Tegna

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Tegna
comune
Tegna – Stemma
Tegna – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Locarno
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°11′05″N 8°44′45″E / 46.18472°N 8.74583°E / 46.18472; 8.74583 (Tegna)Coordinate: 46°11′05″N 8°44′45″E / 46.18472°N 8.74583°E / 46.18472; 8.74583 (Tegna)
Altitudine 255 m s.l.m.
Superficie 2,9 km²
Abitanti 743 (2009)
Densità 256,21 ab./km²
Frazioni Ponte Brolla
Comuni confinanti Avegno, Locarno, Losone, Verscio
Altre informazioni
Cod. postale 6652
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5130
Targa TI
Circolo Melezza
Localizzazione
Tegna è posizionata in Svizzera
Tegna
Tegna – Mappa

Tegna è un comune svizzero del Canton Ticino situato nelle Terre di Pedemonte assieme a Cavigliano e Verscio.

Il territorio di questo piccolo villaggio è particolarmente famoso per il suo "Pozzo" e per l'orrido di Ponte Brolla; questa zona rocciosa e sabbiosa si situa ai bordi del fiume Maggia ed è frequentata da numerose persone durante l'estate.

Tra le attività principali del pozzo si annoverano il beach volley, il calcio tennis e i gran premi di biglie.

Indice

[modifica] Politica regionale

Il 22 settembre 2002 si sono tenute le votazioni consultive per il progetto di fusione per il nuovo Comune di Pedemonte al fine di unire il comune di Tegna, con Verscio e Cavigliano. L'aggregazione è stata abbandonata a causa ell'esito negativo della votazione dei cittadini di Tegna.

Dopo una lunga attesa durata parecchi anni finalmente è stato approvato un progetto per la costruzione della nuova scuola elementare di Tegna. Questa scuola a lavoro i ultimari sostituirà le attuali baracche in uso.


A seguito in una petizione popolare, promossa nel 2007 da un gruppo spontaneo di cittadini, negli anni 2007-2011 è nuovamente stato allestito uno studio per la fusione dei tre Comuni di Tegna Verscio e Cavigliano. In data 25 settembre 2011, i cittadini dei tre Comuni si sono espressi (con un voto favorevole del 66.42% a Cavigliano, dell’85.74% a Verscio e del 52.56% a Tegna) a favore del progetto, decretando di fatto la nascita del nuovo Comune denominato Tre Terre.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale detto Patriziato generale delle Terre di Pedemonte con Auressio comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[1] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX ne possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le donne patrizie sposate con un non patrizio[2].

Il Patriziato di Tegna ricorda la separazione del 1464 e collabora col Patriziato del Comune Maggiore di Pedemonte con Tegna, che raggruppa le terre che non vennero mai divise.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Omar Balli dal 20/04/2008

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

[modifica] Edilizia civile

Canvett sopra Tegna

L'abitato di Tegna sembra risalire all'epoca preromana. Nel villaggio si allineano belle palazzine otto-novecentesche e si conservano edifici rustici ed affreschi votivi dei secoli XVII-XIX.

  • La Canonica presso la chiesa parrocchiale è un edificio seicentesco con loggia all'ultimo piano; a pianterreno conserva un camino in stucco delle seconda metà del XVII secolo.
  • Il Ristorante alla Cantina, in piazza, è un edificio con cortile loggiato della seconda metà del XVII secolo; l'affresco raffigurante la Pietà con il donatore è opera di Giuseppe Antonio Felice Orelli del 1753.
  • La villa con giardino, in via cantonale, è un edificio cubico classicheggiante con un abbaino per lato.
  • La villa Lanfranchi è una residenza signorile in stile eclettico con un ricco apparato decorativo in cemento, progettata nel 1921 per Ercole Lanfranchi, residente a Milano.
  • La casa unifamiliare con atelier, a sud dell'abitato, è un edificio in mattonelle di cemento, con alberi sul tetto, costruito nel 1989 da Christoph Zürcher per Harald Szeemann.
  • La casa unifamiliare sul piano alluvionale del fiume Melezza degli architetti Giorgio e Michele Tognola, del biennio 1988-1989, è un volume a un piano d'altezza con sviluppo modulare, struttura in calcestruzzo con tamponamenti in legno.
  • L'altra casa con atelier, presso il fiume Melezza, è una costruzione in pietra a vista definita dal tetto a due falde, realizzata da Ernst Gisel nel biennio 1955-1956.

[modifica] Edilizia militare

  • Il castelliere dovrebbe essere preromanico, fu esplorato in parte dall'archeologo Alban Gerster[3] dal 1941 al 1945, sul monte detto del "castello", con avanzi di mura di cinta, fondazioni di case forse dell'età del ferro e la sostruzione di un edificio ritenuto da alcuni una costruzione con malta rossastra di epoca bizantina[4]. In realtà è un insieme di strutture di tipo militare, abitativo e forse anche di culto risalenti al periodo compreso tra il neolitico e il medioevo. Furono condotti scavi archeologici negli anni 1941-1947 e 1967. L'edificio principale a pianta quadrata, forse una torre di vedetta o un tempio, risale all'epoca romana, I-II secolo d.C.; la cisterna o cantina centrale fu ricoperta nel biennio 1998-1999. Sulla sommità della collina appaiono perimetri di semplici edifici appartenenti ad un rifugio medievale.

[modifica] Personalità

[modifica] Trasporti pubblici

Il villaggio è servito dalla ferrovia Locarno-Domodossola con la stazione di Ponte Brolla.

La stazione di Ponte Brolla della ferrovia Locarno-Domodossola

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, La Vesconta, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 197, 386-387, 566-567, 579.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 237-239.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 197-198.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 211, 212.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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