Willis Lee

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Willis Lee
Willis A. Lee;h95009.jpg
Dati biografici
Nome Willis Augustus "Ching" Lee Jr.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Tiro a segno Shooting pictogram.svg
Palmarès
Giochi olimpici 5 1 2
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Willis Augustus "Ching" Lee Jr. (Natlee, 11 maggio 188825 agosto 1945) è stato un ammiraglio e tiratore statunitense.

Ha combattuto per la United States Navy durante la seconda guerra mondiale. Suo è stato il comando delle navi americane durante la seconda notte della battaglia navale di Guadalcanal (tra il 14 ed il 15 novembre 1942) e riuscì a bloccare il tentativo delle forze giapponesi di raggiungere l'isola. La vittoria portò alla rinuncia da parte nipponica della possibilità di rinforzare le loro truppe a Guadalcanal, e ciò fu fondamentale per l'esito della Campagna di Guadalcanal e dell'intera guerra del Pacifico.

Lee è stato anche un abile tiratore, e si aggiudicò 7 medaglie olimpiche durante i Giochi del 1920 in coppia con Lloyd Spooner, stabilendo un record battuto soltanto 60 anni dopo da Alexander Dityatin.

La vita prima della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Willis Lee nacque in campagna nella cittadina di Natlee nella Contea di Owen, nel Kentucky, l'11 maggio 1888. Nel 1904 entrò all'Accademia navale di Annapolis, dove, a causa del cognome all'apparenza cinese, si guadagnò il soprannome di "Ching" Lee.

Dopo il diploma, Lee si unì al team di tiratori dell'accademia per 2 volte. Fu poi assegnato alla USS Idaho dall'ottobre 1908 al maggio 1909, quando fece ritorno in accademia e rientrò nel team sportivo della scuola. Dal novembre 1909 al maggio 1910, servì sulla USS New Orleans, poi fu trasferito alla USS Helena. Non appena ritornato negli Stati Uniti, si dedicò ancora una volta al suo talento sportivo. Nel luglio 1913, risalì sulla Idaho, e più tardi sulla USS New Hampshire per supportare l'occupazione di Veracruz[1].

Nel corso della prima guerra mondiale poi, servì sui cacciatorpediniere USS O'Brien e USS Lea.

I Giochi olimpici del 1920[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tiro ai Giochi della VII Olimpiade.

Lee riuscì ad aggiudicarsi 5 medaglie d'oro una d'argento e due di bronzo ai Giochi olimpici di Anversa. Prese parte a 14 eventi, ma tutte le sue medaglie le conquistò in gare a squadre[2]. Per i vari eventi i suoi compagni sono stati Dennis Fenton, Lawrence Nuesslein, Arthur Rothrock, Oliver Schriver, Morris Fisher, Carl Osburn, Lloyd Spooner, e Joseph Jackson.

Lee e Spooner conclusero entrambi i Giochi con 7 medaglie vinte, e per allora stabilirono un record che fu prima eguagliato da Boris Shakhlin nel 1960 e dal celebre Mark Spitz (che però ottenne 7 ori) nel 1972, ed infine battuto da Alexander Dityatin nel 1980.

Tra le guerre[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1943, Bull Halsey conferisce a Willis Lee la Navy Cross per le azioni nel corso della battaglia navale di Guadalcanal.


Lee frequentò il Naval War College di Newport (Rhode Island) nei tardi anni '20[2], e fu promosso capitano nel 1936[3]

Negli anni '30 e '40, fu molte volte assegnato alla Fleet Training Division, comandò l'incrociatore leggero Concord (CL-10), e fece parte degli staff di comando di squadre, incrociatori ed anche Battle Forces. Verso la fine del 1942, in seguito alla promozione a contrammiraglio, divenne assistente capo all'interno dello Stato Maggiore della marina americana.

L'inizio della seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 1942, il contrammiraglio Lee fu inviato nel Pacifico per comandare la sesta divisione corazzate, composta dalla USS Washington e dalla USS South Dakota.

Lo scontro di Guadalcanal[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia navale di Guadalcanal.
Il contrammiraglio Lee a bordo della Washington.

Al comando della Washington (BB-56), Lee affrontò i Giapponesi nella battaglia navale di Guadalcanal la notte tra il 14 ed il 15 novembre 1942.

Il comandante Lee, che "conosceva i radar meglio dei tecnici"[4], sfruttò a dovere le apparecchiature di tipo SG a bordo per orientarsi nell'oscurità.

« A Willis Lee andarono molti riconoscimenti. "Audace strategia e tattica" segnarono il suo operato, commentò Halsey... A differenza di Callaghan, Lee non permise mai che la battaglia degenerasse in una rissa nautica, poiché formulò un piano fattibile e lo attuò, anche quando tutte le navi della sua formazione erano state affondate o costrette alla ritirata. Il più alto momento di onestà di Lee lo troviamo nella sua stessa valutazione del suo successo: "Abbiamo capito poi, e non andrebbe dimenticato nemmeno oggi, che la nostra superiorità fu dovuta praticamente del tutto al possesso di dispositivi radar. Sicuramente non superiamo i Giapponesi in esperienza, abilità, addestramento o impegno dell'equipaggio" »
(Richard Frank, Guadalcanal: The Definitive Account of the Landmark Battle)

Per i suoi meriti in battaglia, Lee è stato insignito di una Navy Cross.

Dopo Guadalcanal[modifica | modifica wikitesto]

Lee fu promosso vice ammiraglio nel 1944 e posto alla guida della più veloce nave da battaglia della Pacific Fleet, di cui prese il comando.

Nel maggio del 1945, fu inviato nel più tranquillo teatro dell'Atlantico, per comandare una unità speciale che sperimentava nuove difese contro la minaccia dei kamikaze. Durante questa missione, morì il 25 agosto 1945 per un attacco di cuore.

Il cacciatorpediniere di classe Mitscher USS Willis A. Lee ha ricevuto il suo nome per onorarne la memoria.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Willis Lee Jr. era un parente lontano del generale Robert Edward Lee, nonché il trisnipote del terzo procuratore generale degli Stati Uniti della storia, Charles Lee[5]. Il 14 luglio 1919 si sposò con Mabelle Allen Elspeth (1894-1949), che non gli diede figli[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Haze Gray & Underway Biography of Lee
  2. ^ a b Navy Historical Center biography of Lee
  3. ^ a b Arlington Cemetery Biography of Lee
  4. ^ Ronald H. Spector. Eagle Against The Sun. 1985. ISBN 978-0-394-74101-7. Page 212. Quoted from Samuel Eliot Morison, Struggle for Guadalcanal, 270
  5. ^ Sports-reference.com biography of Lee

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]