Cygnus atratus

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Cigno nero
Black Swan family, York.jpg
Cygnus atratus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Anseriformes
Famiglia Anatidae
Sottofamiglia Anserinae
Tribù Anserini
Genere Cygnus
Specie C. atratus
Nomenclatura binomiale
Cygnus atratus
(Latham, 1790)

Il cigno nero (Cygnus atratus Latham, 1790 - raramente riportato anche come Chenopis atrata o Cygnus chenopsis atratus), è un uccello acquatico, della famiglia Anatidae, sottofamiglia Anserinae, tribù Anserini e genere Cygnus. Divenne noto al mondo occidentale solo in seguito al 1697, anno in cui venne scoperto nel continente australiano ad opera di Willem de Vlamingh.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È originario dell'Australia, dove viene chiamato in inglese Black Swan[1] (che significa letteralmente Cigno Nero in lingua inglese) e vi nidifica in consistenti colonie.

Vive nei pressi dei grandi laghi in acque poco profonde e nelle paludi d'acqua dolce e salmastra, spingendosi fino agli estuari dei fiumi. Per la sua eleganza è stato introdotto a scopo ornamentale in parchi, laghetti e corsi d'acqua d'Europa e della Nuova Zelanda.

In Italia è occasionale, discendente di esemplari importati che sono fuggiti alla cattività o ne sono stati liberati[2][3] .

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Chiamato cigno nero proprio per la colorazione del suo piumaggio, tuttavia è completamente tale solo all'apparenza essendo bianche le piume remiganti (quelle lungo le estremità posteriori delle ali)[4], cosa ammirabile al dispiegamento delle ali in occasione del volo o per altro motivo.[5]

Cigno Nero in volo

È strettamente imparentato con gli altri cigni di piumaggio bianco, dei quali simbolicamente viene identificato quale il negativo speculare.


È anch'esso un uccello imponente, mediamente lungo fino a 140 cm e con un'apertura alare tra i 160 e i 200 cm[6], inconfondibile per il cupo piumaggio ed il grazioso becco color rosso attraversato da una striscia bianca nei pressi dell'estremità alla parte opposta dell'attaccamento al capo.[7] In proporzione al proprio peso e alla propria apertura alare, risulta il cigno con il collo più lungo.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Migra spesso a seconda del clima, sfuggendo i periodi di maggiore siccità.

In Italia, presente in pochi esemplari, all'occasione si aggrega e convive con gruppi di cigni reali.[8]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Simile a quella degli altri cigni; le uova vengono incubate da entrambi i genitori in media fra i 36 e i 40 giorni.[9]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Come gli altri cigni è erbivoro, nutrendosi fondamentalmente di vegetali che preleva sia nei fondali tramite l'immersione del lungo collo, sia sulla superficie dell'acqua, sia da rami sporgenti che sulla terraferma, ed accidentalmente onnivoro (ingerimento di minuscole forme animali frammiste alle foglie/erbe acquatiche). Si vedano anche le informazioni al riguardo per il genere Cygnus e per le varie altre specie di Cigno che ne sono parte.

Cigno Nero

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

In Australia il cigno nero è stato a lungo perseguitato dagli aborigeni, che lo ritenevano - per il suo cupo piumaggio - un alleato del diavolo. Risente della caccia e della distruzione del suo ambiente naturale. Oggi la specie è protetta e frequentemente allevata negli zoo e nei parchi.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

I Cigni sono animali selvatici in grado di vivere autonomamente rispetto all'uomo a meno d'esser limitati/condizionati diversamente (taglio ali, separazione dai genitori prima della completa maturità, allevamento in cattività, legami affettivi, etc.) o siano costretti a subirne l'alterazione distruttiva dell'habitat causata da attività o manufatti, es: infrastrutture nei corsi d'acqua, prosciugamento dei bacini, strutture elettriche aeree, pesca (i cigni risentono di ami, lenze, accidentale ingerimento di piombini), etc.

In contrasto con la sua natura di animale selvatico, anche il cigno nero - come più spesso il cigno reale - viene talvolta riprodotto ed allevato in cattività dall'uomo quale animale da parco/zoo, cosa particolarmente riprovevole perché la cattività dei cigni soventemente si ottiene tramite mutilazione più o meno evidente delle ali - al fine di impedirne il volo altrove.

Cigno Nero in volo

Il rapporto diretto con gli esseri umani, similmente agli altri cigni, è di prudente diffidenza ma in grado e tendente a diventare socievole, accettando spesso cibo, riparo e attenzioni in contesti e con persone idonee.

Come tutti i cigni, è potenzialmente in grado di nuocere all'uomo, cosa da tenere ben presente soprattutto se viene a crearsi una situazione che il cigno avverte come pericolosa per sé stesso o per i suoi simili (particolarmente la prole e il partner).

In generale, l'abitudine di gettare cibo ai cigni per instaurare un contatto utile a socializzare con loro, dovrebbe tener conto - oltre del fatto che essendo animali selvatici ogni contatto con l'uomo è per loro potenzialmente nocivo (poiché rischia di ridurne la sostanziale indipendenza) - che il pane, specialmente se secco o in grossi bocconi, è tutt'altro che il loro alimento ideale[10]; indispensabile al riguardo che sia almeno fornito in piccoli bocconi e sempre pre-ammorbidito/inzuppato d'acqua (eventualmente gettandolo nell'acqua nei pressi del luogo dove nuota il cigno - se acqua poco mossa e pulita), in quantità complessivamente modiche (esiste il rischio che il cigno ne faccia indigestione, causa troppi generosi doni ad opera di ammiratori e turisti), e mai imporlo quale alimento esclusivo dell'animale.

Vessilli Australiani[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Canberra

La forma stilizzata del cigno nero compare al centro dello Stemma dell'Australia - e del relativo Stendardo Reale - in rappresentazione degli stati occidentali del paese, sulla cui bandiera è altresì riportato.

Dal 1928, insieme al Cigno Reale, è parte dello stemma della capitale dell'Australia, Canberra, città allora appositamente costruita per esser capitale del paese.

Nello stemma - il cui motto originale in latino "pro rege, lege et grege"[11] possiamo al momento tradurre come "per la regina, la legge e il popolo" - i due cigni sono posti a supporto[12] dello scudo, in rappresentazione simbolica[13] della collaborazione tra il popolo aborigeno australiano (cigno nero) e i coloni europei (cigno reale) nel sostegno alla Capitale della Nazione. Nel disegno i cigni appaiono sostanzialmente identici nelle forme e nelle dimensioni, in evidente licenza artistica poiché nella realtà il cigno nero è mediamente più piccolo e con il collo in proporzione più lungo; altresì anche il cigno bianco rappresentato differisce in diversi particolari dai veri tratti dell'animale (es: la parte terminale del becco, anziché correttamente arancione, è dipinta di un giallo simile a quello presente sul becco del cigno selvatico nei pressi però dell'attaccatura con il capo).

Lo stemma di Canberra, in una versione modificata e stilizzata, dal 1993 appare anche nella bandiera del territorio della capitale (zona a governo speciale comprendente la capitale Australiana e una porzione di territorio intorno ad essa).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Il cigno nero è il titolo che il regista Darren Aronofsky ha dato ad un suo celebre film drammatico del 2010.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Cigno Nero


Stante per lungo tempo l'ignoranza dell' esistenza del Cigno Nero da parte degli abitanti dell'emisfero boreale - che da sempre consideravano il cigno come tipologia di animale dal piumaggio esclusivamente bianco[14] - il termine "cigno nero" ha assunto di recente il significato di evento imprevisto eccetto che per fantasia irrealizzabile - fin'anche di evento totalmente inimmaginabile - che tuttavia improvvisamente si verifica realmente, con conseguenze assai di rilievo - anche epocali - nel vivere comune e nell'opinione pubblica (vedi Teoria del Cigno Nero).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Cygnus Atratus" vernacular names
  2. ^ www.immaginidalmondo.net - Cigno Nero
  3. ^ Cigni alla foce dell'isonzo
  4. ^ www.agraria.org - cigni
  5. ^ www.nature-pictures.org - black swan wings
  6. ^ Pizzey, G., A Field Guide to the Birds of Australia, Sydney, Collins, 1984, p. 66. ISBN 0-00-219201-2.
  7. ^ www.sapere.it - Cigno nero
  8. ^ cigni neri e cigni bianchi in italia allo stato libero
  9. ^ www.parconaturaviva.it - Cigno Nero
  10. ^ (EN) Black Swan Feeding http://lakehughmuntz.com.au/duck-caught-reed-bed-net-swan-feeding/
  11. ^ (EN) For King Law and Mob http://www.davesact.com/2010/07/for-king-law-and-mob.html
  12. ^ (EN) Supporter in Heraldry (http://en.wikipedia.org/wiki/Supporter)
  13. ^ (EN) Coat of arms of Canberra (http://en.wikipedia.org/wiki/Coat of arms of Canberra)
  14. ^ Cygnus Atratus

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