Eugenio Monti

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Eugenio Monti
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Dati biografici
Nome Eugenio Monti
Nato 28 gennaio 1928
Dobbiaco
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Nazionalità bandiera Italia
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Morto 1 dicembre 2003
Belluno
Altezza {{{altezza}}} cm
Peso {{{peso}}} kg
Dati agonistici
Disciplina Bob
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Categoria {{{categoria}}}
Record
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Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
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Squadre di club
Nazionale
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Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Argento Cortina d'Ampezzo 1956 bob a due
Argento Cortina d'Ampezzo 1956 bob a quattro
Bronzo Innsbruck 1964 bob a due
Bronzo Innsbruck 1964 bob a quattro
Oro Grenoble 1968 bob a due
Oro Grenoble 1968 bob a quattro

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Statistiche aggiornate al 1968

Eugenio Monti (Dobbiaco, 28 gennaio 1928Belluno, 1º dicembre 2003) è stato un bobbista italiano.

Coraggioso e sfortunato, è l'atleta più titolato nella storia di questa disciplina con 11 medaglie d'oro ai campionati mondiali e 6 medaglie olimpiche, ma rimane nella storia anche per un episodio di lealtà sportiva avvenuto alle olimpiadi di Innsbruck del 1964, che ne fece il primo atleta della storia a ricevere la medaglia Pierre de Coubertin.

Indice

[modifica] Biografia

A vent'anni era la migliore promessa dello sci italiano: vinse i titoli italiani di slalom speciale e gigante, riuscendo a battere anche Zeno Colò, e fu bronzo in discesa; nella discesa del Kandahar a Muerren arrivò secondo alle spalle di Jean Couttet. Fu soprannominato allora da Gianni Brera il Rosso Volante per il colore dei suoi capelli e per il coraggio.

Nel 1951 cadde durante un allenamento al Sestriere e si lacerò i legamenti di entrambe le ginocchia. Il grave incidente pose fine alla sua carriera di sciatore ma Monti decise di tentare quella da pilota di bob.

Nel 1954 Eugenio Monti conquistò il suo primo titolo italiano nel bob a quattro. Nel 1957, in coppia con Renzo Alverà, vinse il primo oro mondiale nel bob a due.
Nel 1960, a Cortina, divenne campione mondiale sia nel due che nel quattro. In tutta la sua carriera le medaglie mondiali diventeranno dodici (di cui undici d'oro) e quelle olimpiche sei (due d'oro, due d'argento e due di bronzo).

All'Olimpiade di Cortina, nel 1956, vinse due medaglie d'argento, nel due (con Renzo Alverà) e nel quattro. Alle olimpiadi di Squaw Valley del 1960 non poté gareggiare in quanto questa gara non fu disputata per ragioni economiche (fu l'unica edizione dei giochi olimpici senza il bob).

All'Olimpiade del 1964, a Innsbruck, vinse due medaglie di bronzo (con Sergio Siorpaes nel bob a due). In questa occasione compì un gesto di sportività che ne fece il primo atleta della storia a vincere la medaglia Pierre De Coubertin. All'equipaggio britannico di Tony Nash e Robin Dixon si era rotto un bullone e Monti prestò loro il suo. I britannici vinsero la medaglia d'oro e Monti e Sergio Siorpaes presero la medaglia di bronzo. Rispondendo alle critiche della stampa italiana, Monti disse «Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone. Ha vinto perché è andato più veloce.»

In quell'olimpiade fu anche il portabandiera durante la cerimonia d'apertura.

Finalmente, all'Olimpiade di Grenoble 1968, sulla pista dell'Alpe d'Huez, l'ormai quarantenne Monti riuscì a vincere la medaglia d'oro sia nel due con Luciano de Paolis sia nel quattro, con lo stesso de Paolis, Mario Armano e Roberto Zandonella.

Fu nominato commendatore della Repubblica per meriti sportivi e poi si ritirò dall'agonismo per occuparsi dei suoi impianti di risalita a Cortina.

Malato del morbo di Parkinson, si uccise con un colpo di pistola l'1 dicembre 2003 lasciando un ricordo indelebile nel cuore di tutti gli sportivi del mondo. Con una decisione discutibile gli fu espiantato il fegato, ma il paziente che lo ricevette morì dopo breve tempo, innescando non poche polemiche vista l'età avanzata dell'ex-campione, che rendeva l'organo poco adatto all'espianto.

Nel 2004 gli è stata dedicata la pista olimpica di bob di Cortina d'Ampezzo. A lui è inoltre intitolata una curva della pista olimpica di Torino 2006 di Cesana Pariol, utilizzata per le competizioni di bob, skeleton e slittino.

[modifica] Palmares

[modifica] Olimpiadi

[modifica] Mondiali

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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