Bernardino da Feltre

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Beato Bernardino da Feltre
Beato Bernardino da Feltre
Nascita 1439, Feltre
Morte 28 settembre 1494, Pavia
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1654
Santuario principale Chiesa di Santa Maria del Carmine, Pavia

Bernardino da Feltre, al secolo Martino Tomitano (Feltre, 1439Pavia, 28 settembre 1494), è stato un presbitero e religioso italiano dei Frati Minori Osservanti. La Chiesa cattolica lo venera come beato dal 1654.

Indice

[modifica] Biografia

Primo di dieci figli, nacque a Feltre, sul finire del 1439, da Donato Tomitano e da Corona Rambaldoni, nobili facoltosi di Feltre. La sua vivace intelligenza lo rende naturalmente portato per lo studio, che mise molto a profitto a Padova dove studiò diritto. In seguito insegnerà per alcuni anni grammatica.

Fu molto impressionato dalle prediche del francescano Giacomo della Marca, discepolo di Bernardino da Siena e pur trovando forti contrasti in famiglia, decise di entrare nell'ordine francescano dei frati Minori Osservanti nel 1456.

Fu ordinato sacerdote nel 1463. Fu noto predicatore, fustigatore di costumi licenziosi e dell'usura, si adoperò molto nel cercare di sottrarre la povera gente dal debito ad usura, che era sì condannata dalla Chiesa, ma che veniva praticata su vasta scala. Nel suo fanatismo religioso, si scagliò contro gli ebrei, ritenuti gli assassini di Cristo, e fu tra coloro che causarono il maggior numero di morti nella comunità ebraica italiana del tempo: nel 1475, a Trento, si fece responsabile, con le sue prediche antiebraiche, della condanna a morte di 15 membri della comunità ebraica locale. Gli ebrei erano stati accusati ingiustamente della morte di Simonino, un fanciullo trovato morto nel quartiere ebraico, che fu riconosciuto come beato dalla Chiesa cattolica per il suo presunto martirio nel 1588, fino al 1965, quando la beatificazione è stata annullata per l'infondatezza storica della vicenda.

[modifica] Attività pastorale

Fondò vari Monti di Pietà: a Mantova (1484), a Padova (1491), a Crema, a Pavia (1493), a Montagnana e a Monselice (1494). Era di fisico minuto e di salute cagionevole, ma impressionava tutti nella sua grande vitalità e forza, prodigandosi in continui spostamenti, per la predicazione e in un costante lavoro di assistenza agli ammalati, durante la peste che colpì Padova nel 1478 non smise di predicare.

Il suo fervore nell’assistere gli ammalati lo portò a contrarre la tisi di cui morirà. Fu molto contrastato dai suoi confratelli nel pretendere nelle operazioni di prestito un piccolo margine che permetteva di mantenere l'attività sostenibile finanziariamente.

[modifica] La difesa dei deboli

La sua opera di predicazione e di concreto aiuto ai più deboli lo rese inviso, oltre che alle classi dominanti ricche, anche ai potenti. Fu cacciato dal duca Ludovico il Moro da Milano, per aver confutato in pubblico un famoso astrologo della corte del duca. Venne cacciato da Firenze nel 1476 per la sua inflessibile predicazione contro i soprusi dei banchieri e dei potenti.

[modifica] Esilio da Venezia

Subì un esilio perpetuo da parte della Serenissima per ribellione, esilio che venne revocato nel 1487. Questa figura di predicatore è anche vista ingiustificatamente come responsabile di un’aumentata intolleranza della popolazione del meridione della penisola verso gli ebrei. Essi in buona parte non erano colpevoli di esercitare il prestito su pegno, unica attività loro consentita oltre la "strazzeria", ma dovettero subire le colpe di quelli, anche non ebrei, che la praticavano.

Bernardino morì il 28 settembre del 1494 a Pavia. Molto venerato dalla gente e all'interno del suo ordine, venne beatificato nel 1654. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Pavia.

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