Chiesa di San Giovanni Evangelista (Ravenna)

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Coordinate: 44°25′04.4″N 12°12′20.43″E / 44.417889°N 12.205676°E44.417889; 12.205676

Chiesa di San Giovanni Evangelista
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Ravenna-Stemma.pngRavenna
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare San Giovanni Evangelista
Diocesi Arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Consacrazione 426
Stile architettonico Paleocristiano, romanico, gotico
Inizio costruzione 425
Completamento 434

La chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna, detta anche dei Santi Nicandro e Marciano (martiri nel 303 d.C. a Venafro), è la chiesa più antica della città, situata nei pressi della stazione ferroviaria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Venne costruita per volontà di Galla Placidia in seguito ad un voto fatto all'evangelista Giovanni durante la traversata che da Costantinopoli la condusse a Ravenna nel 424: viste le pessime condizioni atmosferiche, la sovrana promise che, se avesse toccato terra, avrebbe costruito una chiesa dedicata a Giovanni nel luogo dello sbarco.

Nel Medioevo la chiesa divenne la sede di un gruppo di monaci benedettini che vi costruirono accanto un importante monastero. Nel '300 la chiesa e il monastero furono rinnovati seguendo il gusto gotico; di quell'intervento resta l'interessantissimo portale.

Durante la Seconda guerra mondiale la chiesa venne bombardata dagli angloamericani e pesantemente danneggiata, in seguito fu poi restaurata.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giovanni Evangelista sorge lungo via Carducci, non lontano dalla stazione ferroviaria.

Tutto l'edificio, all'esterno, presenta un paramento murario a mattoni a vista.

La chiesa è preceduta da un recinto quadrangolare delimitato da un muro anch'esso in mattoni a vista. Sul lato corto, quello posto di fronte al portale della chiesa, in asse con quest'ultimo, si apre un grande portale marmoreo gotico del XIV secolo. Questo, con profonda strombatura ogivale, è riccamente decorato con statue e bassorilievi: nella lunetta, è raffigurata l'Apparizione di San Giovanni a Galla Placidia, affiancata da due gruppi di angeli; ai lati della strombatura, vi è l'Annunciazione; nel timpano, invece, al centro c'è il bassorilievo San Giovanni e un imperatore (probabilmente Valentiniano III), alla sua sinistra San Barbaziano con sacerdoti, alla sua destra Galla Placidia con soldati e, sopra, il Redentore.

La facciata della chiesa è molto semplice, priva di qualsiasi decorazione. Presenta un alto protiro medioevale, molto semplice, costituito da un arco sporgente dal muro e sorretto da due pilastri in mattoni. Sotto di esso, si aprono il portale ed una monofora ad arco.

Il campanile, alto ben 42 metri, a pianta quadrata, è attribuito al X sec.; due delle sue quattro campane, la Marzia e la Dolorosa, sono state fuse nel 1208 dal celebre fonditore Roberto il Sassone e sono fra le più antiche in Italia ad essere datate e firmate. Le altre due risalgono l'una al 1635 e l'altra al 1693 e sono state realizzate rispettivamente dai fonditori Giulio Scaramelli di Ravenna e Giacinto Landi di Imola.

Alla destra della chiesa si apre il chiostro del XVI secolo, con portico su tre lati.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Interno

L'interno della chiesa è a pianta basilicale, con tre navate, terminanti con abside (navata centrale), diaconicon (navata di sinistra) e prothesis (navata di destra). La copertura delle navate, coperte con capriate lignee a vista, sono divise da due file di dodici colonne ciascuna; le colonne presentato, oltre al capitello, anche un alto pulvino, di derivazione bizantina e tipico delle chiese paleocristiane ravennati.

Lungo le due navate laterali, gemelle, si trovano dei frammenti musivi con vari soggetti (geometrici nella navata destra, animali in quella sinistra). A metà della navata di sinistra, si apre una cappella gotica, del XIV secolo, a pianta quadrata e coperta con volta a crociera. Presenta, sul soffitto, dei frammenti di affresco raffiguranti santi, dottori della Chiesa ed evangelisti. Sull'altare della cappella, un affresco raffigurante la Maddalena che tende le braccia alla Croce, alquanto deteriorato.

In fondo alla navata centrale, vi è l'abside, esternamente endecagonale ed, internamente, semicircolare, con copertura a capriate e sette monofore intervallate da colonne marmoree. Al centro, ospita l'altare maggiore a cassa, costituito da elementi di varia epoca, tra cui alcuni del V secolo. Sulla parete di fondo, invece, la cattedra, costruita nel 1267 dall'arcivescovo di Ravenna Filippo Fontana. Ai lati dell'abside vi sono il diaconicon, alla sinistra, e la prothesis, a destra, entrambi a pianta quadrata e coperti con travi a vista. La prothesis ospita un altare a cippo del V-VI secolo ed un affresco del XV secolo della Madonna col Bambino.

Nel XIV secolo l'abate del monastero che reggeva la chiesa, Guglielmo, fece istoriare il musaico pavimentale con episodi della Quarta Crociata. Alla metà del Settecento si trovavano sotto il pavimento calpestabile. Furono estratti e ricomposti in pannelli quadrangolari. Dopo il 1763 i pannelli furono apposti lungo le pareti della Basilica, lungo la quale sono osservabili tutt'oggi.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Sotto la penultima arcata tra la navata centrale e la navata laterale sinistra, si trova l'organo a canne Mascioni opus 968, costruito nel 1974.

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32. La cassa, di fattura geometrica, presenta una mostra in tre campi, ciascuno dei quali composto da 7 canne di Principale con bocca a mitria allineate orizzontalmente. Sul retro della cassa, esternamente, vi sono le canne del registro di Subbasso.

La disposizione fonica dello strumento è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Ottava 4'
Ripieno 4 file
Flauto camino 8'
Seconda tastiera - Positivo aperto
Flauto aperto 8'
Flauto conico 4'
Quintadecima 2'
Pedale
Subbasso 16'

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

(LA)
« S(AN)C(T)E IOHANN(E) ARCHAM. XPI ACCEPTA TIBI SIT ORATIO SERVI TUI »
(IT)
« O San Giovanni, sull'altare di Cristo ti sia gradita l'orazione del tuo servo »
(Iscrizione sull'altare maggiore)

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wladimiro Bendazzi e Riccardo Ricci, Ravenna. Guida alla conoscenza della città. Mosaici arte storia archeologia monumenti musei, Ravenna, Edizioni Sirri, 1992. ISBN 88-86239-00-9.
  • Luca Mozzati, Le grandi città d'arte italiane. Ravenna, Milano, Electa, 2007. ISBN 9771827965353

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