Nedo Nadi

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Nedo Nadi
Nedo Nadi.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Scherma Fencing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità fioretto, spada, sciabola
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Stoccolma 1912 Fioretto individuale
Oro Anversa 1920 Fioretto individuale
Oro Anversa 1920 Fioretto a squadre
Oro Anversa 1920 Sciabola individuale
Oro Anversa 1920 Sciabola a squadre
Oro Anversa 1920 Spada a squadre
Statistiche aggiornate al 29 gennaio 2008

Nedo Nadi (Livorno, 9 giugno 1894Roma, 29 gennaio 1940) è stato uno schermidore e dirigente sportivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nedo Nadi e il fratello minore Aldo furono avviati alla scherma dal padre, il maestro d'armi Giuseppe Nadi (fondatore dello storico Circolo Scherma Fides di Livorno), il quale li allenò con durezza al pari degli altri allievi della propria scuola. Nella sua palestra i due ragazzi si allenavano con il fioretto e la sciabola. La spada invece era proibita, perché il padre la riteneva un'arma indisciplinata. Nedo era quindi costretto ad andare a tirare di spada altrove, di nascosto dal padre. Sembra che il padre una volta dichiarò: Nedo vincerà tutto quello che si potrà vincere nella scherma. Quando si stancherà, Aldo lo sostituirà. Secondo molti la sua profezia non risultò essere andata lontano dalla verità.

Nedo Nadi vinse il Torneo dell'Imperatore a Vienna, quindi partecipò alla sua prima Olimpiade ad appena diciott'anni, a Stoccolma nel 1912. Ed ottenne subito il primo successo olimpico, l'oro nel fioretto individuale.

Terminata la guerra, partecipò alle Olimpiadi del 1920 di Anversa in veste di alfiere portabandiera della spedizione azzurra e capitano della squadra italiana di scherma, da lui totalmente scelta. Nedo Nadi compì un'impresa: diventare campione olimpico in tutte e tre le armi nella stessa edizione dei Giochi. Vinse l'oro a squadre nella spada, ed entrambi gli ori (individuale e a squadre) sia nel fioretto che nella sciabola. Mancò solo l'oro individuale nella spada, a causa di problemi intestinali che lo costrinsero ad abbandonare il torneo. Nedo Nadi, portato in trionfo dagli stessi avversari, fu uno dei principali protagonisti di quell'Olimpiade, assieme al fratello Aldo e al finlandese volante Paavo Nurmi.

Dopo quelle Olimpiadi Nedo Nadi si trasferì in Argentina, allenando e gareggiando per il Jockey Club di Buenos Aires. Rientrò in Italia alla fine del 1923, con il fisico debilitato ma con un cospicuo conto in banca. Si sposò e riprese a tirare di scherma per passione.

Nel 1930 dimostrò ancora la sua bravura di schermitore di livello internazionale, vincendo il Campionato del Mondo per "professionisti", cioè i Maestri di Scherma

Venne nominato commissario tecnico della squadra azzurra alle Olimpiadi del 1932 a Los Angeles, e nel 1936 divenne presidente della Federazione Italiana Scherma, incarico che mantenne fino alla morte. Sotto la sua presidenza, l'Italia conquistò quattro ori e tre argenti e due bronzi ai Giochi del 1936. Fu anche giornalista sportivo.

Nedo Nadi morì nel 1940, a soli quarantasei anni, stroncato da un ictus.

Sepolto a Portofino (Genova) poco oltre all'ingresso del cimitero alla sinistra della Chiesa di S. Giorgio.

Nadi era un esteta riservato, con una volontà di ferro.

Da molti schermidori, egli è considerato il più grande schermidore di tutti i tempi. A coloro che sostennero che Edoardo Mangiarotti fosse il migliore schermidore d'Italia, per via del numero di medaglie vinte, suo fratello Aldo rispose che Nedo aveva sì vinto meno medaglie, ma tutte d'oro.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Nedo Nadi. Personaggi, retroscena e duelli della grande scherma italiana, Biografia Aldo Santini, Aprile 1989. ISBN:9788879971294

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Sul numero 3036 di Topolino nella storia "Le strabilianti imprese di Fantomius-La maledizione del faraone" appare un personaggio di nome Nedo Naduck[1] il quale è ispirato a Nedo Nadi.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Topolino 3036 pag.38
  2. ^ Topolino 3036 pag.65

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici estivi Successore
Alberto Braglia Anversa 1920 Ugo Frigerio