Angelo Mazzoni

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Angelo Mazzoni
Angelo Mazzoni 2014 Challenge RFF t131020.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Scherma Fencing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Spada
Palmarès
Giochi Olimpici 2 0 1
Mondiali 3 2 4
Europei 1 1 0
Giochi del Mediterraneo 0 0 1
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 14 aprile 2012

Angelo Mazzoni (Milano, 3 aprile 1961) è un ex schermidore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi ed i primi successi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

La carriera internazionale comincia molto presto, specie se si pensa che nella specialità della Spada la maturazione dell'atleta giunge più tardi rispetto alle altre due armi della Scherma. Lo spadista milanese, in forza al Circolo della Spada Mangiarotti,[1] sotto la guida di un monumento della Scherma italiana quale Dario Mangiarotti, si aggiudica nel campionato europeo del 1981 di Foggia, ad appena vent'anni. Dopo questo successo arriva il trasferimento al Centro Sportivo Carabinieri, con quale farà tutta la sua carriera agonistica, ed arriva anche il cambio di tecnico. Adesso il suo maestro diventa Giovanni Muzio. L'esordio in nazionale è però risale al 1979 quando a 18 anni disputò la gara a squadre ai campionati del Mondo. Lo stesso anno disputerà la stessa manifestazione per la categoria Giovani, giungendo al 5º posto. L'anno successivo è quello delle boicottate Olimpiadi di Mosca. L'Italia, appoggiando parzialmente la protesta del blocco occidentale, non invia atleti facenti parte di squadre militari, così Angelo Mazzoni, a soli 19 anni, si ritrova nella nazionale al suo esordio olimpico. Il 1982 sarà l'anno che lo consacrerà quale spadista di livello assoluto, conquista la Coppa del Mondo, classifica a punti delle varie prove internazionali. Il 1983 porta anche le prime medaglie iridate, a Vienna giunge al 3º posto sia nella prova individuale che in quella a squadre. A queste si aggiunge anche la medaglia d'argento al campionato europeo di Lisbona dello stesso anno. Alla sua seconda olimpiade, quella di Los Angeles 1984, si presenta, con i suoi 23 anni, come un veterano della squadra azzurra e conquista la medaglia di bronzo nel concorso a squadre; nella stessa stagione arriva anche il 2º posto nella classifica di Coppa del Mondo. L'anno successivo porta ancora un bronzo iridato, sempre a squadre, e un altro anche nel mondiale del 1986 a Sofia. Sempre in questa stagione giunge al 2º posto in Coppa del Mondo. Il 1987 è una stagione di "transizione", che porta lo schermidore milanese a proiettare le sue aspettative verso la partecipazione olimpica. Le Olimpiadi di Seoul 1988 non sono all'altezza delle aspettative. Anonima la gara individuale, e in quella a squadre si arena al 4º posto conclusivo, ai piedi del podio. L'anno successivo arriva il pronto riscatto della squadra italiana, vince il titolo mondiale a Denver. Nel 1990, a Lione, sfiora la doppietta mondiale: oro a squadre e argento individuale. Nel 1991 arriva anche l'argento ai Giochi del Mediterraneo. Le Olimpiadi di Barcellona non portano però nessuna nuova medaglia, solo il 6º posto nella gara a individuale ed il 5° a squadre. Qualcuno comincia a parlare di necessità di un cambio generazionale, Angelo Mazzoni ha solo 31 anni, ma sono già oltre 10 anni che milita in nazionale, qualcuno avanza l'ipotesi che oramai sia un campione appagato. Il successivo mondiale di Essen, nel 1993, dimostra esattamente il contrario. Il titolo mondiale a squadre torna in Italia, il terzo oro iridato per Mazzoni & C. Nella stessa stagione vince anche la sua seconda Coppa del Mondo, e nella stagione successiva arriva anche la terza, unico spadista azzurro a riuscire nell'impresa.

La nazionale italiana di spada, composta da Maurizio Randazzo, Sandro Cuomo e Angelo Mazzoni, si presenta alla Olimpiadi di Atlanta senza i favori del pronostico ma riesce comunque a conquistare l'oro dopo l'ultimo assalto, che Angelo Mazzoni conclude con un'ampia ferita sull'arcata sopraciliare. L'anno successivo la nazionale giunge al 3º posto del campionato mondiale di Città del Capo, stavolta però è veramente il canto del cigno del gruppo storico azzurro.

Alle successiva olimpiadi di Sidney, la nazionale azzurra si ripresenta con capitano Mazzoni, il veterano Maurizio Randazzo, convocato per la gara a squadre, e gli esordienti olimpici Paolo Milanoli ed Alfredo Rota. In finale con la favoritissima Francia arriva la vittoria ed il bis olimpico. Per Mazzoni è il terzo podio olimpico, 16 anni dopo il primo.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Terminata l'avventura della con la nazionale, durata 4 lustri, comincia la nuova avventura di tecnico. Nel 2003 si diploma quale istruttore di scherma e nel 2007 quale maestro di scherma, ma già dal 2001 è nel giro dei tecnici della nazionale di Spada. Dal 2008 al 30 aprile 2014 ha allenato la nazionale svizzera di spada [2].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

In carriera ha conseguito i seguenti risultati:

Los Angeles 1984: bronzo nella spada a squadre.
Atlanta 1996: oro nella spada a squadre.
Sydney 2000: oro nella spada a squadre.
Vienna 1983: bronzo nella spada a squadre ed individuale.
Barcellona 1985: argento nella spada a squadre.
Sofia 1986: bronzo nella spada a squadre.
Denver 1989: oro nella spada a squadre.
Lione 1990: oro nella spada a squadre ed argento individuale.
Essen 1993: oro nella spada a squadre.
Città del Capo 1997: bronzo nella spada a squadre.
Foggia 1981: oro nella spada individuale.
Lisbona 1983: argento nella spada individuale.
Atene 1991: bronzo nella spada individuale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 3 ottobre 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mangiarotti: «Ben venga il Galà, anche se è più show che arte»
  2. ^ http://www.swiss-fencing.ch/lentraineur-national-angelo-mazzoni-quitte-la-suisse/
  3. ^ Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Angelo Mazzoni. URL consultato il 10 aprile 2011.