Lingue goideliche

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Le lingue goideliche o gaeliche sono un ramo delle Lingue celtiche insulari. Le lingue celtiche vengono tradizionalmente classificate in continentali e insulari; queste ultime sono a loro volta divise in goidelico e brittonico. Al gruppo goidelico appartengono l'irlandese (Gaeilge), il gaelico scozzese (Gàidhlig), e il mannese (Gaelg, estinto nel 1974 e più recentemente ripreso dalla popolazione locale).

Tra il III e il VI secolo il goidelico fu portato dai celti d'Irlanda (conosciuti come Scoti dai romani), che assimilarono i Pitti (che vivevano nell'area e che probabilmente parlavano una lingua brittonica).

Come risulta da alcune attestazioni, un tempo le lingue goideliche erano diffuse anche in Europa: in Galizia (in Spagna), in Portogallo, nell'area di Marsiglia e in quella delle sorgenti della Senna, in alcune zone della Svizzera e dell'Austria. L'unica forma scritta del Goidelico è l'Ogham, utilizzato dal IV/V secolo al XV, soprattutto per sculture in pietra o legno. La più antica forma scritta di Goidelico è l'irlandese primitivo, attestato in iscrizioni oghamiche di IV secolo. L'irlandese antico fu invece utilizzato dal VI al X secolo sui margini dei manoscritti religiosi in latino. L'irlandese medio, antenato delle moderne lingue goideliche, fu invece usato nel linguaggio letterario irlandese e scozzese fino al XVII secolo e nei due paesi fino al XVIII. In seguito all'espansione coloniale e allo spopolamento forzato delle Highlands scozzesi (e ai conseguenti genocidi e pulizie etniche), il gaelico scozzese si diffuse anche in Canada (Gaelico Canadese), Nuova Zelanda ed in altre colonie.

Spesso chiamato irlandese classico, le forme scritte dell'irlandese moderno e del gaelico scozzese sono semplici modernizzazioni della lingua classica.

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