Michael Johnson

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Michael Johnson
Michael Johnson 01.jpg
Michael Johnson a Casa Italia Pechino 2008.
Dati biografici
Nome Michael Duane Johnson
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 185 cm
Peso 78 kg
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Velocità
Record
100 m 10"09 (1994)
200 m 19"32 Record nazionale (1996)
300 m 30"85 Record mondiale (2000)
400 m 43"18 Record mondiale (1999)
400 m indoor 44"64 (1995)
Società Nike
Carriera
Nazionale
1991-2000 Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Giochi olimpici 4 0 0
Mondiali 8 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 21 luglio 2010

Michael Duane Johnson (Dallas, 13 settembre 1967) è un ex atleta statunitense, considerato il più grande quattrocentista di tutti i tempi[1].

Detiene i record mondiali nei 400 metri piani (43"18) e nella staffetta 4×400 metri (2'54"29, come componente della squadra USA); ha detenuto per 12 anni il record mondiale dei 200 metri, superato nel 2008 da Usain Bolt,[2] nonché il record del mondo nei 400 metri indoor con 44"63, successivamente battuto da Kerron Clement.

Ha vinto quattro ori olimpici ed è stato per otto volte campione del mondo. È stato il primo uomo nella storia a vincere i 200 e i 400 metri nella stessa Olimpiade, quella del 1996;[3] sono due invece le donne che hanno portato a termine questa impresa: Valerie Brisco-Hooks nel 1984 e Marie-José Perec nel 1996.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato e cresciuto a Dallas (Texas), Michael Johnson era il più giovane di cinque fratelli. Frequentò la Baylor University, dove fu allenato da Clyde Hart e vinse diversi titoli NCAA.[4]

Johnson aveva uno stile di corsa inconfondibile, caratterizzato da busto eretto, testa alta, passi corti e poco movimento delle braccia (che gli valse diversi soprannomi tra cui "soldatino di piombo" e "Forrest Gump").[5]

1991: il primo trionfo mondiale[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver dovuto rinunciare a causa di problemi fisici alle Olimpiadi del 1988,[4] il primo grande successo in campo mondiale arrivò nel 1991, quando Johnson vinse il titolo nei 200 metri ai Campionati mondiali di Tokyo con il tempo di 20"01. Fece il suo debutto olimpico ai Giochi del 1992, non riuscendo tuttavia a qualificarsi alla finale dei 200 metri, a causa di un'intossicazione alimentare.[4] Si prese una parziale rivincita conquistando l'oro come componente della staffetta 4×400 m, che stabilì anche il nuovo record del mondo con il tempo di 2'55"74.[3]

Dopo il disappunto per la mancata finale dei 200 metri ai Giochi olimpici, Johnson vinse i 400 metri ai Mondiali di Stoccarda del 1993; a questa vittoria andò successivamente ad aggiungersi un secondo oro nella staffetta 4×400 m, stabilendo anche in questa occasione il primato mondiale con 2'54"29.

Nel 1995, ai successivi Campionati mondiali di Göteborg, in Svezia, Johnson conquistò la sua prima "doppietta" in un grande evento; vinse infatti sia i 200 che i 400 metri, aggiungendo a queste medaglie un nuovo oro come componente della squadra di staffetta 4x400 m.

1996: la doppietta 200-400 alle Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo Johnson abbassò lo storico record mondiale dei 200 metri dell'italiano Pietro Mennea, portandolo a 19"66 durante i Campionati nazionali USA. Con questa prestazione si qualificò ai Giochi olimpici di Atlanta, preparandosi all'impresa "impossibile": vincere per la prima volta sia il titolo dei 200 che dei 400 metri, impresa mai riuscita fino a quel momento a nessun atleta maschile nella storia delle Olimpiadi.[3]

Il 29 luglio vinse facilmente il titolo dei 400 m con il tempo di 43"49 secondi, distanziando di quasi un secondo il britannico Roger Black e di 1"04 l'ugandese Davis Kamoga. Il 1º agosto, nella finale dei 200 metri, Johnson corse i primi 100 metri in 10"12 e percorse la seconda frazione nel tempo stratosferico di 9"20, chiudendo la gara con il tempo di 19"32,[3] incredibile nuovo record del mondo durato 12 anni e 19 giorni; durante la gara raggiunse la velocità media di 37 km/h. Questo fu il più grande miglioramento del record dei 200 metri in tutta la storia, paragonabile forse nel resto dell'atletica solo al salto in lungo di Bob Beamon alle Olimpiadi del 1968 in Messico.[6]

Nel giugno del 1997 Johnson si infortunò durante una gara con Donovan Bailey sulla distanza insolita dei 150 metri, che prevedeva un premio di un milione di dollari per il vincitore (più mezzo milione a entrambi per la partecipazione alla gara); riuscì tuttavia nello stesso anno a vincere il suo terzo titolo mondiale sui 400 metri ma rinunciò a difendere il titolo sui 200. Due mesi dopo Michael Johnson batté Maurice Greene e lo stesso Donovan Bailey in una gara sui 200 metri vinta con il tempo di 19"84, confermandosi così l'atleta più veloce anche su questa distanza.[senza fonte]

1999-2000: il record dei 400 metri e l'ultimo titolo olimpico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 fu colpito da un nuovo infortunio e nella stagione successiva la sua preparazione ai Campionati mondiali di Siviglia fu ridotta a sole quattro gare sui 400 metri, a causa di ulteriori problemi fisici; se non fosse stato per la politica della IAAF di ammettere automaticamente i detentori del titolo ai Mondiali, non sarebbe neppure andato a Siviglia poiché non aveva superato i trials statunitensi causa infortunio. Si riprese in tempo dai problemi fisici e vinse così il suo quarto titolo mondiale nei 400 metri con il nuovo record del mondo di 43"18 secondi. Successivamente corse come ultimo staffettista nella 4×400, aggiungendo quindi il nono oro alla sua collezione mondiale.

Johnson durante la finale dei 400 m a Sydney 2000.

Concluse la sua carriera ai Giochi olimpici di Sydney vincendo i 400 metri e la staffetta 4×400 e portando così il totale dei suoi ori olimpici momentaneamente a 5.[3] Nel 2003 venne rivelato che a Jerome Young era stato consentito di partecipare ai Giochi olimpici di Sidney, dove aveva corso nei turni preliminari della 4×400, nonostante fosse stato trovato positivo agli steroidi a un test antidoping nel 1999. Una corte d'appello della USA Track & Field aveva rigettato la decisione dell'esperto di doping dell'organizzazione, permettendo a Young, nonostante la positività, di partecipare.

Il 18 luglio del 2004 la IAAF stabilì che Young non era eleggibile per prendere parte ai Giochi olimpici e decise di annullare i risultati dell'atleta statunitense, inclusi quelli delle staffette. Con questa decisione gli USA furono squalificati dall'ordine d'arrivo della 4x400 metri a Sydney e l'oro venne consegnato alla nazionale seconda classifica, la Nigeria seguita da Giamaica e Bahamas.[7] Il 22 luglio 2005 il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ribaltò la decisione della IAAF e ristabilì l'ordine d'arrivo originario.[8]

Nel giugno 2007, Antonio Pettigrew, uno dei quattro componenti di quella staffetta ammise di aver utilizzato sostanze dopanti decidendo di restituire la propria medaglia d'oro.[9] In seguito alla confessione del suo compagno di staffetta anche Johnson affermò di voler restituire tale medaglia, dichiarando che quell'oro non gli apparteneva.[5][10]

Nel 2008 il CIO decise di privare ufficialmente gli USA del titolo olimpico del 2000 nella staffetta 4x400, rendendo il titolo vacante e rimandando una riassegnazione delle medaglie in futuro.[11] La squadra USA venne inoltre privata su decisione dell'USADA (agenzia statunitense anti-doping), che cancellò tutti i risultati ottenuti da Pettigrew dal gennaio 1997, della medaglia d'oro conquistata nella staffetta 4x400 ai Mondiali del 1999.[12] Gli ori mondiali conquistati da Johnson, a causa di questa squalifica, scesero così ad otto.

Johnson ha ottenuto per 22 volte un tempo inferiore ai 44 secondi in gare sui 400 metri. Nei 200 è sceso 17 volte sotto i 20 secondi e 6 volte sotto 19"80.[13] Detiene inoltre il record mondiale sulla distanza atipica dei 300 metri con il tempo di 30"85 (il record precedente era di 31"48) e ha detenuto il record mondiale sui 200 metri dal giugno 1996 all'agosto del 2008, quando è stato migliorato dal giamaicano Usain Bolt.

Michael Johnson è rimasto per gran parte degli anni '90 praticamente imbattuto sugli sprint lunghi. Dopo il ritiro, viene spesso invitato a trasmissioni televisive in qualità di esperto di atletica leggera ed è l'agente del nuovo astro nascente dei 400 metri, il bianco statunitense Jeremy Wariner.

Dal 6 giugno 2012 è membro della IAAF Hall of Fame.

Record nazionali[modifica | modifica sorgente]

Seniores[modifica | modifica sorgente]

Progressione[modifica | modifica sorgente]

Johnson festeggia la vittoria sui 400 m ai Giochi di Sidney 2000.

200 metri piani[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2000 19"71 Sudafrica Pietersburg 18-3-2000
1999 19"93 Belgio Bruxelles 3-9-1999
Italia Roma 7-7-1999
1998 20"31 Stati Uniti Arlington 2-5-1998 -
1997 20"05 Stati Uniti Des Moines 26-4-1997 -
1996 19"32 Stati Uniti Atlanta 1-8-1996 -
1995 19"79 Svezia Göteborg 11-8-1995 -
1994 19"94 Monaco Monaco 2-8-1994 -
1993 20"06 Svizzera Losanna 7-7-1993 -
1992 19"79 Stati Uniti New Orleans 28-6-1992 -
1991 19"88 Spagna Barcellona 20-9-1991 -
1990 19"85 Regno Unito Edimburgo 6-7-1990 -
1989 20"47 Stati Uniti Waco 21-4-1989 -
1988 20"07 Stati Uniti Austin 15-5-1988 -
1987 20"41 Stati Uniti Waco 17-4-1987 -
1986 21"30 - - -

400 metri piani[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2000 43"68 Stati Uniti Sacramento 16-7-2000
1999 43"18 Spagna Siviglia 26-8-1999
1998 43"68 Svizzera Zurigo 12-8-1998 -
1997 43"75 Stati Uniti Waco 19-4-1997 -
1996 43"44 Stati Uniti Atlanta 19-6-1996 -
1995 43"39 Svezia Göteborg 9-8-1995 -
1994 43"90 Spagna Madrid 6-9-1994 -
1993 43"65 Germania Stoccarda 17-8-1993 -
1992 43"98 Regno Unito Londra 10-7-1992 -
1991 44"17 Svizzera Losanna 10-7-1991 -
1990 44"21 Italia Rieti 9-9-1990 -
1989 46"49 - - -
1988 45"23 Stati Uniti Waco 22-4-1988 -
1987 46"29 - 11-4-1987 -

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1991 Mondiali Giappone Tokyo 200 metri Oro Oro 20"01
1992 Giochi olimpici Spagna Barcellona 200 metri Semifinale 20"78
4×400 metri Oro Oro 2'55"74 Record mondiale
1993 Mondiali Germania Stoccarda 400 metri Oro Oro 43"65
4×400 metri Oro Oro 2'54"29 Record mondiale
1995 Mondiali Svezia Göteborg 200 metri Oro Oro 19"79 Record dei Campionati
400 metri Oro Oro 43"39 Record dei Campionati
4×400 metri Oro Oro 2'57"32
1996 Giochi olimpici Stati Uniti Atlanta 200 metri Oro Oro 19"32 Record mondiale
400 metri Oro Oro 43"49 Record olimpico
1997 Mondiali Grecia Atene 400 metri Oro Oro 44"12
1999 Mondiali Spagna Siviglia 400 metri Oro Oro 43"18 Record mondiale
2000 Giochi olimpici Australia Sydney 400 metri Oro Oro 43"84

Campionati nazionali[modifica | modifica sorgente]

Coppe e meeting internazionali[modifica | modifica sorgente]

1991

1993

1995

1996

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Johnson, il soldatino di piombo veloce come il vento, polasesport.it, 26 marzo 2010. URL consultato il 10 settembre 2011.
  2. ^ (EN) Steve Landells, Bolt Again! 19.30sec World 200m Record in Beijing!, IAAF.org, 20 agosto 2008. URL consultato il 18 agosto 2010.
  3. ^ a b c d e (EN) Michael Johnson biography and olympic results, Sports-Reference. URL consultato il 21 luglio 2010.
  4. ^ a b c (EN) Larry Schwartz, Johnson doubled the difficulty, ESPN. URL consultato il 21 luglio 2010.
  5. ^ a b Brian Stefen Paul, Michael Johnson: “Restituisco l'oro di Sidney”, Sport.it, 3 giugno 2008. URL consultato il 21 luglio 2010.
  6. ^ (EN) Player Bio: Michael Johnson, Baylor Athletics. URL consultato il 21 luglio 2010.
  7. ^ (EN) Dick Patrick, IAAF votes to take away 2000 U.S. relay gold, USA Today, 18 luglio 2004. URL consultato il 21 luglio 2010.
  8. ^ (EN) Yomi Omogbeja, CAS denies Nigeria Sydney relay gold, AthleticsAfrica.com, 22 luglio 2005. URL consultato il 21 luglio 2010.
  9. ^ (EN) Antonio Pettigrew agrees to return relay gold medal, The Seattle Times, 4 giugno 2008. URL consultato il 21 luglio 2010.
  10. ^ Michael Johnson restituisce medaglia d'oro: "vinta poco onestamente", Sportlive.it, 4 giugno 2008. URL consultato il 21 luglio 2010.
  11. ^ (EN) IOC decision in the doping case of Mr. Antonio Pettigrew, Beijing2008.com, 2 agosto 2008. URL consultato il 21 luglio 2010.
  12. ^ L'Usada cancella i risultati di Pettigrew. La staffetta Usa 4x400 restituisce 3 ori, Quotidiano.net, 4 giugno 2008. URL consultato il 21 luglio 2010.
  13. ^ (EN) All-time men's best 200 m, alltime-athletics.com. URL consultato il 21 luglio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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