Livio Berruti
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| L'arrivo vittorioso di Berruti alle XVII Olimpiadi di Roma 1960 | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Livio Berruti | |
| Nato | 19 maggio 1939 Torino |
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| Nazionalità | ||
| Altezza | 1.80 cm | |
| Peso | 66 kg | |
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Atletica leggera | |
| Specialità | velocità | |
| Record | ||
| 200m | 20"5 | |
| Squadra | ||
| Palmarès | ||
| Oro | Roma 1960 | 200 m |
Livio Berruti (Torino, 19 maggio 1939) è un ex atleta italiano.
Vinse la gara dei 200 m piani alle XVII Olimpiadi di Roma 1960.
[modifica] Biografia
Berruti, uno studente di chimica, aveva solo 21 anni quando partecipò ai Giochi olimpici del 1960, davanti al pubblico di casa, a Roma. Nelle semifinali dei 200 m corse in 20,5 secondi, uguagliando il record del mondo della distanza. Questo risultato lo rese la sorpresa della finale che si svolse a poche ore di distanza.
In quella gara, Berruti, che si faceva notare perché correva sempre indossando occhiali scuri e calze bianche, fermò nuovamente il cronometro sui 20,5s, sconfiggendo i favoriti statunitensi e vincendo la medaglia d'oro. Con la squadra della staffetta 4 x 100m, Berruti sfiorò di poco la seconda medaglia olimpica, giunsero quarti.
La sua vittoria olimpica, all'inizio della carriera, sarebbe rimasta il suo miglior risultato. Le sue tre apparizioni ai campionati europei di atletica leggera gli portarono solo un settimo posto nella finale dei 200m del 1966. Egli vinse comunque i titoli italiani dei 100m e 200m dal 1957 al 1962, e altri due titoli sui 200m nel 1965 e nel 1968. Berruti prese parte ad altre due edizioni delle Olimpiadi, nel 1964 e nel 1968. In entrambe le occasioni raggiunse le finali con la staffetta 4 x 100m, inoltre si classificò quinto nella finale dei 200m del 1964.
È da ricordare che il record di Berruti venne realizzato correndo su terra battuta e non sulle superfici sintetiche moderne, che restituiscono la spinta impressa.
Livio Berruti divenne per tutti "l'angelo" per la leggerezza della falcata e la grazia con la quale esprimeva la sua potenza e ancora oggi è un esempio di tecnica di corsa veloce.
Il 26 febbraio 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della Cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, tenutisi a Torino.
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