - Lacca.
  3. ^ Giovanni Romani, Osservazioni Sopra Varie Voci Del Vocabolario Della Crusca, Milano, Giovanni Silvestri, 1826.

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