Carnunto

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Coordinate: 48°06′58″N 16°51′30″E / 48.116111°N 16.858333°E48.116111; 16.858333

Carnuntum
Mappa di Carnuntum.gif
Carnuntum: la fortezza legionaria, il forte ausiliario ed il centro civile (canabae).
Periodo di attività forte ausiliario dopo il 6 fino al 50
fortezza legionaria dal 50[1][2] al IV secolo
Località moderna Petronell-Carnuntum
Unità presenti truppe ausiliarie (località Bad Deutsch-Altenburg) Ala I Thracum;[3]
Cohors I Alpinorum (equitata);[4]
legioni: legio XV Apollinaris[5] dal 50 al 63
X Gemina[6] dal 63 al 70
XV Apollinaris dal 70 al 113
per un breve periodo la legio I Adiutrix (ex Belgica forse in sostituzione provvisoria della legio XV)[7]
XIIII Gemina[8] dal 113 al IV secolo
Dimensioni castrum 480 × 368 metri, pari a 17,60 ha
Provincia romana Pannonia superiore
Status località Colonia attorno al 214[9] e capitale di provincia dal 103/104
Battaglie nei pressi durante le guerre marcomanniche nel 170

Carnunto (latino: Carnuntum; greco: Καρνοιις), centro di origine celtica, fu in seguito un'importante fortezza legionaria (misurava 480 × 368 metri, pari a circa 17,6 ha) dell'Impero romano a partire dal 50 e sede della Flotta Pannonica, diventando anche sede, prima del governatore della Pannonia e poi (nel 103/106) della Pannonia superior; attualmente si trova in Austria, nel comune di Petronell-Carnuntum.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Limes pannonicus e Dislocazione delle legioni romane.

Il centro era originariamente celtico; il nome deriva da kar- o karn-, che significa roccia.

Da Augusto a Claudio (6 - 50 d.C.)[modifica | modifica wikitesto]

La campagna germanica di Tiberio e del suo legato, Gneo Senzio Saturnino, del 6 in Marcomannia contro le armate di Maroboduo ed il progetto di creare la nuova provincia di Germania Magna.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Occupazione romana della Germania sotto Augusto.

Sotto il principato di Augusto, fu base delle operazioni di Tiberio durante la sua campagna contro Maroboduo, re dei Marcomanni del 6.[10][11]

Carnuntum cominciò a subire l'influenza latina a partire da un primo insediamento di un forte alla fine del regno di Augusto o agli inizi del regno di Tiberio attorno al 17-19, in coincidenza con la sconfitta subita da Maroboduo, in lotta con il principe dei Cherusci, Arminio. Dopo questi avvenimenti Maroboduo chiedeva asilo politico a Tiberio e veniva confinato a Ravenna.

È solo nel 50 che una legione, la XV Apollinaris,[2] fu inviata ad affiancare il forte ausiliario di truppe di cavalleria in zona, come ci racconta Tacito[12], quando l'imperatore Claudio, pur rifiutando di intervenire direttamente in una nuova contesa tra i popoli germanici (si trattava di Quadi e Marcomanni, relativamente alla caduta del loro re Vannio), ordinò al governatore della Pannonia «di disporre una legione con un corpo scelto di ausiliari sulla riva del Danubio» per proteggere i perdenti e dissuadere la parte di barbari vittoriosi dalla tentazione di invadere la provincia pannonica. A questo periodo apparterrebbe un castrum ausiliario di ala quingenaria di cavalleria a 1,2 miglia a sud-ovest della fortezza legionaria.

Il castra legionario dal 50 al IV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della disposizione delle legioni romane nel 50: a Carnuntum era di stanza la Legio XV Apollinaris.

Le legioni che qui risiedettero furono:

La città, già fortezza legionaria, con la divisione della Pannonia in Inferiore e Superiore operata da Traiano nel 103-104, divenne la capitale di quest'ultima provincia, al centro di un sistema di fortificazioni, che da Vindobona (oggi, Vienna) a Brigetio (l'odierna Szőny) controllava l'intero corso del medio Danubio.

Da Adriano alle guerre marcomanniche[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Giove Dolicheno con stele funeraria dedicata a Commodo da parte di un centurione romano della legio X Gemina.[13]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre marcomanniche.

Elevata allo status di municipio da Adriano, ricevette il nome di Aelium Carnuntum, essendo "Elia" il nome della gens dell'imperatore. L'importanza della città, sede anche di un fiorente mercato dell'ambra destinata all'Italia, è attestata anche dalla presenza di due imperatori:

Dai Severi alla crisi del III secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasioni barbariche del III secolo.

Sotto i Severi (193-235), Carnuntum ebbe un momento di vero boom economico, raggiungendo le dimensioni massime del suo abitato (canabae) intorno alla fortezza legionaria. Con l'avvento di Caracalla,[9] fu elevato a colonia il centro civile di Carnuntum (Colonia Septimia Aurelia Antoniana) insieme a quello di Brigetio.[14] Nel 260, durante il regno dell'imperatore Gallieno, le armate pannoniche si ribellarono al potere centrale eleggendo l'usurpatore Regaliano, il quale istituì una zecca che coniò monete raffiguranti lo stesso e la moglie Sulpicia Dryantilla.[15] Fu poco dopo ucciso dai suoi stessi soldati probabilmente a Carnuntum.

Il IV e V secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasioni barbariche del IV secolo, Campagne suebo-sarmatiche di Valentiniano I e Invasioni barbariche del V e VI secolo.

Nel novembre del 308 la città fu sede del cosiddetto Convegno di Carnunto, a cui parteciparono l'allora Augusto Galerio, Massimiano e Diocleziano, i due precedenti Augusti, nel tentativo di risolvere la crisi in cui versava l'istituto della Tetrarchia,[16][17] come testimonia un'iscrizione di quell'anno qui rinvenuta che recita:

(laCIL III, 4413.)
« D(eo) S(oli) I(nvicto) M(ithrae) fautori imperii sui Iovii et Herculii religiosissimi Augusti et Caesares sacrarium restituerunt »
(IT)
« Al dio Sole invitto Mitra, sostenitore del loro impero, gli Augusti ed i Cesari, Iovii ed Herculii, devotissimi, restaurarono il suo santuario »

La città subì una pesante distruzione nel 374, a causa di una nuova incursione di Quadi e Iazigi, costringendo l'imperatore Valentiniano I, a programmare in territorio germanico, proprio dalla fortezza legionaria di Carnuntum, una spedizione dimostrativa che si rivelò assai felice.[18][19] Nel corso di questa campagna militare, entrambe le fortezze legionarie di Brigetio e Carnuntim furono rinnovate per l'ultima volta, pur non tornando più agli antichi splendori, tanto che Carnuntum perse le proprie funzioni di centro militare a favore della vicina Vindobona. Valentiniano I morì, al termine delle sue campagne militari contro i Quadi nel 375, come ci racconta Ammiano Marcellino.[20]

Sono state, infine, individuate tracce di antichi insediamenti databili alla prima metà del V secolo, all'interno dell'ex campo militare dove probabilmente si era ritirata la maggior parte della popolazione civile, che potrebbe aver abbandonato questo nuovo sito solo nella seconda parte del secolo.

Durante il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Medioevo.

Durante il Medioevo fu occupata dagli Slavi (che la chiamavano Carantano e vi accolsero l'esule longobardo Arnefrido)[21], prima di essere definitivamente distrutta dagli Ungari.

Archeologia del sito[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XVIII secolo molte delle antiche rovine furono rimosse, poiché costituivano un ostacolo naturale all'utilizzo agricolo dei campi circostanti l'area archeologica. Il marmo fu utilizzato per la produzione di calce. A partire dal 1850 gli scavi, tuttavia, cominciarono a raccogliere principalmente i reperti di maggior valore, mentre le strutture insediative che sporgevano erano per lo più ricoperte di terra o demolite. Dal 1877 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale cominciarono in modo scientifico le indagini archeologiche su larga scala, che si concentrarono inizialmente sulla fortezza legionaria e, in misura minore, sulle canabae tutte intorno; dal 1950 le indagini archeologiche si spostarono sull'abitato civile.

La fortezza legionaria[modifica | modifica wikitesto]

Stele funeraria di un certo Titus Calidius della legio XV Apollinaris.[22]
Pianta della fortezza legionaria di Carnuntum, costruito nel 50 circa sotto l'imperatore Claudio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortezza legionaria e limes pannonicus.

La fortezza legionaria di Carnuntum fu costruita nel 50 circa insieme al castrum ausiliario di Arrabona (Győr) dalla legio XV Apollinaris, e rimane il più antico sito militare noto lungo il limes pannonicus. Entrambi i campi si trovavano lungo una rete di collegamenti stradali della provincia pannonica che conducevano nell'interno con Savaria, la più antica colonia della Pannonia, che poi continuava lungo la via dell'ambra fino a Poetovio e da lì fino in Italia ad Aquileia. Le dimensioni della fortezza erano di 480x368 metri, pari a 17,60 ha. Questo accampamento era la sede del legatus legionis ma non del Legatus Augusti pro praetore della Pannonia superiore, che risiedeva invece in un palazzo nelle vicine canabae.

L'accampamento si trova attualmente in località Petronell-Carnuntum, su terreni in gran parte di tipo agricolo, offrendo eccellenti opportunità per future indagini archeologiche del sito, come la misurazione geofisica e le fotografie aeree. Il campo aveva un perimetro irregolare con tutto intorno un fossato. Il fronte esposto a nord del campo, si trova poi affacciato sul vicino Danubio.

I primi scavi in modo sistematico risalgono al periodo 1877-1914, i quali misero in evidenza gran parte dell'originale struttura del campo militare (di quasi 18 ettari), dell'epoca traianea della legio XIV Gemina qui di stanza in sostituzione della XV Apollinaris partita per il fronte orientale. Fu così scavato gran parte della fortezza, i Principia (1), il Praetorium (2), l'ospedale militare (Valetudinarium, nella foto qui a fianco il n.5), tre delle sei case dei tribuni militari (3) e tre edifici commerciali di grandi dimensioni nella metà orientale del campo. Gli ultimi scavi risalgono invece ad anni più recenti (1968-1977) a cura dell'Accademia Austriaca delle Scienze in collaborazione con l'Istituto Austriaco Archeologico.

Canabae legionis[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canabae.

Le canabae legionis, circondavano l'accampamento legionario di Carnuntum su tre lati ed erano percorse da tre importanti strade:

  1. la strada del cosiddetto limes pannonicus che attraversava l'abitato civile da Ovest fino a congiungersi con la Via principalis della fortezza legionaria, parallela al Danubio;
  2. la strada che attraversava le canabae nella sua parte sud-orientale dalla porta decumana e proseguiva verso il forte di Gerulata (Rusovce);
  3. la cosiddetta via dell'ambra che dalla Porta principalis sinistra del campo legionario, conduceva verso sud a Scarbantia, Savaria e Poetovio fino in Italia ad Aquileia, lungo la quale sono stati trovate numerose lapidi funerarie.

Al centro della vita sociale ed economica delle canabae vi era come spesso accadeva in altri centri del genere, un grande forum (piazza) di 225,6 x 182 metri, circondata da alti colonnati lungo l'angolo sud-ovest del campo. Si affacciava poi direttamente sul Danubio il palazzo del governatore (Praetorium), che a causa di continue frane del vicino argine del fiume, è stato in buona parte smantellato. Sul lato orientale delle canabae vi era poi un anfiteatro militare di 97,55 × 76,40 metri a circa 110 metri dal lato nord-est del campo militare, con l'ingresso principale che conduceva al santuario dedicato a Nemesi. Vi era, infine, sempre ad est della fortezza legionaria, un grosso impianto termale, un santuario dedicato a Liber e Libera ed un tempio dedicato ad una divinità eliopolitana.

Immagini significative delle canabae e dell'anfiteatro militare[modifica | modifica wikitesto]

Forte ausiliario di Ala di cavalleria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi castrum, Ala (esercito romano) e Cavalleria (storia romana).

Presumibilmente sotto l'imperatore Domiziano (81-96), ad Ovest della grande fortezza legionaria fu costruito un forte per un'unità di cavalleria ausiliaria di 500 armati delle misure di 225 × 178 metri, in un primo momento in legno e terra, poi in pietra. Qui soggiornarono l'Ala I Tungrorum Frontoniana[23] (almeno al tempo di Traiano[24]), alcune vexillationes dell'Ala milliaria Pannoniorum Tampiana,[25] l'Ala III (?) Victrix Thracum[26] e forse per un breve periodo Ala I Arevacorum.[27]

Scuola gladiatoria e anfiteatro[modifica | modifica wikitesto]

Restituzione compiuterizzata della scuola sulla base dell'immagine fornita dai rilievi geofisici.

Una scuola gladiatoria risalente al III secolo fu scoperta nel 2011 nelle vicinanze dell'anfiteatro grazie al ricorso a tecniche di prospezione geofisica tramite georadar.[28]

Le immagini fornite dal radar hanno rilevato la presenza di un complesso di edifici estendentesi per 2.800 mq sull'intera superficie del sito, comprendente la scuola ed alcuni edifici adiacenti. Il centro dell'edificio era occupato da un cortile che comprendeva un campo di addestramento circolare di 19 mq, una piccola arena dominata da sedili di legno e la terrazza del capo addestratore. L'intero complesso a forma trapezioidale si articolava in una parte destinata alle celle dormitorio del gladiatori, presso i due lati disposti ad ovest e a sud, un'altra a nord occupata da una sala di allenamento con pavimenti riscaldati e da piccole terme, nonché un'ampia aula destinata forse alle riunioni dei gladiatori e infine un terzo lato a est rappresentato dagli uffici amministrativi.[28]

Fuori dalle mura, le scansioni radar hanno mostrato quello che gli archeologi hanno supposto fosse un'area cimiteriale per le persone rimaste uccise durante le esercitazioni.

Centro civile[modifica | modifica wikitesto]

L'anfiteatro romano del centro civile di Carnuntum.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vicus.

Al di fuori del campo militare, ad occidente dello stesso, fu creato un centro civile a partire dalla seconda metà del I secolo lungo la strada del limes, che inizialmente non aveva alcun diritto civile (vicus). L'insediamento ebbe un buon livello di sviluppo economico e demografico, tanto che sotto l'imperatore Adriano (117-138) fu elevato al rango di Municipium (Municipium Aelium Carnuntum) e sotto Settimio Severo (193-211) a quello di Colonia (Colonia Septimia). Aveva un Forum (piazza cittadina) che misurava 142 di lunghezza per 65 metri di larghezza, a nord del quale vi era un ampio complesso termale (scambiate in passato per rovine di un palazzo). Il municipiaum creato da Adriano fu circondato da mura che misuravano 1100 metri lungo il lato più lungo per 550 metri lungo quello più corto. Fu poi costruito un secondo anfiteatro di circa 111 × 127,5 metri a soli 300 metri a sud del centro civile. A sud dell'anfiteatro stesso sorgeva poi una chiesa paleocristiana, come sembra dalle recenti indagini aereo-archeologiche.

Gli scavi attuali sono indirizzati, attraverso un'indagine archeologica che tagli in modo trasversale l'abitato dell'antica colonia romana, a concentrarsi sul quartiere residenziale dove è stato recentemente indagato un altro impianto termale nella regione sud-est del centro civile. Queste cosiddette "passeggiate archeologiche" presso Petronell, rappresentano oggi il nucleo principale del "parco archeologico di Carnuntum".[29]

Immagini e ricostruzioni di una piccola domus del centro civile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casa romana.

Immagini e ricostruzioni di una Villa urbana del centro civile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa romana.

Heidentor[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagne suebo-sarmatiche di Costanzo II.

A circa 900 metri a sud del centro civile (municipium prima e poi colonia) di Carnuntum troviamo i resti del cosiddetto Heidentor, un monumento a quattro archi, oggi il simbolo di tutta la regione. L'interpretazione di questo arco quadrifronte (dal greco Tetrapylon) è da sempre controverso. Lo si è interpretato come un monumento politico, non però collegabile, come era caduto in passato, alla riunione dei tetrarchi del 308 che si tenne proprio a Carnuntum Imperial, ma per lo più collegabile ad un arco trionfale dell'epoca di Costanzo II e forse alle sue campagne militari in Sarmatia, sempre che non sia da collegarlo a Valentiniano I ed alle sue campagne in Marcomannia.

Il santuario di Pfaffenberg[modifica | modifica wikitesto]

A causa di una vicina cava nei pressi della località di Pfaffenberg, che si trova ad Oriente di Carnuntum, non è stato possibile indagare adeguatamente un santuario dedicato a Giove ed al culto imperiale, il quale includeva una serie di edifici di culto ed un piccolo anfiteatro. Le più antiche iscrizioni risalirebbero alla metà del I secolo. Qui i riti sembra fossero ancora esistenti nel IV secolo sebbene, a partire dal 313 (editto di Milano), si era posto fine ufficialmente ad ogni tipo di persecuzione religiosa, e si proclamava la neutralità dell'Impero nei confronti di ogni fede.

Parco archeologico e Museo carnuntino[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Archeologico di Carnuntum è l'area occupata non solo dal Museo (nei pressi di Bad Deutsch-Altenburg, che conserva numerosi reperti di tutta l'area archeologica circostante fin dal 1904), ma dalle antiche rovine della città romana di Carnuntum in località Petronell-Altenburg nella Bassa Austria. Tale parco sorse a partire dal 1970 circa, quando si decise di rievocare (con ricostruzioni architettoniche/scenografiche ed eventi in costume, come i giochi equestri o gladiatorii del mondo antico) la vita dell'epoca per le generazioni attuali, e far loro capire ed apprezzare meglio la Storia di quel periodo. Oggi nel Parco Archeologico di Carnuntum ci sono continui interventi per rendere le ricostruzioni sempre più fedeli a quelle dell'antica Roma, con edifici (come la casa del mercante Livio o la Villa urbana aperta nel 2008) e spettacoli gladiatorii di 2.000 anni fa. Lo stile architettonico delle ricostruzioni è ispirato al IV secolo.

L'investimento complessivo di questo "Parco tematico" per immergersi nella Storia, degli anni 2006-2011, è stato di €.26 milioni, che ha visto il Parco completamente ristrutturato e riorganizzato. Si è così disposto di ricostruire un intero quartiere romano, il più fedelmente possibile, impiegando fino a 120 persone per scavi, animazione e gestione dell'intera struttura, tanto che si è raggiunta la ragguardevole cifra di 130 000 visitatori all'anno.

Si è inoltre proceduto alla ricostruzione di un palazzo con cazzuole, scalpelli e martelli, come in epoca romana. Per la malta è usata, come nel III-IV secolo la sabbia del vicino fiume mischiata a calce; sono state poi utilizzate per le strutture del tetto, travi e pietre di case ormai demolite dell'ambiente circostante. È stato poi ricostruito un impianto di riscaldamento sotto il pavimento (Hypocaustum) esattamente come in epoca romana. E la vicinanza con il Parco Nazionale del Danubio ha sicuramente rafforzato il turismo nella regione. Nel 2006, infine, si sono celebrati numerosi eventi per celebrare i 2.000 anni del sito (fortezza legionaria), dalla avanzata in territorio germanico delle armate romane di Tiberio nel 6 contro i Marcomanni di Maroboduo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Publio Cornelio Tacito, Annales, XII.29.2.
  2. ^ a b J. Fitz, Le province danubiane, in Storia dei Greci e dei Romani, vol. 16, I principi di Roma. Da Augusto ad Alessandro Severo, Milano 2008, pag. 495.
  3. ^ AE 2006, 1065.
  4. ^ AE 2006, 1066
  5. ^ AE 2006, 1061; AE 2002, 1166.
  6. ^ AE 2006, 1062; AE 1997, 1252.
  7. ^ AE 2002, 1167a-b; AE 1995, 1264.
  8. ^ AE 1997, 1254a-c; AE 2006, 1063; AE 2006, 1072; AEA 1993/98, 277a-b.
  9. ^ a b J. Fitz, The Great age of Pannonia. Budapest 1982, pag. 14.
  10. ^ Velleio Patercolo, Historiae romanae ad Marcum Vinicium libri duo, II, 109, 5.
  11. ^ Manfred Kandler, Gli accampamenti militari di Carnuntum, in Roma sul Danubio, Roma 2002, pag. 121.
  12. ^ Tacito, Annales, XII, 29.2.
  13. ^ CIL III, 11134.
  14. ^ Làszlò Borhy, Brigetio accampamento dei legionari e municipium sul Danubio, in Traiano ai confini dell'Impero, a cura di Grigore Arbore Popescu (1998), pag. 88. P. Oliva, Pannonia and the onset of crisis in the roman empire. Praga 1962, pag. 340. Di Carnuntum si dice diventò colonia sotto i Severi, di Brigetio negli anni attorno al 210-220.
  15. ^ J. Morris, A. H. M. Jones e J. R. Martindale, The prosopography of the later Roman Empire, Cambridge University Press, 1992, pag. 273, ISBN 0521072336; Temporini, Hildegard e Wolfgang Haase, Aufstieg und Niedergang der römischen Welt, Walter de Gruyter, pag. 852, ISBN 3110049716.
  16. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 10, 4.
  17. ^ Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari-Roma 1973, vol.II, pag. 598.
  18. ^ Ammiano Marcellino, Storie, XXX, 5.2.
  19. ^ Anselmo Baroni, Cronologia della storia romana dal 235 al 476, pag. 1033.
  20. ^ Ammiano Marcellino, Storie, XXX 5,15 - XXX 6.
  21. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, V, 22.
  22. ^ CIL III, 11213.
  23. ^ RHP 213; CIL III, 6485.
  24. ^ CIL XVI, 61.
  25. ^ AEA 1993/98, 274; AE 1989, 619; AE 1997, 1251; CIL III, 4466.
  26. ^ AE 2006, 1065; RHP 173; AE 2001, 1652; AE 1937, 78.
  27. ^ AE 1978, 619.
  28. ^ a b Una scuola gladiatoria a Carnunto. URL consultato l'11/07/2014.
  29. ^ Sito del parco archeologico di Carnuntum.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, a cura di G. Arbore Popescu, Traiano. Ai confini dell'Impero, Venezia 1998.
  • AAVV, "Carnuntum", Encyclopædia Britannica, 1911.
  • AAVV, a cura di M. Buora e W. Jobst, Roma sul Danubio, Roma 2002.
  • J. Fitz, The Great age of Pannonia, Budapest 1982.
  • J. Fitz, Le province danubiane, in Storia dei Greci e dei Romani, vol.16, I principi di Roma. Da Augusto ad Alessandro Severo, Milano 2008.
  • Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari-Roma 1973.
  • A. Mocsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974.
  • P. Olivia, Pannonia and the onset of crisis, Praga 1962.
  • M. Pavan, Dall'Adriatico al Danubio, Padova 1991.
  • Z. Visy, The Ripa Pannonica in Hungary, Budapest 2003.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]