Usain Bolt

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Usain Bolt
Usain Bolt smiling Berlin 2009.JPG
Usain Bolt a Berlino nel 2009
Dati biografici
Nome Usain St. Leo Bolt
Nazionalità Giamaica Giamaica
Altezza 195[1] cm
Peso 94[1] kg
Atletica leggera Atletica leggera
Dati agonistici
Specialità Velocità
Record
100 y 9"14 (2011)
100 m 9"58 Record mondiale (2009)
200 m 19"19 Record mondiale (2009)
300 m 30"97 (2010)
400 m 45"28 (2007)
4×100 m 36"84 Record mondiale (2012)
Società Racers Track Club flag.svg Racers Track Club
Carriera
Nazionale
2001- Giamaica Giamaica
Palmarès
Giochi olimpici 6 0 0
Mondiali 8 2 0
Mondiali juniores 1 2 0
Mondiali allievi 1 0 0
Campionati CAC 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 18 agosto 2013

Usain St. Leo Bolt (Trelawny, 21 agosto 1986) è un atleta giamaicano, specialista nella velocità. In virtù dei risultati sportivi ottenuti nelle più importanti competizioni internazionali, mai raggiunti da nessun altro, è considerato il più grande velocista di tutti i tempi.[2][3]

È l'attuale campione mondiale nelle specialità dei 100 metri piani, 200 metri piani e staffetta 4×100 metri, vinti a Mosca 2013, discipline di cui detiene anche i primati mondiali, stabiliti ai Giochi olimpici di Londra 2012 (4×100 m) e durante i Mondiali di Berlino 2009 (100 m e 200 m). Di tutte e tre le specialità è anche campione olimpico.

È inoltre il detentore del primato mondiale dei 200 metri piani categoria allievi e juniores, rispettivamente con 20"13[4] e 19"93.[5] Per le sue superiori prestazioni come sprinter è soprannominato Lightning Bolt (fulmine).[6]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni (1986-2001)[modifica | modifica sorgente]

Usain Bolt nasce nella parrocchia di Trelawny, una delle quattordici suddivisioni della Giamaica, con capoluogo Falmouth, da Wellesley e Jennifer Bolt,[7] crescendo, insieme al fratello Sadeeki[8] e alla sorella Sherine,[7] a Sherwood Content, un villaggio di circa un migliaio di abitanti.[9]

Il suo talento atletico è ben visibile fin dai primi anni, quando pratica diversi sport, soprattutto il cricket,[10] che ha continuato ad appassionarlo anche dopo i suoi successi atletici.[11] Dopo essere entrato nella William Knibb Memorial High School, l'allenatore di cricket nota le sue doti da velocista e decide di farlo partecipare a gare di atletica leggera.[12]

Nel 2001 Bolt vince la sua prima medaglia giungendo 2º sui 200 metri nel campionato scolastico, con un tempo di 22"04.[6] Nella sua prima competizione a livello continentale, i CARIFTA Games dello stesso anno, ottiene due medaglie d'argento sui 200, con 21"81, e sui 400 metri piani, con 48"28.[13]

Fa la sua prima apparizione a livello internazionale ai Mondiali allievi di Debrecen, dove manca l'ingresso nella finale dei 200 m, stabilendo tuttavia il nuovo primato personale sulla distanza con 21"73.[14]

L'ascesa sportiva (2002-2003)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002, continua a migliorare i propri primati su 200 e 400 m, portandoli rispettivamente a 20"61 e 47"12 nel corso dei Campionati juniores di atletica leggera dell'America centrale e dei Caraibi che lo vedono medaglia d'oro su entrambe le distanze.[15]

Ai Mondiali juniores di Kingston, ottiene i suoi primi successi in campo internazionale, mostrando tutto il suo talento sui 200 metri. Dopo aver stabilito nel primo turno il suo nuovo primato personale, con 20"58, in finale conquista la medaglia d'oro con il tempo di 20"61 (il 19 luglio 2002),[16] vittoria che fa di Bolt il più giovane campione mondiale juniores di sempre all'età di 16 anni e 200 giorni.[17] Oltre a questo grande risultato individuale, aiuta la squadra giamaicana nelle due staffette, conquistando due argenti e stabilendo i nuovi primati nazionali juniores nella 4×100 metri (39"15)[18] e nella 4×400 metri (3 04"06).[19]

Il 5 aprile 2003 a Kingston corre i 400 metri in 45"35, tempo che rappresenta la sesta miglior prestazione mondiale di tutti i tempi della categoria allievi[20] ed anche temporaneo primato mondiale stagionale, in seguito battuto dal sudanese Nagmeldin Ali Abubakr con 45"22.

Nello stesso meeting Bolt batte il primato mondiale dei 200 metri della categoria allievi con 20"25 (vento +1,9 m/s), ed il 21 giugno, sempre a Kingston lo manca per soli 3 centesimi di secondo.[4] Ai Campionati del mondo allievi, tenutisi in luglio a Sherbrooke, vince la medaglia d'oro con il tempo di 20"40, ottenuto con un vento contrario di 1,1 m/s.[21] Successivamente, il 20 luglio a Bridgetown nel corso dei Campionati panamericani juniores, batte un'altra volta il record del mondo con 20"13 in totale assenza di vento.[4]

I primi successi (2004-2007)[modifica | modifica sorgente]

Usain Bolt al meeting Crystal Palace del 2007.

Sotto la guida del nuovo tecnico Fitz Coleman, Bolt diviene un professionista e, a partire dal 2004, si consacra come uno dei più talentuosi velocisti di sempre.[6] L'11 aprile dello stesso anno stabilisce il nuovo primato mondiale juniores dei 200 m con il tempo di 19"93, diventando il primo velocista juniores di sempre a correre la distanza in meno di 20 secondi.[6][22]

Un infortunio al tendine del ginocchio lo costringe a rinunciare ai Mondiali juniores che si disputano a Grosseto, ma riesce a recuperare in tempo per partecipare alle Olimpiadi di Atene. Tuttavia, a causa di un nuovo infortunio nella batteria di qualificazione, corre i 200 metri in 21"05 fallendo così il passaggio al turno successivo.[23]

L'anno successivo è fondamentale per Bolt. Il nuovo allenatore, Glen Mills, riconoscendo il talento e il futuro roseo di Usain, decide di cambiare l'approccio poco professionale del giamaicano allo sport.[23] La stagione inizia positivamente con la vittoria in 20"03 sui 200 metri ai Campionati CAC di Nassau[24] e con un tempo di 19"99 sui 200 metri segnato al meeting del Crystal Palace di Londra.

Sfortunatamente, ai Campionati del mondo del 2005, si infortuna durante la finale dei 200 metri e arriva ultimo con un tempo molto elevato: 26"27. Tra il 2005 e il 2006 raggiunge i vertici della specialità classificandosi rispettivamente terzo e quarto nella classifica mondiale dell'anno.[6]

Nel 2006, durante il meeting Athletissima di Losanna, ottiene un terzo posto, alle spalle di Xavier Carter e Tyson Gay, registrando il suo primato personale sui 200 metri a 19"88.[25]

Si conferma tra i migliori velocisti del momento, chiudendo la stagione con un 3º posto (in 20"10) alle IAAF World Athletics Final di Stoccarda[26] e con un 2º posto (in 19"96) in Coppa del mondo ad Atene.[27]

Durante tutto il 2007 Bolt fa registrare ottimi risultati, vincendo medaglie e soprattutto abbassando in continuazione i suoi primati personali. Comincia a dedicarsi alla distanza dei 100 metri, stabilendo il proprio personale in 10"03 a Rethymno, in Grecia[7] mentre ai campionati giamaicani fa registrare il nuovo primato nazionale dei 200 m con il tempo di 19"75, battendo il record di Don Quarrie che resisteva da ben 36 anni.[6][7]

Ai Mondiali di Osaka vince le sue prime medaglie internazionali nella categoria seniores, conquistando l'argento sui 200 m, con il tempo di 19"91 alle spalle del solo Tyson Gay,[28] e nella staffetta 4×100 m (composta da Bolt, Powell, Anderson e Carter), stabilendo con 37"89 il nuovo primato nazionale della specialità.[29]

Le Olimpiadi di Pechino (2008)[modifica | modifica sorgente]

Bolt vola verso l'oro dei 200 metri nella finale olimpica di Pechino 2008.

Il 3 maggio 2008 realizza la seconda miglior prestazione di sempre sui 100 metri piani: nel corso del meeting Jamaica International di Kingston, Bolt ferma il cronometro sul tempo di 9"76 (vento + 1,8 m/s),[30] a soli due centesimi dal primato mondiale del connazionale Asafa Powell, stabilito l'anno precedente a Rieti.[31]

Il 31 maggio, a New York, nel corso del Reebok Grand Prix all'Icahn Stadium stabilisce il primato mondiale dei 100 metri piani correndo in 9"72.[32][33] La prestazione di Bolt è ancor più considerevole, se si pensa che la gara di New York è solamente la 5ª di Bolt sui 100 metri nella categoria seniores.[34]

Il 13 luglio, al Grand Prix Tsiklitiria di Atene, corre i 200 metri in 19"67 (vento - 0,5 m/s), tempo che, oltre a rappresentare il nuovo record nazionale giamaicano e il primato mondiale stagionale, lo colloca al quinto posto nella classifica assoluta di ogni tempo.[35] Il 22 luglio, a causa probabilmente di una brutta partenza, viene battuto per un solo centesimo dal connazionale Asafa Powell, che vince in 9"88 con vento nullo.[36][37]

Alla luce dei notevoli riscontri cronometrici su 100 e 200 metri, Bolt si presenta da favorito per gli imminenti Giochi olimpici di Pechino. Il 16 agosto, nella finale dei 100 metri piani, stabilisce il nuovo primato mondiale con un riscontro cronometrico di 9"69 (arrotondato per eccesso), nonostante rallenti vistosamente la sua corsa, in preda all'esultanza, negli ultimi 30 metri (correndo inoltre gli ultimi passi con la scarpa sinistra slacciata).[38] L'allenatore di Bolt, Glen Mills, successivamente dichiarerà che, considerando la velocità dei primi 60 metri della finale olimpica, Bolt avrebbe potuto fermare il cronometro sul tempo di 9"52.[39]

Archiviata la gara sui 100 metri, Bolt si appresta a prendere parte alla distanza doppia, nella speranza di emulare il duplice oro di Carl Lewis ai Giochi di Los Angeles 1984. Il 20 agosto, domina anche la finale dei 200 metri piani stabilendo il nuovo primato mondiale con 19"30 con vento contrario di quasi un metro al secondo (-0,9 m/s),[40][41] ritoccando il precedente primato di Michael Johnson di 19"32 ottenuto ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 e registrando la massima velocità media con partenza da fermo mai raggiunta da un uomo (37,305 km/h, limite poi superato il 16 agosto 2009 nella finale dei 100 metri piani ai mondiali di Berlino con la media di 37,578 km/h).

Il 22 agosto Bolt conclude trionfalmente la sua partecipazione olimpica vincendo l'oro nella 4×100 metri, correndo la terza frazione di una staffetta composta anche dai connazionali Nesta Carter, Michael Frater e Asafa Powell. Con il tempo di 37"10 il quartetto giamaicano stabilisce il nuovo record del mondo, migliorando il precedente primato di ben 30 centesimi di secondo.[42]

Il 2 settembre riconferma la sua superiorità sul mezzo giro di pista all'Athletissima di Losanna, chiudendo in 19"63 nonostante lo stesso vento contrario di Pechino (-0,9 m/s) e il rallentamento nel finale, mentre 3 giorni dopo, a Bruxelles corre i 100 metri in 9"77 davanti al connazionale Asafa Powell (9"83) con un vento contrario di 1,3 m/s e su pista bagnata.

I mondiali di Berlino (2009)[modifica | modifica sorgente]

Usain Bolt corre la gara da primato dei 200 m di Berlino 2009.
« Quando c'è lui, si corre per il secondo posto. Dopo avere stravinto due ori nei 100 e nei 200 ai giochi olimpici di Pechino 2008, si è confermato ai Mondiali 2009 a Berlino conquistando altri due ori, entrambi con il record del mondo in finale. È l'uomo più veloce del mondo. Io impazzisco per le immagini di sport, e vederlo correre (magari messo a fuoco dagli straordinari mezzi che le tv ci mettono a disposizione oggi) è un'esperienza esaltante. »
(Alessandro Del Piero su Usain Bolt.[43])

Bolt inizia la stagione 2009 correndo i 400 metri in un paio di gare e facendo segnare il tempo di 45"54 a Kingston.[44] Nel mese di aprile viene coinvolto in un incidente d'auto, che gli procura un piccolo infortunio alla gamba da cui tuttavia recupera velocemente.[45]

Successivamente prende parte ad una gara sull'insolita distanza dei 150 metri piani (corsi in rettilineo) nella città di Manchester; con 14"35,[46] Bolt realizza il tempo più veloce di sempre sulla distanza, migliorando il 14"75 di Tyson Gay (corso durante la finale dei 200 m ai Mondiali del 2007) e il 14"8 (manuale) di Pietro Mennea, tempi che rimangono tuttavia le migliori prestazioni per i 150 metri corsi in curva.[47][48] Ai campionati nazionali giamaicani, nonostante una condizione non ancora ottimale, vince le prove sui 100 e 200 metri correndo rispettivamente in 9"86 e 20"25, ottenendo così la qualificazione per i Mondiali di Berlino che si sarebbero tenuti nei mesi a venire.

Il 2 luglio, durante un'intervista, dichiara di essere in grado di ritoccare i primati dei 100 e 200 m che già gli appartengono: "Penso di poter andare più forte. Ritengo che arrivare a 9"50 nei 100 metri sia possibile, ci sto lavorando. Ora non sono nella migliore condizione, ma penso che lentamente sarò in grado di rimettermi in forma in vista dei mondiali".[49] A pochi giorni da queste dichiarazioni, il 7 luglio, durante il meeting internazionale Athletissima di Losanna, Bolt corre i 200 metri in 19"59, quarta miglior prestazione di sempre, ma con quasi un metro di vento contrario e sotto una pioggia torrenziale, oltretutto rallentando vistosamente negli ultimi 30 metri.[50]

Il 16 agosto vince la finale dei 100 metri piani dei Mondiali di Berlino con il tempo di 9"58, nuovo primato del mondo,[51] con la media di 2 metri e 44 centimetri ogni passo, superando i 41 km/h di velocità media nei secondi 50 metri e toccando un picco di velocità massima di oltre 44 km/h. Il secondo classificato, lo statunitense Tyson Gay argento in 9"71 (nuovo primato nazionale) è distanziato di ben 13 centesimi, mentre Asafa Powell chiude al terzo posto in 9"84, tempi che assieme a tutte le altre prestazioni formano la gara più veloce di sempre.

Secondo le statistiche sarebbero dovuti passare altri 20 anni prima che il suo vecchio primato di 9"69 venisse battuto, mentre Bolt riesce a migliorarlo di 11 centesimi in soli 15 mesi, ponendosi come obiettivo futuro la soglia dei 9"40.[52]

Il 20 agosto stabilisce il nuovo primato dei 200 metri piani correndo in 19"19 e vincendo la medaglia d'oro anche su questa distanza. In seguito a tale prestazione cronometrica viene presa in considerazione l'ipotesi che Bolt possa scendere sotto i 19 secondi.[53] Il 22 agosto si aggiudica l'oro anche nella staffetta 4×100 con il tempo di 37"32, non battendo il primato del mondo, ma stabilendo comunque il record dei campionati.[54]

Dopo i mondiali del 2009 Bolt dichiara di volersi concedere due anni di allenamento sui 400 metri piani per tentare di stabilire il primato mondiale anche su questa distanza. Inoltre afferma di volersi cimentare nel salto in lungo prima della fine della sua carriera: l'attuale primatista Mike Powell aveva sostenuto che potesse essere il primo atleta a superare la soglia dei 9 metri.[55]

Gli infortuni (2010)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2010 non si rivela all'altezza delle precedenti per Bolt, nonostante i buoni tempi sulle sue tipiche distanze. Esordisce il 25 aprile alla centosedicesima edizione delle Penn Relays di Filadelfia, con la staffetta 4×100 metri assieme a Mario Forsythe, Yohan Blake e Marvin Anderson chiudendo in 37"90 (primato stagionale) e realizzando l'ultima frazione in 8"79.[56] Qualche giorno dopo, a Kingston, corre i 200 metri in 19"56, miglior prestazione stagionale, nonché 4ª migliore di sempre.[57]

Corre la sua prima tappa della Diamond League a Shanghai, coprendo i 200 m in 19"76 (vento -0,8 m/s), lontano due decimi dal suo primato stagionale.[58] Il 27 maggio al Golden Spike di Ostrava manca il primato del mondo, appartenente a Michael Johnson con 30"85, sull'inconsueta distanza dei 300 metri correndo i primi 100 m in 9"70, i 200 m in 19"80 e concludendo la gara in 30"97,[59] dovendosi accontentare del primato del meeting, che deteneva Jeremy Wariner con 31"72.[60]

L'8 luglio, dopo essersi ripreso da un infortunio al tendine di Achille, corre i 100 m allo Stade Olympique de la Pontaise di Losanna in 9"82 (vento +0,5 m/s), eguagliando il primato mondiale stagionale di Asafa Powell.[61] Qualche giorno dopo segna un'altra vittoria al Meeting Areva di Saint-Denis, chiudendo in 9"84 davanti ad Asafa Powell, secondo con 9"91 e Yohan Blake, terzo in 9"95.[62]

Arriva anche una sconfitta al DN Galan di Stoccolma, dove il rivale Tyson Gay vince in 9"84, a fronte di un 9"97 del giamaicano, che nei due anni passati non aveva mai perso totalizzando una serie di 14 vittorie consecutive. Tuttavia, alla fine della gara, dimostra di accettare la sconfitta abbracciando il vincitore.[63] Poco dopo, un infortunio gli impedisce di partecipare ai meeting di Zurigo e Bruxelles, costringendolo a concludere in anticipo la stagione.[64]

Rinnovando fino al 2013 il suo contratto con la nota marca di abbigliamento Puma, con cui è legato sin dal 2002, è diventato l'atleta più pagato nella storia dell'atletica leggera.[65]

I mondiali di Daegu (2011)[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di gennaio 2011, l'atleta giamaicano dichiara la sua intenzione di volersi ritirare dall'atletica leggera dopo i Giochi olimpici di Rio de Janeiro nel 2016 e che il suo desiderio successivo sarebbe quello di giocare da professionista in una squadra di calcio in Europa, possibilmente il Manchester United.[66]

Dopo 10 mesi di assenza dalle gare debutta al Golden Gala di Roma, correndo i 100 metri in 9"91, davanti a Asafa Powell (9"93) e Christophe Lemaitre (10"00).[67] La gara è molto combattuta, Powell, in vantaggio fino ai 70 metri, viene recuperato e superato da Bolt poco prima della linea di arrivo.[68]

Ripete lo stesso tempo qualche giorno dopo al Golden Spike di Ostrava,[69] passando le 100 iarde in 9"14.[70] Il 9 giugno ai Bislett Games di Oslo segna il primato stagionale sui 200 metri con il tempo di 19"86 (vento +0,7).[71] Corre la stessa distanza un mese dopo al Meeting Areva vincendo con un più modesto 20"03 (vento -0,6).[72]

Al meeting Herculis di Monaco corre i 100 metri in 9"88 (vento +1,0 m/s), precedendo di soli due centesimi il connazionale Nesta Carter (9"90) e lo statunitense Mike Rodgers (9"96); dopo questa gara Bolt afferma che nella stagione non riuscirà a battere il primato del mondo segnato nel 2009.[73] Al DN Galan di Stoccolma corre i 200 metri, ma ancora una volta resta sopra i 20 secondi con 20"03 (vento -1,2 m/s).[74]

Usain Bolt dopo la finale della 4×100 ai mondiali di Daegu 2011.

Ai Mondiali di Daegu, in Corea del Sud, dopo essersi qualificato per la finale con il secondo miglior tempo ma i favori del pronostico, viene squalificato per una falsa partenza, togliendosi prima la maglietta in segno di stizza e poi lasciando lo stadio.[75] Il titolo di campione sui 100 metri viene vinto dal suo connazionale Yohan Blake con il tempo di 9"92 (vento -1,4 m/s). In seguito a questo evento si addensano vari sospetti sul motivo per il quale avesse voluto anticipare la partenza in modo così evidente;[76] Carlo Vittori, l'ex tecnico di Pietro Mennea lo critica sostenendo che il suo gesto sia stato commesso volontariamente con l'obiettivo di far aumentare ancora di più l'attenzione dei media verso di lui, affermando che si sarebbe parlato molto di più di una sua inaspettata squalifica rispetto ad una sua vittoria senza record.[77]

Qualche giorno più tardi si riscatta dalla delusione dei 100 m, confermandosi campione mondiale dei 200 metri con il tempo 19"40 (vento +0,8 m/s), battendo lo statunitense Walter Dix (19"70, a un solo centesimo dal primato personale) e il francese Christophe Lemaitre (19"80, primato nazionale).[78] A coronamento di una rassegna iridata comunque positiva conquista l'oro anche con la staffetta 4×100 m con Nesta Carter, Michael Frater e Yohan Blake stabilendo con il tempo di 37"04 il nuovo record mondiale.[79]

Dopo la conclusione dei Campionati mondiali corre i 100 metri a Zagabria (Croazia) in 9"85 (vento +0,1 m/s), davanti a Kim Collins (10"00) e Richard Thompson (10"03), realizzando il suo primato stagionale, ma solo la settima prestazione dell'anno, e dichiarando di non sentirsi soddisfatto, dal momento che riteneva di poter fare di meglio.[80] Chiude la stagione 2011 il 16 settembre al Memorial Van Damme di Bruxelles, correndo i 100 metri in 9"76 (vento +1,3 m/s), davanti ai due connazionali Nesta Carter (9"89) e Lerone Clarke (10"05), battendo il record mondiale stagionale di Asafa Powell di 9"78.[81]

Il 12 novembre gli viene assegnato dalla IAAF il premio come miglior atleta dell'anno assieme all'ostacolista australiana Sally Pearson;[82] nell'occasione dichiara la sua intenzione di vincere 4 ori alle prossime Olimpiadi a Londra, correndo, oltre alle sue consuete distanze dei 100 m, 200 m e staffetta 4×100 metri, anche la staffetta 4×400 metri. Carl Lewis fu l'ultimo atleta a compiere un'impresa simile nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles, vincendo 4 ori nei 100 m, 200 m, staffetta 4×100 m e salto in lungo.

Le Olimpiadi di Londra (2012)[modifica | modifica sorgente]

Dopo due forfait a gennaio,[83] Bolt si presenta in ottime condizioni per il 2012; il 14 aprile corre la sua prima gara in staffetta, con la 4×100 composta da Mario Forsythe, Yohan Blake e Kimmari Poach (suoi compagni di società del Racers Track Club), vincendo in 37"82 davanti al team del MVP Track & Field Club, che con Dwain Chambers, Michael Frater, Nesta Carter e Asafa Powell (che sfida Bolt in ultima frazione) chiude in 38"27.[84]

Usain Bolt ai Giochi olimpici di {{{2}}} - Nessuna Olimpiade Estiva.

Il 6 maggio corre la sua prima gara individuale, in cui, dopo due false partenze ferma il cronometro a 9"82, davanti ai connazionali Michael Frater (10"00) e Lerone Clarke (10"03), migliorando il precedente primato stagionale di Yohan Blake di 8 centesimi; il tempo, nonostante l'aiuto di una buona dose di vento a favore (1,8 m/s) è un risultato più che soddisfacente per un inizio di stagione.[85] In vista del Golden Spike di Ostrava si pone come obiettivo un tempo sotto i 9"80;[86] tuttavia in questa occasione Bolt non brilla particolarmente: seppur vincendo, chiude in 10"04, tempo condizionato anche da una cattiva partenza e da un vento contrario di 0,8 m/s. Una prestazione cronometrica di questo livello non gli capitava dal 2009.[87]

Il 31 maggio, nella cornice dello Stadio Olimpico di Roma al Golden Gala, Bolt si conferma nuovamente il miglior velocista del momento, facendo fermare il cronometro su 9"76 (vento -0,1 m/s), record del meeting, precedendo il connazionale Asafa Powell (9"91) e il francese Christophe Lemaitre (10"04).[88] La sfida con l'eterno rivale Powell si ripete una settimana dopo ai Bislett Games di Oslo, stavolta la gara è più combattuta: Asafa Powell scatta meglio dai blocchi riuscendo a tenerlo dietro per circa 70 metri, ma ancora una volta Bolt trionfa con 9"79 (vento +0,7 m/s), a 6 centesimi dal rivale.[89]

Usain Bolt (7ª corsia, 6º dall'alto) durante la partenza della finale dei 100 metri piani dei Giochi olimpici di Londra 2012.

Nonostante l'eccellente forma di stagione Bolt non riesce a riconfermare la sua imbattibilità; ai trials giamaicani si deve scontrare contro il campione del mondo sui 100 metri Yohan Blake, nonché autore del miglior crono del 2011 sui 200 metri, con il notevole 19"26. La prima sconfitta avviene sui 100 metri, in cui Blake vince in 9"75 diventando il quarto atleta più veloce della storia. Bolt si classifica secondo in 9"86, precedendo Asafa Powell solo di due centesimi.[90] In seguito viene sconfitto anche sui 200 metri, disciplina in cui non perdeva dal 2007 e che vede vincitore ancora Blake con 19"80, 3 centesimi meglio di Bolt.[91]

Dopo queste due brucianti sconfitte, in accordo con il suo allenatore, decide di non prendere parte al meeting Herculis del 20 luglio (in cui si sarebbe dovuto cimentare sui 200 m), affermando di avere qualche problema muscolare da risolvere.[92] C'è chi vede in questa affermazione solo una scusa per prepararsi al meglio in vista dei Giochi olimpici di Londra 2012, in cui per la prima volta potrebbe non essere più considerato il logico favorito per le vittorie sui 100 m e 200 m, viste le sconfitte subite ai trials giamaicani di qualche settimana prima.

Il 27 luglio è il portabandiera per la Giamaica alla cerimonia di apertura dei Giochi della XXX Olimpiade a Londra. Il 5 agosto vince l'oro nei 100 metri stabilendo il nuovo record olimpico con il tempo di 9"63,[93] battendo il suo compagno di squadra Yohan Blake di 12 centesimi. Vincendo per la seconda volta su questa distanza ad un'Olimpiade porta a termine un'impresa che solo Carl Lewis era riuscito a realizzare in precedenza.

Il 9 agosto vince l'oro anche nei 200 metri piani con il tempo di 19"32, davanti ai connazionali Yohan Blake e Warren Weir; grazie a questa vittoria Bolt è l'unico atleta nella storia a vincere la medaglia d'oro nei 100 e 200 metri in due Olimpiadi consecutive. Infine l'11 agosto, insieme ai connazionali Carter, Frater e Black, vince la medaglia d'oro anche nella staffetta 4×100 metri, realizzando con il tempo di 36"84 il nuovo record mondiale.

« Ero venuto qui per l'oro, adesso sono una leggenda, sono il più grande atleta vivente. Sono sullo stesso piano di Michael Johnson, un mito per me, sono cresciuto vedendolo battere record su record. È stata una corsa dura, sentivo la pressione degli altri, ho pensato di eseguire la mia corsa come mi aveva detto il mio allenatore, ho pensato molto alla tecnica. Questa tripletta è tutta merito suo, merita questi successi. Si vede che siamo forti ed è anche un bene per il futuro dei ragazzi della Giamaica. »
(Usain Bolt dopo aver vinto l'oro nei 100 e nei 200 m a Londra 2012[94])

I mondiali di Mosca (2013)[modifica | modifica sorgente]

Bolt apre la stagione 2013 nel mese di febbraio a Kingston correndo i 400 m con il tempo di 46"74, primato personale stagionale successivamente migliorato a marzo con 46"44. La prima gara stagionale sui 100 m la disputa a George Town, nelle Isole Cayman, vincendo la prova in 10"09.[95]

Il 6 giugno prende parte al Golden Gala di Roma, venendo battuto dallo statunitense Justin Gatlin per un centesimo di secondo sui 100 metri piani (9"94 contro 9"95).[96] Prima dell'inizio del meeting Bolt percorre un giro di pista a bordo di una vettura elettrica indossando la maglia della nazionale italiana. Il 13 giugno, durante i Bislett Games di Oslo, fa il suo debutto stagionale anche sui 200 m, vincendo la gara con il tempo di 19"79, miglior prestazione mondiale dell'anno sulla distanza.[97]

Nel mese di agosto prende parte ai Mondiali che si svolgono a Mosca. L'11 agosto vince la medaglia d'oro nei 100 m con il tempo di 9"77, suo primato stagionale, precedendo lo statunitense Justin Gatlin e il connazionale Nesta Carter.[98] Il 17 agosto conquista l'oro anche nella gara dei 200 m, con il tempo di 19"66, ed il giorno successivo conquista la sua terza medaglia d'oro nella manifestazione (8º oro complessivo ai Mondiali), grazie alla staffetta 4×100 metri, vinta con il tempo di 37"36, con un quartetto composto da Nesta Carter, Kemar Bailey-Cole, Nickel Ashmeade e lo stesso Bolt in ultima frazione.

Con queste ultime vittorie eguaglia il record di ori (8) e di medaglie complessive vinte (10) ai mondiali di atletica di Carl Lewis.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

« Mi chiedo come si possa correre un anno in 10"03 e l'anno successivo in 9"69 »
(Carl Lewis fa notare il miglioramento di Bolt in un anno.[99])

Si sono avuti molti sospetti riguardo all'uso di sostanze dopanti dovuti alle incredibili prestazioni di Bolt e al fatto che la Giamaica non abbia un'apposita Agenzia Nazionale antidoping. Durante le Olimpiadi di Pechino il velocista tedesco Tobias Unger, che non riuscì a qualificarsi per la seconda batteria dei 100 metri piani, accusò Bolt dicendo che le sue vittorie sono una burla, per il fatto che abbia corso i 100 metri in 9"92 senza preoccuparsi di scaldarsi e non mostrando segni di stanchezza a fine gara.[100]

Carl Lewis, campione olimpico e mondiale nella velocità e nel salto in lungo, nonché ex detentore del primato mondiale dei 100 m, a fine Olimpiadi fa notare il consistente miglioramento dell'atleta giamaicano in un anno (da 10"03 a 9"69) e che tra gli atleti che sono scesi sotto i 9"80 tre sono risultati positivi a test antidoping e uno è rimasto fuori per un anno a causa di un infortunio.[101]

Tuttavia Bolt non è mai stato trovato positivo, come ha affermato lo stesso presidente della IAAF Lamine Diack[102] e lui stesso ha sostenuto che le sue vittorie, e quelle di tutti gli altri suoi connazionali, sono frutto di tanto allenamento e che chiunque voglia controllarlo è il benvenuto.[103]

Record nazionali[modifica | modifica sorgente]

Seniores[modifica | modifica sorgente]

Juniores[modifica | modifica sorgente]

  • 200 metri piani: 19"93 (Regno Unito Devonshire, 11 aprile 2004) Record mondiale

Allievi[modifica | modifica sorgente]

  • 200 metri piani: 20"13 (Barbados Bridgetown, 20 luglio 2003) Record mondiale
  • 400 metri piani: 45"35 (Giamaica Kingston, 5 aprile 2003)

Progressione[modifica | modifica sorgente]

100 iarde[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2012 9"29 Rep. Ceca Ostrava 25-5-2012
2011 9"14 Rep. Ceca Ostrava[104] 31-5-2011

100 metri piani[modifica | modifica sorgente]

La progressione di Bolt nei 100 m (tempi migliori).
La progressione di Bolt nei 200 m (tempi migliori).[105]
Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2013 9"77 Russia Mosca 11-8-2013
2012 9"63 Regno Unito Londra 5-8-2012
2011 9"76 Belgio Bruxelles 16-9-2011
2010 9"82 Svizzera Losanna 8-7-2010
2009 9"58 Germania Berlino 16-8-2009
2008 9"69 Cina Pechino 16-8-2008
2007 10"03 Grecia Rethymno 18-7-2007 12º

200 metri piani[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2013 19"66 Russia Mosca 17-8-2013
2012 19"32 Regno Unito Londra 9-8-2012
2011 19"40 Corea del Sud Daegu 3-9-2011
2010 19"56 Giamaica Kingston 1-5-2010
2009 19"19 Germania Berlino 20-8-2009
2008 19"30 Cina Pechino 20-8-2008
2007 19"75 Giamaica Kingston 24-6-2007
2006 19"88 Svizzera Losanna 11-7-2006
2005 19"99 Regno Unito Londra 22-7-2005
2004 19"93 Regno Unito Devonshire 11-4-2004
2003 20"13 Barbados Bridgetown 20-7-2003
2002 20"58 Giamaica Kingston 18-7-2002 60º
2001 21"73 Ungheria Debrecen 14-7-2001 853º

300 metri piani[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2010 30"97 Rep. Ceca Ostrava[106] 27-5-2010

400 metri piani[modifica | modifica sorgente]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2013 46"44 Giamaica Kingston 23-3-2013 180º
2010 45"87 Giamaica Kingston 13-2-2010 96º
2009 45"54 Giamaica Kingston 21-2-2009 40º
2008 46"94 Giamaica Kingston 26-1-2008 420º
2007 45"28 Giamaica Kingston 5-5-2007 33º
2006 47"58 Giamaica Kingston 29-1-2006 775º
2003 45"35 Giamaica Kingston 5-4-2003 46º
2002 47"12 Barbados Bridgetown[107] 5-7-2002 473º
2001 48"28 Barbados Bridgetown[107] 14-4-2001 949º

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Bolt sul podio dei 200 m dei mondiali di Osaka 2007 e, nell'immagine a destra, Bolt dopo la finale dei 100 m di Pechino 2008. Bolt sul podio dei 200 m dei mondiali di Osaka 2007 e, nell'immagine a destra, Bolt dopo la finale dei 100 m di Pechino 2008.
Bolt sul podio dei 200 m dei mondiali di Osaka 2007 e, nell'immagine a destra, Bolt dopo la finale dei 100 m di Pechino 2008.
Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
2001 Mondiali allievi Ungheria Debrecen 200 metri Semifinale 21"73
2002 Mondiali juniores Giamaica Kingston 200 metri Oro Oro 20"61
4×100 metri Argento Argento 39"15
4×400 metri Argento Argento 3'04"06
2003 Mondiali allievi Canada Sherbrooke 200 metri Oro Oro 20"40
400 metri Semifinale np
2004 Giochi olimpici Grecia Atene 200 metri Batteria 21"05
2005 Campionati CAC Bahamas Nassau 200 metri Oro Oro 20"03
Mondiali Finlandia Helsinki 200 metri 26"27
2007 Mondiali Giappone Osaka 200 metri Argento Argento 19"91
4×100 metri Argento Argento 37"89 Record nazionale
2008 Giochi olimpici Cina Pechino 100 metri Oro Oro 9"69 Record mondiale
200 metri Oro Oro 19"30 Record mondiale
4×100 metri Oro Oro 37"10 Record mondiale
2009 Mondiali Germania Berlino 100 metri Oro Oro 9"58 Record mondiale
200 metri Oro Oro 19"19 Record mondiale
4×100 metri Oro Oro 37"32 Record dei Campionati
2011 Mondiali Corea del Sud Daegu 100 metri Finale sq
200 metri Oro Oro 19"40 Record mondiale stagionale
4×100 metri Oro Oro 37"04 Record mondiale
2012 Giochi olimpici Regno Unito Londra 100 metri Oro Oro 9"63 Record olimpico
200 metri Oro Oro 19"32 Record personale stagionale
4×100 metri Oro Oro 36"84 Record mondiale
2013 Mondiali Russia Mosca 100 metri Oro Oro 9"77 Record personale stagionale
200 metri Oro Oro 19"66 Record mondiale stagionale
4×100 metri Oro Oro 37"36 Record mondiale stagionale

Coppe e meeting internazionali[modifica | modifica sorgente]

Usain Bolt nel 2009.
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013

Immagine pubblica[modifica | modifica sorgente]

Usain Bolt immortalato nel 2009 poco prima dei mondiali di Berlino.

Il suo carattere è spesso descritto come tranquillo e fin troppo rilassato.[108] Dopo il suo record del mondo ottenuto a New York, durante una gara preceduta da un forte temporale,[109] la stampa ha coniato vari giochi di parole riguardo al suo nome chiamandolo "Lightning Bolt" o "Bolt from the blue".[110][111][112]

Grande amante del calcio, ospite del Manchester United durante alcune sedute di allenamento, era presente durante la finale della UEFA Champions League 2010-2011 a Londra, dove ha dichiarato che, dopo il suo ritiro dall'atletica leggera, gli sarebbe piaciuto giocare nella loro squadra.[113]

Dopo aver vinto il titolo mondiale dei 200 metri piani ai Campionati mondiali juniores del 2002 a Kingston ha firmato un contratto di sponsorizzazione con la multinazionale di abbigliamento Puma.[114] Per promuovere l'avvicinamento alle Olimpiadi di Pechino 2008, la Puma ha pubblicato una serie di video raffiguranti Bolt durante la preparazione per le imminenti Olimpiadi e,[115] appositamente per la finale dei 100 metri piani, gli ha consegnato delle scarpette chiodate dorate create su misura per lui.[116]

Nel 2010, Bolt ha firmato un contratto con la casa editrice HarperCollins per la pubblicazione di un'autobiografia, intitolata Usain Bolt: My Story. 9.58: Being the World's Fastest Man e negoziata da Chris Nathaniel, amministratore delegato della NVA Holdings.[117] Il libro è stato poi pubblicato e distribuito durante il 2011.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine di Distinzione - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Distinzione
— Kingston, 5 ottobre 2008.[127]
Membro dell'Ordine della Giamaica - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine della Giamaica
— Kingston, 19 ottobre 2009.[128][129]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  11. ^ (EN) Adam Mountford, Windies triumph delights Bolt, Bbc.co.uk, 8 febbraio 2009. URL consultato il 3 ottobre 2011.
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  20. ^ (EN) 400 metres youth all time, IAAF.org. URL consultato il 2 ottobre 2011.
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  22. ^ Guido Alessandrini, 5/2008, op. cit., p. 33.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

In italiano
  • Pierangelo Molinaro, Roma ha un nuovo re in Atletica, n. 3/2011, mag/giu 2011, pp. 4-6. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  • Valerio Vecchiarelli, Roma si ferma arriva il re in Atletica, n. 1/2011, gen/feb 2011, pp. 12-15. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  • Roberto L. Quercetani, Un anno all'insegna di Bolt e Vlasic in Atletica, n. 6/2009, nov/dic 2009, pp. 36-39. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  • Giorgio Cimbrico, Diario mondiale in Atletica, n. 5/2009, set/ott 2009, pp. 4-15. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  • Fabio Monti, Il fenomeno in Atletica, n. 5/2009, set/ott 2009, pp. 28-31. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  • Giorgio Cimbrico, Bolt il Titano in Atletica, n. 3/2009, mag/giu 2009, pp. 10-13. URL consultato il 4 ottobre 2011.
  • Roberto L. Quercetani, E Usain penserà presto ai 400 in Atletica, n. 3/2009, mag/giu 2009, pp. 14-15. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  • Giancarlo Colombo, Diario Olimpico in Atletica, n. 5/2008, set/ott 2008, pp. 4-19. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  • Guido Alessandrini, Bolt, un uragano in Atletica, n. 5/2008, set/ott 2008, pp. 32-35. URL consultato il 6 ottobre 2011.
In inglese
  • Charles Butler, Usain Bolt in Runner's World, vol. 43, n. 12/2008, Rodale, Inc., dicembre 2008, pp. 78-79. ISSN 0897-1706. URL consultato il 6 ottobre 2011.

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