Compagnia Nazionale Aeronautica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Compagnia Nazionale Aeronautica
CNA
Stato bandiera Regno d'Italia
Fondazione 1920
Fondata da Giovanni Bonmartini
Chiusura 1934
Settore aeronautica
Prodotti aerei civili e militari
motori aeronautici

La Compagnia Nazionale Aeronautica, inizialmente denominata Cooperativa Nazionale Aeronautica e più nota la sigla CNA, era un'azienda aeronautica e casa motociclistica italiana attiva nella produzione di velivoli, motori aeronautici e motociclette da competizione nella prima parte del XX Secolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La coopertiva[modifica | modifica sorgente]

La fondazione dell'azienda si deve all'iniziativa del conte Giovanni Bonmartini, ricco possidente padovano, e di Luigi Garrone, tenente pilota dell'aereo di Gabriele D'Annunzio. Bonmartini e Garrone, che si erano conosciuti ed avevano stretto amicizia nel 1919 durante l'Impresa di Fiume, raccolsero un gruppo di piloti veterani della prima guerra mondiale, decisi a rimanere nell'ambito aeronautico, e fondarono la Cooperativa Nazionale Aeronautica[1].

In poche settimane la cooperativa raccolse oltre 400 adesioni di piloti congedati o in via di congedo, che rappresentavano il fior fiore della neonata aviazione militare. Infatti, i soci della CNA erano stati globalmente insigniti di 5 medaglie d'oro, 427 medaglie d'argento e 215 medaglie di bronzo al valor militare. Molti di loro avevano acquistato un velivolo militare dismesso dopo il conflitto, formando così una grande flotta aerea. All'epoca, per numero di velivoli, la CNA era probabilmente la più importante compagnia aerea del mondo.

Alla fine del 1920 la CNA poteva contare su 7 aviocentri sparsi sul territorio italiano, ma l'ancora prematuro utilizzo del servizio aereo in Italia, pose subito la cooperativa in difficoltà finanziarie. Per ovviare al problema, Bonmartini e Garrone decisero di rivolgersi al mercato estero, individuando nel nuovo assetto politico dell'ex Impero russo un possibile interlocutore.

Presa occasione della visita in Italia della delegazione commerciale inviata dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, Bonmartini e Garrone proposero la costituzione di una compagnia aerea civile transazionale che assicurasse i collegamenti tra Russia e Italia, facendo scalo in alcuni Paesi interposti tra i due Stati. La proposta fu subito accettata e, in seguito, venne stilato un protocollo d'intesa che prevedeva di effettuare il servizio aereo sulla tratta Roma-Zara-Belgrado-Bucarest-Odessa-Mosca ed altresì una prima fornitura all'aviazione russa di due biplani Fiat A.R.F. da consegnare a Mosca con un volo dimostrativo. Il 21 ottobre 1921, decollando da Campoformido, i due biposto Fiat della CNA partirono alla volta della capitale russa e si schiantarono entrambi al suolo subito dopo il decollo, probabilmente a causa di un sabotaggio. Nel disastro trovò la morte l'equipaggio del primo aereo, formato da Garrone e dal copilota Giovanni Strata.

Le conseguenze del disastro aereo furono letali per la CNA. La RSFSR annullò il contratto di acquisto degli aerei e, inoltre, il piano di volo per il collegamento Roma-Mosca fu bocciato dalle autorità italiane.

La compagnia[modifica | modifica sorgente]

Rimasto solo e, quale presidente, garante del deficit economnico, Bonmartini decise di trasformare la cooperativa in Compagnia Nazionale Aeronautica, chiudendo tutti gli aviocentri, salvo quello di Montecelio. Fondò poi una società con il geniale progettista aeronautico Giovanni Pegna, con lo scopo di progettare e produrre aerei militari da addestramento e parti di ricambio per l'aviazione, lasciando alla CNA il compito di addestrare i piloti e rilasciare i brevetti di volo.

I brevetti e l'attività di costruzione aeronautica della Pegna-Bonmaretini, rilevati nel 1923 dalla Piaggio, forni gli aerei da addestramento "Rondine", sui quali la CNA rilasciò 355 brevetti di volo, dal 1924 al 1928, anche grazie al notevole impulso dato all'aeronautica dal Fascismo, del quale Bonmartini era un esponente della prima ora.

L'aeroporto del Littorio[modifica | modifica sorgente]

Visto il successo dell'iniziativa aeronautica, Bonmartini decise di trasformare l'improvvisata pista di atterraggio in un vero e proprio aeroporto civile che permettesse il transito di aerei pesanti e l'attuazione di manifestazioni sportive e acrobatiche.

Il 21 marzo 1928, in occasione del MMDCLXXXI Natale di Roma - Festa del Lavoro, la nuova struttura denominata Aeroporto del Littorio fu inaugurata alla presenza di Mussolini e delle maggiori autorità civili e militari, davanti a un grande numero di visitatori, accorsi anche per ammirare il "Santa Maria II", l'idrovolante Savoia-Marchetti S.55 che pochi mesi prima aveva completato la doppia trasvolata atlantica di Francesco De Pinedo.[2].

L'attività aziendale procedeva a gonfie vele, quando alcune vicende politiche si frapposero ad ostacolo. Il 12 settembre 1929, infatti, Italo Balbo venne nominato ministro dell'aeronautica e quale acerrimo avversario di Bonmartini, azzerò immediatamente le commesse militari alla CNA, indirizzando le officine produttive a una inevitabile e rapida chiusura.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Roma-Urbe.

La moto[modifica | modifica sorgente]

Allo scopo di trovare una soluzione, almeno temporanea, che evitasse il fermo dell'officina, Bonmartini pensò di ampliare la produzione di motori. Già nel 1926, da mecenate della tecnica e provetto pilota, aveva finanziato le audaci idee due giovani ingegneri, Carlo Gianini e Piero Remor, fondando la GBR (acronimo di Gianini Bonmartini Remor) per la produzione di un avanzarissimo motore quadricilindrico raffreddato ad acqua. Lo sviluppo dei prototipi aveva dato risultati apprezzabili e la messa a disposizione delle officine CNA, impresse una forte accelerazione ai progetti.

Tra i motori progettati da Gianini e prodotti dalla CNA, spicca il tipo "C7", pensato per equipaggiare aerei e automobili. Tale propulsore, montato su un velivolo Fiat AS.1, il 10 dicembre del 1932 consentì a Renato Donati la conquista del primato mondiale di altezza per aerei da turismo di 1ª categoria, raggiugendo la quota di 8.334 metri.

Parallelamente, coadiuvata dal giovane tecnico-collaudatore Piero Taruffi, proseguiva il lavoro di evoluzione della modo da corsa che conseguì vari risultati importanti, come il record mondiale di velocità a 244,316 km/h sulla Firenze-Mare e la vittoria nel Gran Premio di Tripoli del 1935.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi CNA Rondine 500.

L'Autodromo di Roma[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1930, per incrementare l'offerta di manifestazioni sportive dirette a un vasto pubblico, Bonmartini avviò i lavori per la costruzione dell'autodromo, da realizzare con una pista in cemento armato posta perimetralmente al campo di volo.

I lavori vennero affidati all'ing. Piero Puricelli - che già aveva brillantemente realizzato l'Autodromo di Monza e l'Autostrada dei Laghi - procedettero speditamente per ospitare il Gran Premio Reale Roma di motociclismo che, in effetti, si svolse sul nuovo circuito nella data prestabilita del 31 maggio 1931.

L'Autodromo di Roma, come venne chiamata la struttura, rappresenta il secondo impianto permanente per gare di velocità costruito in Italia, solo preceduto da quello di Monza.

Nel 1926, Bonmartini decise di finanziare un progetto ideato dai neolaureati ingegneri Carlo Gianini e Piero Remor per la realizzazione di un motore da competizione per motocicli. Costituì così la GBR (acronimo dei cognomi Gianini, Bonmartini, Remor) che in meno di due anni portò a termine la prima versione del motore: un 500 cm³ raffreddato ad aria in grado di sviluppare al banco la potenza, ragguardevole per l'epoca, di 28 CV a 6 000 giri/min. Alla fine dello sviluppo la CNA ne acquisì i diritti di produzione.

Nel 1934 Bonmartini cedette la CNA alla Caproni. A sua volta, la Caproni vendette i diritti di produzione del motore GBR alla Gilera, che lo utilizzò sulla propria moto da competizione Rondine[senza fonte].

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Aerei[modifica | modifica sorgente]

Su licenza[modifica | modifica sorgente]

Motori[modifica | modifica sorgente]

  • CNA C
    • C. II (bis) - 2 cilindri contrapposti raffreddato ad aria, cilindrata 1,4 L, potenza 38 hp, peso a secco 20,6 kg[3]
    • C. VI LR.C.43 - 6 cilindri in linea, cilindrata 4,2 L, potenza 150 hp, peso a secco 407 kg[3]
  • CNA D4 - 4 cilindri raffreddato ad aria

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ NASCE LA CNA in AeroClub Roma, http://www.aeroclubroma.it/aeroclub.htm. URL consultato il 19-04-2009.
  2. ^ Roma Urbe "City Airport" in Fiorenza de Bernardi, http://www.fiorenzadebernardi.it/. URL consultato il 19-04-2009.
  3. ^ a b (EN) Engines at Milan, p.382 in Flight (from Flightglobal Archive), http://www.flightglobal.com/home/default.aspx, 14 ottobre 1937. URL consultato il 6 dicembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Ferrari, L'aeronautica italiana: una storia del Novecento, Franco Angeli, Milano, 2004
  • Massimo Ferrari, Le ali del ventennio: l'aviazione italiana dal 1923 al 1945, Franco Angeli, Milano, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]