Cygnus olor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Cigno reale
CygneVaires.jpg
Cygnus olor
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Anseriformes
Famiglia Anatidae
Sottofamiglia Anserinae
Tribù Anserini
Genere Cygnus
Specie C. olor
Nomenclatura binomiale
Cygnus olor
(Gmelin, 1789)
Sinonimi

Anas olor
Gmelin, 1789

Nomi comuni

cigno reale
cigno muto
cigno bianco

Il cigno reale (Cygnus olor (Gmelin, 1789)) è un uccello acquatico appartenente alla famiglia Anatidae, originario dell'Eurasia ma introdotto anche in America Settentrionale, Oceania e Africa Meridionale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il cigno reale è la specie di cigno più nota (particolarmente in Europa) e ne vengono spesso celebrate l'armonia, l'estetica, l'eleganza e l'accortezza; Il colore preminente del cigno reale è il bianco, essendo bianco il piumaggio del busto, delle ali e del lungo collo (la zona del capo tra gli occhi e il becco è invece nera, priva di piume); le zampe sono grigio-nere, ha il becco superiore per la maggior parte di colore arancione - ad esclusione delle estremità, parzialmente nere - mentre la parte esterna di quello inferiore è prevalentemente nera. All'attaccamento del becco con il capo - solo dall'età adulta - presenta sulla parte superiore una protuberanza nera, più pronunciata nel maschio che nella femmina.

Coppia di cigni con piccoli
  • Apertura alare:
    • Maschio: 240–275 cm
    • Femmina: 220–245 cm
  • Lunghezza:
    • Maschio: 135–150 cm
    • Femmina: 127–150 cm
  • Peso:
    • Maschio: 10,4 kg
    • Femmina: 8,4 kg

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

È un uccello stanziale, molto legato al proprio habitat: solo le popolazioni che vivono alle latitudini più settentrionali si riuniscono in stormi per scendere a svernare nelle regioni dove il clima è più mite.

Il cigno reale è noto anche come "cigno muto" (e in lingua inglese viene proprio chiamato in tal modo, "Mute Swan"[3][4]) poiché vocalmente silenzioso rispetto ad altre specie di cigni; normalmente, infatti, emette solo versi gutturali poco udibili simili a gargarismi, raramente ad un volume percepibile a distanza dall'uomo. Questo fatto si presta a rendere facilmente fraintendibili o sottovalutate le sue reali condizioni e il suo umore (es: se quieto e sereno o invece bellicoso, se in salute o sofferente, etc.), di modo che a volte il cigno è costretto ad attaccare fisicamente chi, uomo o animale, ignora i suoi avvisi di stare alla larga.

Cigno Reale fortemente in allarme

In genere quando si sente minacciato il cigno reale emette dei "soffi" all'indirizzo dello sgradito avventore, simili a quelli dei gatti quando rizzano il pelo in vista di una lotta, e sempre similmente ai gatti contestualmente tende a ritrarre le ali aumentando visivamente di dimensione; altro segnale che il cigno reale è in stato di allarme viene dal suo eventuale ritrarre totalmente il collo appiattendo il capo fino all'attaccatura con il busto.

Quando è fortemente in allarme, ritrae completamente il capo fino a far combaciare totalmente il collo con il dorso; in tale circostanza gonfia anche le ali - arretrandole sopra il corpo, e il piumaggio del collo tende a diventare irto.

Questo atteggiamento, che all'occorrenza può essere rivolto a propri simili, verso animali d'altra specie e anche verso l'uomo o suoi manufatti, prosegue spesso con il veloce avvicinamento del cigno - anche a balzi sull'acqua, quasi in volo - al "nemico", e termina con la fuga dello stesso, o con lo scontro se questo manca d'allontanarsi; è per tanto opportuno ben intendere il significato del vedere un cigno in tale assetto, e se è motivato dalla nostra presenza allontanarsi immediatamente, poiché probabilmente abbiamo invaso il suo territorio venendo per qualche motivo identificati come pericolosi (facilmente in relazione a fatti negativi a lui accaduti in precedenza in situazioni simili).

Cigno Reale in nuoto con la sola zampa destra, e la sinistra a riposo sul dorso
Coppia di Cigni Reali assopiti in piedi su una zampa sola.

Come gli altri cigni, il Cigno Reale spesso nuota con una zampa sola - di solito quando molto rilassato - ponendo l'altra sul dorso (dalla parte della zampa stessa) o tenendola piegata sotto il piumaggio dell'ala (sempre dello stesso lato).

In analogia con ciò, anche quando è in piedi, sulla terra ferma o in acque particolarmente basse, a volte il cigno staziona su una zampa sola, mantenendo l'altra nascosta sotto l'ala, e in questa curiosa posizione può anche dormire; il più delle volte, tuttavia, dorme comunque accovacciato a terra o galleggiando in acque calme e sicure.

Nel camminare in acque basse, e soprattutto sulla terraferma, è molto cauto e procede più lentamente di quanto potrebbe fare, ciò al fine di ben esaminare il terreno prima di calpestarlo, poiché caricare di slancio su una sola zampa (palmata) tutto il suo peso - come nel caso di un passo più spedito - lo esporrebbe al rischio di lesioni al tessuto adiposo tra le dita se posato su eventuali particolari asperità.

Poiché ha una visuale frontale attenuata (dal becco e dal posizionamento piuttosto laterale degli occhi), quando vuole avere una visione ottimale di qualcosa tende a ruotare il capo in modo da rendere completa in tal direzione la visione di almeno un occhio, procedendo a volte nel cammino con una doppia visuale fronte-retro (per gestire la quale può chiudere un occhio alla volta per concentrare l'attenzione su una direzione sola). Sempre per questo motivo, nel cogliere il cibo dalle mani di qualche ammiratore[5], può involontariamente pizzicare le dita (essendo privo di denti parlare di morso è fuori luogo).

Altro sistema usato dal cigno reale e dai cigni in generale per migliorare la visuale frontale, è quello di inclinare molto il capo verso il basso, per poter così guardare in direzione orizzontale - o verso il basso vicino a sé - senza l'ostacolo visivo costituito dal becco (e/o dalla protuberanza ad esso sovrastante), usando in questo caso entrambi gli occhi a vantaggio della messa a fuoco e della visione prospettica; questa posa tende a dare ai cigni un'espressione accigliata, coerente del resto con la loro concentrazione nell'osservare qualcosa o qualcuno con particolare attenzione, e con l'essersi messi in guardia da un potenziale pericolo.

Per prendere il volo ha bisogno di ampi specchi d'acqua senza ostacoli intorno, dove poter prendere la rincorsa quasi correndo sulle acque e da dove alzarsi gradualmente in volo. Nell'atterrare (ammarare), a volte può effettuare un giro di ricognizione dello specchio d'acqua per verificarne la necessaria profondità (al contatto con l'acqua in ammaraggio vi affonda in parte con le zampe usate quali "pattini"), la mancanza di ostacoli o pericoli e l'idoneità del luogo a consentire una futura ripartenza. Quando le circostanze lo richiedono e soprattutto lo permettono, può anche prendere il volo ed atterrare su terraferma.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Coppia di Cygnus olor nell'atto di nutrirsi di piante acquatiche.

I cigni sono sostanzialmente erbivori, nutrendosi in natura di piante acquatiche ed erbe dei terreni adiacenti gli specchi d'acqua da loro frequentati, così come di talune foglie della vegetazione limitrofa.

Qualora si voglia fornirgli alimentazione, gradiscono insalata dolce a foglia larga (es. lattuga), patate lessate, pastoni di cereali idonei.

Il cibo dovrebbe essere gettato sull'acqua in modo che possano ammorbidirlo e inghiottire acqua con esso; mai dare a cigni cibo duro, secco - come pane vecchio in grossi bocconi - senza risorsa d'acqua in cui il cigno possa ammorbidirlo. Evitare cracker salati.

Nutrirli a terra è inopportuno, poiché incoraggia i cigni a lasciare l'acqua ogni volta che vedono le persone, il che può esporli a pericolo[6]; più soventemente si crea una mangiatoia a bordo dello specchio d'acqua, o si mette il cibo su un'apposita ciotola galleggiante. Si vedano anche le informazioni al riguardo per il genere Cygnus e per le varie altre specie di Cigno che ne sono parte.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Nidifica in primavera inoltrata. Il nido viene realizzato con la sovrapposizione a incastro di rami secchi e arbusti vari, in acque basse, calme e di livello stabile, nelle vicinanze o a ridosso della riva (a volte sfruttando rilievi immediatamente adiacenti, da cui poter accedere comunque direttamente all'acqua), nelle insenature tra i canneti[7] o in altre zone con fondali bassi, in luogo in ogni caso difendibile nei confronti di animali predatori e ostile a loro agguati, generalmente appartato, e immune alle normali potenziali variazioni del livello e del corso delle acque.

Nido di Cigno Reale

I rami secchi e gli arbusti vengono disposti a formare un solido e robusto accumulo su una superficie complessiva tale da far sovrastare adeguatamente la sommità rispetto al livello delle acque (anche più di mezzo metro), con un incavo in cima che viene infine guarnito con parzialità di piume, in modo da rendere la superficie della nicchia in cui poi verranno deposte le uova adeguatamente morbida e predisposta a mantenere il calore corporeo effuso nella la cova. Nel realizzare la struttura, i rami e gli arbusti vengono incastrati tra di loro - fin dal basamento, sfruttando anfratti di massi, radici e ogni possibile ancoraggio - onde evitare che con l'eventuale aumento delle acque il nido prenda a galleggiare o a sfaldarsi; per tale motivo la superficie su cui viene costruito necessita d'essere tutt'altro che liscia o priva di elementi utilizzabili per incastrare i primi rami al suolo (no lastre di roccia, superfici coese costruite dall'uomo).

Il realizzare il nido in modo che sia circondato dall'acqua, a tratti anche più profonda di quanto auspicabile per il nutrimento, costituisce per la coppia di cigni il modo per potersi avvalere al meglio delle proprie prerogative di difesa (contro eventuali sgraditi avventori) anche durante il periodo di cova. Talvolta il nido viene realizzato sulla terraferma adiacente la risacca, ad esempio in caso di colonie di più coppie in riserve naturali protette, o dove la sicurezza del luogo sia comunque implementata da altri fattori in sostituzione della protezione naturale costituita dalla realizzazione in acqua (es: tutela dell'uomo, recinzioni, area raggiungibile solo dalla riva, etc.).

Femmina di Cigno Reale con cignetti sul dorso

La femmina depone dalle 5 alle 7 uova che vengono covate prevalentemente da lei - e a volte con la collaborazione del maschio - per circa 34/38 giorni. Il numero delle uova, nel susseguirsi degli anni, può variare in relazione all'ospitalità del territorio e alle risorse disponibili, ed alla complessiva consistenza e vulnerabilità della specie.

Alcune coppie fortemente stanziali si riproducono anche in assenza di sostenibilità alimentare o territoriale, costringendo poi i piccoli, appena in grado di volare, ad andare altrove; la diversa attività riproduttiva delle varie coppie di cigno reale potrebbe essere collegata, oltre che alla maggiore o minore idoneità alla costruzione e alla tutela del nido delle aree in cui possono accedere durante il periodo dell'accoppiamento, ad un eventuale diverso tipo di alimentazione, sia se indipendente o implementata dall'uomo, che se quasi totalmente dipendente dal cibo prodotto o fornito dagli esseri umani.

A seguito della schiusura delle uova, i cignetti permangono nel nido pochi giorni, e sono da subito capaci di nuotare. La coppia protegge costantemente i piccoli, e durante gli spostamenti spesso la famigliola si muove in fila, generalmente con il maschio a chiuderla mentre la femmina la guida. In acqua a volte i piccoli salgono sul dorso dei genitori senza particolare necessità, cosa che si rivela poi utile in acque potenzialmente ospitanti predatori subacquei che potrebbero altrimenti approfittare della ridotta mole dei cignetti per aggredirli. La protezione della prole dura per circa 5/6 mesi.

Cigno Reale dal piumaggio ancora giovanile in volo

L'atteggiamento fortemente protettivo dei genitori verso i piccoli è riconducibile al fatto che nelle prime fasi della loro vita i cigni sono privi delle prerogative di cui possono poi avvalersi da adulti, infatti il collo e soprattutto le ali si sviluppano lentamente durante la crescita, nel corso della quale il cigno reale cambia anche il colore del piumaggio (dal grigio al bianco) e del becco (dal grigio all'arancione e nero), becco su cui infine appare una protuberanza nera all'attaccamento con il capo, più pronunciata nel maschio.

I cigni raggiungono il completo sviluppo - maturità riproduttiva - intorno ai 4 anni di età (anche se possono aver individuato il proprio partner già in precedenza), momento fino al quale vivono spesso all'interno del gruppo familiare (o stormo - "flock"); a quel punto hanno da tempo il piumaggio completamente bianco e iniziano a cercare un territorio dove riprodursi, in loco o anche altrove.[8]

A volte i giovani cigni vengono forzati ad andare comunque altrove dai loro genitori o da altre coppie in fase riproduttiva.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Il cigno reale è una specie selvatica la cui eventuale vita in cattività è regolamentata per tutelare il benessere dell'animale.

Famiglia di Cigni Reali abituata al contatto con l'uomo

Allo stato naturale il cigno si rapporta con l'uomo con prudente diffidenza, spingendosi poi facilmente a socializzare (accettare cibo, frequentare rive/spiagge con persone, etc.).

In diversi casi il cigno può diventare aggressivo e nuocere all'essere umano, quando si sente in pericolo, o per proteggere i suoi simili (es: la prole e il partner). Particolarmente pericoloso per l'uomo subire eventuali aggressioni in acqua.

Buona norma è tenersi a distanza dai cigni, in modo che evitino di sentirsi in pericolo, lasciando loro sempre ampia e libera via di fuga utile ad allontanarsi se lo preferiscono.

Nel periodo attiguo a quello della nidificazione, il cigno reale può diventare molto territoriale, anche muovendosi con la caratteristica posizione difensiva in direzione di chi si avvicina troppo alla zona del nido, in modo da indurlo a desistere dall'avvicinarsi ulteriormente, fin'anche ad inseguirlo fino a che sia sufficientemente allontanato. Da tenere a mente al riguardo che la capacità riproduttiva del cigno reale viene raggiunta intorno ai 4 anni di vita, ragion per cui un giovane cigno può essere molto socievole per anni, senza con ciò venir meno alle sue naturali prerogative di territorialità protettiva all'approssimarsi della nidificazione, specialmente se eventuali nidificazioni precedenti hanno subito danni causati dall'uomo (es: furto uova o distruzione del nido, atti vandalici, molestie).

Cigni Reali impegnati nella pulizia del piumaggio

Sebbene la maggior parte dei cigni, anche adulti, sia socievole con l'uomo, arrivando spesso a nutrirsi dalle mani di persone che nel tempo hanno guadagnato la loro fiducia, e - cosa rara per animali selvatici - restando tolleranti a session fotografiche e in generale alla presenza dell'uomo, a volte alcuni esemplari possono essere aggressivi (Es: noto esemplare inglese soprannominato "Asbo Swan" che aggrediva i canoisti in transito lungo il tratto di fiume da lui frequentato - pare a causa di un urto subito da giovane - pur restando cordiale con le persone quando prive delle temute-odiate canoe), ed anche esemplari normalmente socievoli possono mutare atteggiamento a seconda delle persone e delle circostanze, se si presenta qualche pericolo; per esempio, oltre ad evitare di imporsi in prossimità del nido, nelle loro vicinanze è importante evitare di introdurre cani - e se impossibile è doveroso tenerli prudentemente al guinzaglio - poiché questi spesso tendono ad aggredire i cigni[9], i quali vivono quindi con motivata allerta la loro presenza, cercando quando possibile di allontanarsi in modo utile, o dissuadendo - e a volte fin'anche attaccando per primi - il pericoloso avventore[10].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

2 incuriositi esemplari di Cigno Reale

L'areale originale del cigno reale è paleartico: comprende tutta Europa, l'Asia (escluse le regioni tropicali e l'Arabia Saudita) e il Nord Africa, sebbene sia stato introdotto in America Settentrionale (Canada, Stati Uniti d'America), in Oceania (Australia, Nuova Zelanda), e persino in Sudafrica.[1]

In Italia ci sono rare nidificazioni, principalmente sui laghi del Settentrione[senza fonte], come il Maggiore e il lago d'Iseo.[senza fonte]

Frequenta le baie riparate di laghi, fiumi e canali, e occasionalmente - specie gli esemplari venuti a svernare dal nord europa - si può osservare anche in mare a ridosso di estuari o in zone acquitrinose salmastre. Nel selezionare l'habitat dove nutrirsi ed eventualmente stabilirsi, il cigno reale evita specchi d'acqua e terreni adiacenti alberi aghifoglie come il pino; gli aghi di pino infatti, una volta caduti al suolo o in acqua, se erroneamente raccolti con il becco nel nutrirsi - o nell'abbeverarsi - gli risultano pericolosamente indeglutibili, andando - a volte - a formare sotto il becco una sacca con infiammazione, e a impedirgli con ciò la normale deglutizione del cibo, cosa che può causargli debilitazione anche grave[11]. La rimozione di aghi di pino e/o altri eventuali accumuli dal sotto becco dei cigni necessita spesso di competente intervento umano (es: veterinario specializzato).

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Cignetti di Cigno Reale (variante "polish" sulla destra)

Non sono state individuate sottospecie[2], per quanto esista una variante indicata come "Polish Mute Swan" (cigno muto polacco - poiché rilevata per la prima volta in discendenti di cigni reali di origine polacca)[12]; in talune nidiate di cigno reale nascono infatti talvolta dei cignetti gìa di piumaggio bianco[13], che presentano zampe rosa-grigio e becco di analogo colore e nero (nel caratteristico disegno dei cigni reali, ma con il rosa-grigio al posto dell'arancione)[14][15].

Questa variante è stata in passato identificata anche come Cygnus immutabilis o Cygnus olor immutabilis.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

È specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92[16]. Risente di qualche raro atto di bracconaggio e della distruzione dell'ambiente naturale.

Il cigno reale nella cultura[modifica | modifica sorgente]

La celebre fiaba del Brutto anatroccolo è stata ispirata a Hans Christian Andersen dalla straordinaria metamorfosi del cigno reale, uno degli uccelli più belli e maestosi che si conoscano: un po' goffo e dal piumaggio grigiastro o bianco sporco da giovane, elegante e quasi scioccante nel suo immacolato candore in età adulta.

Stemma di Canberra

In passato l'immagine del cigno reale è stata a volte ritratta con una posizione erronea degli occhi (posti nei disegni alla giuntura tra il becco e il capo anziché più arretrati, nella posizione autentica), dando l'impressione sbagliata che fosse sempre con gli occhi socchiusi e il capo chino verso il basso - come in mite perpetua sofferenza; al contrario è invece un animale molto solare e attivo.

Presente in numerosi stemmi di antiche casate nobiliari, dal 1928 compare insieme al Cigno Nero anche nello stemma della capitale dell'Australia, Canberra, in cui i due cigni rappresentano rispettivamente il popolo aborigeno australiano e i coloni europei[17][18], quali pilastri-supporti[19] allo scudo dello stemma, e simbolicamente della capitale.

Negli anni '90 la compagnia aerea olandese KLM ha usato il cigno reale per varie campagne pubblicitarie, creando una simpatica similitudine tra le fasi in cui il cigno spicca il volo e atterra (generalmente da e nell'acqua) e il decollo e l'atterraggio degli aerei.[20][21]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) BirdLife International, 2012, Cygnus olor in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Anatidae in IOC World Bird Names (ver 4.1), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'8 novembre 2013.
  3. ^ "Cygnus Olor" vernacular names
  4. ^ (EN) Mute Swan (http://en.wikipedia.org/wiki/Mute Swan)
  5. ^ (EN) Swans eating "Cracked Corn" from hand (http://www.bristolwood.net/2009/02/19/swarming-swans-gaggles-of-geese-and-dozens-of-ducks/)
  6. ^ (EN) What can I feed swans? - www.theswansanctuary.org.uk
  7. ^ IL CIGNO REALE, IL RE DEL LAGO (http://inuitdellario.blogspot.it/2008/05/il-cigno-reale-il-re-del-lago.html)
  8. ^ (EN) At what age do swans start mating? - www.theswansanctuary.org.uk
  9. ^ Cigno reale ferito da un cane
  10. ^ Cigno attacca cane che nuota per prendere bastone
  11. ^ (EN) Lethal Pine Needles (http://www.stanley-park-swans.com/Problems.shtml)
  12. ^ (EN) - Cygnus olor immutabilis - Polish Swan http://www.theswansanctuary.org.uk/swan_species.php#BM_1
  13. ^ Bulletin de la Soc. Vaudoise des Sc. Nat., vol. X, 1869, p 132
  14. ^ (EN) 46 days old Polish Mute swan cygnets and Momma http://www.flickr.com/photos/mylady_heidi/5924003106/in/photostream/
  15. ^ (EN) Polish Swan Cygnets http://birdingnorthbucksandbeyondblogspot.blogspot.it/2010/07/polish-swans.html
  16. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio
  17. ^ (EN) For King Law and Mob http://www.davesact.com/2010/07/for-king-law-and-mob.html
  18. ^ (EN) Coat of arms of Canberra (http://en.wikipedia.org/wiki/Coat of arms of Canberra)
  19. ^ (EN) Supporter in Heraldry (http://en.wikipedia.org/wiki/Supporter)
  20. ^ KLM "Swan" advertising campaigns
  21. ^ KLM Swan Advertising - Video Compilation

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Berglund, B. E.; Curry-Lindahl, K.; Luther, H.; Olsson, V.; Rodke, W.; Sellerberg, G., Acta Vertebratica, vol. 2, n. 2, 1963, pp. 1-120.
  • Brazil, M., Birds of East Asia: eastern China, Taiwan, Korea, Japan, eastern Russia, London, Christopher Helm, 2009.
  • Day, D. D.; Beyer, W. N.; Hoffman, D. J.; Morton, A.; Sileo, L.; Audet, D. J.; Ottinger, M. A., Archives of Environmental Contamination and Toxicology, vol. 44, 2003, pp. 510-522.
  • Delany, S.; Scott, D., Waterbird population estimates, Wageningen, The Netherlands, Wetlands International, 2006.
  • del Hoyo, J.; Elliot, A.; Sargatal, J., Handbook of the Birds of the World, vol. 1: Ostrich to Ducks, Barcellona, Spagna, Lynx Edicions, 1992.
  • Giles, N., Hydrobiologia, 279/280, 1994, pp. 387-392.
  • Johnsgard, P. A., Ducks, geese and swans of the World, Lincoln and London, University of Nebraska Press, 1978.
  • Kear, J., Ducks, geese and swans volume 1: general chapters; species accounts (Anhima to Salvadorina), Oxford, U.K., Oxford University Press, 2005.
  • Kelly, A.; Kelly, S., Waterbirds, vol. 27, n. 1, 2004, pp. 60-68.
  • Kobayashi, Y.; Shimada, A.; Umemura, T.; Nagai, T., Journal of Vetinary Medical Science, vol. 54, n. 2, 1992, pp. 229-233.
  • Madge, S.; Burn, H., Wildfowl, London, Christopher Helm, 1988.
  • Melville, D. S.; Shortridge, K. F., Migratory waterbirds and avian influenza in the East Asian-Australasian Flyway with particular reference to the 2003-2004 H5N1 outbreak. In: Boere, G.; Galbraith, C., Stroud, D. (ed.), Waterbirds around the world, Edinburgh, UK, The Stationary Office, 2006, pp. 432-438.
  • Nagy, A.; Machova, J.; Hornickova, J.; Tomci, M.; Nagl, I.; Horyna, B.; Holko, I., Vetinary Microbiology, vol. 120, 2007, pp. 9-16.
  • Scott, D. A.; Rose, P. M., Atlas of Anatidae populations in Africa and western Eurasia, Wageningen, Netherlands, Wetlands International, 1996.
  • Snow, D. W.; Perrins, C. M., The Birds of the Western Palearctic vol. 1: Non-Passerines, Oxford, Oxford University Press, 1998.
  • Spray, C. J.; Milne, H., Biological Conservation, vol. 44, 1988, pp. 265-281.
  • Watola, G. V.; Stone, D. A.; Smith, G. C.; Forrester, G. J.; Coleman, A. E.; Coleman, J. T.; Goulding, M. J.; Robinson, K. A.; Wilsom, T. P., Journal of Applied Ecology, vol. 40, n. 3, 2003, pp. 565-579.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]