Canto del cigno

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Canto del cigno è un modo per indicare l'ultima espressione degna di nota di una carriera o di una vita professionale o artistica in declino. Per estensione si usa anche per indicare in genere l'ultimo segno di vitalità.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Reinier van Persijn Il canto del cigno (allegoria), 1655

Si suppone che l'espressione derivi dall'antica credenza che il Cygnus olor detto anche cigno muto per l'incapacità di emettere suoni, appena prima di morire fosse in grado di cantare una struggente e bellissima canzone.

Platone si rifà ad un’antica credenza, secondo la quale il cigno era ritenuto un animale canoro.
Gli uomini, riferisce il filosofo greco, mentono anche sui cigni e sostengono che essi, prima di morire, cantino per il dolore.
Ma nessun altro uccello se ha fame, freddo o altro inconveniente esprime col canto la sua sofferenza.
I cigni, sacri ad Apollo, al termine dei loro giorni, prevedendo il bene che troveranno nel ricongiungersi al loro dio, si rallegrano. Allo stesso modo Socrate, compagno di servitù dei cigni e non meno di essi indovino, gioisce. Egli è certo che, nel momento in cui la sua anima si sarà liberata dalle catene del corpo, potrà finalmente ritornare alla vera luce.
(Libera interpretazione da: Platone, Fedone 85 a-b)

Il canto del cigno in musica[modifica | modifica wikitesto]

Durante tutto il rinascimento svariati madrigalisti si servirono dell'allegoria del canto del cigno per analizzare la condizione umana, e ben presto tale aneddoto divenne a tutti gli effetti un topos: il musicista fiammingo Jacques Arcadelt compose il madrigale Il bianco e dolce cigno, che godrà d'immensa fama durante tutto il XVI secolo. Analogamente, nel 1612, il compositore e organista inglese Orlando Gibbons pubblicò il suo celebre The Silver Swan, incluso nel First Set of Madrigals and Motets of 5 parts. La leggenda del canto del cigno ispirò anche il musicista viennese Franz Schubert, il quale nel 1828 compose una raccolta di quattordici lieder nota appunto come Schwanengesang (D 957). Ironia della sorte, lo Schwanengesang si rivelò profetico per Schubert, il quale nello stesso anno venne colto da febbre tifoide a Eisenstadt e morì il 19 novembre.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]