Caproni Ca.100

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Caproni Ca.100
Un Ca.100 Idro ancor oggi in condizioni di volo, presso l'Aeroclub del Lago di Como
Un Ca.100 Idro ancor oggi in condizioni di volo, presso l'Aeroclub del Lago di Como
Descrizione
Tipo aereo da turismo
aereo da addestramento
Equipaggio 2 (pilota ed istruttore)
Costruttore Aeronautica Caproni
CAB
Breda
Aeronautica Macchi
CNA
Data primo volo tardo 1928
Esemplari 688
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,30 m
Apertura alare 10,0 m
Superficie alare 24,44
Peso a vuoto 500 kg
Peso carico 769 kg
Capacità combustibile 120 L
Propulsione
Motore Colombo S.63
Potenza 130 CV (69 kW)
Prestazioni
Velocità max 180 km/h
Velocità di stallo 75 km/h
Corsa di decollo 110 m
Autonomia 600 km
Tangenza 4 500 m
Note le prestazioni cambiavano in relazione alla diversa motorizzazione adottata

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Il generale Valle su un Caproni Ca.100 con motore Walter NZ-85 in visita alla IV Brigata Aerea da bombardamento, Ferrara.
Un'altra immagine del Caproni Ca.100 restaurato.
Il Ca.100 idro donato dall'Aero Club Como alla famiglia Caproni e oggi esposto al Museo dell'aeronautica Gianni Caproni di Trento.

Il Caproni Ca.100, soprannominato amichevolmente Caproncino, era un biplano, in configurazione sesquiplana invertita, monomotore da turismo, usato anche come aereo da addestramento, prodotto in numerose versioni dall’azienda italiana Aeronautica Caproni negli anni trenta.

Il Ca.100 è stato un velivolo di successo commerciale che, grazie alla sua facilità di manutenzione ed alle sue doti di manovrabilità, è rimasto in dotazione per molti anni nelle scuole di volo civili e della Regia Aeronautica ed ancora impiegato dagli appassionati proprietari sino ai giorni nostri.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Sviluppo

La concezione del Ca.100 è direttamente conducibile al desiderio di Italo Balbo, allora ministro dell'aviazione, di promuovere la cultura aeronautica di massa con conseguente sviluppo dell'aeronautica da turismo. In quest'ottica fa emanare nel gennaio 1928 un concorso ministeriale per la realizzazione di un velivolo leggero da utilizzarsi nei ruoli di aereo da turismo, da collegamento ed addestratore basico per le scuole di volo civili, gli aeroclub e la Reale Unione Nazionale Aeronautica (RUNA), e della Regia.
Al bando di concorso parteciparono la quasi totalità delle aziende di produzione aeronautica del territorio nazionale, tra cui l'Aeronautica Caproni con il suo Ca.100 che pur non essendone risultata vincitrice si classificò ottimamente nelle prove comparative del febbraio 1929. Alla fine furono addirittura dieci i progetti che vennero ritenuti all'altezza dei requisiti richiesti; oltre il Ca.100, il vincitore Fiat-Ansaldo A.S.1, l'AVIA FL.3, il Breda Ba.15, il CAB C.4, il CANT 26, l' IMAM Ro.5, il Macchi M.70, il Magni Vittoria ed il Piaggio P.9.

Il Ca.100 era lo sviluppo nazionale del de Havilland DH.60 Moth del quale l'Aeronautica Caproni aveva acquistato la licenza di produzione con il permesso di introdurre qualche modifica. In realtà il Caproncino conservava l’aspetto generale del suo predecessore, tanto che quando tra i numerosi motori montava i britannici Cirrus o de Havilland Gipsy Major ne era quasi indistinguibile se non per la particolare configurazione alare sesquiplana invertita, una caratteristica distintiva già adottata dalla Aeronautica Caproni nel bombardiere Ca.73 progettato da Rodolfo Verduzio.

[modifica] Tecnica

[modifica] Cellula

La fusoliera era a sezione quadrangolare, realizzata in legno e rivestita da legno compensato telato e verniciato, dotata di due abitacoli di pilotaggio aperti in tandem, con il posteriore riservato per l’istruttore o passeggero, e forniti di doppi comandi. Posteriormente terminava in una coda dall'impennaggio tradizionale monoderiva dagli ampi piani di coda.

Il carrello d'atterraggio era fisso, a ruote indipendenti munite di freni, dotato anteriormente di gambe di forza controventate ed ammortizzate ed integrato posteriormente da un pàttino di coda anch'esso ammortizzato. La propulsione era affidata ad una nutrita serie di motorizzazioni diverse sia nell’architettura che nella gamma di potenza, tutte comunque abbinate ad un'elica bipala in legno.

[modifica] Superfici alari

La configurazione alare era sesquiplana invertita, cioè con l'ala inferiore di maggiori dimensioni della superiore. Entrambe erano realizzate con struttura in legno ricoperta in tela verniciata, con la sola inferiore dotata di alettoni, controventate, collegate tra loro tramite montanti tubolari e tiranti in filo d'acciaio e dotate in opzione di alette Handley-Page sul bordo d'attacco.

[modifica] Impiego operativo

Benché principalmente destinato all'uso civile, alcuni Ca.100 furono impiegati come addestratori anche nelle scuole di volo militari della Regia Aeronautica.

[modifica] Versioni

  • Ca.100 : versione di serie
  • Ca.100T : versione base da turismo previsto anche con ali ripiegabili per favorirne l'hangaraggio
  • Ca.100 bis : versione gran turismo dotata di cabina di pilotaggio chiusa
  • Ca.100 idro : versione idrovolante realizzata in collaborazione con la Macchi modificata con la sostituzione del carrello d'atterraggio con due galleggianti
  • Ca.100 anfibia : versione anfibia modificata con l'integrazione di ruote nei galleggianti

[modifica] Le motorizzazioni

Cecoslovacchia Cecoslovacchia
bandiera Regno d'Italia
Regno Unito Regno Unito

[modifica] Utilizzatori

bandiera Bulgaria
bandiera Regno d'Italia

[modifica] Velivoli attualmente esistenti

[modifica] Note

  1. ^ Aero Club Como. 9-2-2011

[modifica] Bibliografia

  • Emilio Brotzu; Gherardo Cosolo (a cura di), Dimensione Cielo, Aerei Italiani nella 2ª Guerra Mondiale Vol.10, Scuola-Collegamento, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, settembre 1977, pp. 5-16.
  • (ITEN) Ali d'Italia, Serie mini Vol 2. Caproni Ca 100 - Giorgio Apostolo Editore srl
  • Notiziario GMT 1/1993.

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