Alberto Tomba

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Alberto Tomba
Alberto Tomba.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 92 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Slalom speciale, slalom gigante
Squadra Carabinieri Carabinieri
Ritirato 1998
Palmarès
Olimpiadi 3 2 0
Mondiali 2 0 2
Campionati italiani 8 1 2
Coppa del Mondo di sci alpino 1 trofeo
Coppa del Mondo - Gigante 4 trofei
Coppa del Mondo - Slalom 4 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 
Alberto Tomba
19 dicembre 1966
Nato a Bologna
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Esercito Italiano
Arma Carabinieri
Grado Carabinieri-OW-1.svg Maresciallo
Altro lavoro sportivo
Note Fonti nel testo

[senza fonte]

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Alberto Tomba (Bologna, 19 dicembre 1966) è un ex sciatore alpino e attore italiano[1].

Noto a livello internazionale con il soprannome "Tomba la Bomba", anche per lo stile aggressivo in pista e per il carattere estroverso fuori, fu uno dei protagonisti dello sci alpino dal 1986 al 1998, particolarmente nelle specialità di slalom speciale e slalom gigante[2][3].

Con cinquanta vittorie complessive in Coppa del Mondo, è il terzo sciatore di sempre per numero di successi dopo Ingemar Stenmark e Hermann Maier. Oltre alle vittorie in Coppa del Mondo, fra cui la conquista della Coppa nel 1995, ha ottenuto due ori olimpici in gigante (Calgary 1988 e Albertville 1992, primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive), l'oro olimpico in slalom (Calgary 1988) e i due ori in gigante e slalom ai Mondiali del 1996. È considerato uno dei più grandi specialisti delle discipline tecniche di tutti i tempi[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Originario di un paese lontano dalle montagne (Castel de' Britti, frazione collinare di San Lazzaro di Savena presso Bologna), Tomba imparò a sciare sugli Appennini; in seguito si perfezionò a Cortina d'Ampezzo istruito da Roberto Siorpaes, suo allenatore fino alla maggiore età[1]. Inoltre non mancavano le sciate sulle piste appenniniche del Corno alle Scale e del Monte Cimone[4], località sciistiche molto vicine a casa.

A diciassette anni, nel 1983, iniziò le competizioni a livello agonistico, gareggiando in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa[5]. Nel 1984 fu promosso nella squadra C1 e partecipò ai Mondiali juniores di Sugarloaf, negli Stati Uniti. Grazie al quarto posto in slalom avanzò nella squadra B. In quello stesso anno finì per la prima volta sotto i riflettori grazie al "Parallelo di Natale", una gara dimostrativa che si tiene a Milano sulla collina di San Siro e che Tomba vinse a sorpresa battendo tutti i colleghi della squadra A. Il giorno dopo La Gazzetta dello Sport titolò in prima pagina «Un azzurro della B beffa i grandi del parallelo». Durante l'anno continuò ad ottenere successi nelle gare FIS, fino a raggiungere la squadra A nella stagione successiva[5].

Dopo aver vinto tre gare in Coppa Europa[6], debuttò in Coppa del Mondo nel 1985 a Madonna di Campiglio; gareggiò poi a Kitzbühel, in Austria, nel 1986. Il 23 febbraio a Åre, in Svezia, Tomba, partito con il pettorale numero 62, si piazzò al sesto posto nella gara vinta da uno dei suoi più grandi rivali, Pirmin Zurbriggen, conquistando così i suoi primi punti in Coppa del Mondo[5]. Il primo podio (secondo posto dietro Richard Pramotton) arrivò il 14 dicembre 1986 sulla pista della Gran Risa dell'Alta Badia, in Italia, una delle località preferite da Tomba[7] e dove successivamente avrebbe vinto quattro volte.

Le prime vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Grazie principalmente al podio della Gran Risa, Tomba venne selezionato per i Mondiali del 1987, svoltisi a Crans-Montana in Svizzera, e conquistò l'unica medaglia vincendo il bronzo in slalom gigante al termine di una gara che vide uscire, a pochissime porte dalla fine, lo svizzero Joël Gaspoz, ormai lanciato verso una sicura vittoria[8] (l'oro andò a Pirmin Zurbriggen, davanti a Marc Girardelli).

Nella stagione seguente (1987-1988) arrivarono i primi successi e una crescente notorietà: il 27 novembre 1987 ottenne la sua prima vittoria in slalom al Sestriere (Italia), partendo con il numero 25[9] e annunciando che avrebbe concesso il bis due giorni dopo, sempre al Sestriere, in gigante[10]. In effetti vinse quella gara davanti a Ingemar Stenmark, suo idolo[7]: fu quella l'unica occasione in cui i due salirono insieme sul podio. Tomba celebrò la vittoria salutando il pubblico con il braccio alzato ancor prima di aver tagliato il traguardo[11] e dichiarando spavaldamente alle telecamere: «E due!»[3]. In quella stagione vinse nove gare (sei slalom e tre giganti) ma, a causa di due cadute nelle ultime due gare, dopo essere stato in testa alla classifica generale per quasi tutta la stagione concluse la Coppa del Mondo al secondo posto, preceduto dal campione elvetico Zurbriggen.

Nello stesso anno Tomba partecipò alla sua prima Olimpiade, Calgary 1988. Il 25 febbraio nella gara di gigante, con il pettorale numero 1[3], disputò una straordinaria prima manche, in cui arrivò primo con ben 1 secondo e 14 centesimi sul secondo[12]; nella seconda si limitò a gestire il vantaggio[13] e ottenne la sua prima medaglia d'oro. Nella prova di slalom speciale, invece, vinse la seconda medaglia d'oro dopo una prima manche conclusa al terzo posto[14] e la rimonta nella seconda grazie alla quale arrivò con sei centesimi di vantaggio sul secondo[15]; per trasmettere la diretta della seconda manche, la RAI interruppe la trasmissione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo[16].

Il periodo di flessione[modifica | modifica wikitesto]

I successi olimpici convinsero la federazione a concedere a Tomba una squadra personale, guidata da Gustav Thöni[7]; la stagione 1988-1989, tuttavia, non fu brillante come nella precedente, anche per l'eccessivo peso delle aspettative e per la pressione dei media[7]. Ai Mondiali di Vail non andò oltre al sesto posto in supergigante e al settimo in gigante.

La stagione 1989-1990 vide la nascita del team composto, oltre che da Thöni, anche dal preparatore atletico Giorgio D'Urbano, che seguirà fino al 1996 lo sciatore[17]. Nonostante ciò, si trattò per Tomba di una stagione sfortunata: si infortunò in supergigante (a seguito di questo incidente, Tomba decise di non gareggiare più nel supergigante e nella discesa libera[7]), ma a fine stagione ritornò a vincere ancora in slalom speciale.

Il ritorno al vertice[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1990-1991 tornò a vincere anche in gigante, con cinque successi in stagione e la conquista della Coppa di specialità. Il 1991 fu anche l'anno dei suoi terzi Mondiali, dove ottenne come miglior piazzamento un quarto posto in speciale mentre in gigante, dopo essere stato al comando nella prima manche, uscì all'inizio della seconda, rompendosi due costole[18].

Nella stagione 1991-1992 Tomba tornò protagonista della Coppa del Mondo, ottenendo nove vittorie, quattro secondi posti e due terzi posti, che però non gli furono sufficienti a vincere contro il principale avversario, Paul Accola, che vinse anche perché, a differenza di Tomba, gareggiava anche nelle discipline veloci e primeggiava nella combinata.

Ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 conquistò l'oro in gigante, davanti a Marc Girardelli e al giovanissimo ed emergente norvegese Kjetil André Aamodt; in slalom speciale, dopo una deludente prima manche (chiusa al sesto posto con grande distacco dai primi[19]) rimontò sino al secondo gradino del podio, preceduto solo dal norvegese Finn Christian Jagge. A questi giochi fu anche l'alfiere della rappresentativa italiana nella cerimonia d'apertura.

Nella stagione 1992-1993 ai Mondiali di Morioka gareggiò in condizioni di salute non ottimali (influenza) che lo fecero rinunciare al gigante[20] mentre nello speciale inforcò un paletto nella prima manche[21].

Nel 1986 il Comitato Olimpico Internazionale aveva deciso di separare i Giochi olimpici estivi da quelli invernali per avere un'alternanza biennale dei Giochi olimpici. Due anni dopo Albertville, quindi, si svolsero i XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994, in Norvegia, dove Tomba, dopo un deludente slalom gigante[20], conquistò l'argento in speciale, rimontando dal dodicesimo posto (aveva 1"84 di ritardo da Thomas Stangassinger)[22] e arrivando secondo per 15 centesimi[23].

La vittoria in Coppa del Mondo e il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994-1995 Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo il successo di Gustav Thöni, trofeo che si aggiunse a quelle di specialità vinte negli anni precedenti. Chiuse la stagione conquistando il titolo con la partecipazione alle sole gare tecniche (slalom speciale e gigante) con ben undici vittorie, di cui sette consecutive nello slalom (realizzando una serie di imbattibilità nella disciplina di nove successi contando anche le ultime due gare della precedente stagione).

I Mondiali di Sierra Nevada, che avrebbero dovuto svolgersi nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato molto motivato all'appuntamento[24], conquistò due medaglie d'oro, in gigante e in speciale, quest'ultima con un'altra clamorosa rimonta: era sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge[25] il quale inforcò nella seconda manche[26] permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter[27].

Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto[24], ma non prima dei Mondiali 1997 in Italia, al Sestriere. Davanti a trentamila spettatori[senza fonte], uscì di gara in gigante, in speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una grande rimonta nella seconda conquista la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stiansen e del francese Sébastien Amiez[28].

Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano del 1998 non conquistò nessuna medaglia: una caduta in gigante gli provocò un infortunio che non gli permise una buona prestazione in speciale[28]. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana. Il suo bilancio finale è di cinquanta gare vinte in Coppa del Mondo, una Coppa del Mondo assoluta, quattro Coppe del Mondo di slalom speciale e quattro di slalom gigante: è l'unico sciatore ad aver vinto per undici anni consecutivi (1987-1998) almeno una gara in Coppa del Mondo. Nel corso della sua carriera, Tomba ha sempre rivendicato una vittoria in più, conteggiando anche lo slalom parallelo di Saalbach disputato al termine della stagione 1987-1988[29], in realtà, secondo la FIS, valido solo per la classifica per nazioni[30]. Oggi, sul suo sito ufficiale, egli stesso non ne fa più menzione[28]. Ai Campionati italiani ha conquistato cinque medaglie in slalom gigante[31] e sei in slalom speciale[32].

Curiosamente, Crans Montana è la località svizzera dove Tomba ha vinto la prima e l'ultima gara della sua carriera.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro, avvenuto dopo la vittoria in Coppa del Mondo a Crans-Montana del 15 marzo 1998, girò per tre anni l'Europa[senza fonte] con il "Tomba Tour" per lo sviluppo dello sci giovanile[33]. Tuttora si dedica alla promozione dello sci, sia in senso agonistico, sia della diffusione dei valori sportivi[senza fonte]. Tomba interpretò nel 1999 il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziesco Alex l'ariete, senza riscuotere successo.

In seguito Tomba è stato uno dei principali testimonial dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006[10] e presenziò alla sessione del CIO a Seul nel 1999 in cui si svolsero le votazioni per l'assegnazione dei Giochi[34]. Il 10 febbraio 2006, nella cerimonia d'apertura, fu il tedoforo[35] che introdusse la fiamma olimpica nello Stadio Olimpico, dando così inizio all'ultima parte della staffetta[36]: consegnò la torcia ai quattro componenti della staffetta italiana di sci di fondo che vinsero la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner[37].

Sempre sul fronte olimpico, è stato testimonial della seconda candidatura di Pyeongchang per i XXII Giochi olimpici invernali, poi assegnati a Soči[38].

È socio fondatore dell'associazione Laureus per la promozione dell'attività sportiva contro il disagio sociale[39][40]

Ha partecipato all'esecuzione del brano musicale dei Beatles Let It Be collaborando con la rock band Svedese "Gyllene Tider"; è presente anche nel videoclip della cover, assieme a molte altre star del cinema e della televisione.

È stato commentatore di Sky per i XXII Giochi olimpici invernali di Soči.

Vita privata e aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Tomba non si è mai sposato e non ha avuto figli; egli ha sempre tentato di tenere la sua vita privata lontana dai riflettori, ma ciononostante gli sono stati attribuiti moltissimi flirt[41]. Sicuramente vera è la sua storia d'amore con Martina Colombari, durata tre anni (dal 1991 al 1994[42]). Lo sciatore bolognese ha dichiarato di non riconoscersi nell'etichetta di "sciupafemmine"[43] e di aver avuto «un mini-flirt» con una famosa Deborah[44], che molti hanno identificato nella collega Deborah Compagnoni[41].

Celebre è l'imitazione di Tomba che il cabarettista Gioele Dix fece tra il 1999 e il 2000 nella trasmissione Mai dire gol (in cui il campione era presentato nelle improbabili vesti di critico d'arte[45]) e in uno spot televisivo per il diario Smemoranda[46].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Luogo Paese Disciplina
27 novembre 1987 Sestriere Italia Italia SL
29 novembre 1987 Sestriere Italia Italia GS
13 dicembre 1987 Alta Badia Italia Italia GS
16 dicembre 1987 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
20 dicembre 1987 Kranjska Gora Jugoslavia Jugoslavia SL
17 gennaio 1988 Bad Kleinkirchheim Austria Austria SL
19 gennaio 1988 Saas-Fee Svizzera Svizzera GS
19 marzo 1988 Åre Svezia Svezia SL
22 marzo 1988 Oppdal Norvegia Norvegia SL
11 dicembre 1988 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
29 novembre 1989 Waterville Valley Stati Uniti Stati Uniti SL
8 marzo 1990 Geilo Norvegia Norvegia SL
12 marzo 1990 Sälen Svezia Svezia SL
11 dicembre 1990 Sestriere Italia Italia SL
16 dicembre 1990 Alta Badia Italia Italia GS
21 dicembre 1990 Kranjska Gora Jugoslavia Jugoslavia GS
1º marzo 1991 Hafjell Norvegia Norvegia GS
9 marzo 1991 Aspen Stati Uniti Stati Uniti GS
21 marzo 1991 Waterville Valley Stati Uniti Stati Uniti GS
23 novembre 1991 Park City Stati Uniti Stati Uniti GS
24 novembre 1991 Park City Stati Uniti Stati Uniti SL
10 dicembre 1991 Sestriere Italia Italia SL
15 dicembre 1991 Alta Badia Italia Italia GS
5 gennaio 1992 Kranjska Gora Slovenia Slovenia SL
19 gennaio 1992 Kitzbühel Austria Austria SL
26 gennaio 1992 Wengen Svizzera Svizzera SL
20 marzo 1992 Crans-Montana Svizzera Svizzera GS
22 marzo 1992 Crans-Montana Svizzera Svizzera SL
9 gennaio 1993 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SL
5 dicembre 1993 Stoneham Canada Canada SL
14 dicembre 1993 Sestriere Italia Italia SL
30 gennaio 1994 Chamonix Francia Francia SL
6 febbraio 1994 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SL
4 dicembre 1994 Tignes Francia Francia SL
12 dicembre 1994 Sestriere Italia Italia SL
20 dicembre 1994 Lech am Arlberg Austria Austria SL
21 dicembre 1994 Lech am Arlberg Austria Austria SL
22 dicembre 1994 Alta Badia Italia Italia GS
6 gennaio 1995 Kranjska Gora Slovenia Slovenia GS
8 gennaio 1995 Garmisch-Partenkirchen Germania Germania SL
15 gennaio 1995 Kitzbühel Austria Austria SL
22 gennaio 1995 Wengen Svizzera Svizzera SL
4 febbraio 1995 Adelboden Svizzera Svizzera GS
18 marzo 1995 Bormio Italia Italia GS
19 dicembre 1995 Madonna di Campiglio Italia Italia SL
22 dicembre 1995 Kranjska Gora Slovenia Slovenia SL
7 gennaio 1996 Flachau Austria Austria SL
30 gennaio 1997 Schladming Austria Austria SL
8 gennaio 1998 Schladming Austria Austria SL
15 marzo 1998 Crans-Montana Svizzera Svizzera SL

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Podi in Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Stagione/Specialità Gigante Slalom Podi totali
1987 1 1
1988 3 6 1 10
1989 2 1 3 1 7
1990 3 1 4
1991 5 1 1 1 1 9
1992 3 2 1 6 2 1 15
1993 3 1 1 3 1 9
1994 2 4 1 1 8
1995 4 7 11
1996 1 1 3 1 1 7
1997 1 2 1 4
1998 1 2 3
Totale 15 11 5 35 15 7 88
31 57

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'oro al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro al merito dell'Esercito
«Atleta della sezione sport invernali del Centro sportivo Carabinieri, di rinomanza mondiale per i risultati di massimo livello conseguiti in competizioni internazionali di sci alpino, dando prova di eccezionali qualità sportive e di elevato temperamento agonistico, si classificava al primo posto nella specialità slalom gigante della Coppa del mondo 1992 e conquistava ai XVI giochi olimpici la medaglia d'oro nella stessa specialità e la medaglia d'argento nello slalom speciale. Concorreva così ad elevare, in Italia e all'estero, il prestigio dell'Arma dei Carabinieri e dell'Esercito. Albertville (Francia) 8 - 23 febbraio 1992.»
— 19 giugno 1992.[47]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "La biografia" sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  2. ^ a b Scheda Sports-reference. URL consultato il 10 agosto 2010.
    Scheda CIO. URL consultato il 10 agosto 2010.
  3. ^ a b c Scheda Carabinieri. URL consultato il 10 agosto 2010.
  4. ^ "Tra i monumenti di Bologna e le nevi del Corno alle Scale" su Meteogiornale.it. URL consultato l'11 agosto 2010. [Nell'articolo si dà breve notizia degli esordi giovanili di Tomba sulle pendici dei due monti]
  5. ^ a b c "La carriera"/1 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  6. ^ (EN) Scheda biografica dello sciatore sul sito tseworld.com. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  7. ^ a b c d e "La carriera"/3 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  8. ^ Mondiali di sci. in Quotidiano.net, 11 febbraio 2003. URL consultato il 21 febbraio 2011. [Nell'articolo si ricorda la caduta a pochi metri dall'arrivo]
  9. ^ Intervista ad Alberto Tomba. URL consultato il 22 febbraio 2011. [Nell'intervista si accenna al successo e al pettorale elevato di partenza]
  10. ^ a b Paolo De Chiesa, I miei campioni: Alberto Tomba in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 17 ottobre 2003. URL consultato l'11 dicembre 2010.
  11. ^ "La carriera"/2 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  12. ^ Scheda Sports-reference sulla gara - prima manche. URL consultato il 10 agosto 2010.
  13. ^ Scheda Sports-reference sulla gara - seconda manche. URL consultato il 10 agosto 2010.
  14. ^ Scheda Sports-reference sulla gara - prima manche. URL consultato il 10 agosto 2010.
  15. ^ Scheda Sports-reference sulla gara. URL consultato il 10 agosto 2010.
  16. ^ Leonardo Coen, Pazzi per Tomba il re delle nevi in La Repubblica, 26 febbraio 1988. URL consultato l'11 agosto 2010.
  17. ^ Carlo Grandini, Mario Cotelli, Il clan Tomba perde un pezzo in Corriere della Sera, 12 aprile 1996, p. 42. URL consultato il 22 gennaio 2011.
  18. ^ "La carriera"/4 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  19. ^ Scheda Sports-reference sulla gara - prima manche. URL consultato il 10 agosto 2010.
  20. ^ a b "La carriera"/5 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  21. ^ Carlo Grandini, Tomba: "Il mio Mondiale maledetto" in Corriere della Sera, 14 febbraio 1993, p. 41. URL consultato il 28 dicembre 2010.
  22. ^ Scheda Sports-reference sulla gara - prima manche. URL consultato il 10 agosto 2010.
  23. ^ Referto della gara. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  24. ^ a b "La carriera"/6 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  25. ^ (EN) Tomba's Promise Doubles in Value After Slalom Win in Los Angeles Times, 26 febbraio 1996. URL consultato il 28 dicembre 2010.
  26. ^ Carlo Grandini, Tomba da urlo in Il Corriere della Sera, 26 febbraio 1996, p. 33. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  27. ^ Referto della gara. URL consultato il 28 dicembre 2010.
  28. ^ a b c "La carriera"/7 sul sito personale. URL consultato il 10 agosto 2010.
  29. ^ Debby atleta '98 in Rai Sport.it, 31 ottobre 1998. URL consultato l'11 agosto 2010.
  30. ^ Flavio Vannetti, È una vittoria che vale platino. in La Gazzetta dello Sport, 16 marzo 1998, p. 41. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  31. ^ "Albo d'oro" su Losportitaliano.it (1950-2006). URL consultato il 10 gennaio 2011.
  32. ^ "Albo d'oro" sul sito della FISI (1931-2007). URL consultato il 10 gennaio 2011.
  33. ^ Gianluca Marcolini, Alberto Tomba a Folgaria "Facciamo la Baita dei famosi". in Trentino, 27 gennaio 2008. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  34. ^ Claudio Colombo, Giuseppe Toti, Torino spera in Giochi puliti. in Il Corriere della Sera, 18 giugno 1999, p. 44. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  35. ^ "L'emozione olimpica della Cerimonia d’Apertura" sul sito ufficiale Torino 2006. URL consultato il 10 gennaio 2011.
  36. ^ Lucilla Granata, Albertone Tomba, la terza manche è in libreria in Sky Sport, 18 novembre 2008. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  37. ^ Olimpiadi al via con la grande cerimonia. in La Repubblica, 11 febbraio 2006. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  38. ^ Olimpiadi invernali del 2014 in Russia. La gioia di Putin: "Un posto unico". in La Repubblica, 5 luglio 2007. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  39. ^ "Laureus World Sports Academy" sul sito personale. URL consultato il 12 agosto 2008.
  40. ^ a b Scheda sul sito ufficiale dell'associazione. URL consultato il 12 agosto 2010.
  41. ^ a b Le donne di Alberto Tomba
  42. ^ Alberto Tomba incontra Martina Colombari dopo 17 anni!
  43. ^ Tomba in slalom: «Voglio la donna ideale», Il Corriere della Sera, 8 dicembre 2006
  44. ^ Tomba, tra ricordi trionfali e un rimpianto, La Repubblica, 6 marzo 2013
  45. ^ MAI DIRE GOAL - Alberto Tomba presenta "Magritte", gioeledix.it
  46. ^ Alberto Tomba, smemoranda.it
  47. ^ Dettaglio decorato. Tomba App. CC Alberto. URL consultato il 22 settembre 2014.
  48. ^ Alberto Tomba sul Sito Amova.
  49. ^ Fédération internationale cinéma télévision sportifs.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici invernali Successore
Paul Hildgartner Albertville 1992 Deborah Compagnoni

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