Jury Chechi

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Jury Chechi
Jury chechi.jpg
Chechi nel marzo 2012
Dati biografici
Nome Jury Dimitri Chechi
Nazionalità Italia Italia
Altezza 166 cm
Peso 60 kg
Ginnastica artistica Gymnastics (artistic) pictogram 2.svg
Dati agonistici
Specialità Anelli
Ritirato 22 agosto 2004
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 1
Mondiali 5 0 2
Europei 4 0 2
Universiadi 3 1 0
Giochi del Mediterraneo 13 3 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 10 novembre 2011

Jury Dimitri Chechi (Prato, 11 ottobre 1969) è un ex ginnasta italiano. Soprannominato il Signore degli Anelli, ha dominato la specialità degli anelli negli anni novanta, riuscendo a dare all'Italia una medaglia d'oro olimpica nella ginnastica alle Olimpiadi di Atlanta 1996, 32 anni dopo la vittoria di Menichelli nel corpo libero ai Giochi di Tokyo del 1964.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera sportiva[modifica | modifica sorgente]

Viene chiamato Jury in onore del cosmonauta russo Gagarin. Da bambino, piccolo di statura e magrolino, non è certo dotato di un fisico che fa presumere una carriera sportiva. La sorella però frequenta una palestra di ginnastica artistica, la Società Ginnastica Etruria di Prato,[1] e Jury finisce per appassionarsi a questo sport, cosicché nel 1976 i genitori decidono di iscrivere anche lui.

Nel 1977, Jury centra il primo di una serie innumerevole di successi, piazzandosi al primo posto del Campionato Regionale Toscano. Nel 1984 entra nel giro della nazionale juniores di ginnastica e si trasferisce a Varese per potere studiare e contemporaneamente allenarsi nella palestra della gloriosa Società Ginnastica Varesina, specializzandosi nella disciplina degli anelli. Dal 1989 al 1995, sotto la guida del suo allenatore Bruno Franceschetti, vince 6 titoli italiani consecutivi, i Giochi del Mediterraneo, le Universiadi, 4 titoli europei e 5 titoli mondiali.

Dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Seoul del 1988, Chechi si è rivelato nel 1989 con un terzo posto agli anelli ai Mondiali e l'anno successivo ha conquistato il titolo europeo della specialità. È terzo anche ai Mondiali del 1991, anno in cui agli XI Giochi del Mediterraneo vince sei medaglie d'oro rispettivamente negli anelli, corpo libero, cavallo con maniglie, parallele simmetriche, concorso generale individuale e concorso generale a squadre[2]; nel 1992 è il grande favorito per la gara degli anelli alle olimpiadi di Barcellona ma, circa un mese prima delle gare, si rompe il tendine d'Achille durante un allenamento ed è costretto a rinunciare alle gare. Chechi non si perde d'animo, va a Barcellona a commentare le gare di ginnastica per la televisione e tornato alle competizioni l'anno successivo, si è aggiudicato per cinque volte di seguito il titolo mondiale (1993-97), divenendo il primo ginnasta della storia a vincere cinque ori iridati consecutivi in una specialità. Queste vittorie, le prime per un atleta italiano dai tempi di Franco Menichelli gli fanno valere il soprannome di "Signore degli Anelli" che, riferendosi agli strumenti ginnici, parafrasa il titolo del famoso romanzo di Tolkien, di cui ha dichiarato essere appassionato. Tale soprannome, però, i giornalisti l'hanno attribuito anche ad altri atleti come il bulgaro Jovtchev e il greco Tampakos.

Ha colto poi il massimo alloro trionfando anche ai Giochi olimpici di Atlanta del 1996, anno in cui ha conquistato anche il suo quarto titolo europeo dopo i successi nel 1990, 1992 e nel 1994. Sempre negli anelli, ha ottenuto anche due vittorie in Coppa Europa (1991 e 1995). Notevoli sono stati anche i suoi risultati nel concorso generale, dove può vantare un terzo posto agli Europei (1990) e una vittoria e un terzo posto in Coppa Europa (1991 e 1995); nella sbarra, con un oro e un bronzo in Coppa Europa (1991 e 1995), e nel corpo libero, dove è stato terzo agli Europei del 1992. Nel 1997 annuncia il ritiro ma due anni dopo decide di tornare alle gare.

Nel 2000 un altro grave infortunio, la rottura del tendine brachiale di un bicipite, interrompe la sua preparazione per le olimpiadi di Sydney e questa volta il campione toscano sembra deciso al ritiro definitivo. Nel 2003 però, per una promessa fatta a suo padre, torna ad allenarsi in vista delle olimpiadi di Atene dove ha l'onore di essere il portabandiera della spedizione italiana durante la cerimonia di apertura.

Nella finale olimpica di specialità degli anelli del 22 agosto 2004, Jury Chechi conquista un'inaspettata medaglia di bronzo; alla giuria, davanti alle televisioni, indica che il vero vincitore della gara avrebbe dovuto essere il bulgaro Jordan Jovtchev, arrivato secondo, e non il greco Dimosthenis Tampakos, ginnasta di casa, il cui esercizio era stato caratterizzato da numerose imperfezioni.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Poco dopo il ritiro ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze motorie dall'Università degli studi del Molise.[3] Il 10 febbraio 2006, nella veste dello "Sciamano del Fuoco", apre la cerimonia di apertura ai Giochi olimpici invernali di Torino colpendo con un martello d'oro una fiammeggiante incudine. Nel 2007 si è candidato nel collegio di Savona alle primarie del Partito Democratico in una lista a sostegno di Walter Veltroni. Ha anche svolto il ruolo di consigliere comunale a Prato.[4] È spesso apparso in televisione nelle vesti di ospite, come a La strana coppia o Buona la prima, ma anche come conduttore. A partire dal 2008 co-presenta infatti, prima con Marco Mazzocchi e poi con Antonio Rossi, il programma Ninja Warrior in onda sul canale satellitare GXT, inoltre nella stagione televisiva 2006/2007 ha partecipato alla trasmissione Amici di Maria De Filippi in veste di supervisore degli allievi di ginnastica artistica.[5] Durante le Olimpiadi di Londra 2012 ha lavorato per Sky Sport come commentatore. Sempre per Sky Sport Jury Chechi conduce a partire dal Novembre 2013 una trasmissione televisiva settimanale dal titolo "Più forza nella vita", ideata e scritta da Giuseppe Carlotti.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

È legato affettivamente a Rosella, da cui ha avuto Dimitri, nato nel 2003, e Anastasia, nata nel giugno 2005.

Durante un'intervista si è dichiarato ateo[6].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

Campionati mondiali[modifica | modifica sorgente]

Campionati europei[modifica | modifica sorgente]

Universiadi[modifica | modifica sorgente]

Giochi del Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

Campionati italiani[modifica | modifica sorgente]

  • 6 concorsi generali: 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1995.
  • 1 campionato a squadre: 1994 (con la Panaro Modena).

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 27 settembre 2004. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sg Etruria
  2. ^ [1]-->]
  3. ^ unimol.it, Juri Chechi Laurea ad Honorem in Scienze Motorie. URL consultato il 10 novembre 2011.
  4. ^ Cabrini consigliere comunale, Vaccaroni al ballottaggio
  5. ^ http://www.mariadefilippi.mediaset.it/amici/news/news_34.shtml
  6. ^ [2]-->]
  7. ^ Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Jury Chechi. URL consultato il 13 aprile 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici estivi Successore
Carlton Myers Atene 2004 Antonio Rossi

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