Irene Camber

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Irene Camber
Irene camber.jpg
Irene Camber negli anni 1960
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Altezza 169 cm
Peso 63 kg
Scherma Fencing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Fioretto
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Helsinki 1952 Individuale
Bronzo Roma 1960 A squadre
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Copenhagen 1952 A squadre
Oro Bruxelles 1953 Individuale
Bronzo Bruxelles 1953 A squadre
Argento Lussemburgo 1954 A squadre
Bronzo Roma 1955 A squadre
Bronzo Parigi 1957 Individuale
Oro Parigi 1957 A squadre
Bronzo Buenos Aires 1962 A squadre
Statistiche aggiornate al agosto 2009

Irene Camber (Trieste, 12 febbraio 1926) è una ex schermitrice italiana, vincitrice di una medaglia d'oro ed una di bronzo nella scherma ai giochi olimpici. È tra le 10 atlete italiane di ogni epoca capace di aggiudicarsi sia la medaglia d'oro ai Giochi olimpici che ai campionati mondiali. Ha iniziato precocemente a usare il fioretto, vince la sua prima gara a soli 14 anni e nel 1942 entra nella finale dei campionati italiani. Dopo una pausa dedicata agli studi, si laurea in chimica industriale, nel 1947 riprende il fioretto e nel 1952 a Helsinki vince l'oro olimpionico. Conquista poi nel 1953 a Bruxelles il titolo mondiale ed a Parigi nel 1957 il titolo mondiale a squadra.

Prosegue la carriera sportiva con diversi successi e si ritira nel 1972 divenendo commissario tecnico per il fioretto.

Figlia del poeta-soldato Giulio Camber Barni (Trieste 1891–Albania 1941).

Cittadina onoraria della città di Valmadrera dal dicembre 2009.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Non partecipò ai giochi della XVI Olimpiade di Melbourne perché il 20 ottobre 1956 sposò il Dottor Gian Giacomo Corno[1].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal giornale La Provincia di Cremona di domenica 21 ottobre 1956, pagina 2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Antinori, Camber Irene in 150º anniversario dell'Unità d'Italia. URL consultato il 1 marzo 14.